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Scheda Normativa

Norme Correlate

Delibera/zione 02/03/ 2004 n. 153

Regione Puglia - L.R. 20/00 - O.P.C.M. 3274/03 - Individuazione delle zone sismiche del territorio regionale e delle tipologie di edifici ed opere strategici e rilevanti - Approvazione del programma temporale e delle indicazioni per le verifiche tecniche da effettuarsi sugli stessi.

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Legge regionale 30/11/2000 n. 20

(Gazzetta regionale 13/12/2000 n. 147)

Regione Puglia - Conferimento di funzioni e compiti amministrativi nelle materie delle opere pubbliche, viabilità e trasporti.

IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO

IL COMMISSARIO DI GOVERNO HA APPOSTO IL VISTO

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

PROMULGA

DISPOSIZIONI GENERALI

ARTICOLO 1

(Finalità)

1. In attuazione dei principi costituzionali vigenti per
l’ordinamento regionale, in particolare della legge costituzionale 22
novembre 1999, n. 1 in materia di autonomia delle Regioni e di
elezione diretta del Presidente della Giunta regionale, nonché in
attuazione dell’articolo 4 della legge 15 marzo 1997, n. 59, relativa
al conferimento di funzioni e compiti alle Regioni ed enti locali per
la realizzazione del decentramento amministrativo e per la
semplificazione amministrativa, la presente legge individua le
funzioni di competenza della Regione e degli enti locali relative alle
materie di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 nei
settori delle opere pubbliche, della viabilità e dei trasporti.

2. Le ulteriori materie disciplinate dal d. lgs. 112/1998 risultano
oggetto di ulteriori provvedimenti legislativi coordinati con la
presente normativa e da interpretare nel rispetto dei principi
generali fissati dalla l. 59/1997 e dal d. lgs. 112/1998 e successive
modificazioni.

TITOLO I

OPERE PUBBLICHE

ARTICOLO 2

(Oggetto)

1. Le funzioni amministrative relative alla materia delle opere
pubbliche concernono la programmazione, la progettazione,
l’autorizzazione, l’esecuzione e la manutenzione dei lavori pubblici
comunque eseguiti nel territorio regionale, fatti salvi i lavori
dichiarati d’interesse nazionale da norme dello Stato.

2. Sono qualificati lavori pubblici “sussidiati” i lavori eseguiti
dagli enti pubblici, nonché i lavori eseguiti, con l’eccezione dei
lavori di edilizia residenziale pubblica, da soggetti privati ammessi
anche parzialmente a finanziamento regionale, sotto qualsiasi forma o
denominazione.

3. I lavori sussidiati eseguiti da soggetti privati possono essere
realizzati solo previa approvazione di un progetto redatto e attuato
secondo la normativa in vigore nella materia delle opere pubbliche.
Per tali progetti, la Regione procede all’approvazione degli
elaborati, acquisito il parere degli organi consultivi regionali.

ARTICOLO 3

(Funzioni della Regione)

1. La Regione esercita le funzioni di regolamentazione, di
programmazione e di vigilanza in materia di opere e lavori pubblici,
nel rispetto dei compiti conferiti agli enti locali dalle disposizioni
statali e dalla presente legge.

