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Scheda Normativa

Norme Correlate

Delibera/zione 05/12/ 2012 n. 561

Regione Lazio - Legge regionale 6 agosto 1999, n. 12, art. 7 quater- Comitato regionale per la vigilanza sulle cooperative edilizie di abitazione. Criteri procedimentali per l'esercizio delle funzioni di vigilanza

Legge regionale 06/08/ 2012 n. 12

Regione Lazio - Modifiche alle leggi regionali 6 ottobre 1997, n. 29 (Norme in materia di aree naturali protette regionali), 6 luglio 1998, n. 24 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposti a vincolo paesistico) e 11 agosto 2009, n. 21 (Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l'edilizia residenziale sociale), come da ultimo modificate dalla legge regionale 13 agosto 2011, n. 10 e modifiche alle leggi regionali 2 luglio 1987, n. 36 (Norme in materia di attività urbanistico-edilizia e snellimento delle procedure), 6 agosto 1999, n. 12 (Disciplina delle funzioni amministrative regionali e locali in materia di edilizia residenziale pubblica), 22 dicembre 1999, n. 38 (Norme sul governo del territorio), 19 luglio 2007, n. 11 (Misure urgenti per l'edilizia residenziale pubblica) e 16 aprile 2009, n. 13 (Disposizioni per il recupero a fini abitativi dei sottotetti esistenti) e successive modifiche

Legge regionale 06/08/1999 n. 12

(Gazzetta regionale 30/08/1999 n. 24)

Regione Lazio - Disciplina delle funzioni amministrative e locali in materia di edilizia residenziale pubblica

IL CONSIGLIO REGIONALE

ha approvato

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
promulga
la seguente legge:








CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI


ARTICOLO 1

(Oggetto)

1. La presente legge disciplina i rapporti tra Regione e comuni e le
rispettive funzioni amministrative in materia di edilizia residenziale
pubblica, in attuazione della legge 15 marzo 1997, n. 59 ed in
conformità alle previsioni del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, definendo in particolare i principi per l'esercizio delle
funzioni stesse.













ARTICOLO 2

(Principi)

1. La Regione e gli enti preposti alla costruzione ed alla gestione
degli alloggi di edilizia residenziale pubblica esercitano le proprie
funzioni nel rispetto dei principi di carattere generale ed unitario
determinati dallo Stato nonchè dei seguenti principi:

a) garantire la finalità dell'edilizia residenziale pubblica
destinata all'assistenza abitativa per i nuclei familiari in
condizioni disagiate, agevolando il normale svolgimento del mercato
delle locazioni;
b) favorire lo studio delle situazioni di degrado urbanistico-edilizio
al fine di attuare interventi mirati di recupero edilizio;
c) promuovere nuove forme di incentivazione per la realizzazione degli
interventi di edilizia residenziale pubblica, al fine di ottenere
l'ottimale utilizzo delle risorse finanziarie disponibili;
d) garantire la riqualificazione, l'integrazione e l'incremento del
patrimonio di edilizia residenziale pubblica destinata all'assistenza
abitativa;
e) favorire lo sviluppo di tecnologie innovative che consentano un
incremento della qualità degli alloggi;
f) garantire trasparenza sia nelle assegnazioni che nella gestione
degli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinata
all'assistenza abitativa.








ARTICOLO 3

(Funzioni e compiti della Regione)


