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16/06/2005
Abruzzo: gestione pubblica delle acque

Stop ai privati nelle Spa che gestiscono i servizi idrici

Legge regionale 13/01/1997 n. 2

(Gazzetta regionale 31/01/1997 n. 2)

Disposizioni in materia di risorse idriche di cui alla Legge 36/1994

Il Consiglio Regionale ha approvato.
Il Commissario del Governo ha apposto
il visto.
Il Presidente della Giunta Regionale
promulga la seguente legge:

ARTICOLO 1
Finalità
1. In attuazione delle disposizioni di cui
al Capo II della legge 36/ 94, la Regione
Abruzzo con la presente legge disciplina le
modalità per l' organizzazione del servizio
idrico integrato costituito dall' insieme dei
servizi pubblici di captazione, adduzione e
distribuzione di acqua ed usi civili, di fognatura
e depurazione delle acque reflue.
2. Il servizio idrico integrato sarà di norma
affidato ad un unico soggetto gestore per
ciascun ambito territoriale ottimale, salvo
quanto disposto dall' art. 9, comma quarto e
dall' art. 10, comma terzo della legge 36/ 94;
quest' ultimo termine è inderogabile.

ARTICOLO 2
Delimitazione degli ambiti
territoriali ottimali
1. La Regione Abruzzo, in attuazione
dell' art. 8 della legge 36/ 94 riguardante l' organizzazione
territoriale del servizio idrico
integrato, nonchè nell' ambito delle attività di
programmazione e pianificazione previste
dagli artt. 3 e 17 della legge 18.5.1989, n. 183
e successive modificazioni, al fine di garantire
la gestione unitaria dei servizi idrici integrati,
delimita i seguenti ambiti territoriali
ottimali rappresentati nella planimetria e nell'
elenco dei comuni (allegato sub. A) alla
presente legge e formarne parte integrante e
sostanziale:
Ambito territoriale Ottimale n. 1 Aquilano
Ambito territoriale Ottimale n. 2 Marsicano
Ambito territoriale Ottimale n. 3 Peligno Alto
Sangro
Ambito territoriale Ottimale n. 4 Pescarese
Ambito territoriale Ottimale n. 5 Teramano
Ambito territoriale Ottimale n. 6 Chietino

ARTICOLO 3
Modifica degli ambiti territoriali ottimali
1. Le delimitazioni di cui all' art. 2 possono
essere modificate per la necessità di ottimizzare
la gestione o per armonizzare gli
ambiti a sopravvenute scelte della programmazione
regionale.
2. Alle modifiche provvede il Consiglio
regionale, su proposta della Giunta, sentiti
gli enti locali e gli enti di ambito di cui al
successivo art. 6, previo parere dell' autorità
di bacino interessata.
3. L' autorità di bacino esprime il proprio
parere ed eventuali osservazioni entro 60
giorni dalla richiesta. Decorso infruttuosamente
tale termine il parere si considera
favorevolmente espresso.
4. Le eventuali proposte di modifica degli
ambiti territoriali ottimali ricadenti nei bacini
idrografici di rilievo nazionale, prima dell'
approvazione del Consiglio regionale,
sentiti gli organi interessati, sono sottoposte
all' autorità di bacino per la determinazione
di competenza di cui all' art. 12 comma quarto
della legge 183/ 89.
5. Il provvedimento di modifica di cui al
comma 2 detta inoltre le disposizioni per
adeguare lo statuto degli enti di ambito di cui
al successivo art. 6 all' assetto risultante dalla
nuova delimitazione.

ARTICOLO 4
Gestione acque reflue
1. Al fine di consentire il riuso per scopi
irrigui dell' acqua risulta dalla depurazione,
i consorzi di bonifica operanti nei territori
degli ambiti, possono concorrere, previa
convenzione con il competente soggetto gestore,
alla gestione degli impianti di depurazione.

ARTICOLO 5
Gestione impianti di depurazione
1. Per la gestione degli impianti di depurazione,
in particolare per quelli di piccole e
medie dimensioni, l' ente gestore dell' ambito
dovrà tener conto dei progetti regionali di
avvio dei giovani associati in cooperative beneficiari
di finanziamenti relativi alla nuova
occupazione.

