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Scheda Normativa

Legge regionale 02/07/2004 n. 11

(Gazzetta regionale 27/07/2004 n. 30)

Regione Valle d'Aosta - Disciplina dell'espropriazione per pubblica utilità in Valle d'Aosta. Modificazioni delle leggi regionali 11 novembre 1974, n. 44, e 6 aprile 1998, n. 11.

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
promulga
la seguente legge:

CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI

ARTICOLO 1
(Oggetto ed ambito di applicazione della legge)
1. In attuazione del combinato disposto degli articoli 2, comma
primo, lettera g), e 3, comma primo, lettera c), della legge
costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la
Valle d’Aosta), e dell'articolo 10 della legge costituzionale 18
ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della
Costituzione), la presente legge disciplina l’espropriazione,
anche a favore di privati, di beni o di diritti relativi ad immobili
per l’esecuzione di opere pubbliche o di pubblica utilità da
realizzare nel territorio della regione da parte di qualsiasi
soggetto diverso dallo Stato.
2. Si considera opera pubblica o di pubblica utilità anche la
realizzazione degli interventi necessari per l’utilizzazione da
parte della collettività di beni o di terreni, o di un loro insieme, di
cui non è prevista la materiale modificazione o trasformazione.

ARTICOLO 2
(Espropriazione di beni appartenenti a particolari categorie)
1. I beni appartenenti al patrimonio indisponibile della Regione,
degli enti locali e degli altri enti pubblici, nonché quelli sui quali
siano esercitati usi civici o diritti collettivi possono essere
espropriati per perseguire un interesse pubblico di rilievo
superiore a quello soddisfatto con la precedente destinazione,
da accertarsi d’intesa tra le amministrazioni interessate
mediante una conferenza di servizi, un accordo di programma o
un qualsiasi altro atto di intesa comunque denominato.
2. La dichiarazione di pubblica utilità, connessa
all’approvazione dell’intervento o del programma da realizzare,
determina l’immediata cessazione del vincolo di indisponibilità,
nonché degli usi civici o di qualsiasi altro diritto collettivo
precedentemente esistente sui beni da espropriare.
3. I soggetti, pubblici o privati, ovvero le consorterie tra gli
stessi, che fruiscono a qualsiasi titolo delle utilità derivanti
dall’uso civico o dall’esercizio di diritti collettivi comunque
denominati, ovvero dall’uso esclusivo degli stessi diritti,
trasferiscono sulle indennità di espropriazione le prerogative
già esercitabili sui beni espropriati.

ARTICOLO 3
(Funzioni comunali e regionali)
1. Spettano ai Comuni le funzioni espropriative nei casi in cui
l’approvazione del progetto ai fini della dichiarazione di pubblica
utilità di un’opera pubblica o di pubblica utilità sia di
competenza comunale. In ogni altro caso, nonché per le opere
di pubblica utilità promosse da privati, le funzioni espropriative
sono esercitate dalla Regione.
2. L’esercizio delle funzioni espropriative è subordinato alla
costituzione e all’organizzazione di un ufficio per le
espropriazioni, al quale è preposto un dirigente ovvero, nei
Comuni privi di personale di qualifica dirigenziale, il
responsabile del servizio, individuato dal Comune stesso. I
Comuni possono costituire l’ufficio anche in forma associata,
attraverso le Comunità montane.
3. Per ciascun procedimento, è designato un responsabile che
coordina e cura tutte le operazioni e gli atti del procedimento,
anche avvalendosi dell’ausilio di tecnici esterni.
4. Se l’opera pubblica o di pubblica utilità è realizzata da un
concessionario, l’amministrazione concedente può delegargli,
in tutto o in parte, i propri poteri espropriativi, determinando
l’ambito della delega nel provvedimento di concessione, i cui
estremi sono specificati in ogni atto del procedimento
espropriativo.