1. Sono riservati alla Regione le funzioni ed i compiti amministrativi
concernenti:

a) l'indirizzo ed il coordinamento delle funzioni e dei compiti
amministrativi attribuiti ai comuni;
b) la determinazione delle linee di intervento e degli obiettivi nel
settore dell'edilizia residenziale pubblica, l'adozione dei piani
annuali di intervento edilizio ed il concorso all'elaborazione di
programmi di edilizia residenziale pubblica aventi interesse a livello
nazionale;
c) la ripartizione degli interventi per ambiti territoriali e la
determinazione della quota dei fondi da ripartire per gli interventi
di nuova edilizia e di recupero del patrimonio edilizio esistente
nonchè la determinazione delle tipologie di intervento, compresi i
programmi integrati, di recupero urbano e di riqualificazione urbana
di iniziativa comunale e la definizione delle modalità di
incentivazione;
d) la determinazione delle modalità di rilevazione del fabbisogno
abitativo;
e) la definizione dei costi massimi ammissibili per la realizzazione
degli interventi;
f) l'individuazione dei soggetti incaricati della realizzazione dei
programmi edilizi ammessi a finanziamento sulla base delle proposte
comunali;
g) il monitoraggio sull'esecuzione dei piani regionali, ivi compreso
il controllo sul rispetto, da parte dei soggetti incaricati della
realizzazione dei programmi, delle procedure stabilite per la
realizzazione dei programmi stessi;
h) l'adozione dei bandi di prenotazione in relazione all'erogazione
dei fondi per la realizzazione degli interventi;
i) la concessione e l'erogazione dei contributi pubblici anche
attraverso il fondo regionale per il sostegno all'accesso alle
abitazioni in locazione;
l) la determinazione dei criteri generali per la fissazione dei
relativi canoni e per la definizione del sistema di valutazione della
situazione reddituale dei nuclei familiari;
m) l'istituzione di commissioni consultive in materia di assegnazione
di alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati all'assistenza
abitativa;
n) gli Istituti autonomi case popolari, di seguito denominati IACP ed
in particolare l'indirizzo ed il coordinamento dell'attività , la
nomina degli organi e la vigilanza sull'attività e sugli organi;
o) la determinazione dei criteri per la cessione degli alloggi di
edilizia residenziale pubblica destinati all'assistenza abitativa
nonchè l'adozione dei relativi piani di cessione, su proposta degli
enti gestori e sentiti i comuni;
p) la fissazione dei limiti di reddito per l'accesso ai benefici di
edilizia residenziale pubblica nonchè per la decadenza
dall'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica
destinata all'assistenza abitativa e l'aggiornamento biennale degli
stessi sulla base della variazione assoluta dell'indice ISTAT dei
prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati;
q) la fissazione della percentuale spettante agli IACP ed agli altri
enti esecutori quale rimborso delle spese incontrate per l'esercizio
delle loro competenze;
r) la promozione di iniziative di studio e di ricerca nel settore;
s) il coordinamento della gestione dell'anagrafe degli assegnatari di
alloggi di edilizia residenziale pubblica nonchè dell'inventario del
patrimonio di edilizia residenziale pubblica destinata all'assistenza
abitativa.








ARTICOLO 4

(Funzioni e compiti dei comuni)

1. Sono attribuiti ai comuni le funzioni ed i compiti amministrativi
non espressamente riservati alla Regione ai sensi dell'articolo 3 ed
in particolare quelli concernenti:

a) l'accertamento dei requisiti soggettivi per l'accesso ai benefici
dell'edilizia residenziale pubblica nonchè dei requisiti oggettivi
degli interventi destinati all'edilizia stessa;
b) l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica
destinati all'assistenza abitativa, ivi compresi l'elaborazione e
l'emanazione dei bandi di concorso, la istituzione delle commissioni
per la formazione delle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi,
la decadenza dall'assegnazione, fatto salvo quanto previsto
dall'articolo 13;
c) la riserva di alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati
all'assistenza abitativa per situazioni di emergenza abitativa;
d) il rilevamento del fabbisogno abitativo nel territorio comunale e
la trasmissione dei relativi dati alla Regione;
e) la proposizione alla Regione delle autorizzazioni a variare il
costo massimo ammissibile a vano o a metro quadro utile abitabile e la
formulazione alla Regione di proposte per l'individuazione dei
soggetti incaricati della realizzazione dei programmi edilizi ammessi
a finanziamento;
f) la vigilanza sulla gestione amministrativo-finanziaria delle
cooperative edilizie comunque fruenti di contributi pubblici;
g) l'autorizzazione a cedere in proprietà individuale tutti o parte
degli alloggi realizzati ai soci che ne abbiano ottenuto
l'assegnazione;
h) l'autorizzazione alla cessione anticipata, rispetto ai termini
previsti dalle norme vigenti in materia, degli alloggi di edilizia
residenziale pubblica;
i) il parere agli IACP sui piani di cessione degli alloggi di edilizia
residenziale pubblica destinati all'assistenza abitativa da questi
proposti alla Regione;
l) la gestione del fondo regionale di cui all'articolo 14;
m) la gestione dell'anagrafe degli assegnatari di alloggi di edilizia
residenziale pubblica.

2. I comuni, limitatamente agli alloggi di edilizia residenziale
pubblica destinati all'assistenza abitativa di cui sono gestori,
provvedono a:

a) l'esecuzione del piano annuale di intervento edilizio di cui
dell'articolo 7, comma 2;
b) la gestione tecnico-amministrativa ed economica del patrimonio
degli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati
all'assistenza abitativa, nonchè la proposta alla Regione ai fini
dell'adozione dei relativi piani di cessione;
c) la gestione della mobilità negli alloggi;
d) il rilascio degli alloggi occupati senza titolo;
e) la promozione dell'autogestione, da parte dell'utenza, dei servizi
accessori, degli spazi comuni e delle manutenzioni ordinarie degli
alloggi;
f) la vigilanza sugli assegnatari di alloggi;
g) la gestione dell'inventario del patrimonio di edilizia residenziale
pubblica destinata all'assistenza abitativa.








