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Scheda Normativa

Legge regionale 04/09/1995 n. 42

(Gazzetta regionale 31/10/1995 n. 48)

Regione Valle D'Aosta - Norme per l' eliminazione delle barriere architettoniche e per favorire la vita di relazione delle persone disabili.

Il Consiglio Regionale ha approvato;
Il Presidente della Giunta Regionale
promulga la seguente legge

CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI

ARTICOLO 1

(Finalità )
1. La Regione Valle d' Aosta promuove iniziative ed interventi
atti a garantire l' accessibilità , l' adattabilità e
la visitabilità degli edifici pubblici e privati, nonchè dei
luoghi aperti al pubblico, quali condizioni essenziali per favorire
la vita di relazione e la partecipazione alle attività sociali
da parte delle persone disabili.


ARTICOLO 2

(Interventi)
1. Le finalità di cui all' art. 1 sono perseguite, in particolare,
attraverso:
a) la promozione di attività di sensibilizzazione ed informazione
mirate alla rimozione degli ostacoli di ordine
culturale che impediscano l' integrazione sociale delle
persone disabili;
b) la disciplina edilizia delle nuove costruzioni, delle
ristrutturazioni dei luoghi aperti al pubblico e di ogni altra
attività edilizia;
c) gli interventi finanziari per l' eliminazione delle barriere
architettonishce degli edifici pubblici e privati aperti al
pubblico esistenti, nonchè dai luoghi aperti al pubblico,
intendendosi per tali quelli in cui l' accesso, anche se subordinato
a determinate condizioni, è consentito ad un
numero indeterminato di persone, senza bisogno di invito
o permesso;
d) gli interventi finanziari per l' eliminazione delle barriere
architettoniche dagli edifici privati esistenti;
e) gli interventi finanziari per l' acquisto di ausili e
attrezzature.


ARTICOLO 3

(Beneficiari)
1. Possono beneficiare delle agevolazioni previste dalla
presente legge:
a) gli enti pubblici;
b) gli enti privati e le imprese individuali aventi sede legale
in Valle d' Aosta;
c) le persone individuate dagli art. 3 e 4 della legge 5 febbraio
1992, n. 104 (Legge quadro per l' assistenza, l' integrazione
sociale e i diritti delle persone handicappate),
gli ultrasessantacinquenni in stato di grave disagio fisico
e sociale, certificato dal competente servizio sociale territoriale,
e coloro i quali li abbiano in carico ai sensi dell'
art. 12 del decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917 (Approvazione del testo unico
delle imposte sui redditi), nonchè i condomini ove risiedono
le suddette categorie di beneficiari.


ARTICOLO 4

(Competenze)
1. Spetta alla Giunta regionale:
a) adottare il piano annuale di cui all' art. 12;
b) assegnare ai Comuni i fondi disponibili, secondo gli indirizzi
del piano annuale di intervento;
c) esercitare le funzioni amministrative relative agli interventi
finanziari previsti dalla presente legge a favore degli
enti pubblici.
2. Sono delegate ai Comuni le funzioni amministrative
relative agli interventi finanziari previsti dalla presente legge
a favore dei beneficiari di cui all' art. 3, comma 1, lett b)
e c).