ARTICOLO 4
(Commissione regionale per le espropriazioni)
1. E’ istituita la Commissione regionale per le espropriazioni, di
seguito denominata Commissione, composta da:
a) il dirigente dell’ufficio regionale per le espropriazioni, con
funzioni di presidente;
b) il dirigente responsabile dell’Agenzia del territorio;
c) il dirigente dell’Azienda regionale per l’edilizia residenziale
(ARER);
d) il dirigente della struttura regionale competente in materia di
urbanistica;
e) il dirigente della struttura regionale competente in materia di
territorio;
f) il dirigente della struttura regionale competente in materia di
agricoltura;
g) due esperti in materia di agricoltura e di foreste, designati
dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative;
h) un rappresentante designato dal Consiglio permanente
degli enti locali.
2. La Commissione è costituita con decreto del Presidente
della Regione per la durata della legislatura; nell’atto di nomina
sono altresì indicati i componenti supplenti che sostituiscono i
componenti effettivi di cui al comma 1, lettere g) e h), in ogni
caso di assenza o di impedimento; i componenti di cui al
comma 1, lettere a), b), c), d), e) e f), possono, di volta in volta,
nominare, per iscritto, un delegato che li sostituisca.
3. Le riunioni della Commissione sono valide con la presenza
della maggioranza dei componenti. Le deliberazioni sono
adottate a maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il
voto del presidente.
4. Le funzioni di segretario sono esercitate da un dipendente
dell’ufficio regionale per le espropriazioni, designato dal
dirigente.

ARTICOLO 5
(Competenze della Commissione)
1. La Commissione esercita le seguenti competenze:

a) determina, entro il 31 gennaio di ogni anno, i valori agricoli
medi, riferiti al precedente anno solare, dei terreni ricompresi
nel territorio regionale;
b) determina, ad istanza dell’ente espropriante, l’indennità
definitiva di espropriazione, l’indennità di occupazione
temporanea, l’indennità per la reiterazione del vincolo
espropriativo, nonché quella di retrocessione, qualora sulla
misura delle predette indennità non vi sia stato accordo tra le
parti.

ARTICOLO 6
(Osservatorio regionale dei valori immobiliari)
1. Al fine di assicurare l’applicazione uniforme sul territorio
regionale dei criteri estimativi vigenti e dei criteri per la
determinazione dei contributi di cui alla legge regionale 11
novembre 1974, n. 44 (Concessione di contributi per
l’espropriazione e l’occupazione di urgenza di aree di terreno a
norma della legge statale 22 ottobre 1971, n. 865, e successive
modificazioni), come modificata dall’articolo 34 della presente
legge, l’ufficio regionale per le espropriazioni procede alla
predisposizione e all’aggiornamento dell’Osservatorio
regionale dei valori immobiliari (ORVI), che esamina
l’evoluzione del mercato immobiliare al fine di supportare
l’attività tecnico-estimale preordinata alla determinazione delle
indennità di espropriazione.
2. I dati contenuti nella banca dati dell’ORVI sono messi a
disposizione degli enti esproprianti e dei professionisti
incaricati di redigere le perizie di stima per la determinazione
dell’indennità di espropriazione.
3. I criteri per l'istituzione dell’ORVI e le modalità di
funzionamento dello stesso sono stabiliti dalla Giunta
regionale, con propria deliberazione, da adottarsi, d’intesa con
il Consiglio permanente degli enti locali, entro sei mesi
dall’entrata in vigore della presente legge.

