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Scheda Normativa

Legge regionale 23/07/1998 n. 8

(Gazzetta regionale 28/07/1998 n. 70)

Regione Calabria - Eliminazione delle barriere architettoniche

IL CONSIGLIO REGIONALE
HA APPROVATO
IL COMMISSARIO DEL GOVERNO
HA APPOSTO IL VISTO
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
PROMULGA LA SEGUENTE LEGGE:




ARTICOLO 1

Finalità e obiettivi


1. La presente legge detta norme e dispone interventi diretti
per la realizzazione e la piena utilizzazione dell'ambiente
progettato e costruito e quindi per lo svolgimento di ogni attività da
parte di tutti i cittadini con la massima autonomia possibile,
indipendentemente dall'età, dal sesso, dalle caratteristiche
anatomiche, fisiologiche e senso-percettive, nonché dalle variazioni
temporanee o permanenti delle stesse.

2. Le norme e gli interventi si intendono integrativi e
complementari alle disposizioni già in vigore a livello nazionale e
precisamente:

a) all'art.27 della legge 30 marzo 1971, n. 118 e
relativo regolamento di attuazione DPR 27 aprile 1978, n, 384;

b) alla legge 9 gennaio 1989, n. 13, come modificata con
la legge 27.2.1989, n. 62 e al decreto del Ministro dei LL.PP. 14
giugno 1989, n. 236;

c) alle circolari e disposizioni nazionali emesse in'
materia di eliminazione delle barriere architettoniche;

d) aIle successive modifiche ed integrazioni di cui alle
precedenti lettere a), b), e c);

e) alla legge 5.2.1992 n. 104 art. 24.

3. Le disposizioni contenute nella presente legge si applicano
alle attività svolte dalle Province, dai Comuni e dagli altri Enti,
nelle loro iniziative di programmazione e di intervento diretto, in
coerenza con le finalità e per conseguire gli obiettivi di cui al
primo comma del presente articolo.



ARTICOLO 2

Definizione di barriera architettonica e localizzativa


1. Ai fini della presente legge, per barriera architettonica si
intende ogni ostacolo che limita o nega l'uso autonomo a tutti i
cittadini di spazi, edifici, servizi, strutture e, in particolare,
impedisce la mobilità dei soggetti con difficoltà motoria, sensoriale
e/o psichica, di natura permanente o temporanea, dipendente da
qualsiasi causa.





ARTICOLO 3

Progettazione e modalità delle opere edilizie.
Caratteristiche dei mezzi di pubblico trasporto.


1. La realizzazione e le modifiche delle strutture e delle
costruzioni, nonché gli interventi in materia di trasporto pubblico di
persone di cui ai successivi articoli devono perseguire la
compatibilità dell'ambiente costruito con la variabilità delle
esigenze dei cittadini; a tal fine devono essere adottati criteri
progettuali e di controllo rispondenti alle diverse esigenze degli
utenti adattabili ai possibili mutamenti delle esigenze stesse.

2. In relazione a quanto previsto dal comma precedente, la
progettazione e le modalità di esecuzione delle opere edilizie, nonché
le caratteristiche dei mezzi di trasporto di persone, debbono essere
preordinate specificatamente alla realizzazione della compatibilità
dell’ambiente costruito e consentire l'installazione di manufatti,
apparecchiature e dispositivi tecnologici idonei ad assicurare detta
compatibilità rispetto alle diverse esigenze degli utenti.





ARTICOLO 4

Campo di applicazione


1. Le norme della presente legge si applicano a tutte le
costruzioni, gli ambienti, le strutture, anche a carattere temporaneo,
ed ai servizi di trasporto pubblico urbano ed extraurbano, che
prevedano il passaggio o la permanenza di persone e precisamente:

a) agli edifici, compresi quelli dedicati al culto, alle
strutture e all'attrezzatura degli spazi di proprietà pubblica, agli
spazi ed ai percorsi pedonali - urbani ed extraurbani -, alle zone di
sosta e di parcheggio dei veicoli ,ai parchi e giardini pubblici,
alle aree verdi, alle zone attrezzate per i giochi dei bambini ed in
generale ai luoghi aperti o chiusi, destinati per attività del tempo
libero ,anche a carattere temporaneo, alle strutture e agli elementi
di arredo urbano ed ai mezzi di trasporto pubblico di personale su
gomma, ferro, fune, ai mezzi di navigazione, di competenza regionale,
provinciale e. comunale e alle strutture di impianti fissi ad essi
connessi, secondo quanto previsto dalle disposizioni di cui alla
lettera a), comma 2 dell'art. 1.
b) agli edifici, alle strutture, alle attrezzature degli
spazi di proprietà privata anche aperti al pubblico o destinati ad uso
collettivo sociale e per il tempo libero, anche a carattere
temporaneo, ivi comprese le strutture ricettive e di ospitalità, agli
edifici ed ai locali adibiti ad attività lavorative legate ai settori
primario, secondario e terziario, alle parti comuni ed a quelle che
consentono l’accesso ai singoli alloggi degli edifici adibiti a
residenza, di proprietà sia pubblica che privata, ed agli spazi
esterni ad essi relativi, agli alloggi stessi secondo la vigente
normativa nazionale, secondo quanto previsto dalle disposizioni di cui
alla lettera b), comma 2 dell'art. 1;
c) ai segnali ottici, acustici e tattili da utilizzare
negli ambienti di cui alle lettere precedenti.