CAPO II
DISPOSIZIONI EDILIZIE

ARTICOLO 5

(Coordinamento con le norme edilizie)
1. Le norme della presente legge, nonchè quelle di cui
1971, n. 5 e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi
civili), per gli uffici pubblici, e le prescrizioni tecniche
del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno
1989, n. 236 (Prescrizioni tecniche necessarie a garantire
l' accessibilità , l' adottabilità e la visitabilità degli edifici
privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e
agevolata, ai fini del superamento e dell' eliminazione delle
barriere architettoniche), emanate ai sensi dell' art. 1, comma
2, della legge 9 gennaio 1989, n. 13 (Disposizioni per
favorire il superamento e l' eliminazione delle barriere
architettoniche negli edifici privati), per gli edifici privati,
come pure le disposizioni tecniche da emanarsi ai sensi dell'
art. 6, comma 2, prevalgono sulle disposizioni contenute
nei regolamenti comunali e sulle norme tecniche dei piani e
programmi urbanistici contrastanti con esse.
2. Alle comunicazioni al Comune dei progetti di esecuzione
dei lavori riguardanti edifici pubblici e privati
aperti al pubblico, rese ai sensi dell' art. 15, comma terzo,
e dell' art. 26, comma secondo, della legge 28 febbraio
1985, n. 47 (Norme in materia di controllo dell' attività
urbanistico edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere
edilizie), e successive modificazioni, sono allegate una
documentazione grafica e una dichiarazione di conformità alla
normativa vigente in materia di accessibilità e di superamento
delle barriere architettoniche sottoscritta dal progettista
previo rilascio di nulla osta ai sensi dell' art. 13, comma 1,
lett d).
3. Il Sindaco, nel rilasciare il certificato di agibilità o di
abitabilità per le opere riguardanti edifici pubblici e privati
aperti al pubblico deve accertare che siano state realizzate
nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di eliminazione
delle barriere architettoniche. A tal fine, il Sindaco
può richiedere al proprietario dell' immobile o all' intestatario
della concessione una dichiarazione resa sotto forma di
perizia giurata redatta da un tecnico abilitato.
4. Nel caso di opere pubbliche, fermo restando il divieto
di finanziamento di cui all' art. 32, comma 20, della legge
28 febbraio 1986, n. 41 (Legge finanziaria 1986), e l' obbligo
della dichiarazione del progettista, l' accertamento di
conformità alla normativa vigente in materia di eliminazione
delle barriere architettoniche spetta all' amministrazione
competente, che ne dà atto in sede di approvazione del progetto.
5. La richiesta di modifica di destinazione d' uso di edifici
in luoghi pubblici o aperti al pubblico è accompagnata
dalla dichiarazione di cui al comma 2. Il rilascio del certificato
di agibilità o di abitabilità è condizionato alla verifica
tecnica della conformità della dichiarazione allo stato dell'
immobile.
6. L' esecuzione di interventi di nuova costruzione e di
recupero globale in edifici pubblici e privati aperti al pubblico,
realizzati in difformità e di eliminazione delle barriere
architettoniche, nei quali le difformità siano tali da rendere
impossibile l' utilizzazione dell' opera da parte delle persone
disabili, comporta la dichiarazione di inabitabilità o inagibilità
parziale o totale dell' edificio. Il progettista, il direttore
dei lavori, il responsabile tecnico degli accertamenti per l'
agibilità o l' abitabilità ed il collaudatore, ciascuno per la
propria competenza, sono direttamente responsabili ai sensi
dell' art. 24, comma 7, della l. 104/ 1992.
7. I piani di eliminazione delle barriere architettoniche
di cui all' art. 32, comma 21, della l. 41/ 1986 sono modificati
con integrazioni relative all' accessibilità degli spazi urbani,
con particolare riferimento all' individuazione e alla
realizzazione di percorsi accessibili, all' installazione di semafori
acustici per non vedenti ed alla rimozione della segnaletica
installata in modo da ostacolare la circolazione
delle persone disabili.
8. I Comuni adeguano i propri regolamenti edilizi alle
disposizioni di cui all' art. 27 della l. 118/ 1971, all' art. 2 del
dpr 384/ 1978, alla l. 13/ 1989, e successive modificazioni,
e al dm lavori pubblici 236/ 1989, entro centottanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge. Scaduto
tale termine, le norme dei regolamenti edilizi comunali contrastanti
con le disposizioni del presente articolo perdono
efficacia.