ARTICOLO 7
(Disposizioni generali sulle notifiche e sulle comunicazioni)
1. Salvo quanto previsto dal comma 2, tutte le comunicazioni e
gli avvisi comunque denominati previsti dalla presente legge
possono essere trasmessi al destinatario mediante invio di
lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
2. Il provvedimento di espropriazione deve essere notificato al
proprietario nelle forme degli atti processuali civili.
3. Per destinatario delle notificazioni di cui ai commi 1 e 2, si
intende il proprietario che risulti al momento della notifica
intestatario catastale del bene da espropriare.
4. Qualora l’ente espropriante abbia accertato che l’intestazione
catastale, per inevasa voltura, non coincide con quella
risultante dai pubblici registri immobiliari, le notificazioni di cui
al presente articolo sono inviate, oltre che all’intestatario
catastale, anche al diverso soggetto che al momento
dell’accertamento risulti proprietario nei registri immobiliari.
5. Le comunicazioni relative ad espropriazioni parziali di
pertinenze indivise di fabbricati urbani, costituiti in condominio,
possono essere effettuate mediante notifica all’amministratore
del condominio.
6. Una copia delle comunicazioni e degli avvisi previsti dalla
presente legge può essere affissa per quindici giorni
consecutivi all’albo pretorio del Comune nel cui territorio si
trovano gli immobili da espropriare. L’affissione è obbligatoria
e sostituisce la comunicazione o l’avviso in tutti i casi in cui
questi non possono aver luogo per irreperibilità o per assenza
del proprietario risultante dai registri catastali o ipotecari, ovvero
se risulti la morte del proprietario iscritto nei registri catastali e
non risulti il proprietario attuale, e in tutti i casi nei quali non sia
stato possibile rinvenire gli indirizzi dei destinatari per
incompletezza del dato catastale, ovvero quando l’accertamento
risulti eccessivamente oneroso per l’irreperibilità
dell’intestatario nei registri anagrafici del Comune di nascita o
del Comune nel cui territorio sono ubicati gli immobili da
espropriare.

CAPO II
REGIME DEI VINCOLI ESPROPRIATIVI

ARTICOLO 8
(Vincoli espropriativi derivanti da piani urbanistici)
1. Non può procedersi all’espropriazione se il bene non è stato
preventivamente sottoposto ad un vincolo di inedificabilità
preordinato all'espropriazione.
2. Un bene è sottoposto al vincolo preordinato
all’espropriazione quando diventa efficace l’atto di approvazione
del piano urbanistico generale che preveda la realizzazione di
un’opera pubblica o di pubblica utilità, ovvero che destini l’area
ad un pubblico servizio.
3. Il vincolo preordinato all’espropriazione decade se nei cinque
anni successivi alla sua apposizione non sia dichiarata la
pubblica utilità dell’opera, ovvero non sia approvato uno
strumento attuativo del piano regolatore generale cui consegua
la dichiarazione di pubblica utilità degli interventi in esso
previsti.

ARTICOLO 9
(Vincoli espropriativi derivanti da modificazioni dei piani
urbanistici)
1. Quando l’opera da realizzare ricade su aree che il piano
regolatore non destina a servizi pubblici, si provvede ad una
modificazione del piano regolatore. Si applicano, a tal fine, le
procedure previste dai titoli III e IV della legge regionale 6 aprile
1998, n. 11 (Normativa urbanistica e di pianificazione territoriale
della Valle d’Aosta).
2. Il vincolo preordinato all’esproprio si intende apposto quando
diventa efficace il provvedimento di modificazione del piano
regolatore.
3. Il promotore dell'opera pubblica o di pubblica utilità provvede
a far sì che, all'avvio della procedura finalizzata alla
modificazione del piano regolatore, a tutti i proprietari delle aree
interessate dalla modificazione sia inviata una comunicazione
recante l'avviso:
a) dell'avvio del procedimento da cui deriva il vincolo
preordinato all'espropriazione;
b) del luogo e delle modalità per la consultazione della relativa
documentazione;
c) della possibilità e delle modalità per l’eventuale
presentazione di osservazioni concernenti la modificazione del
piano regolatore ed i vincoli che ne derivano.
4. Le comunicazioni di cui al comma 3 devono essere
contestuali al deposito in pubblica visione degli atti concernenti
la modificazione che si intende apportare al piano regolatore,
qualora si debba provvedere al deposito ai sensi della l.r.
11/1998.

