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Scheda Normativa

Norme Correlate

Legge regionale 14/05/ 2013 n. 14

Regione Liguria - Disposizioni di adeguamento e modifica della normativa regionale

Delibera/zione 07/05/ 2013 n. 10

Regione Liguria - Adeguamento alla normativa nazionale dell’allegato 3 alla legge regionale 30 dicembre 1998, n. 38 (Disciplina della valutazione di impatto ambientale)

Legge regionale 04/02/ 2013 n. 1

Regione Liguria - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 32 (disposizioni in materia di valutazione ambientale strategica (VAS) e modifiche alla legge regionale 30 dicembre 1998, n. 38 (Disciplina della valutazione di impatto ambientale))

Delibera/zione 27/11/ 2012 n. 25

Regione Liguria - Modifica in adeguamento alla normativa nazionale, di voci inerenti impianti di produzione di energia rinnovabile negli allegati 2 e 3 alla legge regionale 3 dicembre 1998, n. 38 (Disciplina della valutazione di impatto ambientale) e successive modificazioni e integrazioni

Linee Guida 21/09/ 2012 n. 1122

Regione Liguria - D.M. 10/9/2010. L.R. 38/98 art. 16. Approvazione linee guida impianti produzione energia da fonti rinnovabili

Legge regionale 10/08/ 2012 n. 32

Regione Liguria - Disposizioni in materia di valutazione ambientale strategica (VAS) e modifiche alla legge regionale 30 dicembre 1998, n. 38 (Disciplina della valutazione di impatto ambientale)

Delibera/zione 13/01/ 2012 n. 9

Regione Liguria - L.R. 38/98 - Integrazioni alle norme tecniche di cui all'art. 16

Delibera/zione 23/05/ 2008 n. 551

Regione Liguria - Norme tecniche art. 16 l.r. 38/98. Indirizzi per lo sfruttamento delle energie rinnovabili

Legge regionale 30/12/1998 n. 38

(Gazzetta regionale 20/01/1999 n. 1)

Regione Liguria - Disciplina della valutazione di impatto ambientale.


Il Consiglio Regionale ha approvato.
Il Commissario del Governo ha apposto il visto.
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA
promulga
la seguente legge regionale:

CAPO I
PRINCIPI GENERALI


ARTICOLO 1

(Finalità della legge)

1. In attuazione della normativa statale vigente in materia nonché
delle direttive della Unione Europea, la Regione Liguria con la
presente legge disciplina la valutazione di impatto ambientale, di
seguito definita VIA, al fine di:
a) garantire la tutela, singolarmente e nelle loro
interazioni, degli elementi di seguito riportati:
1) l'uomo, la fauna e la flora;
2) il suolo, l'acqua, l'aria, il clima ed il paesaggio;
3) i beni materiali ed il patrimonio culturale e ambientale;
b) garantire e promuovere l’informazione e la
partecipazione dei cittadini ai processi decisionali relativi alla
procedura di VIA;
c) favorire il coordinamento e la semplificazione
delle valutazioni e delle procedure di VIA.

2. A tal fine la VIA considera preventivamente gli effetti diretti,
indiretti e dovuti all’azione cumulativa di progetti, opere, impianti
pubblici o privati.

ARTICOLO 2

(Ambito di applicazione)

1. Le disposizioni della presente legge si applicano a tutti i
progetti di opere e di impianti ricompresi negli allegati 1, 2 e 3.

2. Sono sottoposti alla procedura statale i progetti di opere e di
impianti ricompresi nell’allegato 1, nonchè le opere o gli impianti di
cui agli allegati 2 e 3 che costituiscono modifica di progetti già
sottoposti a procedura di VIA nell’ambito del Ministero dell’Ambiente.

3. Sono sottoposti alla procedura regionale i progetti di opere e di
impianti ricompresi nell’allegato 2.
4. Sono altresì sottoposti alla procedura regionale i progetti di
opere e di impianti ricompresi nell’allegato 3 qualora :
a) ricadano anche parzialmente all’interno delle aree naturali
protette, come definite dalla legge 6 dicembre 1991 n. 394 (legge
quadro sulle aree protette) e successive modificazioni e integrazioni;
in tal caso le relative soglie dimensionali risultano ridotte del 50
per cento rispetto a quanto previsto nel medesimo allegato 3;
b) ricadano all’interno di aree carsiche, come definite dalla legge
regionale 3 aprile 1990 n.14 (norme per la tutela del patrimonio
speleologico e delle aree carsiche e per lo sviluppo della
speleologia); in tal caso le relative soglie dimensionali risultano
ridotte del 30 per cento rispetto a quanto previsto nel medesimo
allegato 3;
c) non ricadano in aree naturali protette ma la struttura competente
in materia di VIA ne abbia verificato, secondo le modalità di cui
all’articolo 10 e sulla base degli elementi indicati nell’allegato 5,
la necessità in relazione alle caratteristiche del progetto stesso e
della zona interessata.

5. Non sono sottoposti alla procedura di VIA i lavori e gli
interventi che non determinano effetti sull’ambiente quali:
a) i lavori di manutenzione ordinaria;
b) i lavori di manutenzione straordinaria;
c) gli interventi disposti in via d’urgenza, ai sensi delle norme
vigenti, sia per la salvaguardia dell’incolumità delle persone da un
pericolo imminente, sia a seguito di calamità per le quali sia
dichiarato lo stato di emergenza, ai sensi dell’articolo 5 della
legge 24 febbraio 1992 n. 225 (istituzione del servizio nazionale
della protezione civile);
d) le modifiche non sostanziali come definite dalle norme tecniche
di cui all’articolo 16;
e) gli interventi di bonifica come definiti dalla normativa sulla
gestione dei rifiuti e gli eventuali impianti utilizzati a tal fine se
a carattere temporaneo.