ARTICOLO 6

(Progetti relativi alla costruzione di nuovi edifici
ovvero alla ristrutturazione di edifici esistenti)
1. I progetti relativi alla costruzione di nuovi edifici ovvero
alla ristrutturazione di interi edifici esistenti sono redatti
in osservanza delle prescrizioni tecniche stabilite dal
dpr 384/ 19878, per edifici pubblici, e delle prescrizioni
tecniche emanate con dm lavori pubblici 236/ 1989, per gli
edifici privati, ivi compresi quelli aperti al pubblico, per i
luoghi privati aperti al pubblico e per gli edifici di edilizia
residenziale pubblica e agevolata.
2. Al fine di garantire l' accessibilità e la visitabilità degli
edifici pubblici e privati esistenti e di ogni luogo aperto
al pubblico, la Giunta regionale può deliberare ulteriori
prescrizioni tecniche ad integrazione e specificazione di quelle
di cui al comma 1.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche
per gli interventi di ristrutturazione parziale di edifici
pubblici, di edifici di edilizia residenziale pubblica ed agevolata
e di edifici privati, ivi compresi quelli aperti al pubblico,
limitatamente allo specifico intervento progettato.
4. Per gli edifici pubblici esistenti, non assoggettati ad
interventi di ristrutturazione, ai quali sono apportate, ai sensi
dell' art. 1 del dpr 384/ 1978, le possibili e conformi varianti,
possono essere adottati criteri di progettazione volti a
conseguire livelli di accessibilità non inferiori a quelli previsti
dal dm lavori pubblici 236/ 1989.
5. Le prescrizioni tecniche di cui ai commi 1 e 2 non si
applicano a singole parti di edifici che, nel rispetto di normative
tecniche specifiche, non possono essere realizzate
senza barriere architettoniche, ovvero a singoli volumi tecnici
il cui accesso è riservato esclusivamente ad addetti a lavorazioni
specialistiche che per la loro natura sono del tutto
precluse a persone disabili.


ARTICOLO 7

(Edifici soggetti ai vincoli di cui alla legge 1 giugno 1939,
n. 1089, e successive modificazioni, e 29 giugno 1939,
n. 1497, e successive modificazioni)
1. Per gli edifici pubblici e privati aperti al pubblico
soggetti ai vincoli di cui alle leggi 1 giugno 1939, n. 1089
(Tutela delle cose d' interesse artistico e storico), e successive
modificazioni, e 29 giugno 1939, n. 1497 (Protezione
delle bellezze naturali), e successive modificazioni, nonchè
ai vincoli previsti da leggi speciali e regionali aventi le medesime
finalità , qualora le autorizzazioni previste dagli art. 4
e 5 della l. 13/ 1989 non possano venire concesse per il
mancato rilascio del nulla osta da parte delle autorità competenti
alla tutela del vincolo, la conformità alle norme vigenti
in materia di accessibilità e di superamento delle barriere
architettoniche può essere realizzata, d' intesa con l' organo
competente alla tutela del vincolo, con apparecchiature
rispondenti alle specifiche di cui al punto 8.1.13. del dm
lavori pubblici 236/ 1989 ovvero con opere provvisionali,
come definite dall' art. 7 del decreto del Presidente della
Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164 (Norme per la prevenzione
degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni), nei limiti della
compatibilità suggerita dai vincoli stessi; laddove per la natura
dei puoghi e delle opere non fossero possibili gli accorgimenti
sopra descritti, il gerente provvederà a renderli accessibili
mediante personale all' uopo addetto.


CAPO III
INTERVENTI FINANZIARI PER
L' ELIMINAZIONE ED IL SUPERAMENTO
DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE
DAGLI EDIFICI PUBBLICI E PRIVATI
E DAI LUOGHI APERTI AL PUBBLICO

ARTICOLO 8

(Edifici e luoghi pubblici)
1. Per la realizzazione di opere direttamente finalizzate
al superamento e all' eliminazione delle barriere architettoniche
in edifici e luoghi pubblici, ivi compresi gli edifici di
edilizia residenziale pubblica sovvenzionata, possono essere
concessi contributi agli enti pubblici in misura non superiore
al novanta per cento della spesa effettivamente sostenuta,
comprensiva dei costi di progettazione, appalto, esecuzione
e direzione lavori, e comunque per un importo non
superiore a lire 300 milioni per ogni singolo immobile.
2. I contributi di cui al comma 1 non sono cumulabili
con quelli concessi in base ad altre leggi regionali per interventi,
sullo stesso immobile, relativi alla tipologia di opere
finanziate con la presente legge.