ARTICOLO 10
(Reiterazione dei vincoli espropriativi e loro indennizzabilità)
1. Il Comune può riconfermare il vincolo espropriativo decaduto,
per una durata non superiore a cinque anni, a condizione che
sia contestualmente previsto in favore dei proprietari delle aree
interessate, ancorché non ancora conosciuti al momento della
reiterazione del vincolo, un indennizzo commisurato al 4 per
cento delle indennità di espropriazione iniziali riferibili ai beni
vincolati, per ogni anno o frazione di anno di reiterazione del
vincolo.
2. L’indennizzo per la reiterazione del vincolo espropriativo è
corrisposto a richiesta del proprietario, entro il termine di un
anno, a pena di decadenza, dalla data in cui è divenuto efficace
l’atto impositivo e non può essere portato in detrazione
dall’indennità di espropriazione.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano nel
caso in cui la reiterazione del vincolo espropriativo derivi
direttamente dall’approvazione del progetto dell’opera pubblica
o di pubblica utilità, e a tale approvazione consegua la
contestuale dichiarazione di pubblica utilità preordinata alla
promozione della procedura di espropriazione.

CAPO III
PROGETTAZIONE DEL PIANO ESPROPRIATIVO

ARTICOLO 11
(Autorizzazione all’accesso)
1. Per le attività di qualsiasi natura preordinate alla
progettazione di opere pubbliche o di pubblica utilità, i tecnici
incaricati, anche privati, possono essere autorizzati ad
accedere ai luoghi interessati.
2. L’autorizzazione, rilasciata dal responsabile dell’ufficio per le
espropriazioni, indica i nominativi delle persone che possono
accedere ai luoghi interessati ed è comunicata al proprietario
del bene risultante dai registri catastali, nonché al suo
possessore, se conosciuto, almeno tre giorni prima dell’inizio
delle operazioni.

ARTICOLO 12
(Attività che precedono l’approvazione del progetto definitivo e la
dichiarazione di pubblica utilità)
1. Il coordinatore del ciclo di realizzazione del lavoro pubblico, di
cui all’articolo 4 della legge regionale 20 giugno 1996, n. 12
(Legge regionale in materia di lavori pubblici), come modificato
dall’articolo 3 della legge regionale 9 settembre 1999, n. 29,
ovvero il promotore dell’espropriazione negli altri casi, deposita
presso l’ufficio per le espropriazioni il progetto definitivo
dell’opera almeno sessanta giorni prima della sua
approvazione, corredato:
a) di una relazione sommaria, la quale indichi la natura e lo
scopo delle opere da eseguire, nonché gli eventuali nulla osta,
le autorizzazioni, le dichiarazioni di compatibilità ambientale o
gli altri atti di assenso comunque denominati, acquisiti ai sensi
della normativa vigente;
b) del piano particellare grafico e descrittivo degli immobili da
espropriare, corredato del rilievo topografico e del progetto di
frazionamento delle aree da espropriare parzialmente, con
indicazione dei proprietari e degli altri soggetti che risultino
iscritti nei registri catastali e di quelli accertati presso l’ufficio
dei registri immobiliari, nonché degli indirizzi di ciascuno di
essi desunti dai registri anagrafici comunali, salvo il caso in cui
il progettista attesti che tale ultimo accertamento sia risultato
impossibile per incompletezza del dato catastale, ovvero
eccessivamente oneroso per l’irreperibilità dell’intestatario nei
registri anagrafici del Comune di nascita o del Comune nel cui
territorio sono ubicati gli immobili da espropriare; i predetti
accertamenti catastali ed anagrafici devono essere di data non
anteriore a tre mesi rispetto a quella del deposito;
c) della relazione giustificativa dei criteri estimativi adottati per la
determinazione delle indennità di espropriazione, nonché della
stima analitica, per ciascun bene da espropriare, del più
probabile valore di mercato e delle indennità di espropriazione,
tenuto conto della destinazione urbanistica delle aree
interessate dai lavori, della natura e consistenza dei manufatti e
fabbricati da demolire, delle indennità per la soppressione o lo
spostamento di attività commerciali o produttive, delle indennità
per deviazioni provvisorie di strade o di altre opere interferenti, e
di ogni altra circostanza valutabile.
2. Il responsabile del procedimento dell’ufficio per le
espropriazioni effettua una verifica, anche a campione,
dell’attendibilità e dell’aggiornamento dei dati di cui al comma
1, lettere b) e c), e qualora riscontri gravi incongruenze od
omissioni invita il coordinatore del ciclo, ovvero il promotore
dell’espropriazione, a compiere i necessari supplementi di
indagine e le dovute integrazioni.
3. I soggetti di cui al comma 1, dopo aver proceduto alle
eventuali integrazioni richieste ai sensi del comma 2,
provvedono altresì, mediante un unico atto, ad inviare al
proprietario dell’area ove è prevista la realizzazione dell’opera:
a) l’avviso del deposito del progetto definitivo, precisando che
all’approvazione del progetto consegue la dichiarazione di
pubblica utilità dell’opera;
b) l’avviso della messa a disposizione, a favore del proprietario,
degli elaborati progettuali, indicando il nominativo del
coordinatore del ciclo, ovvero del promotore
dell’espropriazione, al quale possono essere inviate
osservazioni da parte degli interessati nei quindici giorni
successivi alla ricezione dell’avviso.
4. Il proprietario dell’area, nel formulare le proprie osservazioni,
può chiedere che l’espropriazione si estenda anche alle
frazioni residue dei suoi beni, qualora di esse, in esito
all’espropriazione, risulti un’utilizzazione eccessivamente
onerosa.
5. L’ente espropriante si pronuncia sulle osservazioni con atto
motivato. Se l’accoglimento, in tutto o in parte, delle
osservazioni comporta la modifica dello schema del progetto
con pregiudizio di un altro proprietario che non abbia
presentato osservazioni, sono ripetute nei confronti di
quest'ultimo le comunicazioni di cui al comma 3.
6. Se le osservazioni riguardano solo una parte agevolmente
separabile dell’opera, l’amministrazione può approvare per la
restante parte il progetto, in attesa delle determinazioni sulle
osservazioni.