ARTICOLO 5

(Funzioni e compiti degli IACP)


1. Gli IACP, nell'ambito della propria competenza territoriale e fatto
salvo quanto previsto dell'articolo 4, comma 2 provvedono, per gli
alloggi di cui sono gestori, a:

a) l'esecuzione del piano annuale di intervento edilizio di cui
all'articolo 7, comma 2;
b) la gestione tecnico-amministrativa ed economica del patrimonio di
alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati all'assistenza
abitativa e delle altre unità immobiliari nonchè la proposta alla
Regione, sentiti i comuni, ai fini dell'adozione dei piani di cessione
degli alloggi stessi;
c) la gestione della mobilità negli alloggi;
d) il rilascio degli alloggi occupati senza titolo;
e) la promozione dell'autogestione, da parte dell'utenza, dei servizi
accessori, degli spazi comuni e delle manutenzioni ordinarie degli
alloggi;
f) la vigilanza sugli assegnatari dei alloggi;
g) la gestione dell'anagrafe degli assegnatari di alloggi, nonchè
dell'inventario del patrimonio di edilizia residenziale pubblica
destinata all'assistenza abitativa.








ARTICOLO 6

(Rapporti fra comuni e IACP)

1. I comuni, per l'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 4,
possono avvalersi, mediante contratti di servizi, degli IACP, dandone
comunicazione alla Regione e garantendo il rimborso dei costi
sostenuti dagli stessi IACP.









ARTICOLO 7

(Procedure per l'esercizio delle funzioni di competenza regionale)

1. Il Consiglio regionale, con proprie deliberazioni, su proposta
della Giunta regionale:

a) approva le linee di intervento e gli obiettivi programmatici nel
settore dell'edilizia residenziale pubblica, nel rispetto dei livelli
minimi del servizio abitativo definiti dallo Stato e secondo le
modalità previste dalla legge regionale 11 aprile 1986, n. 17 e
successive modificazioni, anche in mancanza del programma regionale di
sviluppo e del relativo quadro di riferimento territoriale di cui al
Titolo I, Capo I della citata legge;


b) determina i limiti di reddito per l'accesso ai benefici di edilizia
residenziale pubblica e per la decadenza dall'assegnazione degli
alloggi di cui all'articolo 3 comma
1, lettera p);

2. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dalla data di entrata
in vigore della legge regionale di approvazione del bilancio di
previsione, in conformità alle linee di intervento e agli obiettivi
programmatici di cui al comma 1, lettera a), adotta il piano annuale
di intervento edilizio, di seguito denominato piano, tenendo conto dei
dati sul fabbisogno abitativo trasmessi dai comuni; il piano, che deve
essere pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione (BUR),
prevede in particolare:

a) la ripartizione delle tipologie degli interventi e delle relative
risorse finanziarie per ambiti territoriali, di norma sovracomunali;
b) la localizzazione degli interventi;
c) gli eventuali requisiti soggettivi aggiuntivi per l'assegnazione di
alloggi da realizzare con finanziamenti destinati a specifiche
finalità , in relazione a peculiari esigenze locali segnalate dai
comuni;
d) la consistenza e le caratteristiche, anche sulla base degli
standard di qualità degli alloggi definiti dallo Stato, dei singoli
interventi, nonchè le procedure per la loro realizzazione;
e) l'individuazione dei soggetti incaricati della realizzazione degli
interventi.
3. La Giunta regionale, con proprie deliberazioni, provvede,
altresì :
a) alla definizione dei criteri ai fini della proposta dei piani di
cessione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati
all'assistenza abitativa da parte degli enti gestori;
b) all'adozione, su proposta degli enti gestori degli alloggi di
edilizia residenziale pubblica destinati all'assistenza abitativa, del
piano di cessione degli alloggi, da pubblicarsi sul BUR, in cui sono
definite, tra l'altro, le modalità per l'effettuazione della cessione
e per l'utilizzo delle somme introitate, nonchè per l'individuazione
dei soggetti cessionari;
c) alla definizione dei criteri generali per la fissazione dei canoni
di locazione di cui all'articolo 3, comma 1 lettera l), sulla base
degli indirizzi fissati dallo Stato ai sensi dell'articolo 4, comma 4,
della legge 9 dicembre 1998, n. 431 e tenendo conto delle esigenze
finanziarie connesse al recupero di una parte delle risorse da
impiegare nel settore dell'edilizia residenziale pubblica destinata
all'assistenza abitativa, nonchè alla compensazione dei costi di
amministrazione, gestione e manutenzione degli alloggi e dell'aliquota
di cui all'articolo 14, comma 2, lettera c), sentita la competente
commissione consiliare permanente e le organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative a livello regionale. Con la stessa
deliberazione la Giunta regionale definisce il sistema per la
valutazione della situazione reddituale del nucleo familiare sulla
base dei criteri stabiliti dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
109;
d) alla definizione dei costi massimi ammissibili per la realizzazione
degli interventi di cui all'articolo 3, comma 1, lettera e) ed alla
fissazione della percentuale di cui al citato articolo, comma 1,
lettera q), ai fini dell'attuazione degli interventi programmati;
e) alla definizione delle modalità di rilevazione del fabbisogno
abitativo;
f) all'adozione dei bandi di prenotazione in relazione all'erogazione
dei fondi per la realizzazione degli interventi.

