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Scheda Normativa

Norme Correlate

Decreto 05/09/ 2012

Regione Sicilia - Norme sulle misure di prevenzione e protezione dai rischi di caduta dall’alto da predisporre negli edifici per l’esecuzione dei lavori di manutenzione sulle coperture in condizioni di sicurezza

Legge regionale 15/05/ 1986 n. 26

Regione Sicilia - Norme integrative della legge regionale 10 agosto 1985, n. 37, relativa a "Nuove norme in materia di controllo della attività urbanistico - edilizia, riordino urbanistico e sanatoria delle opere abusive"

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Legge regionale 10/08/1985 n. 37

(Gazzetta regionale 17/08/1985 n. 35)

Regione Sicilia - Nuove norme in materia di controllo dell' attività urbanistico -edilizia, riordino urbanistico e sanatoria delle opere

Regione Siciliana
L'Assemblea Regionale ha approvato
Il Presidente regionale promulga

Capo I
Controllo dell' attività urbanistico - edilizia

ARTICOLO 1

Applicazione della legge 28 febbraio 1985, n. 47
La legge 28 febbraio 1985, n. 47 recante "Norme in
materia di controllo dell' attività urbanistico - edilizia,
sanzioni, recupero e sanatoria delle opere abusivE" e
successive modifiche ed integrazioni, ad eccezione degli
articoli 3, 5, 23, 24, 25, 29 e 50, si applica nella Regione
siciliana con le sostituzioni, modifiche ed integrazioni
di cui alla presente legge.
Nei casi in cui la predetta legge fa riferimento al Presidente
della Giunta regionale, a tale organo deve intendersi
sostituito l' Assessore regionale per il territorio
e l' ambiente e al Provveditore alle opere pubbliche
deve intendersi sostituito l' Assessore regionale per i
lavori pubblici.

ARTICOLO 2

Vigilanza sull' attività urbanistico - edilizia
L' art. 4 è modificato come segue:
"Il sindaco esercita la vigilanza sull' attività urbanistico -
edilizia nel territorio comunale per assicurarne
la rispondenza alle norme di legge e di regolamento,
alle prescrizioni degli strumenti urbanistici ed alle
modalità esecutive fissate nella concessione o nell' autorizzazione.
Il sindaco, quando accerti l' inizio di opere eseguite
senza titolo su aree assoggettate, da leggi statali, regionali
o da altre norme urbanistiche vigenti o adottate,
a vincolo di inedificabilità , o destinate ad opere e spazi
pubblici ovvero ad interventi di edilizia residenziale
pubblica di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 167 e successive
modificazioni ed integrazioni, provvede alla demolizione
e al ripristino dello stato dei luoghi. Qualora
si tratti di aree assoggettate alla tutela di cui al
regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3267, o appartenenti
ai beni disciplinati dalla legge 16 giugno 1927, n. 1766,
nonchè delle aree di cui alle leggi 1º giugno 1939,
n. 1089 e 29 giugno 1939, n. 1497 e successive modificazioni
ed integrazioni, il sindaco provvede alla demolizione
ed al ripristino dello stato dei luoghi, previa
comunicazione alle amministrazioni competenti le quali
possono eventualmente intervenire, ai fini della demolizione,
anche di propria iniziativa.
Ferma rimanendo l' ipotesi prevista dal precedente
comma, qualora sia constatata l' inosservanza di norme
prescrizioni di strumenti urbanistici, programmi
di attuazione, modalità esecutive della concessione e,
più in generale, di qualsiasi altra prescrizione gravante
sul costruttore, il sindaco ordina l' immediata sospensione
dei lavori, con riserva di emanare, entro i successivi
60 giorni, i provvedimenti che risultino necessari
per la modifica delle costruzioni o per la rimessa
in pristino.
L' ordinanza viene notificata al proprietario e al
titolare della concessione, se diverso dal proprietario,
nonchè all' assuntore e al direttore dei lavori che risultino
dalla domanda di concessione e dai documenti
in possesso del comune.
Detta ordinanza, annotata nel registro delle concessioni,
è comunicata all' Intendenza di finanza, agli enti,
agli uffici ed alle aziende di credito competenti per la
erogazione dei contributi o di altre provvidenze, agli
uffici competenti per la cessazione delle forniture o dei
servizi pubblici che siano stati ottenuti o che siano
erogati in funzione della regolarità della posizione del
titolare della concessione; nonchè , nelle zone vincolate
ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497, e della legge
2 febbraio 1974, n. 64, rispettivamente alla soprintendenza
e all' ufficio del Genio civile competenti.
Copia dell' ordinanza deve inoltre essere trasmessa
all' autorità giudiziaria competente.
Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, ove
nei luoghi in cui vengono realizzate le opere non sia
esibita la concessione ovvero non sia stato apposto il
prescritto cartello, ovvero in tutti gli altri casi di presunta
violazione urbanistico - edilizia, ne danno immediata
comunicazione all' autorità giudiziaria, all' Assessore
regionale per il territorio e l' ambiente ed al sindaco,
il quale verifica entro 30 giorni la regolarità delle
opere e dispone gli atti conseguenti.
Controlli ispettivi possono essere disposti anche dall'
Assessorato regionale del territorio e dell' ambiente
cui spetta la vigilanza sull' attività urbanistica dei comuni
ai sensi dell' art. 1 della legge 17 agosto 1942,
n. 1150".

