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Scheda Normativa

Legge regionale 12/01/1999 n. 3

(Gazzetta regionale 19/01/1999 n. 4)

Regione Valle d'Aosta - Norme per favorire la vita di relazione delle persone disabili.

IL CONSIGLIO REGIONALE
ha approvato;
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
promulga
la seguente legge:


ARTICOLO 1

(Finalità)

1.La Regione Valle d'Aosta promuove iniziative ed interventi atti a
garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli
edifici pubblici e privati, e dei luoghi aperti al pubblico, quali
condizioni essenziali per favorire la vita di relazione e la
partecipazione alle attività sociali da parte delle persone disabili.




ARTICOLO 2

(Interventi)

1.Le finalità di cui all'articolo 1 sono perseguite, in
particolare, attraverso:

a)la promozione di attività di sensibilizzazione ed informazione
mirate alla rimozione degli ostacoli di ordine culturale che
impediscano l'integrazione sociale delle persone disabili;
b)la disciplina edilizia delle nuove costruzioni, delle
ristrutturazioni dei luoghi aperti al pubblico e di ogni altro
intervento di edilizia;
c)gli interventi finanziari per l'eliminazione delle barriere
architettoniche dagli edifici pubblici e privati aperti al pubblico
esistenti, nonché dai luoghi aperti al pubblico, intendendosi per tali
quelli in cui l'accesso, anche se subordinato a determinate
condizioni, è consentito ad un numero indeterminato di persone, senza
bisogno di invito o permesso;
d)gli interventi finanziari per l'eliminazione delle barriere
architettoniche dagli edifici privati esistenti;
e)gli interventi finanziari per l'acquisto di ausili, attrezzature
e mezzi necessari per la locomozione ad uso privato.




ARTICOLO 3

(Beneficiari)

1.Beneficiano delle agevolazioni previste dalla presente legge:

a)gli enti pubblici;
b)gli enti privati e le imprese individuali aventi sede legale in
Valle d'Aosta;
c)le persone portatrici di handicap consistente in una menomazione
e una disabilità funzionale permanente dalle quali discendono
obiettive difficoltà alla mobilità o alla vita di relazione,
certificate dalle commissioni mediche di cui alla legge regionale 7
luglio 1995, n. 22 (Norme in materia di invalidi civili, ciechi civili
e sordomuti) ovvero da un medico di sanità pubblica per le persone
ultrasessantacinquenni e per le persone appartenenti alle seguenti
categorie protette: invalidi del lavoro, invalidi per servizio,
invalidi di guerra, invalidi civili di guerra.




ARTICOLO 4

(Competenze)

1.I Comuni, singolarmente o in forma associata, sono titolari delle
funzioni amministrative relative agli interventi finanziari previsti
dalla presente legge a favore dei beneficiari di cui all'articolo 3,
comma 1, lettere b) e c).

2.La Giunta regionale esercita le funzioni amministrative relative
agli interventi finanziari previsti dalla presente legge a favore
degli enti pubblici.




ARTICOLO 5

(Struttura responsabile)

1.L'attuazione delle disposizioni previste dalla presente legge è
affidata alla struttura regionale competente in materia di politiche
sociali.




ARTICOLO 6

(Coordinamento con le norme edilizie)

1.Le norme della presente legge, nonché quelle di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503 (Regolamento
recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli
edifici, spazi e servizi pubblici), emanate in attuazione
dell'articolo 27 della legge 30 marzo 1971, n. 118 (Conversione in
legge del D.L. 30 gennaio 1971, n. 5, e nuove norme in favore dei
mutilati ed invalidi civili) per gli edifici pubblici, e le
prescrizioni tecniche del decreto del Ministro dei Lavori Pubblici 14
giugno 1989, n. 236 (Prescrizioni tecniche necessarie a garantire
l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici
privati e di edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata e agevolata
ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere
architettoniche), emanate ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della
legge 9 gennaio 1989, n. 13 (Disposizioni per favorire il superamento
e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati)
per gli edifici privati, come pure le disposizioni tecniche da
emanarsi ai sensi dell'articolo 7, comma 2, prevalgono sulle
disposizioni contenute nei regolamenti comunali e sulle norme tecniche
dei piani programmi urbanistici contrastanti con esse.