6. La Giunta regionale, su conforme parere del Comitato tecnico di
cui all’articolo 12, può escludere dalla procedura di VIA e
sottoporre, su richiesta del committente, alla procedura di ECO-AUDIT
la modifica sostanziale di impianti produttivi. In questo caso gli
esiti della procedura di ECO-AUDIT di cui al regolamento CEE n.
1836/93 devono essere trasmessi alla Regione.

7. Le procedure di VIA relative ad opere le quali non siano previste
dai vigenti strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica
non possono avere corso.

8. In caso di procedure di accordo di programma o conferenze di
servizio, attivate per opere di cui al comma 7, le procedure di VIA e
di screening possono avere corso a seguito dell’attivazione delle
procedure concertative.
Il parere vincolante viene reso all’interno del procedimento ed
ha efficacia a condizione che l’intera procedura abbia esito
favorevole.

CAPO II
VIA SU PIANI E PROGRAMMI


ARTICOLO 3

(Effetti dello studio di sostenibilità ambientale previsto dalla legge
urbanistica regionale)

1. Sono fatti salvi gli effetti previsti dall’articolo 13 comma 3,
dall’articolo 22 comma 8 e dall’articolo 39 comma 6 della legge
regionale 4 settembre 1997 n. 36 (legge urbanistica regionale) per le
opere attuative delle previsioni contenute negli strumenti di
pianificazione territoriale di livello regionale, provinciale e
comunale sottoposte alla procedura di VIA ai sensi dell’articolo 2 e
relativamente alle quali sia stato positivamente valutato lo studio di
sostenibilità ambientale di cui all’articolo 11 comma 4, unitamente
agli approfondimenti di cui all’articolo 39 comma 5 della medesima
legge urbanistica.

2. Agli effetti dell’applicazione dell’articolo 39 comma 6 lettera
b) della l.r. 36/1997 per insediamenti residenziali,
turistico-ricettivi, commerciali e direzionali si intendono le opere e
gli impianti di cui al punto 10, lettera b) dell’allegato 3 della
presente legge.

ARTICOLO 4

(Verifica e valutazione di sostenibilità dei Progetti Urbanistici
Operativi)

1. I progetti urbanistici operativi di seguito definiti PUO, qualora
prevedano opere assoggettate a VIA ai sensi dell’articolo 2, per i
quali l’approvazione del Piano Urbanistico Comunale di seguito
definito PUC non abbia comportato gli effetti dell’articolo 39 comma 6
della l.r. 36/1997, su richiesta dell’Amministrazione comunale,
possono essere sottoposti a valutazione di sostenibilità ambientale,
relativamente alle suddette opere di cui agli allegati 2 e 3.

2. Nel caso di cui al comma 1 lo studio di sostenibilità ambientale
di cui all’articolo 50 comma 3 della l.r. 36/1997 ha i seguenti
contenuti:
a) descrizione e rappresentazione della situazione ambientale di
partenza;
b) obiettivi e scelte della trasformazione prevista dal progetto con
le alternative considerate;
c) verifica della sostenibilità delle diverse opere, interventi, o
delle scelte, a livello sia di giustificazione delle stesse sia di
sensibilità ambientale delle aree interessate;
d) descrizione delle risorse territoriali, energetiche ed ambientali
interessate dal progetto attraverso parametri ed indicatori di
obiettivo;
e) potenziali impatti residuali e loro mitigazioni;
f) esito della verifica di sostenibilità.

3. Nel caso di cui al comma 1 il Comune dopo l’approvazione del PUO
ai sensi dell’articolo 51 comma 5 della l.r. 36/1997, lo trasmette
alla Regione ai fini della valutazione dello studio di sostenibilità
ambientale, prima della eventuale fase di controllo da parte della
Provincia a norma del medesimo articolo 51 comma 7.

4. Entro quarantacinque giorni dal ricevimento del PUO contenente lo
studio di cui al comma 2, la struttura regionale competente in materia
di VIA, accerta, sulla base dei criteri e delle modalità procedurali
stabiliti dalla Giunta regionale, se il progetto debba essere
assoggettato o meno alla procedura di impatto ambientale. Tale
accertamento è di seguito definito screening.

5. In caso di assoggettamento alla procedura di impatto ambientale,
lo studio di cui al comma 2 è sottoposto al parere del Comitato di cui
all’articolo 12 che deve esprimersi entro sessanta giorni dall’inizio
della procedura.

6. La pronuncia di sostenibilità è emessa dalla Giunta regionale
entro trenta giorni dall’espressione del parere di cui al comma 5.

7. Con il medesimo atto la Giunta regionale, sulla base della
pronuncia positiva di sostenibilità ambientale ovvero del decorso
infruttuoso del termine di cui al comma 4, può decidere o in merito
alla non sottoposizione a VIA del progetto definitivo delle opere
previste nel PUO o in merito alla sottoposizione alla procedura di VIA
limitata ai quadri di riferimento ambientale e progettuale.

ARTICOLO 5

(Sostenibilità ambientale inerente a piani e programmi)

1. Sono soggetti alle procedure di valutazione di sostenibilità
ambientale gli strumenti di pianificazione e di programmazione
regionali, provinciali e comunali in materia di gestione dei rifiuti,
tutela delle acque, acustica, qualità dell’aria, nonché le loro
modifiche, gli aggiornamenti o gli adeguamenti, con riferimento alla
previsione delle opere o degli impianti di cui all’articolo 2.

2. Non è necessario attivare la procedura di valutazione di
sostenibilità ambientale qualora le stesse previsioni siano già state
valutate nell'ambito di altri piani.

3. La valutazione positiva della sostenibilità degli strumenti di
pianificazione di cui al comma 1 può consentire l’acquisizione degli
effetti previsti in relazione ai piani urbanistici.