ARTICOLO 3

Interventi sostitutivi
L' ottavo comma dell' art. 7 è così sostituito:
"I provvedimenti di cui all' art. 4 e quelli di cui ai
commi precedenti sono atti dovuti per il sindaco.
Nel caso di inerzia comunale, l' Assessore regionale
per il territorio e l' ambiente provvede a diffidare il
sindaco e contestualmente a dare comunicazione alla
competente autorità giudiziaria.
Nella ipotesi di grave danno urbanistico interviene
in via sostitutiva".

ARTICOLO 4

Determinazione delle variazioni essenziali
al progetto approvato
L' art. 8 è così sostituito:
"Costituiscono variazioni essenziali rispetto al progetto
approvato le opere aggiuntive abusivamente eseguite
quando si verifichi una o più delle seguenti condizioni:
a) un mutamento della destinazione d' uso che implichi
variazione degli standards previsti dal decreto
ministeriale 2 aprile 1968, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 97 del 16 aprile
1968;
b) un aumento della cubatura dell' immobile superiore
al 20 per cento;
c) un aumento della superficie utile calpestabile
e dell' altezza dell' immobile superiore al 10 per cento;
d) la riduzione dei limiti di distanza dai confini
o dai cigli stradali in misura superiore al 10 per cento,
rispetto a quelli prescritti;
e) il mutamento delle caratteristiche dell' intervento
edilizio, autorizzato su immobili esistenti, rispetto
alla classificazione dell' art. 20 della legge regionale
27 dicembre 1978, n. 71;
f) la violazione delle norme vigenti in materia
di edilizia antisismica, quando la stessa non attenga a
fatti procedurali.
Le variazioni di cui ai punti b e c non possono
comunque comportare aumenti nel numero dei piani
e delle unità abitative.
Per gli edifici la cui superificie utile calpestabile è
superiore a metri quadrati mille, la percentuale indicata
nella lett. c del primo comma è dimezzata per
la superficie eccedente il predetto limite.
Le variazioni di cui alle lettere b, c, d del primo
comma del presente articolo si applicano ai volumi
principali e non ai corpi accessori e volumi tecnici che
non sono valutati ai fini del calcolo delle cubature.
Inoltre le modifiche dei caratteri distributivi delle singole
unità abitative e dei complessi produttivi non
concorrono alla definizione di modifiche essenziali.
Qualora le modifiche indicate al primo comma vengono
introdotte su immobili sottoposti ai vincoli delle
leggi 1 giugno 1939, n. 1089 e 29 giugno 1939, n. 1497
nonchè su immobili ricadenti su parchi, riserve o in
aree protette da norme nazionali o regionali, esse sono
considerate agli effetti della presente legge come totale
difformità . Tutti gli altri interventi sui medesimi
immobili sono considerati variazioni essenziali".

ARTICOLO 5

Opere da eseguire previa autorizzazione
L' autorizzazione del sindaco sostituisce la concessione
per gli interventi di manutenzione straordinaria
e di restauro conservativo, così come definiti dall' art. 20
della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, per le
opere costituenti pertinenze o impianti tecnologici al
servizio di edifici già esistenti, per le occupazioni di
suolo mediante deposito di materiali o esposizioni di
merci a cielo libero, per le demolizioni, per l' escavazione
di pozzi e per le strutture ad essi connesse, per
la costruzione di recinzioni, con esclusione di quelle
dei fondi rustici di cui all' art. 6, per la costruzione di
strade interpoderali o vicinali, nonchè per i rinterri e
gli scavi che non riguardino la coltivazione di cave o
torbiere.
Le autorizzazioni, fatta eccezione per le opere da
eseguire in edifici gravati dai vincoli delle leggi 1 giugno
1939, n. 1089 e 29 giugno 1939, n. 1497 e successive
modifiche ed integrazioni, sono rilasciate dal sindaco
sentiti i pareri dell' ufficio tecnico comunale e dello
ufficiale sanitario, fermi restando eventuali altri pareri
o nulla osta richiesti dalle norme vigenti.
L' istanza per l' autorizzazione del sindaco ad eseguire
i lavori si intende accolta qualora il sindaco non
si pronunci nel termine di sessanta giorni dalla presentazione
della stessa. In tal caso il richiedente può
dare corso ai lavori dando comunicazione al sindaco
del loro inizio.
L' autorizzazione non comporta gli oneri previsti
dall' art. 3 della legge 28 gennaio 1977, n. 10.