ARTICOLO 6
Modalità di cooperazione
1. Gli enti locali ricadenti in ciascun ambito
territoriale ottimale organizzano il servizio
idrico integrato, costituito dai servizi
indicati al precedente art. 1 entro il termine
perentorio di sei mesi dall' entrata in vigore
della presente legge.
2. A tal fine, entro 120 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, i comuni
ricadenti nel medesimo ambito territoriale
ottimale provvedono a costituire un consorzio
obbligatorio di funzioni ai sensi dell' artº
25, comma 7 della legge 8.6.1990, n. 142, e
successive modificazioni denominato " ente
di ambito".
3. Il Sindaco del comune che ha il maggior
numero di abitanti residenti provvede a
coordinare le attività strumentali alla costituzione
dell' ente di ambito e, in particolare:
a) entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, promuove apposite
conferenze preliminari tra i Sindaci dei comuni
appartenenti a ciascun ambito e, sulla
scorta delle risultanze, predispone la Convenzione
e lo Statuto dell' ente di ambito sulla
base degli schemi allegati sub B) e sub C)
alla presente legge a formarne parte integrante
e sostanziale;
b) trasmette, tempestivamente, a i comuni la
convenzione e lo statuto dell' ente di ambito
di cui al punto a) fissando contestualmente il
termine perentorio di 60 giorni, entro il quale
ciascun Consiglio comunale deve approvare
a maggioranza assoluta dei componenti,
senza modifiche, la Convenzione e lo Statuto;
c) trascorsi i 60 gg di cui al punto b), entro
10 giorni, chiede l' intervento sostitutivo del
Comitato regionale di Controllo, ai sensi
dell' art. 48 della legge 142/ 90, nel caso di
inosservanza degli obblighi e termini suddetti;
d) assicura che la convenzione di cui all' allegato
sub B) della presente legge venga stipulata
anche separatamente dai rappresentanti
legali degli enti locali consorziati mediante
contratto di diritto pubblico ricevuto dal Segretario
del Comune con maggior numero di
residenti facente parte del consorzio, ovvero
da un notaio, entro il termine perentorio di
30 gg dall' ultima approvazione;
e) convoca e presiede l' Assemblea di insediamento
per l' elezione degli organi dell' ente di
ambito;
f) assicura, con la struttura organizzativa e il
personale del consorzio acquedottistico di
cui alla LR 66/ 78 e seguenti operante nell'
ambito, il primo funzionamento dell' ente di
ambito;
4. Per l' espletamento del potere sostitutivo
di cui al punto c) comma precedente,
il CORECO entro 10 giorni, provvede a
nominare un commissario " ad acta", al quale
assegna 20 giorni per l' adempimento dell' incarico.
5. L' ente di ambito costituisce struttura
unitaria competente all' esercizio associato
delle funzioni degli enti locali relative all' organizzazione
ed alla gestione del servizio
idrico integrato. Esso assume con le modalità
e nei termini di cui al successivo art. 11, la
rappresentanza unitaria degli interessi degli
enti locali associati ed esercita tutte le funzioni
ad essi spettanti relativamente all' organizzazione
ed alla gestione del servizio idrico
integrato, ivi comprese quelle concernenti il
rapporto con il gestore o i gestori del servizio
sia per quanto attiene alla sua instaurazione,
modifica o cessazione.

ARTICOLO 7
Poteri sostitutivi
1. Trascorso inutilmente il termine di cui
al precedente articolo, alla costituzione dell'
ente di ambito provvede la Regione attuando
le procedure sostitutive previste dall' artº
48 della legge 142/ 90.
2. Il Commissario straordinario all' uopo
nominato approva la Convenzione e lo Statuto
secondo gli schemi allegati sub B) e
sub C) ed adotta tutti gli atti necessari per
l' insediamento degli organi dell' ente di ambito.
3. Le funzioni del Commissario straordinario
cessano con la nomina del Presidente
dell' ente di ambito.
4. Gli oneri conseguenti all' attività del
Commissario sono posti a carico del bilancio
dell' ente di ambito.