CAPO III
VIA SU PROGETTI


ARTICOLO 6

(Studio di impatto ambientale relativo a progetti assoggettati a
procedura statale)

1. Lo studio di impatto ambientale, di seguito denominato SIA, dei
progetti assoggettati alla procedura statale di cui all’articolo 2
comma 2 deve contenere le informazioni di cui al decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 27 dicembre 1988 (norme
tecniche per la redazione degli studi di impatti ambientali e la
formulazione del giudizio di compatibilità di cui all’articolo 6 della
legge 8 luglio 1986 n.349, adottate ai sensi dell’articolo 3 del
d.P.C.M. 10 agosto 1988 n.377).
2. Il committente, in relazione alle informazioni contenuto nello
studio, nel caso ritenga che alcuni elementi debbano essere coperti da
segreto industriale o commerciale, può essere autorizzato ad esporli
in una relazione a parte e chiedere che essa non venga divulgata.

ARTICOLO 7

(Studio di impatto ambientale relativo a progetti assoggettati a
procedura regionale)

1. Lo SIA dei progetti assoggettati alla procedura regionale di cui
all'articolo 2 commi 3 e 4 deve avere i contenuti indicati nelle norme
tecniche di cui all’articolo 16. In particolare per quanto attiene la
documentazione relativa all’impatto acustico, questa deve essere
sottoscritta da tecnico competente in acustica ambientale come
definito dall’articolo 2 comma 6 della legge 26 ottobre 1995 n. 447
(legge quadro sull’inquinamento acustico).

2. Il committente, in relazione alle informazioni contenute nello
studio, nel caso ritenga che alcuni elementi debbano essere coperti da
segreto industriale o commerciale, può essere autorizzato ad esporli
in una relazione a parte e chiedere che essa non venga divulgata.

ARTICOLO 8

(Norme specifiche per la realizzazione di opere pubbliche)

1. In caso di procedimenti di intesa ai sensi dell’articolo 81 del
decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977 n. 616
(attuazione della delega di cui all’art. 1 della legge 22 luglio 1975
n. 382) e successive modificazioni e integrazioni, di accordi di
programma, di conferenze di servizi e di concertazione comunque
denominati dalle vigenti leggi, che prevedano opere assoggettate a VIA
ai sensi dell’articolo 2, il proponente correda il progetto
preliminare di uno studio di sostenibilità ambientale avente i
contenuti di cui all’articolo 4 comma 2.

2. La Giunta regionale, nell’aderire alle intese, agli accordi od
alle concertazioni in genere di cui al comma 1, può disporre, su
conforme parere del Comitato tecnico misto di cui all’articolo 62
della l.r. 36/1997, che tale adesione comporti gli effetti di cui
all’articolo 13 comma 3 della medesima l.r. 36/1997.

3. Il Comitato di cui all’articolo 62 della l.r. 36/1997, nei casi
previsti dal comma 2 è integrato dall’Assessore all’ambiente con
funzioni di Vice Presidente e dal dirigente della struttura competente
in materia di VIA.

4. La VIA, riguardante progetti definitivi di opere pubbliche, viene
resa nei termini previsti dall’articolo 7 comma 5 della legge 11
febbraio 1994 n. 109 (legge quadro in materia di lavori pubblici),
come modificato dall’articolo 11 comma 59 della legge 28 dicembre 1995
n. 549 (misure di razionalizzazione della finanza pubblica).


CAPO IV
PROCEDIMENTO


ARTICOLO 9

(Fase preliminare- scoping)

1. Per i progetti di cui all’articolo 7 è facoltà del proponente
richiedere alla struttura regionale competente l’avvio di una fase
preliminare volta alla definizione delle informazioni, comprese
nell’allegato 4. La fase preliminare serve ad individuare, in
contraddittorio tra la struttura regionale competente e il proponente,
quali informazioni devono essere fornite nello SIA.

ARTICOLO 10

(Procedura di verifica- screening )

1. Sono sottoposti alla procedura di screening, relativa alla
verifica sulla necessità della VIA, i progetti di cui all’allegato 3,
salvo quanto disposto dall’articolo 2 comma 4. La richiesta del
proponente contiene una descrizione del progetto ed i dati necessari
per individuare e valutare i principali effetti che il progetto può
avere sull’ambiente, secondo quanto indicato nell’allegato 5.

2. La Giunta regionale sulla base della verifica effettuata dalla
struttura regionale competente, entro sessanta giorni dal ricevimento
della richiesta di cui al comma 1, si pronuncia con riferimento agli
elementi di cui all’allegato 5 e ai criteri di cui all’articolo 16.

3. Nel caso di esclusione dal procedimento di VIA possono essere
individuate eventuali prescrizioni per le mitigazioni degli impatti e
per il monitoraggio delle opere o degli impianti, indicando le schede
ed i soggetti tenuti al controllo degli adempimenti dati e al
monitoraggio conseguente.

4. Nel caso in cui la Regione ritenga che il progetto vada
sottoposto a VIA si applica la procedura di cui all’articolo 13 ed il
procedimento deve concludersi entro quaranta giorni dalla
pubblicazione di cui all’articolo 11 comma 2.

5. L’elenco dei progetti sottoposti a verifica e l’esito della
procedura stessa vengono pubblicati sul Bollettino Ufficiale della
Regione Liguria due volte l’anno.

ARTICOLO 11

(Avvio del procedimento e partecipazione pubblica)

1. Lo SIA è depositato dal proponente presso la struttura regionale
competente in materia di VIA, per la formulazione del parere di
competenza, nel caso di procedura statale, o per la pronuncia di VIA,
nel caso di procedura regionale. Per la procedura regionale una copia
del SIA è depositata presso la segreteria del Comune o dei Comuni
interessati al progetto soggetto a VIA, una presso la Provincia
interessata dall’intervento ed una presso gli Enti gestori di aree
naturali protette qualora l’intervento ricada in tali aree.