ARTICOLO 6

Opere non soggette a concessione,
autorizzazione o comunicazione
Non sono soggette a concessione, ad autorizzazione,
a comunicazione al sindaco le seguenti opere:
- manutenzione ordinaria delgi edifici di cui alla
lett. a dell' art. 20 della legge regionale 27 dicembre
1978, n. 71;
- recinzione di fondi rustici;
- strade poderali;
- opere di giardinaggio;
- risanamento e sistemazione dei suoli agricoli
anche se occorrano strutture murarie;
- costruzione di serre;
- cisterne ed opere connesse interrate;
- opere di smaltimento delle acque piovane;
- opere di presa e distribuzione di acuee di irrigazione
da effettuarsi in zone agricole.
Le disposizioni del presente articolo nonchè dello
articolo precedente prevalgono su quelle contenute negli
strumenti urbanistici e nei regolamenti edilizi vigenti.

ARTICOLO 7

Opere eseguite in parziale difformità dalla concessione
All' art. 12 sono aggiunti i seguenti commi:
"Sono da considerare opere eseguite in parziale
difformità dalla concessione quelle le cui variazioni
siano al di sotto dei limiti fissati alle lettere b, c e d
dell' art. 4 della presente legge.
Non sono da considerare difformità parziali le variazioni
ai parametri edilizi che non superino, per
ciascuno di essi, la tolleranza di cantiere del 3 per
cento".

ARTICOLO 8

Rilevazioni aerofotogrammetriche
Al fine di esercitare il controllo dell' attività urbanistica
ed edilizia che si svolge nell' Isola, l' Assessore
regionale per il territorio e l' ambiente provvede a rilevamenti
aerofotogrammetrici, o eseguiti con altre tecnologie
di riprese in quota su tutto il territorio regionale,
con periodicità almeno quadriennale.
L' Assessore regionale per il territorio e l' ambiente
determina altresì con proprio provvedimento le parti
del territorio regionale da assoggettare a particolari
controlli e comunque a rilevamenti aerofotogrammetrici
almeno biennali.
I particolari controlli di cui al comma precedente
debbono in ogni caso riguardare le zone costiere e le
aree contermini ai centri urbani di maggiore rilevanza.
L' Assessore regionale per il territorio e l' ambiente
fornirà ad ogni comune le riprese fotogrammetriche
relative al proprio territorio affinchè il comune possa
provvedere al controllo urbanistico ed edilizio.
Nella prima applicazione della presente legge, lo
Assessore regionale per il territorio e l' ambiente provvede
ai rilevamenti di cui al primo comma entro il
31 marzo 1996.

CAPO II
Snellimento di procedure urbanistico - edilizie

ARTICOLO 9

Opere interne
L' art. 26 è così sostituito:
"Non sono soggette a concessioni nè ad autorizzazioni
le opere interne alle costruzioni che non comportino
modifiche della sagoma della costruzione, dei fronti
prospicienti pubbliche strade o piazze, nè aumento
delle superfici utili e del numero delle unità immobiliari,
non modifichino la destinazione d' uso delle costruzioni
e delle singole unità immobiliari, non rechino
pregiudizio alla statica dell' immobile e, per quanto
riguarda gli immobili compresi nelle zone indicate alla
lett. a dell' art. 2 del decreto ministeriale 2 aprile 1968,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
n. 97 del 16 aprile 1968, rispettino le originarie
caratteristiche costruttive. Ai fini dell' applicazione del
presente articolo non è considerato aumento delle superfici
utili l' eliminazione o lo spostamento di pareti
interne o di parte di esse. Non è altresì considerato
aumento di superficie utile o di volume nè modificazione
della sagoma della costruzione la chiusura di verande
o balconi con strutture precarie.
Nei casi di cui al comma precedente, contestualmente
all' inizio dei lavori, il proprietario dell' unità
immobiliare deve presentare al sindaco una relazione
a firma di un professionista abilitato alla progettazione,
che asservi le opere da compiersi e il rispetto
delle norme di sicurezza e delle norme igienico - sanitarie
vigenti.
Le sanzioni di cui all' art. 10, ridotte di un terzo, si
applicano anche nel caso di mancata presentazione
della relazione di cui al precedente comma.
Le disposizioni di cui ai commi precedenti non si
applicano nel caso di immobili vincolati ai sensi delle
leggi 1 giugno 1939, n. 1089 e 29 giugno 1939, n. 1497
e successive modificazioni ed integrazioni.
Gli spazi di cui all' art. 18 della legge 6 agosto 1967,
n. 765, così come integrato e modificato con l' art. 13
della legge regionale 26 maggio 1973, n. 21, costituiscono
pertinenze delle costruzioni, ai sensi e per gli effetti
degli articoli 817, 818 e 819 del codice civile".

