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Regolamento 08/05/ 2013 n. 597

Regione Friuli Venezia Giulia - LR 27/1999, articolo 11, comma 1. DPReg. 048/2012: “Regolamento recante la definizione di criteri e modalità per la concessione di contributi destinati agli interventi prioritari contenuti nei Programmi di sviluppo dei distretti industriali, in attuazione dell’articolo 11, comma 1, della legge regionale 11 novembre 1999, n. 27 (Per lo sviluppo dei distretti industriali)” e s.m.i. Approvazione modulistica

Legge regionale 11/11/1999 n. 27

(Gazzetta regionale 11/11/1999 n. 46)

Regione Friuli Venezia Giulia - Per lo sviluppo dei Distretti industriali

Art. 1
(Distretti industriali)
1. Il distretto industriale e' un sistema locale formato da imprese variamente specializzate, sia manifatturiere che di servizi, sia artigiane che industriali o che comunque partecipano alla medesima filiera produttiva o a filiere collegate, nonche' dagli attori istituzionali che svolgono un'attivita' rilevante all'interno del contesto locale.
2. La Regione procede al riconoscimento delle Agenzie per lo sviluppo dei distretti industriali (ASDI), disciplinate nelle forme di cui alla presente legge attraverso il confronto con le parti istituzionali, economiche e sociali operanti nell'area distrettuale e dalla cui iniziativa le ASDI sono promosse.
3. Al fine di concorrere al rafforzamento della competitivita' dei distretti industriali, la Regione e le ASDI promuovono in questi sistemi:
a) la promozione della cultura del distretto intesa come risorsa importante da preservare, come mezzo di educazione e formazione;
b) la promozione dell'immagine del distretto intesa come risorsa fondamentale per rafforzare all'interno l'identita' della comunita' distrettuale ed all'esterno il confronto e lo scambio culturale, commerciale e produttivo;
c) l'aumento della capacita' di innovazione delle imprese, in tutte le attivita' della catena del valore, anche attraverso la diffusione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione;
d) il potenziamento e l'evoluzione qualitativa degli approcci al mercato delle imprese distrettuali, indipendentemente dalla posizione occupata nell'ambito della filiera produttiva;
e) l'aggregazione di imprese finalizzata al rafforzamento competitivo e la cooperazione tra imprese in progetti che perseguano il medesimo obiettivo;
f) la creazione e lo sviluppo di strutture e risorse, come i centri di servizi alle imprese e i marchi collettivi di qualita', in grado di sostenere l'evoluzione competitiva delle imprese insediate nel distretto e di generare benefici collettivi;
g) lo sviluppo e la valorizzazione del fattore imprenditoriale e delle altre risorse umane del distretto attraverso attivita' di istruzione e formazione mirata;
h) il miglioramento delle condizioni ambientali del distretto;
i) l'internazionalizzazione delle imprese e la penetrazione in nuovi mercati, in particolare quando connessa con l'aumento della capacita' di regia degli insediati nel distretto;
j) lo stimolo e lo sviluppo di opere o sistemi infrastrutturali e impiantistici, in particolare in abbinamento fra soggetti pubblici e privati;
k) il coordinamento per il riordino delle politiche territoriali;
l) il miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro;
m) il miglioramento della qualita' della vita nei contesti distrettuali.
m bis) la predisposizione dei programmi energetici distrettuali come previsti dalla legislazione energetica regionale.
Note:
1Articolo sostituito da art. 13, comma 1, L. R. 4/2005
2Lettera m bis) del comma 3 aggiunta da art. 7, comma 5, L. R. 19/2012


Art. 2
(Individuazione dei distretti industriali)
1. I distretti industriali sono individuati, ai sensi dell'articolo 36 della legge 5 ottobre 1991, n. 317 (Interventi per l'innovazione e lo sviluppo delle piccole imprese), e successive modifiche, con deliberazione della Giunta regionale.
2. I criteri di riconoscimento dei distretti industriali sono identificati nell'indice di densita' imprenditoriale dell'industria manifatturiera, nell'indice di specializzazione produttiva, nell'equilibrio nella composizione societaria e delle norme statutarie tra i soggetti di cui all'articolo 3, comma 3, come definiti con deliberazione della Giunta regionale.
3. L'area distrettuale puo' essere definita anche su base interprovinciale o interregionale, previo accordo con la Regione contermine.
Note:
1Articolo sostituito da art. 14, comma 1, L. R. 4/2005