ARTICOLO 9

(Edifici e luoghi privati aperti al pubblico)
1. Per la realizzazione di opere direttamente finalizzate
al superamento e all' eliminazione delle barriere architettoniche
in edifici e luoghi privati aperti al pubblico, possono
essere concessi contributi ai soggetti di cui all' art. 3, comma
1, lett b), in misura non superiore al settantacinque per
cento della spesa effettivamente sostenuta e comunque per
un importo non superiore a lire 100 milioni per ogni singola
unità immobiliare.
2. I contributi di cui al comma 1 non sono cumulabili
con quelli concessi in base ad altre leggi regionali per interventi,
sulla stessa unità immobiliare, relativi alla tipologia
di opere finanziate con la presente legge.


ARTICOLO 10

(Edifici privati)
1. Per la realizzazione di opere direttamente finalizzate
al superamento e all' eliminazione delle barriere architettoniche
in edifici privati, ivi compresi gli edifici adibiti a luogo
di lavoro e gli edifici di edilizia residenziale agevolata,
possono essere concessi contributi alle persone di cui all'
art. 3, comma 1, lett c), nella misura percentuale indicata
all' allegato A e comunque per un importo non superiore a
lire 20 milioni per ogni singolo intervento, ovvero non superiore
a 30 milioni per la realizzazione di ascensori.
2. Per la realizzazione di ascensori possono essere concessi
ai condomini contributi in misura non superiore al settantacinque
per cento della spesa effettivamente sostenuta e
comunque per un importo non superiore a lire 50 milioni.
3. I contributi di cui ai commi 1 e 2 sono integrativi e
temporaneamente sostitutivi di quelli concessi ai sensi della
l. 13/ 1989, i cui beneficiari avranno cura di rimborsare alla
Regione.
4. Dai contributi di cui al comma 1 sono escluse le abitazioni
secondarie.


ARTICOLO 11

(Ausili e attrezzature)
1. Per ausili e attrezzature si intendono beni mobili idonei
al miglioramento della vita di relazione e al superamento
delle barriere architettoniche interne ed esterne agli edifici
e dispositivi atti a favorire l' accesso e la mobilità interna
agli stessi.
2. Per l' acquisto e la posta in opera di ausili e attrezzature,
come definiti dal comma 1, possono essere concessi,
previo rilascio di attestazione di congruità da parte del Servizio
affari generali, assistenza e servizi sociali dell' Assessorato
della sanità ed assistenza sociale, contributi:
a) ai soggetti di cui all' art. 3, comma 1, alle lett a) e b), in
misura non superiore al novanta per cento della spesa
effettivamente sostenuta e comunque per un importo
non superiore a lire 50 milioni per ogni singolo intervento;
b) alle persone di cui all' art. 3, comma 1, lett c) nella misura
percentuale indicata all' allegato A, dedotto l' eventuale
finanziamento concesso dal Servizio sanitario regionale.


CAPO IV
FUNZIONI REGIONALI

ARTICOLO 12

(PIano annuale di intervento
1. Entro il 31 gennaio di ogni anno, la Giunta regionale
adotta il piano annuale di intervento per l' eliminazione delle
barriere architettoniche nel quale sono definiti:
a) le modalità per la ripartizione dei fondi regionali, fermo
restando che i fondi riservati alle agevolazioni a favore
degli enti pubblici non devono superare il sessanta per
cento dell' ammontare complessivo;
b) le priorità di intervento, fermo restando quanto disposto
dall' art. 3, comma 3, della l. 104/ 1992.