ARTICOLO 10

Variazioni della destinazione d' uso degli immobili
In sede di formazione degli strumenti urbanistici
generali devono essere previsti i casi in cui è consentita
la variazione della destinazione d' uso degli immobili,
con esclusione del mutamento di destinazione degli
immobili dall' uso industriale ed artigianale in quello
residenziale nelle zone territoriali omogenee D) di
cui al decreto ministeriale 2 aprile 1968.
La variazione della destinazione d' uso degli immobili
deve essere compatibile con i caratteri della zona
territoriale omogenea in cui ricade l' immobile medesimo.
La variazione della destinazione d' uso, ove consentita,
è autorizzata dal sindaco previo parere dell' ufficio
tecnico comunale e dell' ufficiale sanitario e previo conguaglio
del contributo di concessione se dovuto.
In tutti i casi di inosservanza delle disposizioni di
cui al presente articolo si applicano le sanzioni di cui
all' art. 10 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 ed il conguaglio
del contributo di concessione se dovuto.

ARTICOLO 11

Varianti agli strumenti urbanistici
Le varianti agli strumenti urbanistici generali non
sono soggette alla preventiva autorizzazione dell' Assessorato
regionale del territorio e dell' ambiente.

ARTICOLO 12

Accessi al mare
I comuni costieri sono obbligati, in sede di formazione
degli strumenti urbanistici generali, a prevedere
i necessari accessi al mare con eventuali aree di parcheggio
pubblico.
Le antiche strade vicinali e comunali di accesso alle
spiagge abusivamente chiuse da privati devono essere
riaperte al transito pubblico entro 180 giorni dalla pubblicazione
della presente legge. I comuni provvedono
agli adempimenti necessari per il ripristino della percorribilità
e per i lavori eventualmente occorrenti.
Per l' esecuzione delle opere e degli interventi previsti
dal comma precedente i comuni provvedono con
i fondi della legge regionale 2 gennaio 1979, n. 1.

ARTICOLO 13

Opere di sostegno e di contenimento
in zone sottoposte a particolari vincoli
Nelle zone soggette a tutela ai sensi delle leggi
1 giugno 1939, n. 1089 e 29 giugno 1939, n. 1497, la costruzione
di muri di sostegno delle terre, di sottoscarpa,
di controriva, di parapetti stradali, di muri di recinzione
deve essere realizzata in muratura di petrame
a secco o con malta cementizia. Le costruzioni delle
predette strutture in calcestruzzo semplice o armato
sono consentite solo se realizzate con parametro esterno
in pietrame.

Capo III
Recupero urbanistico

ARTICOLO 14

Piani particolareggiati di recupero
Gli edifici residenziali, produttivi e di servizio, sorti
nei territori comunali della Regione in contrasto
gli strumenti urbanistici vigenti o in assenza o in
difformità di licenza o di concessione edilizia che costituiscono
agglomerti, ancorchè negli stessi risultino
incluse costruzioni regolarmente autorizzate, devono
essere individuati con riferimento alla data del 1º ottobre
1983, con deliberazione del consiglio comunale
entro novanta giorni dall' entrata in vigore della presente
legge.
Ai fini dell' individuazione degli agglomerati di cui
al primo comma del presente articolo sono fatte salve
le perimetrazioni degli agglomerati effettuate in base
alla legge regionale 29 febbraio 1980, n. 7 e successive
modificazioni.
Il recupero urbanistico degli agglomerati di cui ai
precedenti commi si realizza mediante piani particolareggiati.
Tali piani costituiscono varianti allo strumento urbanistico
generale.
Ove il piano particolareggiato di recupero interessi
aree o immobili vincolati ai sensi delle leggi 1 giugno
1939, n. 1089, e 29 giugno 1939, n. 1497 e successive
modificazioni, deve essere acquisito il parere delle
sovrintendenze competenti, che deve essere reso nel
termine di giorni 90 dal ricevimento della richiesta; trascorso
tale termine, il parere si intende reso favorevolmente.
La redazione dei piani particolareggiati di recupero
urbanistico è obbligatoria nel caso in cui gli agglomerati
individuati abbiano una consistenza volumetrica
non inferiore a 12 mila metri cubi per ettaro, prevalentemente
abusiva, a prescindere dal numero dei fabbricati
e dalla distanza esistente fra gli stessi e, nei
caso con volumetrie inferiori, a condizione che gli agglomerati
siano caratterizzati da gravi carenze igienico -
sanitarie e da degrado ambientale.
La redazione dei piani particolareggiati non sospende
la procedura per il rilascio della concessione in sanatoria.

ARTICOLO 15

Prescrizioni dei piani particolareggiati di recupero
Nei piani particolareggiati di recupero devono essere
previsti:
a) un' adeguata urbanizzazione primaria;
b) un' adeguata urbanizzazione secondaria, tenuto
anche conto dei servizi fruibili nel restante territorio
comunale;
c) la salvaguardia degli interessi di carattere storico,
artistico, archeologico, paesistico, ambientale ed
idrogeologico;
d) gli elenchi catastali delle proprietà da espropriare
o vincolare;
e) la valutazione di massima delle spese necessarie
per l' attuazione del piano.