2. Il procedimento si intende avviato alla data di pubblicazione del
relativo avviso sui quotidiani a diffusione nazionale o regionale da
parte del proponente. La pubblicazione deve avvenire entro e non oltre
una settimana dalla presentazione del progetto alla Regione.

3. Chiunque può prendere visione dello SIA, e può presentare, in
caso di procedura statale, nel termine di trenta giorni dalla data di
cui al comma 2, osservazioni scritte al Ministero dell'Ambiente e per
conoscenza alla Regione, e, nel caso di procedura di competenza
regionale, nel termine di quarantacinque giorni, alla Regione .

4. La seduta preliminare del Comitato tecnico di cui all’articolo
12, durante la quale vengono illustrati il progetto e lo SIA
dell’intervento, ha carattere pubblico.

5. La Regione favorisce, di intesa con i Sindaci dei Comuni
interessati, inchieste pubbliche, con particolare riguardo ai progetti
assoggettati a procedura regionale.

6. Qualora le inchieste di cui al comma 5 non abbiano luogo, il
proponente può, anche su propria richiesta, essere chiamato ad un
sintetico contraddittorio con i soggetti che hanno presentato
osservazioni sul progetto.

7. Gli atti conclusivi dell’inchiesta o del contraddittorio vengono
acquisiti e valutati al fine dell’emissione della decisione di VIA.

8. Il proponente, i Sindaci ed i Presidenti dei Consigli di
circoscrizione interessati possono richiedere alla Regione
l’illustrazione del progetto da parte del progettista in una riunione
pubblica alla quale partecipa il proponente.


ARTICOLO 12

(Comitato tecnico regionale)


1. Fino all’emanazione della legge regionale sul riordino dei
Comitati tecnici regionali a carattere consultivo, è istituito il
Comitato tecnico per la VIA, quale organo tecnico consultivo a
supporto della Giunta regionale.

2. Il Comitato, previa verifica delle fasi istruttorie, esprime
parere sulla VIA delle opere proposte.

3. Il Comitato valuta i risultati dell’inchiesta di cui all’articolo
11 comma 5 ai fini della pronuncia di cui all’articolo 13.

4. Il Comitato tecnico regionale, nominato dal Presidente della
Giunta regionale, è composto:
a) dal Direttore del dipartimento ambiente e territorio con funzioni
di Presidente;
b) dal Dirigente della struttura VIA o della struttura tutela
paesistica con funzioni di Vicepresidente;
c) dai dirigenti o loro delegati delle strutture competenti in
materia di:
1) pianificazione territoriale;
2) trasporti;
3) attività produttive;
4) assetto idrogeologico;
5) igiene;
6) turismo;
7) affari giuridici in materia ambientale;
8) agricoltura;
d) da esperti di provata esperienza nelle seguenti materie:
1) chimica;
2) ingegneria;
3) geologia;
4) oceanografia;
5) scienze naturali;
6) agronomia;
7) economia;
8) architettura;
9) igiene;
10) tossicologia;
11) fisica;
12) meteorologia;
13) sociologia;
e) dai rappresentanti delle Province interessate per territorio e da
un esperto designato quale rappresentante delle Associazioni
ambientaliste.

5. Le funzioni di segreteria sono svolte da un dipendente della
struttura competente per la VIA con qualifica funzionale non inferiore
alla sesta.

6. I membri di cui alle lettere c) e d) durano in carica cinque
anni.

7. Le sedute del Comitato sono valide con la presenza almeno della
maggioranza dei componenti chiamati a partecipare e si articolano in
sedute preliminari e decisorie.

8. I pareri sono adottati a maggioranza dei due terzi dei
componenti presenti aventi diritto al voto.

9. Per la partecipazione alle riunioni, ai sopralluoghi ed alle
incombenze del Comitato, ai componenti esterni all’Amministrazione
regionale è corrisposto il compenso previsto dalla tabella B della
legge regionale 4 giugno 1996 n. 25 (nuova disciplina dei compensi ai
componenti di collegi, commissioni e comitati operanti presso la
Regione).

10. I termini del procedimento di VIA sono sospesi per tutto il mese
di agosto.


ARTICOLO 13

(Istruttoria e procedimento)

1. L'istruttoria sullo SIA è condotta dalla Regione tramite il
responsabile del procedimento che dispone gli accertamenti ed
acquisisce i pareri necessari. La mancata espressione del parere non è
causa ostativa alla prosecuzione dell’istruttoria.

2. Il responsabile del procedimento, sentito il Comitato di cui
all’articolo 12, può richiedere l’integrazione dello SIA, a cura e
spese del proponente entro il termine di quarantacinque giorni
dall'inizio del procedimento, per i progetti di cui agli allegati 2 e
3.

3. I termini dell’istruttoria riprendono a decorrere dal
ricevimento delle integrazioni richieste. Se le integrazioni non
vengono inviate entro il termine perentorio indicato nella
richiesta, il procedimento è archiviato.

4. Le Amministrazioni pubbliche consultate sono tenute a fornire il
loro parere entro trenta giorni dal ricevimento della relativa
richiesta per quanto concerne i progetti di cui all'allegato 1 ovvero
entro sessanta giorni dalla data di trasmissione del progetto per
quanto concerne i progetti di cui agli allegati 2 e 3.
La mancata espressione del parere nei termini non è causa
ostativa alla prosecuzione dell’istruttoria.

5. I pareri espressi dalle Amministrazioni pubbliche sono
comprensivi di tutti gli aspetti, non solo ambientali, di specifica
competenza.

6. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dall’inizio del
procedimento, può assumere un atto interlocutorio sulla base delle
indicazioni e delle prescrizioni contenute nel parere espresso dal
Comitato tecnico di cui all’articolo 12; tale atto comporta
l’interruzione dei termini procedimentali.

7. L'istruttoria deve essere conclusa entro quarantacinque giorni
per le opere di cui all'allegato 1 e novanta giorni per quelle di cui
agli allegati 2 e 3. Il Comitato tecnico si esprime rispettivamente
entro cinquanta giorni e cento giorni dall'inizio del procedimento.