2. Sono esclusi i vani tecnici adibiti al funzionamento degli
impianti e normalmente utilizzati solo da personale tecnico incaricato
alla manutenzione. gestione o riparazione degli impianti stessi.





ARTICOLO 5

Prescrizioni tecniche di attuazione


1. Al fine di specificare ed integrare le disposizioni della
legislazione vigente, l’allegato, che fa parte integrante della
presente legge, prevede le prescrizioni tecniche di attuazione da
osservarsi nella progettazione, nell'esecuzione e nel controllo degli
ambienti, degli edifici e delle strutture comprese nel campo di
applicazione di cui al precedente art. 4 e riassume i riferimenti
legislativi .





ARTICOLO 6

Competenze della Regione


1. I Piani Territoriali ed Urbanistici, i Piani di Settore,
nonché ogni programma operativo regionale sono redatti nel rispetto
della presente legge.

2. La Regione provvede ad integrare e modificare le leggi ,e le
direttive regionali, già in vigore nei settori di sua competenza, che
operano attualmente in contrasto o ignorano le norme relative
all'eliminazione delle barriere architettoniche.

3. Per la necessaria conoscenza e valutazione della situazione
esistente e a completamento ed integrazione di quanto richiesto
dall'art. 32, ventunesimo comma, della legge 28 febbraio 1986, n. 41,
l'Assessorato ai Lavori Pubblici della Regione promuove il censimento
degli immobili, degli edifici pubblici e degli spazi pubblici
interessati ad interventi per l'abolizione delle barriere
architettoniche . A tal fine è prevista l'erogazione di contributi di
cui al successivo art. 15 .
4. Il censimento, di cui al precedente comma, è delegato ai
Comuni ed agli altri Enti interessati, sulla base di modalità di
rilevazione e stesura approvate dalla Giunta regionale entro sei mesi
dall'entrata in vigore della presente legge .

5. Il censimento riguarda gli immobili di proprietà dei Comuni,
delle Province, della Regione e degli altri Enti locali, nonché tutti
gli edifici ad uso pubblico anche se di proprietà privata. Ai fini del
censimento degli immobili e strutture di proprietà dello Stato,. delle
Amministrazioni Autonome o altri Enti pubblici e privati, la Giunta
promuove le necessarie intese con gli enti proprietari

6. I dati del censimento sono utilizzabili ai fini della
programmazione degli interventi regionali e degli altri enti locali,
nell'ambito delle rispettive competenze.

7. La Giunta regionale fornirà agli Enti locali il supporto
tecnico e conoscitivo in relazione alle attività di adeguamento della
strumentazione urbanistica e normativa locale ed alla gestione della
stessa.

8. In particolare, per realizzare gli obiettivi di cui all’
art.1 l'Assessorato ai Lavori Pubblici in collaborazione con
l'Assessorato all'Urbanistica promuove quanto segue:
a) svolge ricerche per l'individuazione di nuovi
strumenti., materiali, soluzioni tecniche e quant'altro possa essere
utile per l'applicazione della presente legge;
b) provvede alla raccolta di dati, studi, documentazione,
ricerche,. riguardanti le tematiche della presente legge, in
collegamento anche con altre organizzazioni e centri simili già
esistenti in Italia ed in altri paesi europei;
c) fornisce informazioni, consulenze e notizie a quanti
ne facciano richiesta;
d) organizza in collaborazione con le Università, con gli
Ordini Professionali, con gli Enti pubblici e privati con le
associazioni che hanno per legge la rappresentanza e la tutela dei
disabili e con le altre associazioni di disabili maggiormente
rappresentative presenti nel territorio regionale, corsi di
aggiornamento professionale, rivolti soprattutto ai tecnici
interessati all'applicazione della presente legge;

e) promuove iniziative, incontri, convegni, viaggi di
studio e scambi anche con altri paesi europei ed in particolare con la
Comunità Europea per una capillare informazione, sensibilizzazione ed
aggiornamento sui contenuti della presente legge;

f) favorisce una più diffusa informazione sulla
produzione in serie di manufatti, oggetti d'uso comune, elementi di
arredamento interno ed arredo urbano, materiali ed impianti ,ausili
vari, più rispondenti alle esigenze di tutti i cittadini con
particolare riferimento ai più svantaggiati.