2.Alle comunicazioni al Comune dei progetti di esecuzione dei
lavori riguardanti edifici pubblici e privati aperti al pubblico, rese
ai sensi dell'articolo 15, comma terzo, e dell'articolo 26, comma
secondo, della legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di
controllo dell'attività urbanistico edilizia, sanzioni, recupero e
sanatoria delle opere edilizie), e successive modificazioni, sono
allegate una documentazione grafica e una dichiarazione di conformità
alla normativa vigente in materia di accessibilità e di superamento
delle barriere architettoniche sottoscritta dal progettista previo
rilascio di nulla osta ai sensi dell'articolo 16, comma 1.

3.Il Sindaco, nel rilasciare il certificato di agibilità o di
abitabilità per le opere riguardanti edifici pubblici e privati aperti
al pubblico, deve accertare che le stesse siano state realizzate nel
rispetto delle disposizioni vigenti in materia di eliminazione delle
barriere architettoniche. A tal fine, il Sindaco può richiedere al
proprietario dell'immobile o all'intestatario della concessione una
dichiarazione resa sotto forma di perizia giurata redatta da un
tecnico abilitato.

4.Nel caso di opere pubbliche, fermo restando il divieto di
finanziamento di cui all'articolo 32, comma 20, della legge 28
febbraio 1986, n. 41 (Disposizioni per la formazione del bilancio
annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 1986)), e
l'obbligo della dichiarazione del progettista, l'accertamento di
conformità alla normativa vigente in materia di eliminazione delle
barriere architettoniche spetta all'amministrazione competente, che ne
dà atto in sede di approvazione del progetto.

5.La richiesta di modifica di destinazione d'uso da edifici privati
a luoghi pubblici o aperti al pubblico è accompagnata dalla
dichiarazione di cui al comma 2. Il rilascio del certificato di
agibilità o abitabilità è condizionato alla verifica tecnica della
conformità della dichiarazione allo stato dell'immobile.

6.L'esecuzione di interventi di nuova costruzione e di recupero
globale in edifici pubblici e privati aperti al pubblico, realizzati
in difformità dalle disposizioni vigenti in materia di accessibilità e
di eliminazione delle barriere architettoniche, nei quali le
difformità siano tali da rendere impossibile l'utilizzazione
dell'opera da parte delle persone disabili, comporta la dichiarazione
di inabitabilità o inagibilità parziale o totale dell'edificio. Il
progettista, il direttore dei lavori, il responsabile tecnico degli
accertamenti per l'agibilità o l'abitabilità ed il collaudatore,
ciascuno per la propria competenza, sono direttamente responsabili ai
sensi dell'articolo 24, comma 7, della legge 5 febbraio 1992, n. 104
(Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti
delle persone handicappate).

7.I piani di eliminazione delle barriere architettoniche di cui
all'articolo 32, comma 21, della legge 41/1986 sono modificati con
integrazioni relative all'accessibilità degli spazi urbani, con
particolare riferimento all'individuazione e alla realizzazione di
percorsi accessibili, all'installazione di semafori acustici per non
vedenti ed alla rimozione della segnaletica installata che risulti di
ostacolo alla circolazione delle persone disabili.

8.I Comuni adeguano i propri regolamenti edilizi alle disposizioni
di cui all'articolo 27 della legge 118/1971, al d.p.r. 503/1996, alla
legge 13/1989, e successive modificazioni, e al d.m. lavori pubblici
236/1989, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge. Scaduto tale termine, le norme dei regolamenti
edilizi comunali contrastanti con le disposizioni del presente
articolo perdono efficacia.




ARTICOLO 7

(Progetti relativi alla costruzione di nuovi edifici
ovvero alla ristrutturazione di edifici esistenti)

1.I progetti relativi alla costruzione di nuovi edifici ovvero alla
ristrutturazione di interi edifici esistenti sono redatti in
osservanza delle prescrizioni tecniche stabilite dal d.p.r. 503/1996
per gli edifici pubblici, e delle prescrizioni tecniche emanate con
d.m. lavori pubblici 236/1989 per gli edifici privati, ivi compresi
quelli aperti al pubblico, per i luoghi privati aperti al pubblico e
per gli edifici di edilizia residenziale pubblica e agevolata.

2.Al fine di garantire l'accessibilità e la visitabilità degli
edifici pubblici e privati esistenti e di ogni luogo aperto al
pubblico, la Giunta regionale può deliberare ulteriori prescrizioni
tecniche ad integrazione e specificazione di quelle di cui al comma 1.