2. Sono riservate alla Regione le competenze relative a :

a) la predisposizione della normativa di riferimento e dei
provvedimenti amministrativi generali;
b) l’organizzazione e la gestione dell’osservatorio regionale dei
lavori e opere pubbliche;
c) la formazione e l’aggiornamento degli elenchi prezzi dei lavori e
delle opere pubbliche;
d) l’individuazione delle zone sismiche, la formazione e
l’aggiornamento dei relativi elenchi;
e) la formazione e l’aggiornamento del catasto delle opere pubbliche;
f) la valutazione tecnico amministrativa e l’attività consultiva di
cui all’articolo 6, relativa a:
1. progetti di opere pubbliche eseguite direttamente dalla Regione, in
applicazione della successiva lettera g);
2. progetti di lavori sussidiati, ai sensi dell’articolo 2, commi 2 e
3;
3. progetti di opere pubbliche eseguite da province, comuni ed enti
pubblici ausiliari;
g) progettazione, esecuzione e manutenzione delle opere pubbliche di
competenza diretta della Regione e in particolare:
1. gli interventi attuativi dei programmi operativi dei quadri
comunitari di sostegno, con cofinanziamento statale o dell’Unione
europea;
2. le opere infrastrutturali concernenti i trasporti pubblici
riservati alla Regione;
3. le opere relative ai porti di interesse regionale;
4. le opere già appaltate con i fondi della soppressa agenzia per lo
sviluppo del Mezzogiorno accreditati in applicazione dell’articolo 2,
comma 108, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e successive
modificazioni;
5. gli interventi di ripristino di opere pubbliche di interesse
regionale, a seguito di eventi bellici o di calamità naturali;
h) ogni attività di vigilanza e di verifica dell’attuazione degli
interventi programmati, sia se eseguiti direttamente dalla Regione sia
se realizzati dalle province, comuni e ogni altro soggetto pubblico,
per competenza diretta ovvero per delega ai sensi del comma 4, anche
al fine di monitorarne il rispetto della spesa programmata. Ove non
sussistano imprevedibili giustificati motivi per l’eventuale
superamento della spesa programmata, anche per i lavori direttamente
realizzati da province, comuni e altri enti pubblici, per attribuzione
diretta o per delega, sussiste nei confronti della Regione la
responsabilità diretta del responsabile del procedimento designato
dall’ente locale.

3. Per i lavori di propria competenza, la Regione esercita anche le
funzioni concernenti la dichiarazione d’urgenza e indifferibilità dei
lavori nonché l’espropriazione per pubblica utilità e l’occupazione
temporanea delle aree, con le connesse attività previste dagli
articoli 7 e 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241, sentiti, ove
interessati, le Province e i Comuni competenti. La Regione è altresì
competente all’eventuale retrocessione

4. Per la realizzazione ovvero la manutenzione delle opere indicate
al comma 2, lettera g, per singole opere e previo parere del Consiglio
regionale dei lavori pubblici di cui all’articolo 6, la Giunta
regionale ha la potestà di delegare i relativi compiti a province
ovvero a comuni ovvero a soggetti pubblici comunque interessati.

5. La Regione esercita direttamente le funzioni delegate dallo Stato
in relazione alla progettazione, esecuzione e manutenzione
straordinaria delle opere concernenti le materie di cui all’articolo
1, comma 3, della l. 59/1997, con esclusione delle grandi reti
infrastrutturali già con legge statale dichiarate di interesse
nazionale, nonché delle opere in materia di difesa, delle dogane, dei
lavori relativi all’ordine e alla sicurezza pubblica e alla edilizia
penitenziaria, nonché la manutenzione straordinaria degli immobili
destinati ad ospitare uffici dell’amministrazione statale ed
espressamente mantenuti dallo Stato ai sensi del d. lgs. 112/1998.

6. Per la realizzazione di opere di competenza regionale, il
dirigente regionale competente nella materia ha facoltà di convocare
una ‘Conferenza di servizi’ alla quale partecipano i rappresentanti
delle strutture regionali competenti nonché i rappresentanti degli
enti pubblici interessati. In relazione all’esito della Conferenza,
l’eventuale approvazione del progetto sostituisce ad ogni effetto
visti, pareri, autorizzazioni e concessioni degli organi regionali,
provinciali e comunali. Resta ferma la necessità della valutazione di
impatto ambientale (VIA), secondo la procedura vigente.

7. L’approvazione di cui al comma 6 costituisce, ove occorra,
variante allo strumento urbanistico comunale e comporta la
dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità dei
lavori. Ove la determinazione non sia adottata all’unanimità dei
presenti, regolarmente rappresentanti degli enti pubblici e degli
organi statali interessati, la variante diviene efficace al sedicesimo
giorno dalla sua adozione.

ARTICOLO 4

(Funzioni delle province)

1. Le province esercitano l’attività amministrativa attribuita
direttamente dallo Stato e dalla presente legge relativa a:

a) nel rispetto delle indicazioni dei piani settoriali regionali, la
realizzazione, la fornitura e la manutenzione ordinaria e
straordinaria delle opere di edilizia scolastica previste
dall’articolo 3, comma 1, lettera b), della legge 11 gennaio 1996, n.
23;
b) la progettazione, l’esecuzione e la manutenzione delle opere
pubbliche di competenza provinciale, in particolare:
1. le opere infrastrutturali relative ai trasporti pubblici riservati
alle province;
2. gli impianti e le attrezzature sportive di interesse provinciale;
3. le opere appaltate sui fondi della soppressa agenzia per lo
sviluppo del Mezzogiorno, accreditati alle province ai sensi
dell’articolo 2, comma 108, della l. 662/1996, con le successive
modifiche;
4. l’istruttoria e il rilascio di autorizzazione per gli elettrodotti
con tensione inferiore a 150 kv.