Art. 3
(Agenzia per lo sviluppo del distretto industriale)
1. L'ASDI e' una societa' consortile a capitale misto pubblico e privato avente come scopo statutario la promozione dell'evoluzione competitiva del sistema produttivo locale e la prestazione di servizi a supporto dei processi innovativi delle imprese localizzate nell'area territoriale di riferimento.
2. L'ASDI e' riconosciuta con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, in presenza dei requisiti oggettivi e soggettivi previsti dalla presente legge. Il decreto di riconoscimento del Presidente della Regione e' pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione.
3. La societa' consortile di cui al comma 1 e' costituita dai soggetti privati e pubblici che compongono il distretto industriale. Possono partecipare ad essa i Comuni, le Province, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, i consorzi e gli enti di sviluppo industriale operanti ai sensi della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 3 (Disciplina dei Consorzi di sviluppo industriale), compresi nell'area distrettuale, le associazioni imprenditoriali e le organizzazioni sindacali, le associazioni, le societa' finanziarie, anche partecipate dalla Regione o dagli Enti locali, gli enti e consorzi di imprese che svolgono attivita' rilevanti a favore delle imprese insediate nei singoli distretti industriali. Un rappresentante designato congiuntamente dalle organizzazioni sindacali partecipa all'ASDI e alle riunioni del Consiglio di amministrazione, con funzione consultiva e di controllo, senza possibilita' di voto, fatte salve le previsioni statutarie della stessa.
4. La partecipazione al capitale sociale da parte di singole imprese localizzate nell'area distrettuale puo' avvenire nel rispetto dei limiti massimi di possesso di capitale stabiliti con riferimento a tale categoria di soci dallo statuto della societa'.
4 bis. Trovano applicazione le disposizioni dell'articolo 27 della legge 317/1991, qualora la compagine sociale e la composizione del capitale sociale della societa' consortile siano conformi a quanto stabilito dai commi 2 e 4 del medesimo articolo e con riferimento alle agevolazioni previste dalla normativa statale ivi contemplate.


Note:
1Comma 5 bis aggiunto da art. 7, comma 41, L. R. 4/2001
2Integrata la disciplina del comma 5 bis da art. 8, comma 32, L. R. 3/2002
3Integrata la disciplina del comma 5 bis da art. 8, comma 34, L. R. 3/2002
4Articolo sostituito da art. 15, comma 1, L. R. 4/2005
5Parole soppresse al comma 1 da art. 8, comma 145, L. R. 2/2006
6Comma 4 bis aggiunto da art. 8, comma 146, L. R. 2/2006
Art. 4

( ABROGATO )