9. Le iniziative di cui al comma precedente possono essere
realizzate anche tramite l'indizione di concorsi e la concessione di
borse di studio.

10. Per realizzare gli obiettivi di cui all' art. 1 e per
verificare l'efficacia delle disposizioni contenute nella presente
legge, la Giunta regionale con la collaborazione dell'organismo
tecnico - scientifico di cui all’ art. 14 può definire, anche con
propri successivi atti amministrativi, l'articolazione organizzativa e
le modalità operative della legge stessa.




ARTICOLO 7

Competenze dei Comuni - Province e altri enti


1. I Comuni singoli o associati, le province e gli altri Enti ,
nell’ambito delle funzioni attribuite dalla Legge 8 giugno 1990, n.
142, recante norme sull’ordinamento delle autonomie Locali, devono
ottemperare al disposto della presente legge, nelle proprie attività
di programmazione ed intervento sul territorio predisponendo altresì
piani, programmi e progetti generali e settoriali annuali, nonché
attività di carattere informativo e di aggiornamento, con l'obiettivo
dell’eliminazione delle barriere architettoniche per come specificato
nel precedente art. 1 e nell'ambito di applicazione di cui all’art. 4
della presente legge.

2. I Comuni adeguano alle disposizioni della presente legge i
loro strumenti urbanistici, generali ed attuativi, nonché i
regolamenti edilizi e di igiene, introducendo eventuali ulteriori
prescrizioni volte a perseguire le finalità definite dall'art. 1 della
presente legge, come stabilito dal comma 11 dell'art. 24 della legge 5
febbraio 1992, n. 104.

3. Le disposizioni di cui alla presente legge, a decorrere da
un anno dalla sua entrata in vigore, prevarranno comunque sulle
prescrizioni degli strumenti urbanistici e dei regolamenti comunali
che si pongono con esse in contrasto.

4. Il Sindaco deve verificare la rispondenza alle prescrizioni
indicate ai commi precedenti sia nell'esame dei progetti in sede di
rilascio dell'autorizzazione o della concessione edilizia, sia nel
controllo di quanto eseguito in sede di rilascio del certificato di
abitabilità o agibilità .

5. Ai fini dell’attuazione della presente legge, i Comuni
favoriscono la partecipazione nelle Commissioni edilizie di tecnici,
esperti in materia di abolizione delle barriere architettoniche,
scelti, di norma, nell'ambito di una terna di nominativi designati
dalle associazioni di disabili che hanno per legge la rappresentanza e
la tutela dei disabili e dalle altre associazioni di disabili
maggiormente rappresentative presenti nel territorio regionale.

6. In attuazione dell'art.11 della legge 9 gennaio 1989 , n.13,
il Sindaco provvede a trasmettere alla Regione il fabbisogno
complessivo del Comune, sulla base delle richieste ritenute
ammissibili.
7. I Comuni riservano una quota, non inferiore al 10% degli
introiti derivanti dagli oneri di urbanizzazione, ai fini
dell'abbattimento delle barriere architettoniche per opere, edifici ed
impianti esistenti di loro competenza.

8. Gli adeguamenti all’ambiente costruito di cui all' art. 4,
comma 1, lett. a), della presente legge, sono esenti dal pagamento del
contributo di cui all'art. 3 della legge 28 gennaio 1977, n.10 .

9. Gli obblighi e le esenzioni verranno meno, per ciascun
Comune, allorché si sarà realizzato l'abbattimento di tutte le
barriere architettoniche concernenti edifici ed impianti esistenti di
propria competenza; tali interventi, inoltre, sono assimilati alle
opere di urbanizzazione primaria e secondaria. In tal senso il Comune
dovrà assumere specifico provvedimento, supportato da idonea
documentazione tecnica.

10. Gli enti gestori di alloggi di edilizia residenziale
pubblica devono predisporre, entro un anno dall' entrata in vigore
della presente legge, una indagine conoscitiva presso i locatari,
volta a rilevare i bisogni di ristrutturazione degli alloggi ai fini
dell'abolizione delle barriere architettoniche; i dati rilevati devono
essere tenuti costantemente aggiornati. Entro l'anno successivo
devono altresì individuare le priorità di esecuzione ed elaborare un
programma di intervento esecutivo. In caso di impossibilità di
modifiche congrue alle necessità dei locatari richiedenti, gli enti
gestori devono assumere iniziative dirette a favorire lo scambio di
alloggio anche occupato, ma più facilmente ristrutturabile o
concordare l'assegnazione di un nuovo alloggio idoneo. Gli oneri
finanziari derivanti da quanto disposto dal presente comma sono a
carico dei relativi enti gestori di edilizia residenziale pubblica.