2. Alle Province è delegato l’esercizio dell’attività amministrativa
concernente:

a) le opere portuali di terza e quarta classe;
b) i procedimenti espropriativi e le occupazioni temporanee e di
urgenza concernenti le opere pubbliche di competenza provinciale,
nonché le opere di competenza della comunità montana la cui sede
risulti ubicata nel territorio provinciale nonché di qualsiasi
soggetto o ente non territoriale per opere da eseguirsi comunque nel
territorio della provincia. Per tali opere, la provincia è competente
anche all’eventuale retrocessione;
c) l’adozione dei provvedimenti necessari agli interventi da
realizzarsi nel territorio provinciale dai consorzi delle aree e dei
nuclei di sviluppo.

ARTICOLO 5

(Funzioni dei comuni)

1. I comuni sono competenti per l’attività amministrativa non
espressamente riservata alla Regione e non conferita direttamente o in
delega agli altri enti locali. In particolare, i comuni esercitano
l’attività attribuita dallo Stato e dalla presente legge relativa a:

a) nel rispetto delle indicazioni dei piani settoriali regionali, la
realizzazione, la fornitura e la manutenzione ordinaria e
straordinaria delle opere di edilizia scolastica di cui all’articolo
3, comma 1, lettera a), della l. 23/1996;
b) la progettazione, l’esecuzione e la manutenzione di:
1. opere relative all’edilizia di culto;
2. opere infrastrutturali relative ai trasporti pubblici riservati ai
comuni;
3. opere di interesse locale destinate a finalità di assistenza e
beneficenza pubblica;
4. attrezzature fisse dei mercati locali;
5. impianti elettrici di illuminazione pubblica di interesse comunale
e opere di elettrificazione rurale;
6. interventi di ripristino di edifici privati danneggiati da eventi
bellici e da calamità naturali;
7. opere appaltate sui fondi della soppressa agenzia per lo sviluppo
del Mezzogiorno, accreditati ai comuni ai sensi dell’articolo 2, comma
108, della l. 662/1996, con le successive modifiche.

2. I comuni sono delegati all’attività relativa a:

a) denunce di opere in cemento armato normale e precompresso e di
strutture metalliche, previste dalla legge 5 novembre 1971, n. 1086;
b) denunce di opere da realizzarsi in zone sismiche in osservanza
della legge 2 febbraio 1974, n. 64;
c) controlli previsti dall’articolo 21 della l. 64/1974 e successive
modificazioni e integrazioni, nonché quelli previsti dall’articolo 64
della legge regionale 16 maggio 1985, n.27 e relative norme
procedurali.

3. E’ altresì delegato ai comuni l’esercizio delle funzioni e dei
compiti amministrativi concernenti i procedimenti espropriativi
relativi alle opere pubbliche di competenza comunale, fatto salvo
quanto stabilito dall’articolo 106 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 e dall’articolo 3 della legge 3
gennaio 1978, n. 1. Per tali opere, il comune è delegato anche
all’eventuale retrocessione.

ARTICOLO 6

(Consiglio regionale dei lavori pubblici)

1. Il Consiglio regionale dei lavori pubblici è organo della Regione
istituito presso l’Assessorato ai lavori pubblici della Regione
Puglia.