Note:
1Parole aggiunte al comma 1 da art. 8, comma 1, L. R. 18/2003
2Articolo abrogato da art. 24, comma 1, L. R. 4/2005
Art. 5
(Organizzazione della societa' consortile)
1. La disciplina degli organi della societa' consortile e' rimessa alle clausole dello statuto, in armonia con le previsioni dell'ordinamento civile dello Stato.
2. Fatta salva l'applicazione delle norme inderogabili poste a tutela di interessi di terzi, e' rimesso in particolare alla autonomia statutaria disciplinare l'eventuale introduzione di previsione in ordine a:
a) il divieto di distribuire utili o avanzi di esercizio di ogni genere e sotto qualsiasi forma ai soggetti consorziati, neppure in caso di scioglimento della societa' consortile;
b) la sostituzione del voto per quote, secondo la partecipazione sociale, con il voto per teste;
c) la clausola di limitazione della libera circolazione della partecipazione sociale al possesso, da parte dell'acquirente, del requisito di appartenenza alla categoria.
3. Le disposizioni statutarie, ai fini del riconoscimento regionale previsto dall'articolo 3, comma 2, si conformano ai principi dell'equilibrio e dell'equa rappresentanza tra i soggetti presenti nella compagine sociale.
Note:
1Articolo sostituito da art. 17, comma 1, L. R. 4/2005
Art. 6
(Compiti della Agenzia per lo sviluppo del distretto industriale)
1. L'ASDI puo' svolgere ogni attivita' e curare ogni progetto che rientra nelle finalita' della presente legge, anche con riferimento ai progetti per le risorse immateriali di cui all'articolo 9 bis.
2. In particolare, in armonia e coerenza con le linee di politica industriale della Regione, svolge i seguenti compiti:
a) svolge l'attivita' di animazione territoriale, sia ai fini della cooperazione tra soggetti istituzionali sia a supporto dei progetti imprenditoriali;
b) verifica la compatibilita' con le finalita' della legge e con le linee strategiche del Programma dei progetti di iniziativa pubblica e privata, al fine di ammetterli alle risorse regionali;
c) svolge attivita' di monitoraggio e di studio dei fenomeni rilevanti per il distretto ed in particolare di quelli che ne modificano la configurazione e le fonti del vantaggio competitivo;
d) adotta il Programma di sviluppo e cura il controllo del suo stato di attuazione;
e) e' soggetto titolare del marchio distrettuale di qualita';
f) puo' erogare servizi.
Note:
1Articolo sostituito da art. 18, comma 1, L. R. 4/2005
Art. 7
(Programma di sviluppo dei distretti industriali)
1. Il Programma di sviluppo ha, di norma, durata triennale e viene aggiornato almeno annualmente su iniziativa del Comitato di distretto, ricostituendone la medesima estensione triennale.
2. Il Programma di sviluppo contiene:
a) l'analisi della situazione, e in particolare l'individuazione delle criticita' e delle opportunita' nell'ambiente competitivo di riferimento, dei punti di forza e di debolezza a livello di imprese e di sistema locale;
b) le linee strategiche della politica industriale in ambito locale, finalizzate allo sviluppo e all'evoluzione competitiva del distretto, con la precisazione degli interventi prioritari;
c) i progetti di iniziativa pubblica, privata o mista, anche non richiedenti l'accesso al finanziamento della Regione, che costituiscono la parte realizzativa del Programma e devono risultare definiti negli obiettivi, contenuti e risorse. Le stesse ASDI possono proporre progetti di propria iniziativa, eventualmente in collaborazione con altri soggetti.
c bis) i progetti di ricerca e sviluppo a favore delle PMI programmati dal Centro per l'assistenza tecnica alle aziende delle sedie in legno, con sede in San Giovanni al Natisone congiuntamente alle ASDI.
3. La Giunta regionale approva, anche parzialmente, il Programma di sviluppo e i progetti di sua competenza in relazione alle risorse da concedere.
3 bis. Ai progetti di cui al comma 2, lettera c bis), sono destinate specifiche risorse da definire annualmente in sede di legge finanziaria.
4. E' facolta' dell'ASDI proporre alla approvazione della Giunta regionale ulteriori progetti nel periodo precedente la revisione annuale del Programma gia' approvato.
5.
( ABROGATO )
6.
( ABROGATO )
Note:
1Vedi la disciplina transitoria dell'articolo, stabilita da art. 7, comma 37, L. R. 4/2001
2Comma 2 sostituito da art. 19, comma 1, L. R. 4/2005
3Comma 3 sostituito da art. 19, comma 1, L. R. 4/2005