ARTICOLO 16

Approvazione dei piani particolareggiati
di recupero urbanistico
I piani particolareggiati di recupero urbanistico sono
adottati dai consigli comunali ed approvati dagli
stessi in variante alla previsione degli strumenti urbanistici
vigenti nell' osservanza delle norme regionali
concernenti la formazione e la pubblicazione dei piani
particolareggiati.
L' approvazione dei piani di cui al comma precedente
deve avvenire entro sei mesi dalla data di deliberazione
dell' individuazione degli agglomerati.
Nel caso del secondo comma dell' art. 14 della presente
legge, l' approvazione deve avvenire entro sei mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Nell' ambito dei piani particolareggiati di recupero
possono essere individuati eventuali comparti in tutto
o in parte edificati che presentano situazioni di grave
carenza igienico - sanitaria ed ai quali si applicano le
disposizioni contenute nell' art. 11 della legge regionale
27 dicembre 1978, n. 71, al fine di consentire il
risanamento del comparto.
I piani particolareggiati di recupero, dopo la loro
approvazione, sono trasmessi per conoscenza all' Assessorato
regionale del territorio e dell' ambiente.

ARTICOLO 17

Obbligo della revisione
degli strumenti urbanistici generali
Nel caso in cui il comune adotti più di due piani
particolareggiati di recupero, o, comunque, quando
la cubatura complessiva di uno o più piani particolareggiati
sia superiore a 100.000 metri cubi, lo stesso è
obbligato a procedere alla revisione globale dello strumento
urbanistico generale entro due anni dalla data
di entrata in vigore della presente legge.
In tal caso la delibera di affidamento dell' incarico
di revisione dello strumento urbansitico generale deve
essere adottata entro 90 giorni dalla data di approvazione
dei piani particolareggiati di recupero.

ARTICOLO 18

Piani particolareggiati
in assenza di strumenti urbanistici generali
Qualora il comune che deve procedre al riordino
urbanistico a mezzo di piani paritcolareggiati di recupero
non sia dotato di strumento urbanistico generale,
il piano particolareggiato stesso è adottato dal consiglio
comunale contestualmente all' adozione dello strumento
urbanistico generale, entro i termini di cui al
secondo comma dell' art. 16 della presente legge.
Nel caso previsto dal comma precedente, l' approvazione
dello strumento urbanistico generale e del piano
particolareggiato di recupero resta disciplinata dalla
legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71.

ARTICOLO 19

Programma finanziario quinquennale
I piani particolareggiati di recupero devono essere
corredati da un programma finanziario quinquennale
che preveda oltre all' esecuzione delle opere di urbanizzazione
primaria e secondaria eventuali opere di
natura igienico - sanitaria per il risanamento degli agglomerati
edilizi.
I comuni devono indicare nel programma di cui
al precedente comma gli stanziamenti previsti per gli
interventi di risanamento, tenuto conto anche delle
entrate derivanti dai contributi di concessione.

ARTICOLO 20

Contributi per opere di urbanizzazione
Per la realizzazione delle opere di urbanizzazione
e di risanamneto dei piani particolareggiati di recupero,
l' Assessore regionale per il territorio e l' ambiente
è autorizzato a concedere contributi ai comuni nella
misura massima del 90 per cento dell' importo dei progetti
esecutivi annualmente presentati.

ARTICOLO 21

Aree libere interne
Dalla data di deliberazione con la quale vengono
individuati gli agglomerati edilizi e fino all' approvazione
del piano particolareggiato di recupero urbanistico
nessuna concessione può essere rilasciata sulle aree
libere ubicate all' interno dell' agglomerato.
In assenza di piano particolareggiato e salvo quanto
previsto per le costruzioni ed alte opere ammesse a
conseguire la concessione o l' autorizzazione in sanatoria,
sono consentite solo opere di manutenzione ordinaria
e straordinaria da parte dei privati e opere di
urbanizzazione nonchè interventi necessari per la tutela
dell' igiene e della pubblica incolumità da parte
dei comuni.