2. Il Consiglio regionale dei lavori pubblici è composto da:

a) l’Assessore regionale competente in materia di lavori pubblici, che
lo presiede;
b) il dirigente coordinatore del Settore regionale competente in
materia di lavori pubblici;
c) un numero di esperti non superiore a nove, competenti nelle materie
di idraulica, impianti tecnologici, viabilità, ingegneria sanitaria,
ingegneria edile, chimica e biologia, geologia, strutture,
architettura e beni culturali e architettonici;
d) due esperti nella legislazione dei lavori pubblici;
e) un esperto da scegliersi tra sei nominativi, dei quali cinque
indicati dagli ordini provinciali degli ingegneri e uno indicato
dall’associazione regionale di categoria;
f) un esperto da scegliersi tra sei nominativi, dei quali cinque
indicati dagli ordini provinciali degli architetti e uno indicato
dall’associazione regionale di categoria;
g) i dirigenti responsabili del Settore competente in materia di
lavori pubblici;
h) un dirigente di Settore competente nelle sotto specificate materie,
designato dagli assessori competenti: territorio e urbanistica,
trasporti, ambiente, sanità, istruzione, lavoro, assistenza, bilancio,
agricoltura.

3. Quali componenti aggiunti, in funzione consultiva per le sole
materie di competenza ed escluso quindi il diritto di voto, sono
invitati a partecipare alle sedute del Consiglio regionale dei lavori
pubblici:

a) il Soprintendente regionale scolastico o suo delegato;
b) i Soprintendenti per i beni ambientali e architettonici in Puglia o
loro delegati;
c) il Soprintendente archeologico per la Puglia o suo delegato.

4. Le attività ausiliarie sono svolte dall’ufficio di segreteria.

5. Il Consiglio regionale dei lavori pubblici è nominato dalla
Giunta regionale, su proposta dell’Assessore competente in materia di
lavori pubblici.

6. Il Consiglio regionale dei lavori pubblici dura in carica per il
periodo di legislatura regionale nel corso della quale risulta
costituito.

7. E’ applicabile ai componenti esterni del Consiglio regionale dei
lavori pubblici la disciplina delle cause di esclusione e di
incompatibilità vigenti per i consiglieri regionali.

8. La Giunta regionale, entro centottanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, emana delibera di
determinazione delle modalità organizzatorie e di funzionamento del
Consiglio regionale dei lavori pubblici.

9. Il Consiglio regionale dei lavori pubblici è competente ad
esprimere pareri relativi a:

a) strumenti programmatori predisposti dai Settori regionali riferiti
ai lavori pubblici, di competenza regionale;
b) progetti di competenza regionale d’importo pari o superiore a 5
milioni di euro e relative varianti;
c) progetti per i lavori pubblici sussidiati dei quali all’articolo
11, comma 2, relativi ad opere di eccezionale rilevanza nonché alle
relative varianti che, qualora ricorrano giustificati motivi e su
richiesta del responsabile del procedimento, comportino una spesa
superiore al 5 per cento dell’importo contrattuale;
d) vertenze relative ai lavori pubblici sussidiati, sorte con le
imprese in corso d’opera ovvero in sede di collaudo per maggiori
compensi o per l’esonero da penalità contrattuali; nonché proposte di
risoluzione o di rescissione dei contratti;
e) ogni altro oggetto previsto dalle disposizioni vigenti di legge o
di regolamento ovvero che l’Assessore ai lavori pubblici ritenga
opportuno sottoporre alla valutazione del Consiglio regionale dei
lavori pubblici.

10. Il Consiglio regionale dei lavori pubblici esprime inoltre pareri
nei casi previsti da disposizioni di legge o regolamentari ovvero su
richiesta degli uffici regionali interessati. Svolge altresì funzioni
di assistenza e consulenza nei confronti dei Settori regionali
preposti alla realizzazione di lavori pubblici, al fine di assicurare
uniformità di procedure e interventi, anche mediante fissazione di
appositi standard operativi.

11. Sono oggetto di parere delle strutture tecniche regionali
periferiche (ex Genio civile) competenti nei rispettivi territori
provinciali in materia di lavori pubblici:

a) i progetti di competenza regionale d’importo inferiore a 5 milioni
di euro;
b) i progetti dei lavori sussidiati nell’ipotesi in cui l’opera non
rientri nelle competenze professionali del dirigente dell’ufficio
tecnico dell’ente attuatore, e per le relative varianti.

12. I pareri di cui sopra sono resi, rispettivamente, entro novanta
giorni quello di cui al comma 10 e in sessanta giorni quello di cui al
comma 11. Decorso il termine dalla data di presentazione della
richiesta, il parere s’intende reso per assenso, salve le eventuali
responsabilità per l’esecuzione delle opere.