4Comma 4 sostituito da art. 19, comma 1, L. R. 4/2005
5Comma 5 abrogato da art. 19, comma 1, L. R. 4/2005
6Comma 6 abrogato da art. 19, comma 1, L. R. 4/2005
7Lettera c bis) del comma 2 aggiunta da art. 2, comma 56, lettera a), L. R. 24/2009
8Comma 3 bis aggiunto da art. 2, comma 56, lettera b), L. R. 24/2009
Art. 8
(Progetti di iniziativa pubblica e Conferenza dei Servizi)
1. Il Presidente della Giunta regionale, su istanza dell'ASDI, convoca una Conferenza dei Servizi ai sensi della normativa vigente, al fine di accelerare l'attuazione di specifici progetti che richiedono l'azione coordinata e integrata dell'Amministrazione regionale e di ogni altra Amministrazione locale o statale, o comunque di altri soggetti pubblici o privati, per la definizione e la realizzazione di opere pubbliche, interventi sul territorio e infrastrutture di interesse prioritario.
2. Ove una Amministrazione esprima il suo motivato dissenso nei confronti delle determinazioni della Conferenza dei Servizi, il Presidente della Giunta regionale, sentito l'ASDI, promuove le intese necessarie per raggiungere l'unanimita' delle adesioni.
3. Se l'intesa di cui al comma 2 non e' raggiunta entro tre mesi dall'accertato contrasto, relativamente agli Enti locali il Presidente della Giunta regionale avoca alla sua competenza le determinazioni da assumere. Se la mancata intesa riguarda altri enti, si procede ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera a), del DPR 15 gennaio 1987, n. 469.
Note:
1Parole sostituite al comma 1 da art. 23, comma 1, L. R. 4/2005 , a seguito della soppressione dei Comitati di distretto previsto dall'art. 16 della legge regionale medesima.
2Parole sostituite al comma 2 da art. 23, comma 1, L. R. 4/2005 , a seguito della soppressione dei Comitati di distretto previsto dall'art. 16 della legge regionale medesima.
Art. 9
(Progetti di iniziativa privata)
1. Le societa' in qualunque forma costituite, i consorzi, le associazioni temporanee, e le altre forme di cooperazione fra imprese comunque denominate, che siano costituiti da imprese di cui almeno una insediata nel territorio distrettuale possono sottoporre all'ASDI specifici progetti finalizzati agli obiettivi di sviluppo del distretto industriale.
2. I soggetti di cui al comma 1, costituiti in forma di societa' di capitali, possono prevedere la collaborazione di soggetti pubblici e privati non insediati nel distretto, purche' gli esterni non partecipino al capitale sociale in misura superiore al cinquanta per cento del complessivo. Ogni soggetto di cui al comma 1 puo' comunque prevedere la collaborazione di soggetti, pubblici e privati, non insediati nel distretto, purche' gli esterni non partecipino in misura superiore al settanta per cento del costo complessivo del singolo progetto.
3. All'interno di un medesimo progetto si considera unitaria la partecipazione di diverse aziende giuridicamente autonome ma facenti capo ai medesimi soci di riferimento.
4. I soggetti di cui ai commi 1 e 2, al fine di raggiungere lo scopo previsto nel progetto, possono prevedere la costituzione di un nuovo soggetto privato a cui si impegnino a partecipare, per l'intera durata di svolgimento del progetto, con quote predeterminate e tali da costituire l'intero capitale del nuovo soggetto. A quest'ultimo soggetto possono essere trasferite le competenze di sviluppo, attive e passive, autorizzate dall'ASDI, nei confronti del progetto medesimo.
5.
( ABROGATO )
6. La Giunta regionale, in casi particolari, puo' respingere il progetto ovvero sospenderne l'approvazione per un periodo non superiore a centottanta giorni, decorsi i quali viene dato corso, senz'altro, alle conseguenze esecutive una volta che l'ASDI abbia proceduto entro i termini di sospensione alla sua ratifica.
Note:
1Parole sostituite al comma 1 da art. 23, comma 1, L. R. 4/2005 , a seguito della soppressione dei Comitati di distretto previsto dall'art. 16 della legge regionale medesima.
2Parole sostituite al comma 4 da art. 23, comma 1, L. R. 4/2005 , a seguito della soppressione dei Comitati di distretto previsto dall'art. 16 della legge regionale medesima.
3Parole sostituite al comma 6 da art. 23, comma 1, L. R. 4/2005 , a seguito della soppressione dei Comitati di distretto previsto dall'art. 16 della legge regionale medesima.
4Comma 5 abrogato da art. 24, [ . . . ]

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