3.Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche per gli
interventi di ristrutturazione parziale di edifici pubblici, di
edifici di edilizia residenziale pubblica ed agevolata e di edifici
privati, ivi compresi quelli aperti al pubblico, limitatamente allo
specifico intervento progettato.

4.Per gli edifici pubblici esistenti, non assoggettati ad
interventi di ristrutturazione, ai quali sono apportate, ai sensi
dell'articolo 1 del d.p.r. 503/1996, le possibili e conformi varianti,
possono essere adottati criteri di progettazione, volti a conseguire
livelli di accessibilità non inferiori a quelli previsti dal d.m.
lavori pubblici 236/1989.

5.Le prescrizioni tecniche di cui ai commi 1 e 2 non si applicano a
singole parti di edifici che, nel rispetto di normative tecniche
specifiche, non possono essere realizzate senza barriere
architettoniche, o a singoli volumi tecnici il cui accesso è riservato
esclusivamente ad addetti a lavorazioni specialistiche che per la loro
natura sono del tutto precluse a persone disabili.




ARTICOLO 8

(Edifici soggetti ai vincoli di cui alla legge
1° giugno 1939, n. 1089, e successive
modificazioni, e 29 giugno 1939, n. 1497,
e successive modificazioni)

1.Per gli edifici pubblici e privati aperti al pubblico soggetti a
vincoli di cui alle leggi 1° giugno 1939, n. 1089 (Tutela delle cose
d'interesse artistico e storico), e successive modificazioni, e 29
giugno 1939, n. 1497 (Protezione delle bellezze naturali), e
successive modificazioni, nonché ai vincoli previsti da leggi speciali
e regionali aventi le medesime finalità, qualora le autorizzazioni
previste dagli articoli 4 e 5 della l. 13/1989 non possano essere
concesse per il mancato rilascio del nulla osta da parte delle
autorità competenti alla tutela del vincolo, la conformità alle norme
vigenti in materia di accessibilità e di superamento delle barriere
architettoniche può essere realizzata, d'intesa con l'organo
competente alla tutela del vincolo, con apparecchiature rispondenti
alle specifiche di cui al punto 8.1.13. del d.m. lavori pubblici
236/1989 ovvero con opere provvisionali, come definite dall'articolo 7
del decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164
(Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle
costruzioni), nei limiti della compatibilità suggerita dai vincoli
stessi; laddove per la natura dei luoghi e delle opere non fossero
possibili gli accorgimenti sopra descritti, il gerente provvede a
renderli accessibili mediante personale all'uopo addetto.




ARTICOLO 9

(Edifici e luoghi pubblici)

1.Per la realizzazione di opere direttamente finalizzate al
superamento e all'eliminazione delle barriere architettoniche in
edifici e luoghi pubblici, ivi compresi gli edifici di edilizia
residenziale pubblica, possono essere concessi contributi agli enti
pubblici in misura non superiore al novanta per cento della spesa
effettivamente sostenuta, comprensiva dei costi di progettazione,
appalto, esecuzione e direzione lavori, e comunque per un importo non
superiore a lire 300 milioni per ogni singolo immobile.

2.I contributi di cui al comma 1 non sono cumulabili con quelli
concessi in base ad altre leggi regionali per interventi, sullo stesso
immobile, relativi alla tipologia di opere finanziate con la presente
legge.




ARTICOLO 10

(Edifici e luoghi privati aperti al pubblico)

1.Per la realizzazione di opere direttamente finalizzate al
superamento e all'eliminazione delle barriere architettoniche in
edifici e luoghi privati aperti al pubblico, possono essere concessi
contributi ai soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b), in
misura non superiore al settantacinque per cento della spesa
effettivamente sostenuta e comunque per un importo non superiore a
lire 100 milioni per ogni singola unità immobiliare.

2.I contributi di cui al comma 1 non sono cumulabili con quelli
concessi in base ad altre leggi regionali per interventi, sulla stessa
unità immobiliare, relativi alla tipologia di opere finanziate con la
presente legge.




ARTICOLO 11

(Edifici privati)

1.Per la realizzazione di opere, direttamente finalizzate al
superamento e all'eliminazione di barriere architettoniche in edifici
privati, ivi compresi gli edifici adibiti a luogo di lavoro e gli
edifici di edilizia residenziale pubblica, possono essere concessi
contributi alle persone di cui all'articolo 3, comma 1, lettera c),
nella misura percentuale indicata all'articolo 21 e comunque per un
importo non superiore a lire 20 milioni per ogni singolo intervento,
ovvero non superiore a 50 milioni per la realizzazione di ascensori.