13. Al fine di consentire la continuità dell’attività consultiva
regionale, gli articoli 12, 13, 14, 15 e 16 della l.r. 27/1985 sono
abrogati a decorrere dalla data di effettivo insediamento del
Consiglio regionale dei lavori pubblici previsto dalla presente legge.

TITOLO II

VIABILITA’

ARTICOLO 7

(Oggetto)

1. Le funzioni amministrative relative alla materia ‘viabilità’
concernono la programmazione, la progettazione, l’esecuzione, la
gestione delle strade non comprese nella rete autostradale e stradale
nazionale, ivi incluse la manutenzione e il miglioramento delle strade
esistenti; nonché i compiti di classificazione e di declassificazione
delle strade, e la potestà generale di vigilanza.

ARTICOLO 8

(Funzioni della Regione)

1. La Regione, al fine di assicurarne l’unitario indirizzo, esercita
le funzioni e i compiti amministrativi concernenti:

a) individuazione, pianificazione, programmazione e coordinamento
della rete viaria regionale, nonché classificazione e
declassificazione delle strade di interesse regionale e di quelle
provinciali;
b) pareri relativi alla classificazione e alla declassificazione delle
strade statali;
c) progettazione, esecuzione, manutenzione e gestione delle eventuali
autostrade regionali, da attuarsi attraverso concessioni;
d) salvo il rispetto delle direttive e degli atti generali dello
Stato, definizione dei criteri, delle direttive e delle prescrizioni
tecniche per progettazione, manutenzione, gestione e sicurezza della
rete viaria regionale;
e) determinazione dei criteri per la fissazione dei canoni per licenze
e concessioni, nonché per l’esposizione della pubblicità lungo ovvero
in vista delle strade e autostrade della rete viaria regionale;
f) determinazione delle tariffe del pedaggio autostradale di cui alla
lettera c) e adeguamento delle stesse, nonché controllo delle
concessionarie regionali.

2. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere c) e f), possono
essere applicate anche per tratte specifiche della rete viaria
regionale non autostradale.

ARTICOLO 9

(Funzioni delle province)

1. Le province esercitano le funzioni amministrative attribuite
dallo Stato e dalla presente legge relative a:

a) approvazione, integrazione e aggiornamento del piano catastale
delle strade provinciali;
b) nei confronti dei comuni singoli ovvero associati e delle comunità
montane, promozione, coordinamento e verifica volti alla realizzazione
di infrastrutture pubbliche di servizio alle zone rurali;
c) determinazione dei criteri, nonché fissazione e riscossione quali
entrate proprie delle tariffe relative a licenze, concessioni ed
esposizione della pubblicità lungo ovvero in vista delle strade di cui
al comma 3;
d) progettazione, costruzione, manutenzione e vigilanza delle strade
provinciali.

2. E’ delegato alle province l’esercizio delle funzioni
amministrative relative alla gestione, alla manutenzione ordinaria e
straordinaria e alla vigilanza della rete viaria regionale, esclusi i
tratti autostradali gestiti dalla Regione in regime di concessione.

3. Sono trasferite al demanio della provincia rispettivamente
competente per territorio le strade non comprese nella rete stradale e
autostradale nazionale, dapprima classificate statali ovvero
regionali. Ove la Regione, ai sensi del comma 1, lettera a),
qualifichi talune strade di interesse regionale, da ogni provincia,
per la parte compresa nel proprio territorio, le funzioni
amministrative sono esercitate nel rispetto degli indirizzi e delle
direttive regionali.

ARTICOLO 10

(Funzioni dei comuni)

1. Sono attribuite ai comuni le funzioni amministrative non
espressamente riservate alla Regione e non conferite agli altri enti
locali e in particolare:

a) classificazione delle strade comunali;
b) approvazione, integrazione e aggiornamento del piano catastale
delle strade comunali;
c) progettazione, costruzione, manutenzione e vigilanza delle strade
comunali.

ARTICOLO 11

(Accordi di programma)

1. Per la finalità di assicurare omogeneità alle caratteristiche
funzionali delle strade, sentite le Province territorialmente
interessate la Regione promuove, in applicazione dell’articolo 98,
comma 4 e dell’articolo 99, comma 4, del d. lgs. 112/1998, accordi di
programma con le altre regioni interessate per la programmazione delle
reti stradali eau [ . . . ]

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