ARTICOLO 13
(Acquisizione integrativa di immobili non previsti dal piano
particellare di espropriazione)
1. Qualora nel corso dei lavori si manifesti la necessità o
l’opportunità di espropriare o di asservire altri beni, attigui a
quelli già espropriati, fatta salva l’applicazione delle
disposizioni di cui all’articolo 32 della l.r. 12/1996, come
modificato dall’articolo 27 della l.r. 29/1999, il coordinatore del
ciclo di realizzazione del lavoro dispone, ad istanza del direttore
dei lavori, la formazione di un piano particellare di
espropriazione integrativo.
2. Il piano particellare integrativo è depositato presso l’ufficio
per le espropriazioni, che provvede agli adempimenti di cui
all’articolo 12.
3. I termini per proporre osservazioni sono ridotti a cinque giorni
se i destinatari dell’avviso sono proprietari di aree già
espropriate per la realizzazione dello stesso intervento.
4. Qualora le nuove aree da espropriare siano già destinatarie
di un vincolo urbanistico preordinato all’espropriazione e la loro
acquisizione comporti un costo che possa trovare copertura
nella somma stanziata per l’opera, il piano particellare
integrativo è approvato dal coordinatore del ciclo di
realizzazione del lavoro, che si pronuncia anche sulle
osservazioni ricevute. Negli altri casi, il nuovo piano è approvato
nelle stesse forme previste per l’approvazione del progetto
originario.
5. L’approvazione del piano particellare integrativo comporta,
oltre alla nuova dichiarazione di pubblica utilità dell’opera,
anche la dichiarazione di particolare urgenza della procedura
espropriativa e di indifferibilità dei lavori.
6. Se i proprietari dei nuovi immobili da espropriare, anche
prima dell’approvazione del piano particellare integrativo,
accettano bonariamente l’espropriazione, la sottoscrizione del
verbale di accordo sostituisce ogni informativa o
comunicazione e dà titolo all’ente espropriante e all’ente,
pubblico o privato, incaricato della esecuzione dei lavori di
procedere senza ulteriori formalità all’occupazione d’urgenza
delle aree da acquisire al fine della prosecuzione immediata
dei lavori.
7. In favore dei proprietari che abbiano sottoscritto il verbale di
accordo sull’espropriazione prima dell’approvazione del nuovo
piano particellare e che abbiano pertanto consentito
l’immediata occupazione dei propri beni, è riconosciuta una
indennità aggiuntiva pari al 20 per cento delle corrispondenti
indennità di espropriazione, da liquidarsi contestualmente a
queste nelle forme e nei termini ordinari.
8. Qualora non si raggiunga l’immediato accordo con i
proprietari delle aree, il dirigente o il responsabile dell’ufficio
espropriazioni, sulla base del nuovo piano particellare
approvato, dispone, ai sensi dell’articolo 32, su richiesta
motivata del coordinatore del ciclo di realizzazione del lavoro,
l’occupazione d’urgenza delle aree integrative da espropriare.