4. Ferme restando le competenze del Consiglio e della Giunta
regionali per le modifiche dei limiti di reddito di cui al comma 1,
lettera b) e dei criteri generali di cui al comma 3, lettera c), il
dirigente regionale competente in materia provvede ogni due anni al
rispettivo aggiornamento sulla base della variazione assoluta
dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e
degli impiegati.








ARTICOLO 8

(Comitato regionale per l'edilizia residenziale pubblica)


1. E' istituito il comitato regionale per l'edilizia residenziale
pubblica, di seguito denominato comitato, quale organismo consultivo
in materia di edilizia residenziale pubblica. In particolare il
comitato esamina preventivamente:

a) le linee di intervento e gli obiettivi programmatici nel settore
dell'edilizia residenziale pubblica;
b) la fissazione dei limiti di reddito per l'accesso ai benefici di
edilizia residenziale pubblica;
c) il piano annuale di intervento edilizio;
d) i criteri per la cessione degli alloggi di edilizia residenziale
pubblica, destinati all'assistenza abitativa nonchè i relativi piani
di cessione;
e) la determinazione dei criteri generali per la fissazione dei canoni
di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati
all'assistenza abitativa, nonchè del sistema di valutazione della
situazione reddituale dei nuclei familiari;
f) la definizione dei costi massimi ammissibili per la realizzazione
degli interventi.

2. Il comitato, sulla base dei dati forniti dalla struttura regionale
competente in materia di edilizia residenziale pubblica, predispone
annualmente una relazione sullo stato di attuazione dei piani annuali
di intervento edilizio e sul rispetto delle procedure ivi stabilite da
parte dei soggetti incaricati della realizzazione degli stessi.








ARTICOLO 9

(Composizione e funzionamento del comitato)


1. Il comitato è nominato con decreto del Presidente della Giunta
regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia
di edilizia residenziale pubblica ed è composto da:

a) l'Assessore regionale competente in materia di edilizia
residenziale pubblica, che lo presiede;
b) il dirigente di vertice della struttura regionale competente in
materia di edilizia residenziale pubblica;
c) i presidenti degli IACP o loro delegati;
d) tre membri designati dalla rappresentanza regionale
dell'Associazione nazionale comuni d'Italia (ANCI);
e) un rappresentante scelto tra quelli indicati per ciascuna delle
cinque organizzazioni dell'utenza maggiormente rappresentative a
livello regionale;
f) tre membri scelti tra quelli indicati dalle organizzazioni
sindacali generali dei lavoratori dipendenti maggiormente
rappresentative a livello regionale;
g) un rappresentante scelto tra quelli indicati per ciascuna delle
organizzazioni delle cooperative edilizie e delle imprese di
costruzione di livello regionale;
h) un rappresentante scelto tra quelli indicati dall'ordine
professionale degli architetti ;
i) un rappresentante scelto tra quelli indicati dall'ordine
professionale degli ingegneri.

2. In caso di assenza o impedimento dell'Assessore, il comitato è
presieduto dal dirigente di cui al comma 1, lettera b).

3. I membri di cui al comma 1, lettere e), f), g), h) ed i) sono
designati dall'Assessore regionale competente in materia di edilizia
residenziale pubblica.

4. Il comitato, per l'esercizio dei propri compiti, si avvale di una
segreteria istituita ai sensi dell'articolo 11 della legge regionale
1ø luglio 1996, n.25 e successive modificazioni, nell'ambito della
struttura regionale competente in materia di edilizia residenziale
pubblica. Le funzioni di segretario del comitato sono svolte dal
dirigente responsabile della segreteria.