ARTICOLO 22

Facoltà ed obblighi dei comuni
L' art. 30 è così sostituito:
"I proprietari di lotti di terreno vincolato a destinazioni
pubbliche, a seguito della formazione dei
piani particolareggiati di recupero, che non siano proprietari
di adeguata abitazione nel comune di residenza
o di lavoro, possono chiedere l' assegnazione di
lotti disponibili, nell' ambito dei piani di zona, di cui
alla legge 18 aprile 1962, n. 167, per costruirvi, singolarmente
o costituiti in cooperativa, la loro prima abitazione.
La disposizione di cui al precedente comma non
si applica ai soggetti che rimangono, nel medesimo
comune, proprietari di aree edificabili sufficienti alla
costruzione della propria prima abitazione.
Per i proprietari che si avvalgono della facoltà di
cui al primo comma si procede al conguaglio fra l' indennità
di espropriazione spettante ed il valore del
lotto assegnato.
Nessun conguaglio è dovuto all' assegnatario allorchè
l' indennità di espropriazione risulti inferiore
al valore del lotto assegnato.
Per i fini previsti dai prececenti commi, i comuni
che procedono alla formazione dei piani particolareggiati
di recupero urbanistico sono tenuti alla formazione
del piano di zona, qualora ne risultino sprovvisti,
anche se non obbligati da vigenti disposizioni legislative.
In tal caso il piano di zona è adottato constestualmente
ai piani particolareggiati di recupero.
I piani di zona, di cui al precedente comma, sono
redatti anche in deroga al limite minimo del 40 per
cento di cui all' art. 2, terzo comma, della legge 28 gennaio
1977, n. 10.
I comuni interessati al riordino ubranistico - edilizio,
che dispongono già di piani di zona, possono procedere,
ove necessario, al loro ampliamento.
Le aree da prendere in considerazione per la formazione
del piano di zona, qualora siano completamente
esaurite qulle ricadenti nelle zone residenziali,
possono ricadere in verde agricolo, in deroga alle disposizioni
vigenti ed in variante allo strumento urbanistico
adottato o approvato. Resta salva la previsione
di cui al quinto comma dell' art. 2 della legge regionale
27 dicembre 1978, n. 71.
I proprietari di terreni, coltivatori diretti o imprenditori
agricoli a titolo principale, possono chiedere
al comune, in luogo dell' indennità di espropriazione,
l' assegnazione in proprietà di equivalenti terreni, facenti
parte del patrimonio disponibile delle singole
amministrazioni comunali, per continuare l' esercizio
dell' attività agricola.
Ai proprietari di uno o più alloggi in edifici per i
quali è prevista la demolizione si applicano le disposizioni
del primo, secondo e terzo comma del presente
articolo.
I soggetti che non si avvalgono della facoltà prevista
dal precedente comma, nonchè i soggetti locatari
di alloggio in edifici destinati alla demolizione hanno
diritto all' assegnazione di alloggi popolari in quota
di riserva ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035.
L' Assessore regionale per i lavori pubblici è autorizzato
a concedere ai soggetti di cui al primo e decimo
comma, singoli o riuniti in cooperativa, contributi sui
mutui contratti per la costruzione della loro prima
casa, nella misura e con le modalità previste dalla
normativa regionale in materia di cooperazione
edilizia".

Capo IV
Opere sanabili - Soggetti legittimati
Procedure relative

ARTICOLO 23

Condizioni di applicabilità della sanatoria
Gli articoli 32 e 33 sono così sostituiti:
"I soggetti indicati dal primo e terzo comma deli
l' art. 31 possono conseguire la concessione o l' autorizzazione
in sanatoria, quando le opere eseguite ricadano
in zone non gravate da vincoli discendenti da disposizioni
legislative statali o regionali a tutela di interessi
storici, artistici, architettonici, archeologici, paesistici,
ambientali, igienici, idrogeologici, delle coste marine,
lacuali, fluviali nonchè quelli imposti a tutela della
difesa militare e della sicurezza interna.
Per le opere eseguite da terzi su aree appartenenti
allo Stato, alla Regione o ad enti pubblici territoriali,
in assenza di un titolo che abiliti al godimento del suolo,
il rilascio della concessione o dell' autorizzazone in
sanatoria è subordinato alla disponibilità dell' ente a
concedere onerosamente l' uso del suolo su cui insiste
la costruzione.
Per le costruzioni ricadenti in aree comprese tra
quelle di cui all' art. 21 della legge 17 agosto 1942,
n. 1150, il rilascio della concessione o dell' autorizzazione
in sanatoria è subordinato all' acquisizione della
proprietà dell' area stessa previo versamento del prezzo,
che è determinato dall' ufficio tecnico erariale, in
rapporto al vantaggio derivante dall' incorporamento
dell' area.
La determinazione o la dichiarazione di disponibilità
degli enti pubblici per la concessione in uso del
suolo, nei casi previsti dal precedente secondo comma,
o per l' eventuale sdemanializzazione nel caso previsto
dal precedente terzo comma, devono essere assunte
entro il termine di un anno dalla richiesta dell' interessato,
salvo il necessario perfezionamento delle procedure.
Decorso tale termine, l' istanza si intende non
accolta.
Il titolo di proprietà o prova della legittima disponibilità
dell' area per i richiedenti la concessione o
l' autorizzazione in sanatoria per costruzioni realizzate
nel comune di Acquedolci (Messina) sul terreno del
patrimonio dello Stato può essere presentato entro
cinque anni dalla data di pubblicazione della presente
legge.
Le amministrazioni di cui ai precedenti commi possono
procedere alla cessione in proprietà o in uso nei
casi che non siano in contrasto con rilevanti interessi
ambientali e/ o non ricadano nelle fasce di inedificabilità
previste dalla lett. a dell' art. 15 della legge
regionale 12 giugno 1976, n. 78, ad eccezione delle costruzioni
iniziate prima dell' entrata in vigore della
medesima legge e le cui strutture essenziali siano
state portate a compimento entro il 31 dicembre 1976.
Qualora le opere insistano su zone disciplinate successivamente
alla loro esecuzione dalla legge 2 febbraio
1974, n. 64 e relative modificazioni, le concessioni
in sanatoria possono essere rilasciate ove le opere
possano essere collaudate secondo il disposto del quarto
comma dell' art. 35.
Possono conseguire la concessione o l' autorizzazione
in sanatoria le costruzioni ricadenti nelle fasce di
rispetto stradali definite dal decreto ministeriale 1 aprile
1968 semprechè a giudizio degli enti preposti alla
tutela della viabilità le costruzioni stesse non costituiscano
minaccia alla sicurezza del traffico.
Gli enti di cui al comma precedente debbono assumere
le proprie determinazioni entro il termine di
120 giorni dalla richiesta.
Per le costruzioni che ricadono in zone vincolate da
leggi statali o regionali per la tutela di interessi storici,
artistici, architettonici, archeologici, paesistici, ambientali,
igienici, idrogeologici, delle coste marine, lacuali o
fluviali, le concessioni in sanatoria sono subordinate al
nulla - osta rilasciato dagli enti di tutela sempre che il
vincolo, posto antecedentemente all' esecuzione delle
opere, non comporti inedificabilità e le costruzioni
non costituiscano grave pregiudizio per la tutela medesima;
restano altresì escluse dalla concessione o
autorizzazione in sanatoria le costruzioni eseguite in
violazione dell' art. 15, lett. a, della legge regionale
12 giugno 1976, n. 78, ad eccezione di quelle iniziate
prima dell' entrata in vigore della medesima legge e
le cui strutture essenziali siano state portate a compimento
entro il 31 dicembre 1976.
I predetti enti di tutela debbono assumere le loro
determinazioni entro 180 giorni dalla richiesta.
Ove le costruzioni ricadano in zone gravate dagli
strumenti urbanistici da vincoli di inedificabilità assoluta
non discendenti da leggi statali o regionali e le
stesse facciano parte dei piani particolareggiati di
recupero, possono essere rilasciate concessioni o autorizzazioni
in sanatoria se le costruzioni medesime siano
ritenute compatibili con l' assetto urbanistico del territorio
dai piani particolareggiati stessi.
I termini per il rilascio delle concessioni o autorizzazioni
di cui al comma precedente decorrono dalla
data di approvazione del piano particolareggiato.
Qualora le costruzioni di cui al comma dodicesimo
del presente articolo non risultino comprese nell' ambito
di piani particolareggiati di recupero possono
essere suscettibili di sanatoria, sempre che le stesse
non arrechino turbativa all' assetto territoriale a giudizio
della commissione di cui all' art. 29 della presente
legge o, in mancanza, della commissione edilizia comunale.
Per le opere non suscettibili di sanatoria ai sensi
del presente articolo, si applicano le sanzioni amministrative
previste dalla normativa vigente al momento
in cui le opere abusive sono state realizzate".