ARTICOLO 8
Ordinamento dell' ente di ambito.
1. L' ente di ambito è dotato di personalità
giuridica pubblica e di autonomia organizzativa.
L' ordinamento dell' ente di ambito è stabilito
dallo statuto di ciascun consorzio e
dalle disposizioni del presente articolo.
2. Ciascun ente di ambito è dotato di un
proprio patrimonio costituito da un fondo di
dotazione annuale, sottoscritto da ciascun
comune ricadente nell' ambito in proporzione
alla propria quota di partecipazione determinato
in rapporto all' entità della popolazione
residente e/ o utenze nel territorio
del comune medesimo. La rappresentatività
assembleare di ciascun comune è determinata
in base alla quota di partecipazione di cui sopra;
a quest' ultimo fine il numero dei voti di
ciascun comune non può comunque superare
il 20% del totale dei voti assegnati.
3. Ciascun ente di ambito può procedere
ad acquisizioni dirette effettuate con mezzi
propri; possono, altresì essere conferiti beni
in natura dagli enti consorziati senza che gli
stessi siano imputati alla quota di partecipazione.
La valutazione sarà effettuata in base
al valore attuale con le modalità previste dall'
articolo 2343 del Codice Civile.
4. All' ente di ambito sono assegnati in
uso o comodato gratuito le opere, gli impianti
e le canalizzazioni relativi ai servizi di
cui all' art. 4, comma 1 lettera F della legge
36/ 94, di proprietà degli enti locali o enti
pubblici o affidati in dotazione o in esercizio
ad aziende speciali ed ai consorzi.
5. Ciascun ente di ambito è dotato di un
Ufficio Direttivo che risponde del raggiungimento
degli obiettivi di piano fissati dagli organi
dell' ente medesimo. Gli enti di ambito
possono stipulare tra loro apposite convenzione
per una più razionale ed economica
utilizzazione degli uffici direttivi.
6. La copertura dei posti degli Uffici Direttivi
avviene mediante contratto di diritto
privato o pubblico, a tempo determinato, ai
sensi dell' art. 51 comma quinto della legge
142/ 90.
Per accedere ai suddetti posti è necessario
dimostrare il possesso di titoli e/ o esperienze
lavorative direttamente connessi ai posti da
coprire in relazione alla peculiarità del servizio
idrico integrato.
L' ente di ambito dispone inoltre di servizi
amministrativi necessari a consentirne l' ordinario
e regolare funzionamento degli organi
e può avvalersi, per il funzionamento di tali
servizi, di personale comandato dagli enti
consorziati e/ o consorzi acquedottistici
esistenti.
L' ente di ambito, per specifiche prestazioni
professionali, può avvalersi di consulenze
esterne.
7. La composizione, le attribuzioni ed il
funzionamento degli organi dell' ente di ambito
sono disciplinati dallo Statuto.
9. Per deliberare il programma di interventi
ed il piano tecnico - finanziario di cui all'
art. 11 comma 3 della legge 36/ 94, la tariffa
del servizio, la scelta delle forme di gestione,
l' affidamento del servizio idrico integrato
nonchè il riconoscimento delle gestioni da
salvaguardare ai sensi dell' art. 9 comma
quarto della legge 36/ 94, lo Statuto dell' ente
di ambito prevede quorum tali da assicurare
un' ampia adesione alle relative decisioni dei
rappresentanti degli enti consorziati.

ARTICOLO 9
Competenze dell' ente di ambito
1. L' ente di ambito svolge funzioni di
programmazione, organizzazione, vigilanza
e controllo sull' attività di gestione del servizio
idrico integrato.
2. Le funzioni di competenza dell' ente di
ambito attengono in particolare:
a) all' organizzazione dell' attività di ricognizione
delle opere di adduzione, di distribuzione,
di fognature e depurazione esistenti;
b) all' approvazione del programma degli interventi
e del piano tecnico - finanzio per la
gestione integrata del servizio, sulla base dei
criteri della convenzione - tipo approvata
dalla Regione ai sensi dell' art. 11 comma terzo
della legge 36/ 94, con indicazione delle risorse
disponibili, di quelle da reperire, nonchè
dei proventi di tariffa;
c) la scelta della forma di gestione del servizio
tra quelle, anche obbligatorie, di cui all'
l' art. 22 - 3 comma lett b), c) ed e) della legge
142/ 90;
d) l' affidamento del servizio idrico integrato
a gestori scelti con le forme indicate al
precedente punto c) che potranno assumere
titolarità dell' esercizio di altri servizi pubblici
di cui ai commi 4 e 5 dell' art. 12 della legge
36/ 94;
e) all' aggiornamento annuale del programma
degli interventi e del piano tecnico - finanziario
di cui al precedente punto c) sulla scorta
di una specifica attività di controllo di gestione
e della qualità del servizio;
f) alla determinazione della tariffa del servizio
idrico integrato, tenuto conto di quanto
stabilito dagli artt. 13 e segg della legge
36/ 94.
3. L' attività di vigilanza e controllo sui
servizi di gestione ha per oggetto la verifica
del raggiungimento degli standards economici,
qualitativi, tariffari fissati nell' atto di concessione
e nella convenzione stipulata con il
soggetto gestore. La verifica comprende la
puntuale realizzazione degli investimenti
previsti dal piano tecnico - finanziario ed il rispetto
dei diritti dell' utente.
4. Al fine di consentire l' esercizio delle
attività di vigilanza e controllo previste dal
comma 3, la convenzione di gestione, redatta
sulla base dello schema - tipo approvato dalla
Regione ai sensi dell' art. 11 comma 3 della
legge 36/ 94, impone al gestore del servizio
idrico integrato l' adeguamento della propria
struttura in modo tale da garantire all' ente di
ambito la disponibilità di tutti i dati utili per
il riscontro dell' attività di gestione e di tutte
le altre informazioni ritenute necessarie.
5. I dati di natura fisica, tecnica ed economico -
finanziaria inerenti la gestione del servizio
idrico integrato sono certificati da società
specializzate in attività di certificazione,
revisione e reporting o da un Collegio di revisori
dei conti ai sensi di legge.