5. Il comitato approva il regolamento per la disciplina del proprio
funzionamento.

6. I compensi e i rimborsi spettanti ai componenti del comitato sono
regolati con successivo provvedimento della Giunta regionale, nel
rispetto di quanto disposto dalla legge regionale 25 luglio 1996, n.
27.










CAPO II
EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA DESTINATA ALL'ASSISTENZA ABITATIVA



ARTICOLO 10

(Alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati all'assistenza
abitativa)


1. Sono definiti alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati
all'assistenza abitativa:

a) gli alloggi acquisiti, realizzati o recuperati, a totale carico o
con concorso o con contributo dello Stato e della Regione, dallo
Stato, dagli enti pubblici territoriali, dagli IACP e dai loro
consorzi;
b) gli alloggi facenti parte del patrimonio degli enti locali, di enti
pubblici non economici e della Regione, ivi compresi quelli
provenienti dagli enti ed associazioni disciolti dal decreto del
Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.616;
c) le case-parcheggio ed i ricoveri provvisori, non appena siano
cessate le cause dell'uso contingente per le quali sono stati
acquisiti, recuperati e realizzati dagli enti di cui alla lettera a),
che abbiano tipologie e standard abitativi adeguati per essere adibiti
a residenza permanente.

2. Sono esclusi dall'edilizia residenziale pubblica destinata
all'assistenza abitativa gli alloggi:

a) realizzati dalle cooperative edilizie per i propri soci;
b) realizzati, recuperati od acquisiti con programmi di edilizia
agevolata e convenzionata;
c) di servizio, per i quali la normativa vigente preveda la semplice
concessione amministrativa con conseguente disciplinare e senza
contratto di locazione;
d) di proprietà di enti pubblici previdenziali purchè non realizzati
od acquisiti o recuperati a totale carico o con il contributo o con il
concorso dello Stato, della Regione e degli enti locali.













ARTICOLO 11

(Requisiti soggettivi per l'accesso all'edilizia residenziale
pubblica destinata all'assistenza abitativa)


1. I requisiti soggettivi per l'accesso all'edilizia residenziale
pubblica destinata all'assistenza abitativa sono i seguenti:

a) cittadinanza italiana o di uno stato aderente all'Unione europea o
di altro stato non aderente all'Unione europea, sempre che, in tale
ultimo caso, il cittadino straniero sia titolare di carta di soggiorno
o regolarmente soggiornante ed iscritto nelle liste di collocamento od
esercitante una regolare attività di lavoro subordinato o di lavoro
autonomo;
b) residenza anagrafica od attività lavorativa esclusiva o principale
nel comune od in uno dei comuni compresi nell'ambito territoriale cui
si riferisce il bando di concorso, salvo che si tratti di lavoratori
destinati a prestare servizio presso nuovi insediamenti produttivi
compresi nel suddetto ambito o di lavoratori emigrati all'estero, per
i quali ultimi è ammessa la partecipazione per un solo comune;
c) mancanza di titolarità di diritti di proprietà , usufrutto, uso ed
abitazione su alloggio adeguato alle esigenze del nucleo familiare
nell'ambito territoriale del bando di concorso e nel comune di
residenza, qualora diverso da quello in cui si svolge l'attività
lavorativa e, comunque, nell'ambito del territorio nazionale, su beni
patrimoniali di valore complessivo superiore al limite definito nel
regolamento di cui all'articolo 17, comma 1;
d) assenza di precedente assegnazione in locazione ovvero in
proprietà originaria o derivata, immediata o futura di alloggio
realizzato con contributi pubblici e assenza di finanziamento
agevolato in qualunque forma concesso dallo Stato o da enti pubblici,
sempre che l'alloggio non sia utilizzabile o sia perito senza dar
luogo al risarcimento del danno o sia stato espropriato per pubblica
utilità ;
e) reddito annuo complessivo del nucleo familiare non superiore al
limite per l'accesso all'edilizia residenziale pubblica destinata
all'assistenza abitativa stabilito dalla Regione e vigente al momento
della pubblicazione del bando di concorso;
f) non aver ceduto in tutto o in parte, fuori dei casi previsti dalla
legge, l'alloggio eventualmente assegnato in precedenza in locazione
semplice oppure non aver occupato senza titolo un alloggio di edilizia
residenziale pubblica destinato all'assistenza abitativa, fatto salvo
quanto stabilito dall'articolo 15, comma 4.

2. I requisiti previsti dal comma 1 devono essere posseduti da parte
del richiedente e, limitatamente a quelli di cui alle lettere c), d)
ed f), anche da parte degli altri componenti il nucleo familiare, alla
data di pubblicazione del bando di concorso e permanere fino al
momento dell'assegnazione ed in costanza di rapporto.