8. I termini di cui al comma 7 per la conclusione dell’istruttoria
delle opere di cui agli allegati 2 e 3, nei casi in cui sia necessario
procedere ad accertamento o indagini complesse, possono essere
prolungati fino ad un massimo di centocinquanta giorni.

9. La decisione sulla VIA è assunta dalla Giunta regionale entro
sessanta giorni dall'inizio del procedimento per le opere e gli
impianti di cui all'allegato 1 ed entro trenta giorni dalla
conclusione dell'istruttoria per le opere o per gli impianti di cui
agli allegati 2 e 3


ARTICOLO 14

(Funzioni dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente Ligure)

1. L’Agenzia Regionale per l’Ambiente Ligure, di seguito definita
ARPAL, fornisce supporto tecnico per l’espletamento dell’istruttoria
in attuazione dell’articolo 2 comma 3 della legge regionale 27 aprile
1995 n. 39 (istituzione dell’agenzia regionale per la protezione
dell’ambiente ligure), su richiesta del responsabile del procedimento,
partecipando in questi casi ai lavori del Comitato in qualità di
correlatore.

2. Gli esiti della procedura di VIA sono comunicati all’ARPAL al
fine dei controlli ambientali e della verifica di conformità della
realizzazione del progetto con le prescrizioni contenute nella
pronuncia o nel provvedimento di screening. In caso di difformità del
progetto, l’ARPAL provvede ad informare la Provincia ai fini
dell’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 19.


ARTICOLO 15

(Effetti della Valutazione di Impatto Ambientale)

1. La Giunta regionale, sulla base del parere reso dal Comitato
tecnico di cui all'articolo 12, determina il periodo di validità
della decisione di VIA per i progetti di cui agli allegati 2 e 3. Tale
periodo non può essere inferiore a tre anni e può essere prorogato,
previa verifica del quadro di riferimento programmatico di cui alle
norme tecniche dell’articolo 16 e dell’applicazione della miglior
tecnologia.

2. La VIA delle opere di cui agli allegati 2 e 3 viene pubblicata
sul Bollettino Ufficiale della Regione Liguria .

3. L’atto contenente il parere di competenza regionale in merito
alla VIA per le opere di cui all’allegato 1 viene inviato alla
Commissione del Ministero dell'Ambiente ai fini della pronuncia di
competenza.

4. Per le opere da sottoporre alla procedura di VIA non possono
essere rilasciate dalla Regione, dagli Enti locali o da pubblici
uffici, autorizzazioni, concessioni, nulla osta, anche parziali, prima
della positiva conclusione della procedura. In ogni caso, fino alla
pronuncia di VIA, tali atti non producono effetti.

5. Le autorizzazioni, le concessioni, i nulla osta rilasciati in
difformità alle disposizioni di cui al comma 4 sono nulli di diritto
in caso di pronuncia di VIA negativa.

6. I progetti devono essere adeguati agli esiti del giudizio di
compatibilità ambientale, prima del rilascio dell’autorizzazione alla
realizzazione dell’opera o dell’impianto.

7. Gli esiti della procedura di VIA sono comunicati al proponente,
al Comune e alla Provincia interessati per territorio e all’ARPAL.


ARTICOLO 16

(Norme tecniche e modifiche degli allegati)

1. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge
la Giunta regionale definisce le norme tecniche contenenti i criteri
e le metodologie da seguire per l'elaborazione degli SIA, nonché i
criteri per la verifica di cui all’articolo 2 comma 4 lettera c) e di
cui all’articolo 4 comma 4.

2. Con deliberazione della Giunta regionale può essere modificato
l’allegato 1 della presente legge in caso di modifiche o integrazioni
della normativa nazionale in materia di VIA.

3. Il Consiglio regionale delibera le modifiche degli allegati 2, 3,
4, 5 della presente legge, in caso di modifiche o integrazioni della
normativa nazionale in materia di VIA, nonché le soglie limite
inerenti le potenzialità e le dimensioni dei progetti e delle opere di
cui agli allegati 2 e 3.

ARTICOLO 17

(Semplificazione delle procedure)

1. Nell’ambito del procedimento di autorizzazione di cui alle norme
in attuazione degli articoli 24 e 25 del Decreto Legislativo 31 marzo
1998 n.112 (conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello
Stato alle Regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della
legge 15 marzo 1997 n.59), per quanto attiene gli impianti soggetti
alle procedure di VIA, la domanda di autorizzazione può essere
proposta contemporaneamente all’attivazione delle procedure di VIA e
la pronuncia di compatibilità o lo screening positivo vengono
rilasciati, come previsto agli articoli 10 e 13 ed inviati all’Ente
competente ai fini del rilascio successivo di ogni approvazione,
autorizzazione, nulla osta e concessione necessaria per la
realizzazione e la gestione dell’impianto.

2. La VIA sostituisce il parere di cui all’articolo 17 del decreto
del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988 n.203 (attuazione delle
direttive numeri 80/779, 82/884, 84/360 e 85/203 CEE concernenti norme
in materia di qualità dell’aria, relativamente a specifici agenti
inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai
sensi dell’articolo 15 della legge 16 aprile 1987, n.183).

ARTICOLO 18

(Opposizione)

1. Avverso la delibera della Giunta regionale relativa alla VIA sui
progetti di opere di cui agli allegati 2 e 3, nonché avverso la
delibera relativa alla necessità di sottoporre a VIA i progetti di cui
all’allegato 3, è ammesso ricorso in opposizione entro trenta giorni
dalla pubblicazione dell'atto sul Bollettino Ufficiale della Regione
Liguria.