ARTICOLO 10
Spese di funzionamento dell' ente
di ambito
1. Le spese di funzionamento degli Uffici
sono a carico del soggetto gestore e saranno
disciplinate nella convenzione ai sensi dell'
art. 11, comma 3 della legge 36/ 94.
2. Le spese di funzionamento degli organi
dell' ente di ambito gravano sui comuni consorziati
in proporzione alle quote di partecipazione.

ARTICOLO 11
Funzioni regionali
1. La Regione esercita funzioni di programmazione
e controllo sull' attività degli
enti di ambito.
2. Le funzioni regionali di programmazione
sono esercitate soprattutto in sede di
adozione ed aggiornamento del piano regionale
di risanamento delle acque di cui alla
legge 319/ 76 e successive modifiche nonchè
di aggiornamento del Piano Regolatore Generale
degli acquedotti.
3. Le funzioni regionali di controllo sull'
attività degli enti di ambito sono svolte dall'
Ufficio Piano generale acquedotti e gestione
opere acquedottistiche collocato nel servizio
tecnico del Settore Lavori Pubblici.
I lavori del suddetto ufficio saranno coadiuvati
da una commissione regionale per la
vigilanza e programmazione del servizio
idrico integrato e per la tutela degli utenti
composta da quattro membri designati dal
Consiglio regionale ed uno nominato dalle
associazioni di consumatori scelti tra persone
aventi competenze giuridico - economico e tra
persone esperte in materia di tutela ed uso
delle acque sulla base di specifiche esperienze
e conoscenze del settore.
4. Le funzioni di controllo riguardano
principalmente:
a) la verifica della compatibilità dei programmi
di intervento posti in approvazione dall'
ente di ambito con gli obiettivi e le priorità
stabiliti dalla Regione in sede di redazione ed
aggiornamento del PRRA di aggiornamento
del PRGA e, sul piano finanziario, in sede di
determinazione, da parte della Giunta regionale,
delle priorità di intervento in relazione
alle disponibilità di contributi o investimenti
regionali, statali e comunitari con particolare
riferimento ai fondi di cui alla legge 183/ 89.
b) la verifica dello stato di attuazione degli
strumenti programmatori sopra indicati;
c) il controllo e confronto comparativo delle
prestazioni dei gestori nei vari ambiti territoriali
ottimali per quanto attiene i livelli qualitativi
e quantitativi dei servizi, il costo dei
servizi e la spesa per investimenti.
5. Per consentire lo svolgimento delle
suddette attività di programmazione e controllo,
l' ente di ambito è obbligato a fornire
all' Ufficio di cui al precedente comma 3 tutti
quei dati che si renderanno necessari e comunque
da quest' ultima richiesti.
6. La Regione svolge inoltre le attività
ispettive e di verifica eventualmente richieste
dal Comitato per la vigilanza sull' uso delle
risorse idriche di cui all' art. 21 della legge
36/ 94.

ARTICOLO 12
Vigilanza
1. Le competenze della Commissione di
cui all' art. 11 saranno dettate da apposito regolamento
che sarà approvato dalla Giunta
regionale entro 90 gg dall' approvazione della
presente legge.

ARTICOLO 13
Controllo di qualità
1. Ai fini del controllo di qualità
delle acque destinate al consumo umano potranno
essere stipulate apposite convenzioni
con l' ARTA, prevedendo in bilancio le adeguate
risorse finanziarie.

ARTICOLO 14
Effetti della costituzione dell' ente
di ambito
1. Con la costituzione ed insediamento
dell' ente di ambito, gli enti locali associati
cessano l' esercizio delle funzioni individuali
attinenti i propri servizi idrici per esercitarle
in forma associata. Contestualmente l' ente di
ambit [ . . . ]

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