3. Il requisito di cui al comma 1, lettera e) deve permanere alla
data dell'assegnazione, con riferimento al limite vigente a tale data.

4. La Regione, nell'ambito del piano di cui all'articolo 7, comma 2,
può stabilire particolari requisiti aggiuntivi per l'assegnazione di
alloggi realizzati con finanziamenti destinati a specifiche finalità
in relazione a peculiari esigenze locali segnalate dai comuni.

5. Ai fini del presente articolo si intende per nucleo familiare la
famiglia costituita da una persona sola ovvero dai coniugi, dai figli
legittimi, naturali, riconosciuti, adottivi, dagli affiliati nonchè
dagli affidati per il periodo effettivo dell'affidamento, con loro
conviventi. Fanno, altresì , parte del nucleo familiare il convivente
more uxorio, gli ascendenti, i discendenti, i collaterali fino al
terzo grado, purchè la stabile convivenza con il richiedente duri
ininterrottamente da almeno due anni alla data di pubblicazione del
bando di concorso e sia dimostrata nelle forme di legge. Sono
considerati componenti del nucleo familiare anche persone non legate
da vincoli di parentela, purchè la convivenza abbia carattere di
stabilità , sia finalizzata alla reciproca assistenza morale e
materiale, sia stata instaurata da almeno quattro anni alla data di
pubblicazione del bando di concorso e dimostrata nelle forme di legge.

6. In deroga alle disposizioni di cui al presente articolo possono
partecipare al concorso per l'assegnazione di alloggi autonomamente
rispetto al nucleo familiare di cui fanno parte:

a) i figli coniugati;
b) i nubendi che, alla data di pubblicazione del bando di concorso,
abbiano effettuato le pubblicazioni del matrimonio e lo contraggano
prima dell'assegnazione dell'alloggio;
c) le persone sole con almeno un figlio a carico.








ARTICOLO 12

(Subentro nell'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale
pubblica destinati all'assistenza abitativa e ampliamento del nucleo
familiare)


1. Fatto salvo quanto previsto dai commi 2 e 3, in caso di decesso o
negli altri casi in cui l'assegnatario non faccia più parte del
nucleo familiare, subentrano nell'assegnazione i componenti del nucleo
familiare di cui all'articolo 11, comma 5 originariamente assegnatario
o ampliato ai sensi del comma 4, secondo l'ordine stabilito nel citato
articolo 11, comma 5.

2. In caso di separazione giudiziale, di scioglimento del matrimonio
o di cessazione degli effetti civili dello stesso, all'assegnatario
subentra nell'assegnazione l'altro coniuge, sempre che il diritto di
abitare nella casa coniugale sia stato attribuito dal giudice a
quest'ultimo.

3. In caso di separazione consensuale omologata o di nullità
matrimoniale, all'assegnatario subentra nell'assegnazione l'altro
coniuge, se tra i due sia così convenuto e qualora quest'ultimo
risulti abitare stabilmente nell'alloggio.

4. Per i fini di cui al comma 1, l'ampliamento del nucleo
familiare si determina nei seguenti casi:

a) matrimonio dell'assegnatario;
b) convivenza more uxorio dell'assegnatario da almeno due anni, da
dimostrare nelle forme di legge;
c) accrescimento della prole dell'assegnatario dovuta a nascita
naturale, riconoscimento o adozione;
d) affidamento di minori;
e) rientro dei figli motivato da separazione omologata dal giudice
competente.

5. L'ingresso di uno dei soggetti indicati nel comma 4 deve essere
immediatamente comunicato all'ente gestore. L'ente gestore, nei
successivi tre mesi, verifica che, a seguito dell'ampliamento, non
sussistano cause di decadenza dall'assegnazione. Qualora dalla
verifica risultino comunicazioni non veritiere, l'ampliamento non
produce effetti ai fini dell'eventuale subentro. Gli esiti delle
verifiche sono comunicati all'interessato a cura dell'ente gestore.








ARTICOLO 13

(Decadenza dall'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale
pubblica destinati all'assistenza abitativa)


1. L'assegnatario di alloggio di edilizia residenziale pubblica
destinato all'assistenza abitativa decade automaticamente
dall'assegnazione ed il contratto di locazione è risolto di diritto
al momento dell'accertamento da parte dell'ente gestore di una delle
seguenti condizioni:

a) aver ceduto a terzi, in tutto o in parte, l'alloggio assegnatogli;
b) non abitare stabilmente l'alloggio assegnatogli, salvo il caso in
cui l'ente gestore non lo autorizzi per gravi motivi;
c) aver mutato la destinazione d'uso dell'alloggio;
d) svolgere nell'alloggio attività illecite, accertate sulla base
delle risultanze dell'autorità giudiziaria competente;
e) aver superato per due anni consecutivi il limite di reddito
definito ai sensi dell'articolo 7, comma 1, lettera b).