11. Nel caso di ristrutturazione edilizia e di restauro o
risanamento conservativo di alloggi di edilizia residenziale pubblica,
l'Ente gestore provvede a realizzare una quota non inferiore ad un
alloggio ogni venti o frazione di venti con caratteristiche conformi.
alle prescrizioni dell'allegato alla presente legge, ai fini del loro
utilizzo da parte di soggetti con gravi difficoltà motorie, sensoriali
e/o psichiche.
12. Ai fini del rilascio delle concessioni di edificazione
per i nuovi edifici ad uso residenziale abitativo e per
ristrutturazione urbanistica di edifici esistenti, deve essere
garantita la visitabilità e l'adattabilità degli alloggi come definite
dal presente comma. Per visitabiIità di un alloggio si intende la sua
condizione di permettere a persona di ridotta capacità motoria, di
accedere alla zona giorno ed ad un servizio igienico dell'alloggio
stesso, garantendo le prestazioni minime indicate al n. 6.1.1.
dell'allegato. Per adattabilità di un alloggio si intende la sua
condizione di poter essere modificato, a costi limitati, allo scopo di
permettere ad un disabiIe circolante con carrozzina di viverci ed
esercitarvi tutte le attività e funzioni della vita quotidiana; a tal
fine l'esecuzione dei Iavori di modifica non deve modificarne né la
struttura, né la rete degli impianti comuni degIi edifici, garantendo
le prestazioni minime indicate al n. 6.1.2. dell'allegato.
L'adattabilità e la visitabilità degli alloggi devono essere garantite
anche ai fini del rilascio delle concessioni di edificazione per
ristrutturazione edilizie di interi edifici o di parti significative
degli stessi, salvo quanto previsto dal successivo art.10. Le
disposizioni dell'allegato non si applicano agli edifici destinati ad
abitazioni unifamiliari o con non più di quattro alloggi .



ARTICOLO 8

Elaborati tecnici


1. Gli elaborati tecnici devono chiaramente evidenziare le
soluzioni progettuali e gli accorgimenti tecnici adottati, per
garantire il rispetto delle prescrizioni di cui alla presente legge.

2. Al fine di garantire una più chiara valutazione di merito
gli elaborati tecnici devono essere accompagnati da una relazione
specifica, contenente la descrizione delle soluzioni progettuali e
delle opere previste per la eliminazione delle barriere
architettoniche, dagli accorgimenti tecnico - strutturali ed
impiantistici e dei materiali previsti a tale scopo.

3. Nel caso vengano proposte eventuali soluzioni alternative la
suddetta relazione, corredata dei grafici necessari, deve essere
integrata con illustrazione delle alternative e dell'equivalente o
migliore qualità degli esiti ottenibili.





ARTICOLO 9

Verifiche


1. In attuazione dell'art. 32, comma 20, della legge 28
febbraio 1986, n. 41 è fatto obbligo di allegare ai progetti delle
opere, di cui alla presente legge, la dichiarazione del professionista
abilitato che attesti la conformità degli elaborati alle disposizioni
contenute nella legge stessa ovvero che illustri e giustifichi
eventuali deroghe o soluzioni tecniche alternative.

2. Spetta all'Amministrazione, cui è demandata l'approvazione
del progetto, l'accertamento e l'attestazione di conformità;
l'eventuale dichiarazione di non conformità del progetto o il mancato
accoglimento di eventuali deroghe e/o soluzioni tecniche alternative
devono essere motivate.

3. In sede di esecuzione delle opere il direttore dei lavori è
tenuto a garantire, comunque, l'applicazione delle disposizioni
contenute nella presente legge.

4. Il certificato di collaudo non può essere rilasciato in
assenza di pareri di conformità alle norme della presente legge; di
tale conformità deve essere fatta specifica menzione nel certificato
stesso.



Riferimenti Normativi ATTIVI
RIFERIMENTO INTERPRETATIVO:
Legge Statale Numero 41 del 1986 Articolo 32




ARTICOLO 10

Variazione della destinazione d'uso degli immobili


1. Ove il Sindaco intenda assentire, ricorrendone i presupposti
di compatibilità con la disciplina urbanistica vigente, la modifica di
destinazione d'uso di immobili finalizzata ad un utilizzo di carattere
collettivo, il rilascio della concessione edilizia e
dell'autorizzazione, quali di volta in volta richieste dalla normativa
vigente, è subordinata all'accertamento del possesso da parte
dell'immobile delle caratteristiche previste dall'allegato della
presente legge per gli edifici destinati ad uso collettivo.





ARTICOLO 11

Deroghe


1. Le prescrizioni della presente legge sono derogabili solo
per gli edifici o loro parti che, nel rispetto di normative tecniche
specifiche, non possono essere realizzati senza barriere
architettoniche, ovvero per singoli locali tecnici il cui accesso è
riservato ai soli addetti specializzati.

2. Per gli edifici soggetti al vincolo di cui all'art.1 della
legge 29 giugno 1939, n.1497 e all'art.2 della legge 1 giugno
1939,n.1089, la deroga è consentita secondo le procedure di
autorizzazione previste dagli artt.4 e 5 della legge n. 13 del 1989.