CAPO IV
DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ

ARTICOLO 14
(Atti che comportano la dichiarazione di pubblica utilità)
1. La dichiarazione di pubblica utilità si intende disposta:
a) quando è approvato il progetto definitivo dell’opera pubblica
o di pubblica utilità;
b) in ogni caso, quando, in base alla normativa vigente,
equivale a dichiarazione di pubblica utilità l’approvazione di un
accordo di programma, di uno strumento urbanistico, anche di
settore o attuativo, ovvero il rilascio di una concessione, di una
autorizzazione o di un atto equivalente.
2. Qualora dopo l’approvazione del progetto definitivo siano
ancora necessari concerti, intese, nulla osta, autorizzazioni o
altri atti di assenso comunque denominati, compreso
l’eventuale perfezionamento della procedura di variante
urbanistica, la dichiarazione di pubblica utilità si intende
disposta con la deliberazione successiva con la quale
l’amministrazione che ha approvato il progetto dà atto
dell’avvenuta acquisizione dei predetti atti e della immediata
espropriabilità delle aree, anche nelle more del completamento
della progettazione esecutiva.

ARTICOLO 15
(Contenuto ed effetti dell’atto che comporta la dichiarazione di
pubblica utilità)
1. Il provvedimento che dispone la pubblica utilità dell’opera
può essere emanato fino a quando non sia decaduto il vincolo
preordinato all’esproprio.
2. Gli effetti della dichiarazione di pubblica utilità si producono
anche se non sono espressamente indicati nel provvedimento
che la dispone.
3. Nel provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica
utilità dell’opera devono essere indicati gli estremi degli atti da
cui è sorto il vincolo espropriativo e deve essere altresì stabilito
il termine entro il quale il decreto di esproprio deve essere
emanato.
4. Se manca l’espressa determinazione del termine di cui al
comma 3, il decreto di esproprio può essere emanato entro il
termine di cinque anni, decorrente dalla data in cui l’atto che
dichiara la pubblica utilità dell’opera acquista efficacia.
5. L’ente che ha dichiarato la pubblica utilità dell’opera può
disporre la proroga dei termini di cui ai commi 3 e 4, per
giustificate ragioni.
6. La scadenza del termine entro il quale può essere emanato
il decreto di esproprio determina l’inefficacia della dichiarazione
di pubblica utilità.
7. Restano ferme le disposizioni che consentono l’esecuzione
delle previsioni dei piani territoriali o urbanistici, anche di
settore o attuativi, entro termini più ampi rispetto a quelli di cui
al comma 4.