2. Sul ricorso si pronuncia la Giunta, sentite le strutture
regionali che devono pronunciarsi entro trenta giorni dalla data di
notifica del ricorso; entro i successivi trenta giorni la Giunta deve
pronunciarsi con decisione motivata. Ove la Giunta non si pronunci nei
termini prescritti, il ricorso si intende rigettato.


CAPO V
DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE


ARTICOLO 19

(Sanzioni)

1. Chiunque realizza un’opera o un impianto oggetto della presente
legge senza aver ottenuto la prescritta valutazione positiva di
impatto ambientale è punito, fatte salve le sanzioni disposte in
materia edilizia, con una sanzione amministrativa pecuniaria da lire
30.000.000 a 90.000.000, secondo la gravità della violazione, ed è
altresì tenuto alla immediata cessazione dell’attività intrapresa,
nonché alla messa in pristino.

2. Il committente che, nella realizzazione di un progetto, non
ottempera alle prescrizioni contenute nella deliberazione di pronuncia
di compatibilità, è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria
da lire 10.000.000 a 30.000.000 secondo la gravità della violazione ed
è altresì tenuto, prima dell’inizio attività, alle modifiche
necessarie all’ottemperanza delle prescrizioni stesse.

3. All'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui
ai commi 1 e 2, provvede la Provincia, ai sensi della legge regionale
2 dicembre 1982 n. 45 (norme per l’applicazione delle sanzioni
amministrative pecuniarie di competenza della Regione o di Enti da
essa individuati, delegati o subdelegati) che ne destina gli introiti
al finanziamento delle attività dell’ARPAL.


ARTICOLO 20

(Norma transitoria per piani e programmi)

1. Fino all’approvazione dei PUC, gli SUA o programmi di opere ad
essi assimilati che comportino la realizzazione di opere assoggettate
a VIA ai sensi dell’articolo 2, possono essere corredati dello studio
di cui all’articolo 4 comma 2 che viene valutato dalla Regione nei
modi indicati dai commi seguenti.

2. Qualora l’approvazione dello SUA e delle eventuali varianti al
vigente strumento urbanistico generale od il controllo dello SUA
competa alla Provincia ai sensi della vigente legislazione
urbanistica:
a) è trasmesso alla Regione ai fini della valutazione dello studio di
sostenibilità ambientale di cui è corredato prima dell’inoltro alla
Provincia per l’assunzione delle determinazioni di sua competenza;
b) la Regione si pronuncia nei modi ed agli effetti di cui
all’articolo 4 commi 4, 5, 6 e 7.

3. Qualora l’approvazione dello SUA competa alla Regione ai sensi
della vigente legislazione urbanistica si applicano le disposizioni di
cui all’articolo 4 commi 4, 5, 6 e 7 della presente legge regionale,
salvo quanto di seguito stabilito:
a) il parere sotto il profilo urbanistico e di sostenibilità
ambientale è reso, fino all’emanazione della legge regionale sul
riordino dei Comitati tecnici regionali a carattere consultivo, dal
Comitato tecnico misto di cui all’articolo 62 della l.r. 36/1997,
entro novanta giorni dall’inizio della procedura;
b) l’approvazione dello strumento e la pronuncia di sostenibilità
ambientale sono disposte dalla Giunta regionale entro trenta giorni
dall’espressione del parere di cui alla lettera a), fatta salva la
previa acquisizione del conforme parere del Consiglio regionale ai
sensi dell’articolo 4 comma 4 della legge regionale 2 maggio 1991 n. 6
(norme per l’aggiornamento e l’applicazione del piano territoriale di
coordinamento paesistico) in caso di SUA comportante variante al
vigente piano territoriale di coordinamento paesistico.

4. All’approvazione dei PTC di cui al comma 1 lettera b) numeri 1) e
2) dell’articolo 76 della l.r. 36/1997 possono essere attribuiti gli
effetti di cui all’articolo 13 comma 3 della legge regionale medesima,
qualora gli stessi siano corredati da documentazione idonea a
dimostrare la sostenibilità ambientale delle opere previste in detti
piani, ricomprese negli allegati 2 e 3 della presente legge.

5. Fino all’entrata in vigore della legge regionale sul riordino
degli organi tecnici collegiali in materia di territorio, le funzioni
consultive obbligatorie svolte dal Comitato tecnico per l’Ambiente
previsto dalla legge regionale 24 marzo 1980 n. 20 (norme a tutela
dell’ambiente dagli inquinamenti) sono svolte dal Comitato di cui
all’articolo 12 della presente legge.

ARTICOLO 21

(Abrogazione di leggi e modifica dell’articolo 10 della legge
regionale 6 aprile 1987 n. 7)

1. Sono abrogate le seguenti leggi regionali:
a) 20 aprile 1994 n. 22 (disciplina della valutazione di
impatto ambientale);
b) 20 aprile 1995 n. 31 (modificazioni alla legge regionale 20
aprile 1994 n. 22 (disciplina della valutazione di impatto
ambientale) ).

2. Dopo il comma 3 dell’articolo 10 della legge regionale 6 aprile
1987 n. 7 (delega alle Province delle funzioni regionali relative
all’esercizio dei poteri di controllo in materia di abusivismo
edilizio e disposizioni di attuazione degli articoli 3 e 8 della legge
28 febbraio 1985 n. 47 e successive modificazioni), come sostituito
dall’articolo 63 della l.r. 36/1997, è inserito il seguente comma:
“3 bis. Il Comitato, quando debba esaminare, per quanto
di competenza della Provincia, i PUO a norma dell’articolo 51 della
legge regionale 4 settembre 1997 n. 36 (legge urbanistica regionale),
è integrato con un esperto in materia ambientale-ecologica designato
ai sensi della lettera b del comma 2 ai fini dell’esame del pertinente
studio di compatibilità ambientale.”.