3. Sono ammesse soluzioni alternative, così come definite
all’art.72 del Decreto del Ministro dei LL.PP. 14 giugno 1989, n. 236,
purché rispondano ai criteri di progettazione di cui all'art. 4 dello
stesso Decreto.



Riferimenti Normativi ATTIVI
RIFERIMENTO INTERPRETATIVO:
Legge Statale Numero 1497 del 1939 Articolo 1
RIFERIMENTO INTERPRETATIVO:
Legge Statale Numero 1089 del 1939 Articolo 2
RIFERIMENTO INTERPRETATIVO:
Legge Statale Numero 13 del 1989 Articolo 4
RIFERIMENTO INTERPRETATIVO:
Legge Statale Numero 13 del 1989 Articolo 5
RIFERIMENTO INTERPRETATIVO:
Legge Statale Numero 236 del 1989 Articolo 72




ARTICOLO 12

Sanzioni


1. L'inosservanza delle norme della presente legge da parte del
titolare della concessione edilizia, del committente e del direttore
dei lavori, costituisce variazione essenziale di cui all'art. 8, primo
comma lettera "C" della legge 28 febbraio 1985, n. 47, cui consegue
l'applicazione delle disposizioni e delle sanzioni previste dalla
legislazione vigente.

2. Per tutte le opere riguardanti edifici pubblici e privati
aperti al pubblico realizzate in difformità delle disposizioni vigenti
in materia di accessibilità e di eliminazione delle barriere
architettoniche e nelle quali le difformità siano tali da rendere
impossibile l'utilizzazione dell'opera da parte delle persone
handicappate, si applicano inoltre le sanzioni di cui al comma 7
dell'art. 24 della legge 5 febbraio 1992, n.104.



Riferimenti Normativi ATTIVI
RIFERIMENTO INTERPRETATIVO:
Legge Statale Numero 47 del 1985 Articolo 8
RIFERIMENTO INTERPRETATIVO:
Legge Statale Numero 104 del 1992 Articolo 24




ARTICOLO 13

Trasporti


1. Fermo restando l'osservanza delle norme dettate dalla
presente legge in materia di urbanistica, le prescrizioni di cui ai
nn. 3 e 4 dell'allegato si applicano alle stazioni, alle strutture
fisse ed ai mezzi di trasporto pubblico di persone di competenza
regionale, provinciale e comunale, secondo le previsioni dei
successivi commi .

2. Entro il termine di cui al successivo comma, il servizio di
trasporto pubblico locale di persone deve essere dotato di sistemi
tecnici di cui al n. 3.2. dell'allegato, idonei a consentire la
fruizione del servizio da parte dei viaggiatori con difficoItà
dell'udito e della vista . Entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge, la Giunta regionale, al fine di
uniformare gli interventi , dispone le prescrizioni tecniche per
l'adozione sui mezzi di trasporto dei sistemi tecnici di cui al n.
3.2. deIl’allegato. Decorsi sei mesi dalla data d'esecutività della
deliberazione, non possono essere immessi nel servizio di trasporto
pubblico locale di persone, nuovi mezzi di trasporto sprovvisti dei
sistemi tecnici previsti dal presente articolo.

3. Decorso un anno dalla data di esecutività della
deliberazione di cui al secondo comma non possono essere affidate
nuove concessioni per i servizi di trasporto pubblico locale di
persone, né essere rinnovate quelle in atto, ad aziende od imprese che
non abbiano dotato il parco rotabile dei sistemi tecnici di cui al
suddetto comma 2.

4. I regolamenti comunali inerenti ai noleggi ed ai servizi di
piazza, devono prevedere, ai fini del rilascio delle relative licenze,
che i mezzi da adibirsi al trasporto di persone siano dotati di
portabagagli idonei a contenere una sedia a rotelle ripiegata. I
Comuni provvedono ad adeguare i regolamenti vigenti entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.





ARTICOLO 14

Organismo tecnico scientifico


1. E' costituito, presso la Giunta regionale, un organismo
tecnico scientifico interdisciplinare e permanente, nominato con
decreto del Presidente della Giunta regionale entro due mesi
dall'entrata in vigore della presente legge, con lo scopo di fornire
proposte rispondenti alle esigenze di adattabilità dell'ambiente e
aggiornamenti, modifiche o integrazioni alla presente legge risultanti
dalle osservazioni e valutazioni derivate dalla sua applicazione,
anche ai fini di orientamento e indirizzo della Regione , nei
confronti dei Comuni e degli aItri Enti Locali in merito agli
adempimenti di rispettiva competenza.