2.Dai contributi di cui al comma 1 sono escluse le abitazioni
secondarie.




ARTICOLO 12

(Ausili e attrezzature)

1.Per ausili ed attrezzature si intendono:

a)beni mobili idonei al miglioramento della vita di relazione;
b)beni mobili idonei al superamento delle barriere architettoniche
e a favorire la mobilità interna ed esterna agli edifici;
c)strumenti di adattamento degli autoveicoli e motoveicoli anche se
prodotti in serie.

2.Per l'acquisto e la installazione degli ausili e delle
attrezzature di cui al comma 1 possono essere concessi contributi:

a)ai soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere a) e b), in
misura non superiore al novanta per cento della spesa effettivamente
sostenuta e comunque per un importo non superiore a 50 milioni per
ogni singolo intervento;
b)alle persone di cui all'articolo 3, comma 1, lettera c), nella
misura percentuale indicata all'articolo 21, dedotto l'eventuale
finanziamento concesso dal Servizio sanitario nazionale.




ARTICOLO 13

(Concessione di interessi su mutui
sulla spesa globale dell'acquisto)

1.I Comuni sono autorizzati a concedere il settantacinque per cento
della spesa per il pagamento degli interessi su mutui o prestiti
contratti per l'acquisto di mezzi necessari per la locomozione ad uso
privato a favore di cittadini di cui all'articolo 3, comma 1, lettera
c), ovvero di coloro i quali abbiano in carico i beneficiari ai sensi
dell'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917 (Approvazione del testo unico delle imposte sui
redditi).

2.Gli interessati per essere ammessi a beneficiare degli interventi
di cui al comma 1, riferiti ad un solo veicolo, non devono aver
usufruito del beneficio nel quadriennio precedente, a meno che non
documentino che la sostituzione dell'autoveicolo sia dovuta a cause di
forza maggiore quali la distruzione, il furto, il danneggiamento
grave, la radiazione dalla circolazione o l'intervenuta mutazione
delle condizioni fisiche degli interessati.




ARTICOLO 14

(Acquisto di veicoli privati da parte di persone
non titolari di patente)

1.I Comuni possono concedere contributi fino al quindici per cento
della spesa sostenuta e riferita ad un solo veicolo per l'acquisto di
mezzi necessari per la locomozione ad uso privato di cittadini di cui
all'articolo 3, comma 1, lettera c), non in possesso di patente di
guida e per il cui trasporto si rendono necessarie particolari
tipologie di veicoli.




ARTICOLO 15

(Piano annuale di intervento)

1.La Giunta regionale adotta il piano annuale di intervento con il
quale:

a)ripartisce i fondi regionali tra gli enti pubblici ed i Comuni
sulla base del fabbisogno presunto segnalato, da ripartire fra i
soggetti privati e gli enti privati aventi diritto;
b)stabilisce i criteri e le modalità per la definizione delle
graduatorie degli aventi diritto;
c)approva l'ammissibilità ai contributi delle domande presentate
dagli enti pubblici ed impegna la relativa spesa presunta;
d)anticipa agli enti pubblici che ne abbiano fatto richiesta fino
al cinquanta per cento del contributo impegnato.




ARTICOLO 16

(Informazione e accessibilità)

1.La struttura regionale competente di cui all'articolo 5 provvede
in merito agli aspetti tecnici e sociali relativi alla disabilità
fisica, psichica e sensoriale, e a compiti comunque connessi
all'applicazione della presente legge ed individuati dalla Giunta
regionale con i provvedimenti previsti dall'articolo 8 della legge
regionale 23 ottobre 1995, n. 45 (Riforma dell'organizzazione
dell'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta e revisione della
disciplina del personale).

2.Nello svolgimento dei compiti di cui al comma 1, la struttura
regionale competente si avvale della collaborazione dell'Unità
sanitaria locale della Valle d'Aosta, nonché di ogni altro ente,
istituzione, associazione di natura sia pubblica che privata,
competente in materia.




ARTICOLO 17

(Domande di contributo degli enti pubblici)

1.Per ottenere i contributi di cui all'articolo 9 gli enti pubblici
presentano domanda alla struttura regionale competente secondo i tempi
e le modalità stabiliti con deliberazione della Giunta regionale.




ARTICOLO 18

(Domande di c [ . . . ]

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