ARTICOLO 13

(Informazione e accessibilità )
1. Il Servizio affari generali, assistenza e servizi sociali,
dell' Assessorato regionale della sanità e assistenza sociale è
competente in merito agli aspetti tecnici e sociali relativi alla
disabilità fisica, psichica e sensoriale; esso attende, mediante
i propri uffici, ai seguenti compiti:
a) consulenza gratuita riguardante gli ausili, gli adattamenti,
l' accessibilità e l' integrazione sociale e lo sviluppo
della vita di relazione in generale delle persone disabili:
b) raccolta delle soluzioni edilizie e tecniche, adottate o
adottabili, volte a migliorare l' accessibilità e la visitabilità ,
da parte delle persone con ridotta o impedita capacità
motoria o sensoriale, degli edifici pubblici e privati;
c) catalogazione ed archivazione della documentazione e
dei dati di cui alla lett a) mediante tecnologie informatiche
che ne consentano l' accesso e la consultazione, anche
in rete telematica, a enti, istituzioni, associazioni
pubbliche e private, nonchè agli operatori e ad ogni persona
interessata;
d) rilascio di nulla osta preventivo in materia di accessibilità
a tutti gli edifici da realizzarsi con parziale o totale
finanziamento pubblico;
e) promozione di iniziative di formazione, aggiornamento
e addestramento finalizzate al raggiungimento degli
obiettivi della presente legge;
f) promozione di iniziative di sensibilizzazione dei cittadini
e di informazione dei soggetti interessati, finalizzate
al raggiungimento degli obiettivi della presente legge;
g) attuazione di ogni altro intervento volto all' integrazione
sociale delle persone disabili affidatogli dall' Assessorato
della sanità ed assistenza sociale.
2. Nello svolgimento dei compiti di cui al comma 1, il
Servizio si avvale della collaborazione dell' Unità sanitaria
locale della Valle d' Aosta, nonchè di ogni altro ente, istituzione,
associazione, di natura sia pubblica che privata, competente
in materia.


CAPO V
MODALITA' DI CONCESSIONE
ED EROGAZIONE DEI CONTRIBUTI
E COMPETENZE DEI COMUNI

ARTICOLO 14

(Domande di contributo degli enti pubblici)
1. Per ottenere i contributi di cui agli art. 8 e 11, gli enti
pubblici presentano domanda al Servizio di cui all' art. 13
entro il 1 aprile di ogni anno, con l' indicazione delle opere
da realizzare e dei beni da acquistare, nonchè della relativa
spesa.
2. Le domande di cui al comma 1 sono corredate della
documentazione definita con il piano di cui all' art. 12.
3. La Giunta regionale, entro trenta giorni dalla scadenza
del termine di cui al comma 1, delibera in merito alle domande
presentate secondo i criteri e con le priorità stabiliti
dal piano di cui all' art. 12.


ARTICOLO 15

(Domande di contributo
dei soggetti privati)
1. Per ottenere i contributi di cui agli art. 9, 10 e 11, i
soggetti privati presentano domanda al Sindaco del Comune
nel cui territorio l' immobile è ubicato, entro il 1 marzo di
ogni anno, con l' indicazione delle opere da realizzare e dei
beni da acquistare, nonchè della relativa spesa.
2. Qualora la realizzazione di opere direttamente finalizzate
al superamento e all' eliminazione delle barriere architettoniche
insista su immobili detenuti a titolo di locazione
dai soggetti di cui al comma 1, alla domanda dovrà essere
allegato un atto di assenso del proprietario.
3. Le persone di cui all' art. 3, comma 1, lett c), devono
contestualmente presentate la domanda, relativa allo stesso
immobile, per accedere al Fondo speciale di cui all' art. 10
della l. 13/ 1989.


ARTICOLO 16

(Assegnazione dei fondi regionali
ai Comuni)
1. Entro il termine perentorio di trenta giorni dalla scadenza
del termine di cui all' art. 15, i Comuni, a seguito di
apposita istruttoria, comunicano alla Regione il loro fabbisogno
complessivo, sulla base delle domande presentate dagli
enti e dai soggetti interessati e r [ . . . ]

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