2. L'organismo tecnico scientifico sarà presieduto
dall'Assessore Regionale ai Lavori Pubblici e sarà composto da:

a) un funzionario del settore Lavori Pubblici - Edilizia
Residenziale;

b) un funzionario del settore Servizi Sociali;

c) un funzionario del settore Trasporti;

d) un funzionario del settore Urbanistica;

e) un funzionario del settore Programmazione e Affari
CEE;

f) un funzionario del settore Sanità;

g) tre esperti in materia di abolizione delle barriere
architettoniche designati dalle Organizzazioni Regionali dei Disabili
di cui almeno uno designato dall’ ANMIC regionale.

3. Ai componenti l'organismo tecnico- scientifico è
riconosciuto un gettone di presenza di lire 150.000 oltre il rimborso
spese di viaggio;

4. Per l'esercizio delle proprie funzioni l'organismo si avvale
della collaborazione. ove necessario, di altri servizi della Giunta
regionale interessati all'applicazione della presente legge.





ARTICOLO 15

Interventi regionali per la redazione dei piani comunali


1. Al fine di incentivare l'adozione dei piani di eliminazione
delle barriere architettoniche previste dall'art. 32, comma 21, della
legge 28 febbraio 1986, n.41, la Giunta regionale è autorizzata a
concedere contributi a favore di Comuni per il sostegno degli oneri
relativi alla acquisizione di consulenze tecnico amministrative.

2. I contributi di cui al precedente primo comma, possono
essere concessi ai Comuni che, per ragioni connesse ad obiettive
difficoltà operative, non abbiano provveduto ad intraprendere il
censimento degli edifici pubblici e di uso pubblico e,
conseguentemente, ad elaborare i piani per l'abbattimento delle
barriere architettoniche.

3. La misura massima ,dei contributi previsti dalla presente
legge è determinata in lire 40.000.000 e la loro concessione è
disposta con priorità a favore dei comuni con popolazione inferiore a
5.000 abitanti.




ARTICOLO 16

Norma Finanziaria


1. All’onere derivante dall’art.15 della presente legge,
valutato per l’anno 1997 in lire 2.000.000.000 (due miliardi), si
provvede con la disponibilità esistente sul cap. 7001201 dello stato
di previsione della spesa del bilancio 1997 “ Fondo occorrente per far
fronte agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi che si
perfezionano dopo l’approvazione del bilancio recanti spese di
investimento attinenti agli ulteriori programmi di sviluppo (elenco
n.3) dello stato di previsione della spesa di bilancio per l’anno
1997”.

2. La predetta disponibilità di bilancio è utilizzata
nell’esercizio in corso ponendo la competenza della spesa a carico del
cap. 2321212 che istituisce nello stato di previsione della spesa per
l’esercizio 1998 con la denominazione “ Contributi in favore dei
Comuni per la realizzazione di interventi diretti alla eliminazione
delle barriere architettoniche “ e lo stanziamento in termini di
competenza e di cassa di lire 2.000.000.000 ( due miliardi ).

3. Per gli anni successivi ed a partire dall’anno finanziario
1998 la corrispondente spesa, cui si fa fronte con le entrate proprie
della Regione, sarà determinato in ciascun esercizio finanziario con
la legge di approvazione del bilancio e con l’apposita legge
finanziaria collegata.

4. Agli oneri derivanti dal funzionamento delle commissioni di
cui all’art.14 si provvede con successivo atto normativo in sede di
approvazione del bilancio 1998.


La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale
della Regione. E'fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e
farla osservare come legge della Regione Calabria.
Catanzaro, lì 23 luglio 1998





ALLEGATO 1:

ALLEGATO

DESCRIZIONI TECNICHE PER L’ELIMINAZIONE
DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE
E RIFERIMENTI LEGISLATIVI



1. Contenuto dell’allegato

Il Presente allegato contiene le prescrizioni tecniche da osservarsi:
a) per la progettazione e la realizzazione di nuovi edifici, ambienti
e strutture individuati dall’art.4 della presente legge, nonché degli
interventi su quelli esistenti;
b) per i servizi di trasporto di persone di competenza regionale,
secondo quanto previsto dall’art.13 della presente legge.

2. Mobilità e sosta urbana

2.1. Aree e percorsi pedonali

Sono aree e percorsi pedonali ad uso dei pedoni all’interno della
veicolare eventualmente anche mediante incroci a più livelli con
sottopassi o sovrapassi, in porticati, in zone verdi e/o in
attraversamenti stradali zebrati.
Le barriere architettoniche dovute a sottopassi dovranno essere
eliminate salvo non vi siano facili percorsi pedonali alternativi.
I percorsi pedonali devono essere prolungati, con le medesime
caratteristiche tecniche, fino all’accesso delle costruzioni,
all’interno delle relative aree di pertinenza di cui all’art.4 della
Legge.

2.1.1. Percorsi pedonali

Larghezza minima m.1,50 con tratti nei luoghi di maggior traffico,
aventi almeno una larghezza di m.1.80.
In presenza di passaggi obbligati o per restrinzioni dei percorsi a
causa di lavori in corso, la larghezza potrà essere, per brevi tratti
ridotta a m.0,90.
La pendenza trasversale non dovrà superare l’1%.
La differenza di quota senza ricorso a rampe non dovrà superare i
cm.2,5 e dovrà essere arrotondata o smussata.