ARTICOLO 24

Opere ricadenti nell' ambito di parchi e riserve
Qualora le opere eseguite senza licenza, concessione
o autorizzazione o in difformità alle stesse, ricadano
nell' ambito di parchi regionali e riserve o nelle relative
aree di protezione delimitate con le planimetrie relative
allegate alla legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 e
ai decreti emessi dall' Assessore regionale per il territorio
e l' ambiente ai sensi della suddetta legge o comunque
nelle zone vincolate ai sensi della stessa legge, il rilascio
della concessione o autorizzazione in sanatoria,
con esclusione delle opere ricadenti nelle zone a inedificabilità
assoluta realizzate in data successiva all' imposizione
del vincolo, è subordinato al parere favorevole
dell' Assessore regionale per il territorio e l' ambiente
sentito il Consiglio regionale della protezione del patrimonio
naturale.
L' Assessorato regionale del territorio e dell' ambiente,
per la vigilanza, la prevenzione e gli interventi repressivi
dell' abusivismo nelle aree di cui al presente articolo,
si avvale del Corpo forestale della Regione.

ARTICOLO 25

Parco archeologico di Agrigento
Entro il 31 ottobre 1985, il Presidente della Regione,
di concerto con gli Assessori regionali per i beni culturali
e per il territorio e l' ambiente, sentiti i pareri
del Sovrintendente ai beni culturali di Agrigento e del
Consiglio regionale per i beni culturali ed ambientali,
provvede ad emanare il decreto di delimitazione dei
confini del Parco archeologico della Valle dei Templi
di Agrigento ed all' individuazione dei confini delle
zone da assoggettare a differenziati vincoli, previo parere
della competente Commissione legislativa dell'
Assemblea regionale siciliana.
I pareri del Sovrintendente e del Consiglio regionale
dei beni culturali devono essere espressi entro
trenta giorni dal ricevimento della richiesta; trascorso
infruttuosamente tale termine il Presidente della Regione
provvede secondo il disposto del primo comma.
La gestione, l' organizzazione, la fruizione del Parco
archeologico della Valle dei Templi saranno regolati
con apposita legge.
Fermi restando i termini previsti dal primo comma
dell' art. 26 della presente legge, l' esame delle richieste
di concessione o autorizzazione in sanatoria per le
opere eseguite nell' ambito delle zone vincolate con
decreto ministeriale 16 maggio 1968 modificato con
decreto ministeriale 7 ottobre 1971 rimane sospeso,
fino all' emanazione del predetto decreto del Presidente
della Regione.