2. L'ente gestore, a seguito dell'accertamento di una delle
condizioni di cui al comma 1, comunica al comune ed all'assegnatario
interessato l'avvenuta decadenza dall'assegnazione ed avvia le
procedure per il rilascio dell'alloggio.

3. Altri casi di decadenza dell'assegnazione e relative procedure
sono disciplinate nel rispetto dei criteri generali determinati nel
regolamento di cui all'articolo 17, comma 1.








ARTICOLO 14

(Fondo regionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in
locazione)


1. E' istituito presso la Regione un fondo regionale per il sostegno
all'accesso alle abitazioni in locazione, di seguito denominato fondo,
destinato ad integrare il canone di locazione dovuto ai proprietari
degli immobili di proprietà sia pubblica che privata a favore dei
conduttori in possesso di requisiti minimi individuati tenendo conto
di quanto definito nel provvedimento previsto dall'articolo 11 della
l. 431/1998 nonchè , qualora le disponibilità lo consentano, per
sostenere le iniziative intraprese dai comuni ai sensi del citato
articolo.

2. Il fondo è alimentato, oltre che dalla quota parte derivante
dalla ripartizione tra le Regioni del fondo nazionale previsto
dall'articolo 11 della legge 431/1998, da:

a) contributi regionali determinati annualmente con la legge di
bilancio;
b) un'aliquota non inferiore all'uno per cento delle entrate derivanti
dalla gestione del patrimonio immobiliare di edilizia residenziale
pubblica destinato all'assistenza abitativa di cui all'articolo 10,
comma 1;
c) un'aliquota non inferiore al cinque per cento delle entrate dei
canoni di locazione derivanti dalla gestione del patrimonio
immobiliare di edilizia residenziale pubblica non avente destinazione
abitativa;
d) altre eventuali contribuzioni da parte di enti e soggetti pubblici
e privati;
e) il settanta per cento dei proventi delle sanzioni di cui
all'articolo 15.

3. Il fondo sociale è gestito secondo i criteri e le modalità
definiti dal regolamento di cui all'articolo 17, comma 1.








ARTICOLO 15

(Rilascio degli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinata
all'assistenza abitativa occupati senza titolo e sanzioni)


1. Il competente organo dell'ente gestore persegue con querela, ai
sensi dell'articolo 633 del codice penale, chi occupi senza titolo un
alloggio gestito dall'ente medesimo.

2. L'assegnatario in locazione di un alloggio di edilizia
residenziale pubblica destinato all'assistenza abitativa il quale, al
di fuori dei casi previsti dalla legge, cede in tutto o in parte, a
qualsiasi titolo, l'alloggio medesimo, decade dall'assegnazione ed è
punito con la sanzione amministrativa da lire 25 milioni a lire 30
milioni. Tale soggetto è escluso, altresì , dalle assegnazioni di
altri alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati
all'assistenza abitativa o comunque fruenti di contributo dello Stato
o di altri enti pubblici nonchè da altre provvidenze disposte dalla
Regione e dai comuni a sostegno dell'accesso alle abitazioni in
locazione.

3. Fatto salvo quanto previsto dal comma 4, le disposizioni di cui al
comma 2 si applicano anche a chi fruisce dell'alloggio ceduto ed a
chiunque occupi un alloggio di edilizia residenziale pubblica
destinato all'assistenza abitativa senza titolo, fermo restando
l'obbligo di rilasciarlo entro il termine fissato dal competente ente
gestore.

4. Nei confronti dei soggetti di cui al comma 3 che, di propria
iniziativa, abbiano riconsegnato l'alloggio all'ente gestore, per una
sola volta non si applica l'esclusione dalla assegnazione prevista dal
comma 2.

5. I soggetti di cui al comma 3, fino al rilascio degli alloggi, sono
tenuti, altresì , al pagamento di una indennità pari al canone più
elevato definito ai sensi dell'articolo 7, comma 3, lettera c).