2.1.2. Rampe

La pendenza di eventuali rampe di collegamento fra piani
orizzontali diversi varia in funzione della lunghezza delle rampe
stesse e precisamente:
- per rampe fino a m.0,50 la pendenza massima ammessa è 12%;
- per rampe fino a m.2,00 la pendenza massima ammessa è dell’8%;
- per rampe fino a m.5,00 la pendenza massima è del 7%;
- oltre i m. 5,00 la pendenza massima ammessa è del 5%.
Qualora a lato della rampa si presenti un dislivello superiore a
cm.20, la rampa dovrà avere un cordolo di almeno 5 cm di altezza.

2.1.3. Attraversamenti stradali

Stesse caratteristiche dei percorsi su marciapiede.
Per attraversamenti di strade con grande traffico o comunque con
più di due corsie per senso di marcia, è opportuno predisporre isole
salvagente di almeno m.1,50 di larghezza che dovranno essere
interrotte in corrispondenza alle strisce zebrate.
Attraversamenti semaforizzati: è opportuno che siano dotati di
segnalazioni acustiche.

2.1.4. Pavimentazioni

La pavimentazione delle aree e dei percorsi pedonali deve essere
in materiale antisdrucciolevole, compatto ed omogeneo ( esclusa ad
esempio, ghiaia e/o rizzada ).
Completamento eventuale con materiale antisdrucciolevole, compatto ed
omogeneo (esclusa ad esempio ghiaia e/o rizzada).
Completamento eventuale con materiale, colorazioni o rilievi diversi
atti a consentire la percezione di segnalazioni ed orientamenti per i
non vedenti.
Non sono ammesse fessure, in griglie od altri manufatti, con larghezza
o diametro superiore a cm.2.0


2..2.. Parcheggi

Nelle aree di sosta a parcheggio, pubblico o privato, deve esservi
almeno un parcheggio in aderenza alle aree pedonali, al fine di
agevolare il trasferimento dei passeggeri disabili dall’autovettura ai
percorsi pedonali stessi.
Nei parcheggi con custodia dei veicoli dovranno essere riservati ai
non deambulanti almeno un posto ogni cinquanta posti macchina o
frazione.
Se il parcheggio si trova ad un piano diverso da quello del
marciapiede, il collegamento con lo stesso dovrà avvenire con un
sistema di ascensori o di rampe aventi le stesse caratteristiche
previste dalle presenti norme per gli impianti analoghi.

I parcheggi per i disabili devono garantire le seguenti prestazioni
minime:
- L’area propria di parcheggio relativa all’ingombro del veicolo, deve
essere affiancata ad uno spazio zebrato con una larghezza minima tale
da consentire la rotazione di una carrozzina e, comunque, non
inferiore a m.150;
- Lo spazio di rotazione, complanare all’area di parcheggio, deve
essere sempre raccordata ai percorsi pedonali;
- Le aree di parcheggio, di manovra e di raccordo devono avere le
stesse caratteristiche dei percorsi pedonali;
- La localizzazione del parcheggio deve essere evidenziata con
segnalazioni su pavimentazione e su palo.


3. Trasporti urbani

Al fine di pervenire ad uno effettivo abbattimento delle barriere
architettoniche occorre considerare le varie fasi del trasporto e
precisamente:
- Il percorso di avvicinamento al veicolo;
- l’accesso al veicolo
- la riservazione dei posti idonei allo stazionamento sul veicolo.


3.1. Servizi di superficie : Autobus.

3.1.1. Il percorso di avvicinamento

Il percorso di avvicinamento dai veicoli può far capo ad un
marciapiede, quando la fermata è prevista in prossimità di esso, o ad
un salvagente, quando il veicolo si ferma in mezzo alla strada.
Nel caso in cui il veicolo si fermi in mezzo alla strada, il percorso
fra marciapiede, attraversamento stradale e salvagente, deve avere le
stesse caratteristiche di un percorso pedonale.

3.1.2. Accesso al veicolo

L’accesso al veicolo da parte dei passeggeri con ridotte o impedite
capacità fisiche dovrà essere facilitato dalla larghezza delle porte e
dall’essere il pianale del veicolo il più basso possibile,
compatibilmente con le esigenze costruttive e le tecnologie che i
costruttori potranno mettere in atto.

Eventuali pedane elevatrici devono avere le dimensioni tali da
garantire l’uso da parte di persone in carrozzella.
3.1.3. Stazionamento in vettura

All’interno dei veicoli devono essere almeno tre posti per persone a
ridotte o impedite capacità fisiche, di cui uno con aggancio
automatico della carrozzina per i non deambulanti.