ARTICOLO 26

Procedimento per la sanatoria
L' art. 35 è così sostituito:
"La domanda di concessione o di autorizzazione in
sanatoria deve essere presentata al comune interessato
entro il termine perentorio del 30 novembre 1985. La
domanda è corredata della prova dell' eseguito versamento
dell' oblazione, nella misura dovuta secondo
l' allegata tabella, ovvero di una somma pari ad un terzo
dell' oblazione, quale prima rata.
Per le costruzioni ed altre opere, ultimate entro il
1º ottobre 1983, la cui licenza, concessione od autorizzazione
venga annullata, ovvero dichiarata decaduta
o inefficace successivamente all' entrata in vigore della
presente legge, la domanda di concessione o autorizzazione
in sanatoria deve essere presentata entro il termine
perentorio di 120 giorni dalla data di notificazione
o comunicazione alla parte interessata del relativo
provvedimento
Alla domanda di concessione o di autorizazione in
sanatoria devono essere allegati:
a) una descrizione delle opere per le quali si
chiede la concessione o l' autorizzazione in sanatoria;
b) un' apposita dichiarazione dalla quale risulti
lo stato dei lavori; quando l' opera abusiva superi i
450 metri cubi devono altresì essere prodotte entro il
termine di 120 giorni dalla presentazione della domanda,
una perizia giurata sulle dimensioni e sullo stato delle
opere ed una certificazione redatta da un tecnico abilitato
all' esercizio della professione attestante l' idoneità
statica delle opere eseguite;
c) un certificato di residenza, in data non anteriore
a tre mesi nell' ipotesi di cui al terzo comma
dell' art. 34, nonchè copia della dichiarazione dei redditi
nell' ipotesi di cui al primo e secondo comma
dell' art. 36;
d) un certificato di iscrizione alla camera di
commercio, industria, artigianato e agricoltura, di data
non anteriore a tre mesi, da cui risulti che la sede
dell' impresa è situata nei locali per i quali si chiede la
concessione in sanatoria, nelle ipotesi previste dal
quinto comma dell' art. 34;
e) documentazione o dichiarazione sostitutiva dalla
quale risulti di avere avviato le procedure di accatastamento;
la prova dell' avvenuta presentazione all' uftecnico
erariale della documentazione necessaria
ai fini dell' accatastamento dovrà essere comunque prodotta
prima del rilascio della concessione o dell' autorizzazione
in sanatoria;
f) un atto notorio o dichiarazione sostitutiva del
richiedente che attesti l' epoca della realizzazione delle
opere stesse;
g) copia dell' istanza diretta ad ottenere la concessione
o la proprietà del suolo su cui insiste l' immobile
per i casi previsti dal secondo e terzo comma
dell' art. 23 della presente legge.
Ai fini della certificazione di cui alla lett. b del
precedente terzo comma, valgono le disposizioni del
decreto del Ministro dei lavori pubblici del 15 maggio
1985, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 135 del 10 giugno 1985.
Nei casi di non idoneità statica dell' opera, deve
altresì essere presentato un progetto di adeguamento
redatto da un professionista abilitato. In tal caso la
certificazione di cui alla lett. b del terzo comma deve
essere presentata all' ultimazione dell' intervento di adeguamento.
Sono fatte salve le domande e le relative documentazioni
presentate per il conseguimento della sanatoria
ai sensi della legge regionale 29 febbraio 1980,
n. 7, così come modificata dalla legge regionale 18 aprile
1981, n. 70. La documentazione deve essere integrata
da quanto previsto dalle lett. e ed f del precedente
terzo comma entro la data del 30 novembre 1985,
dalla certificazione redatta da un tecnico abilitato all'
esercizio della professione attestante l' idoneità statica
delle opere se esse superano i 450 metri cubi,
nonchè dalla prova dell' eseguito versamento dell' oblazione
nella misura prevista dal primo comma.
Entro la stessa data la documentazione presentata
può essere completata con quella prevista dalle lettere
c e d del precedente terzo comma.
Entro 120 giorni dalla presentazione della domanda,
l' interessato integra, ove necessario, la domanda a
suo tempo presentata e provvede versare la seconda
rata dell' oblazione dovuta, pari ad un terzo dell' intero
maggiorato del 10 per cento in ragione di anno. La
terza e ultima rata, maggiorata del 10 per cento, è versata
entro i successivi 60 giorni.
Per le costruzioni ed altre opere di cui al primo e
terzo comma dell' art. 31, realizzate in comprensori la
cui lottizzazione sarebbe dovuta avvenire a norma dell'
art. 8 della legge 6 agosto 1967, n. 765, il versamento
dovuto per l' oblazione di cui all' art. 34 non costituisce
titolo per ottenere il rilascio della concessione
edilizia in sanatoria, che resta subordinata anche allo
impegno di partecipare pro - quota agli oneri di urbanizzazione
dell' intero comprensorio in sede di stipula
della convenzione.
Decorsi [ . . . ]

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