ARTICOLO 22

(Norma finanziaria)

1. Agli oneri derivanti dal funzionamento del Comitato di cui
all'articolo 12 comma 4 si provvede, ai sensi della legge regionale 4
giugno 1996 n. 25 (nuova disciplina dei compensi ai componenti di
collegi, commissioni e comitati operanti presso la Regione), con gli
stanziamenti iscritti al Capitolo 495 “Spese per compensi, gettoni di
presenza, rimborso spese a componenti commissioni, comitati ed altri
organismi previsti da leggi regionali o statali” dello stato di
previsione della spesa del bilancio regionale.

2. Agli oneri per gli esercizi successivi si provvede con i relativi
bilanci.


La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale
della Regione. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e
farla osservare come legge della Regione Liguria.


Data a Genova, addì 30 dicembre 1998

MORALLEGATO 1:

ALLEGATO 1
Opere e impianti sottoposti a VIA statale (art. 2, comma 2).





a) Raffinerie di petrolio greggio (escluse le imprese che producono
soltanto lubrificanti dal petrolio greggio), nonchè impianti di
gassificazione e di liquefazione di almeno 500 t giorno di carbone o
di scisti bituminosi.

b) Centrali termiche ed altri impianti di combustione con potenza
termica di almeno 300 MW, nonchè centrali nucleari e altri reattori
nucleari (esclusi gli impianti di ricerca per la produzione e la
lavorazione delle materie fissili e fertili, la cui potenza massima
non supera 1 KW di durata permanente termica).

c) Impianti destinati esclusivamente allo stoccaggio definitivo o
all'eliminazione definitiva dei rifiuti radioattivi.

d) Acciaierie integrate di prima fusione della ghisa e dell'acciaio.

e) Impianti per l'estrazione di amianto, nonchè per il trattamento e
la trasformazione dell'amianto e dei prodotti contenenti amianto: per
i prodotti di amianto cemento una produzione annua di oltre 20.000 t
di prodotti finiti, per le guarnizioni di attrito una produzione annua
di oltre 50 t di prodotti finiti e per gli altri impieghi dell'amianto
una utilizzazione annua di oltre 200 t.

f) Impianti chimici integrati.

g) Autostrade e vie di rapida comunicazione definite ai sensi
dell'accordo europeo sulle grandi strade di traffico internazionale
del 15 novembre 1975; tronchi ferroviari per il traffico a grande
distanza nonchè aeroporti con piste di decollo e di atterraggio lunghe
almeno 2100 metri.

h) Porti commerciali marittimi nonchè vie navigabili e porti per la
navigazione interna accessibili a battelli con stazza superiore a 1350
t.

i) Impianti eliminazione rifiuti tossici e nocivi mediante
incenerimento, trattamento chimico e stoccaggio a terra.

l) Dighe ed altri impianti destinati a trattenere, regolare o
accumulare le acque in modo durevole, di altezza superiore a 10 m. e/o
di capacità superiore a 100.000 mc.

m)Costruzioni di terminali per il carico e lo scarico di idrocarburi e
di sostanze pericolose, nonchè realizzazione di condotte sottomarine
per il trasporto di tali sostanze.

n) Realizzazione di impianti per il trattamento delle morchie e delle
acque di zavorra e di lavaggio delle navi che trasportano idrocarburi
e sostanze pericolose.

o) Sfruttamento minerario della piattaforma continentale.

ALLEGATO 2:

ALLEGATO 2

Opere e impianti sottoposti a VIA regionale (art. 2, comma 3).

a) Recupero di suoli dal mare per una quantità che superi i 10.000
mc.

b) Utilizzo non energetico di acque superficiali nei casi in cui la
derivazione superi i 1.000 litri al minuto secondo e di acque
sotterranee nei casi in cui la derivazione superi i 100 litri al
minuto secondo.

c) Impianti industriali destinati:

1) alla fabbricazione di pasta per carta a partire dal legno o da
altre materie fibrose con capacità di produzione superiore a 100
tonnellate al giorno;
2) alla fabbricazione di carta e cartoni con capacità di
produzione superiore a 200 tonnellate al giorno.

d) Trattamento di prodotti intermedi e fabbricazione e recupero di
prodotti chimici, produzione di antiparassitari, di prodotti
farmaceutici, di elastomeri e perossidi, di mastici, di pitture e
vernici, di inchiostri da stampa, per una capacità superiore alle
35.000 t/anno di materie prime lavorate.

e) Impianti di produzione di sapone e detergenti sintetici, di
prodotti per l’igiene del corpo e di profumeria per insediamenti
produttivi di capacità superiore alle 35.000 t/anno di materie prime
lavorate.

f) Stoccaggio di prodotti chimici pericolosi, ai sensi della legge
29 maggio 1974 n. 256 e successive modificazioni, con capacità
complessiva superiore a 40.000 tonnellate.

g) Impianti per la concia del cuoio e del pellame qualora la
capacità superi le 12 tonnellate di prodotto finito al giorno.

h) Porti turistici e da diporto quando lo specchio d’acqua è
superiore a 10 ha o le aree esterne interessate superano i 5 ha oppure
i moli sono di lunghezza superiore ai 500 metri.

i) Impianti di smaltimento dei rifiuti mediante incenerimento o
trattamento chimico di rifiuti non pericolosi, quali definiti
nell’allegato II bis punto D9 della direttiva 75/442/CEE, con capacità
superiore a 100 tonnellate al giorno.

l) Impianti di depurazione delle acque con potenzialità superiore a
100.000 abitanti equivalenti quali definiti all’articolo 2, punto 6
della direttiva 91/271/CEE.

m) Cave, attività minerarie e torbiere con più di 500.000 mc/anno di
materiale estratto o di un’area interessata superiore a 20 ha.

n) Dighe ed altri impianti destinati a trattenere, regolare od
accumulare le acque in modo durevole, a fini non energetici, di
altezza superiore a 5 m e/o di capacità superiore a 10.000 mc.