3.2. Informazioni agli utenti

Le indicazioni interne ed esterne alle stazioni, nonché le diciture
sulle piantane di fermata e gli indicatori di linea interni ed esterni
alle vetture, devono avere dimensioni e tipologia di caratteri tali da
facilitarne la lettura.
I veicoli devono essere dotati di mezzi audiovisivi che ne facilitano
l’utilizzo anche da parte di utenti con difficoltà dell’udito e della
vista ed, in particolare dotati di apposito impianto che consenta la
segnalazione delle fermate in arrivo.


4. Trasporti extraurbani

4.1. Ferrovie ed autolinee

Sui mezzi di trasporto pubblico ferroviario ed automobilistico di
competenza regionale, provinciale e comunale, devono essere riservati
per i passeggeri con ridotte capacità fisiche almeno tre posti in
prossimità delle porte di uscita segnalate.
Per rendere possibile l’utilizzo dei mezzi di trasporto anche a
persone su carrozzina, uno dei tre posti riservati alle persone con
difficoltà deambulatoria, deve essere adeguatamente attrezzato con gli
opportuni ancoraggi di aggancio automatico della carrozzina.
L’accesso dei passeggeri con ridotte capacità motorie deve essere
agevolato mediante rampe e/o pedane elevatrici ovvero l’innalzamento
delle banchine.

4.2. Trasporti speciali: Ferrovie a cremagliera ˆ Funivie ˆ Funicolari

Nei trasporti speciali per la mobilità di persone, quali ferrovia a
cremagliera, funivie e funicolari, dovranno essere messi in atto,
compatibilmente con le esigenze costruttive e tecnico funzionali,
tutti gli accorgimenti per facilitare l’uso degli adempimenti stessi
anche a passeggeri con ridotte o impedite capacità fisiche.


5. Costruzioni edilizie: Prescrizioni generali

Al fine di agevolare l’accesso, gli spostamenti interni e l’utilizzo
delle parti comuni devono essere rispettate le seguenti norme nelle
costruzioni e strutture indicate nell’art.4 della presente legge, alle
lettere:
a) gli edifici e i locali pubblici e di uso pubblico ivi compresi
gli esercizi di ospitalità, quelli dedicati al culto e gli edifici o
strutture dedicati ad attività Turistiche e Sportive.
b) gli edifici di uso residenziale ed abitativo;
c) gli edifici e i locali destinati ad attività produttive di
carattere industriale, agricolo, artigianale, nonché ad attività
commerciali e del settore terziario;
d) le strutture e gli impianti fissi connessi all’esercizio dei
trasporti pubblici di persone di competenza regionale, provinciale e
comunale;
e) le strutture e gli impianti di servizio di uso pubblico, esterni
o interni alle costruzioni.


5.1. Accessi

Per agevolare l’accesso alle costruzioni edilizie è necessario
prevedere degli spazi, varchi e/o porte esterne allo stesso livello
dei percorsi pedonali o con essi raccordati mediante rampe e nel
rispetto delle seguenti prestazioni minime:
- gli accessi devono avere una luce netta minima di m.1.50;
- zone antistanti e retrostanti l’accesso devono essere in piano,
estendersi per ciascuna zona per una profondità non inferiore a m.
1,50 ed essere protette dagli agenti atmosferici;
- il piano dei collegamenti verticali deve essere allo stesso livello
dell’accesso;
- eventuali differenze di quota non devono superare cm. 2,50 ed essere
sempre arrotondati o in caso contrario devono essere raccordati con
rampe conformi a quanto previsto dal presente allegato.


5.2. Percorsi interni orizzontali: Piattaforme di distribuzione ˆ
Corridoi - Passaggi.

Lo spostamento all’interno della costruzione dai percorsi orizzontali
a quelli verticali deve essere mediato attraverso piattaforme di
distribuzione, quali vani ingresso o ripiani di arrivo dei
collegamenti verticali, dalle quali sia possibile accedere ai vari
ambienti, esclusi i locali tecnici, solo con percorsi orizzontali.
Piattaforme corridoi e passaggi devono garantire le seguenti
prestazioni minime:
- il lato minore delle piattaforme di distribuzione e la larghezza
minima dei corridoi e/o passaggi deve sempre consentire spazi di
manovra e di rotazione di una carrozzina e comunque non essere mai
inferiore a m.1,50;
- la rampa scala in discesa deve essere disposta in modo da evitare la
possibilità di essere imboccata incidentalmente uscendo dagli
ascensori;
- ogni piattaforma di distribuzione dell’edilizia pubblica deve essere
dotata di tabella di percorsi degli ambienti da essa raggiungibili.


5.3. Percorsi interni verticali: Scale ˆ Rampe - Ascensori ˆ Impianti
speciali.

5.3.1. Scale

Le scale devono presentare un andamento regolare ed omogeneo per tutto
il loro sviluppo e se questo non è possibile si deve mediare con
ripiani o rampe di adeguato sviluppo.
La pendenza [ . . . ]

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