CAPO III
EDILIZIA RESIDENZIALE AGEVOLATA



ARTICOLO 16

(Requisiti soggettivi per l'accesso all'edilizia residenziale
agevolata)


1. I requisiti soggettivi per l'accesso all'edilizia residenziale
agevolata sono i seguenti:

a) cittadinanza italiana o di uno stato aderente all'Unione europea
o di altro stato non aderente all'Unione europea, sempre che, in
tale ultimo caso, il cittadino straniero sia titolare di carta di
soggiorno o regolarmente soggiornante e iscritto nelle liste di
collocamento o esercitante una regolare attività di lavoro
subordinato o di lavoro autonomo;
b) residenza anagrafica od attività lavorativa esclusiva o principale
nel comune od in uno dei comuni compresi nell'ambito territoriale ove
è localizzato l'alloggio per il quale viene richiesto il contributo;
c) reddito annuo complessivo non superiore al limite per l'accesso
all'edilizia residenziale agevolata stabilito dalla Regione;
d) mancanza di titolarità di diritti di proprietà , usufrutto, uso ed
abitazione su alloggio adeguato, come definito dal regolamento di cui
all'articolo 17, comma 2, alle esigenze del nucleo familiare nel
comune od in uno dei comuni compresi nell'ambito territoriale ove è
localizzato l'alloggio per il quale viene richiesto il contributo;
e) assenza di precedente assegnazione in proprietà originaria o
derivata, immediata o futura di alloggio realizzato con contributi
pubblici.

2. I requisiti previsti dal comma 1 devono essere posseduti da parte
del richiedente e, limitatamente a quelli di cui alle lettere d) ed
e), anche da parte del coniuge non legalmente separato e dagli altri
componenti il nucleo familiare, alla data:

a) dell'atto preliminare di acquisto o dell'atto di compravendita per
gli acquirenti da impresa realizzatrice di alloggio di edilizia
agevolata;
b) della delibera con cui il consiglio di amministrazione della
cooperativa assegna l'alloggio per gli assegnatari di cooperativa
edilizia.

3. Ai fini del presente articolo, per nucleo familiare si intende la
famiglia costituita dal solo acquirente o assegnatario dell'alloggio,
ovvero dall'acquirente o assegnatario dell'alloggio, dal coniuge non
separato legalmente e dai figli legittimi, naturali, riconosciuti e
adottivi con loro conviventi. Fanno, altresì , parte del nucleo
familiare il convivente more uxorio ovvero i genitori , qualora
l'acquirente o assegnatario non sia coniugato e conviva con gli
stessi. Nel caso in cui l'acquirente o assegnatario sia in procinto di
sposarsi, si considerano facenti parte del nucleo familiare i nubendi,
sempre che il matrimonio venga celebrato entro il termine di sei mesi
dalla data di ultimazione dei lavori ovvero entro sei mesi dalla data
dell'atto preliminare o del contratto di compravendita, se acquirente
da impresa con la quale il rapporto viene instaurato successivamente
alla data di ultimazione dei lavori.










Capo IV
DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE



ARTICOLO 17

(Regolamenti)




1. Il Consiglio regionale, entro novanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, adotta un regolamento ai fini
dell'omogeneo esercizio delle funzioni amministrative relative
all'assegnazione ed alla gestione degli alloggi di edilizia di
residenziale pubblica destinati all'assistenza abitativa ed in
particolare per:
a) l'accertamento dei requisiti soggettivi per l'accesso all'edilizia
residenziale pubblica destinata all'assistenza abitativa nonchè dei
requisiti oggettivi degli interventi;
b) l'elaborazione dei bandi di concorso per l'assegnazione degli
alloggi, nei quali sono definite le condizioni di priorità per
l'attribuzione dei punteggi, nonchè la modulistica per le relative
domande;
c) la riserva di alloggi per situazioni di emergenza abitativa;
d) la istituzione, a livello provinciale, di commissioni consultive in
materia di assegnazione di alloggi, in cui sia garantita la presenza
delle organizzazioni sindacali degli inquilini maggiormente
rappresentative a livello regionale;
e) la istituzione e la competenza territoriale delle commissioni per
la formazione delle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi;
f) l'assegnazione degli alloggi, anche in relazione agli standard
degli stessi nonchè la decadenza dall'assegnazione, fatto salvo
quanto previsto dall'articolo 13;
g) la mobilità negli alloggi;
h) la gestione degli alloggi in amministrazione condominiale;
i) l'autogestione, da parte dell'utenza, dei servizi accessori, degli
spazi comuni e delle manutenzioni ordinarie degli alloggi;
l) il recupero delle morosità nel pagamento del canone e dei servizi;
m) la formazione e la gestione dell'anagrafe degli assegnatari di
alloggi e dell'inventario del patrimonio di edilizia residenziale
pubblica destinata all'assistenza abitativa;
n) la gestione del fondo regionale di cui all'articolo 15, tenendo
conto delle disposizioni previste [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
PER GLI UTENTI REGISTRATI


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