o) Impianti per la produzione di energia di nuova realizzazione o
ristrutturazione o riconversione con potenza termica superiore a 20
MW, non ricompresi nell’allegato 1.

p) Impianti per l’allevamento intensivo di pollame o di suini con
più di:
1) 85.000 posti per polli da ingrasso o 60.000 posti per galline;
2) 3.000 posti per suini da produzione (di oltre 30 Kg.) o 900
posti per scrofe.

q) Gasdotti, oleodotti o condutture per prodotti chimici, di
diametro superiore a 800 mm e di lunghezza superiore a 40 Km.

r) Estrazione di petrolio e gas naturale a fini commerciali, per un
quantitativo estratto superiore a 500 tonnellate al giorno per il
petrolio e a 500.000 mc al giorno per il gas naturale.

s) Costruzione di elettrodotti aerei con un voltaggio di 220 KV o
superiore, di lunghezza superiore a 15 Km.

t) Stazioni di trasferimento di rifiuti con capacità superiore a 200
t/giorno.

u) Discariche di rifiuti urbani ed assimilabili con una capacità
superiore a 100.000 mc.

v) Discariche di rifiuti speciali, ad esclusione delle discariche
per inerti, con capacità sino a 100.000 mc.

z) Centri di stoccaggio provvisorio dei rifiuti speciali con
potenzialità superiore a 150.000 mc.

ALLEGATO 3:

ALLEGATO 3

Opere ed impianti soggetti a Via regionale in relazione alle
caratteristiche del progetto e della zona interessata( art. 2 comma 4
lett. a), b) e c) ).

1 Agricoltura , silvicoltura ed acquacoltura.

1a) Progetti di ricomposizione rurale che interessano una superficie
superiore a 200 ha;

1b) Progetti volti a destinare terre incolte o estensioni seminaturali
alla coltivazione agricola intensiva con superficie superiore a 10 ha;

1c) Progetti di gestione delle risorse idriche per l’agricoltura,
compresi i progetti di irrigazione e di drenaggio delle terre;

1d) Primi rimboschimenti e disboscamento a scopo di conversione ad un
altro tipo di sfruttamento del suolo;

1e) Impianti di allevamento intensivo di animali, tranne quanto
indicato nell’allegato 2;

1f) Pescicoltura intensiva.


2 Industria estrattiva.

2a) Cave, attività minerarie a cielo aperto e torbiere, tranne quanto
indicato nell’allegato 2;

2b) Attività mineraria sotterranea;

2c) Estrazione di minerali mediante dragaggio marino o fluviale;

2d) Impianti di superficie dell’industria di estrazione di carbon
fossile, di petrolio, di gas naturale e di minerali metallici nonchè
di scisti bituminosi.


3 Industria Energetica.

3a) Impianti industriali per la produzione di energia elettrica,
vapore ed acqua calda con potenza termica complessiva superiore a 20
MW;

3b) Impianti industriali per il trasporto di gas, vapore e acqua
calda; trasporto di energia elettrica mediante linee aeree con
tensione nominale d’esercizio superiore a 150 KV mediante linee aeree
con lunghezza superiore a 3 Km;

3c) Stoccaggio in superficie di gas naturale superiore a 1000 mc
istantanei;

3d) Stoccaggio di gas combustibile in serbatoi sotterranei superiori a
5000 tonnellate istantanee;

3e) Stoccaggio in superficie di combustibili fossili superiori a 5000
tonnellate istantanee;

3f) Agglomerazione industriale di carbon fossile e lignite;

3g) Impianti per la produzione di energia idroelettrica con potenza
superiore a 200 KW;

3h) Impianti di produzione di energia mediante lo sfruttamento del
vento con potenza superiore a 20 MW.


4 Produzione e trasformazione dei metalli.

4a) Impianti di produzione di ghisa o acciaio (fusione primaria o
secondaria) compresa la relativa colata continua di capacità superiore
a 2,5 tonnellate all’ora;

4b) Impianti destinati alla trasformazione di metalli ferrosi
mediante:
- laminazione a caldo con capacità superiore a 20 tonnellate di
acciaio grezzo all’ora;
- forgiatura con magli la cui energia di impatto supera 50 KJ per
maglio e allorchè la potenza calorifera è superiore a 20 MW;
- applicazione di strati protettivi di metallo fuso con una capacità
di trattamento superiore a 2 tonnellate di acciaio grezzo all’ora;

4c) Fonderie di metalli ferrosi con una capacità di produzione
superiore a 20 tonnellate al giorno;

4d) Impianti di fusione e lega di metalli non ferrosi, esclusi i
metalli preziosi, compresi i prodotti di recupero (affinazione,
formatura in fonderia, ecc.) con una capacità di fusione superiore a
10 tonnellate per il piombo e il cadmio o a 50 tonnellate per tutti
gli altri metalli al giorno;

4e) Impianti per il trattamento di superficie di metalli e materie
plastiche mediante processi elettrolitici o chimici qualora le vasche
destinate al trattamento abbiano un volume superiore a 30 mc;

4f) Costruzione e montaggio di autoveicoli e costruzione dei relativi
motori;

4g) Cantieri navali di superficie complessiva superiore a 2 ha;

4h) Impianti per la costruzione e riparazione di aeromobili;

4i) Costruzione di materiale ferroviario che superi 10.000 mq di
superficie impegnata o 50.000 mc di volume;

4k) Impianti di arrostimento e sinterizzazione di minerali metallici ;

4j) Fabbricazione e confezionamento esplosivi.


5 Industria dei prodotti minerali.

5a) Cokerie (distillazione a secco del carbone);

5b) Impianti destinati alla fabbricazione di cemento in forni rotativi
la cui capacità di produzione supera 500 tonnellate al giorno oppure
di calce viva in forni rotativi la cui capacità di produzione supera
50 tonnellate al giorno, o in altri tipi di forni aventi una c [ . . . ]

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