ARTICOLO 16
(Istituzione del registro degli atti che dichiarano la pubblica
utilità)
1. L’ente che approva uno degli atti da cui deriva la
dichiarazione di pubblica utilità, ovvero che emana un decreto di
espropriazione, se diverso dalla Regione, ne trasmette una
copia all’ufficio regionale per le espropriazioni.
2. Presso l’ufficio regionale per le espropriazioni è tenuto il
registro degli atti da cui deriva la dichiarazione di pubblica
utilità, nonché degli atti con cui è disposta l’espropriazione,
distinti in relazione ai diversi enti che li hanno adottati.
3. L’ente espropriante comunica inoltre all’ufficio regionale per
le espropriazioni:
a) se sia stato emanato entro il prescritto termine il decreto di
esproprio ovvero se il medesimo termine sia inutilmente
scaduto, e se il decreto sia stato eseguito;
b) se siano stati impugnati gli atti di adozione e di approvazione
del piano urbanistico generale, l’atto che dichiara la pubblica
utilità dell’opera o il decreto di esproprio;
c) se nel corso dell’esecuzione del lavoro si sia reso
necessario procedere ad acquisizioni integrative di aree non
ricomprese nell’originario piano particellare di espropriazione e
per quali ragioni.
4. I dati raccolti sono trasmessi dall’ufficio regionale per le
espropriazioni alla banca dati-osservatorio dei lavori pubblici di
cui all’articolo 41 della l.r. 12/1996, come modificato
dall’articolo 34 della l.r. 29/1999.

CAPO V
PROCEDURA DI ESPROPRIAZIONE

ARTICOLO 17
(Determinazione dell’indennità provvisoria di espropriazione)
1. Divenuto efficace l’atto che dichiara la pubblica utilità, nei
successivi trenta giorni, il coordinatore del ciclo di realizzazione
del lavoro pubblico, ovvero il promotore dell’espropriazione
negli altri casi, trasmette all’ufficio per le espropriazioni tutti gli
elaborati progettuali necessari alla conduzione della procedura
acquisitiva, compresa copia delle osservazioni inviate dai
proprietari nella fase di elaborazione del progetto.
2. Il dirigente, o il responsabile dell’ufficio per le espropriazioni,
nomina il responsabile del singolo procedimento espropriativo
il quale:
a) dispone lo svolgimento delle operazioni topografiche
necessarie alla redazione e alla approvazione dei tipi di
frazionamento delle aree da espropriare, ove non ancora
acquisiti, anche avvalendosi di tecnici esterni;
b) effettua l’aggiornamento dei dati anagrafici e catastali
risultanti dal piano particellare di espropriazione;
c) verifica gli indirizzi dei nuovi intestatari, compiendo indagini
presso gli uffici anagrafici dei Comuni di nascita e dei Comuni
nel cui territorio sono ubicati gli immobili da espropriare;
d) notifica a ciascun proprietario un avviso di avvio del
procedimento espropriativo e, contestualmente, indica, con un
preavviso di almeno sette giorni, il giorno e l’ora fissati per il
compimento di un sopralluogo sui fondi da espropriare, del
quale è dato conto in apposito verbale sullo stato di
consistenza redatto in contraddittorio con il proprietario o il
possessore.
3. Il responsabile del procedimento, tenuto conto della stima
delle indennità predisposta dal progettista e delle risultanze dei
sopralluoghi effettuati sui beni da espropriare, nonché delle
eventuali osservazioni inoltrate dai proprietari, indica le somme
che valuta congrue per le espropriazioni.

ARTICOLO 18
(Pronuncia dell’espropriazione)
1. Il dirigente, o il responsabile dell’ufficio per le espropriazioni,
in relazione alle risultanze dell’attività istruttoria compiuta per la
stima delle indennità dal responsabile del procedimento ed
acquisiti, se necessari, i tipi di frazionamento delle aree da
espropriare approvati dall’ufficio competente, determina la
misura delle indennità provvisorie e adotta il decreto di
esproprio.

ARTICOLO 19
(Contenuto ed effetti del decreto di esproprio)
1. Il decreto di esproprio:
a) è emanato entro il termine di scadenza dell’efficacia della
dichiarazione di pubblica utilità;
b) indica gli estremi degli atti da cui è sorto il vincolo
preordinato all’esproprio e del provvedimento che ha approvato
il progetto dell’opera;
c) indica l’indennità determinata in via provvisoria;
d) dispone, in favore del beneficiario, il trasferimento del diritto
di proprietà o del diritto oggetto dell’espropriazione;
e) è eseguito mediante l’immissione del beneficiario nel
possesso del bene espropriato.
2. Il decreto di esproprio, a cura e a spese del beneficiario, è
registrato in termini di urgenza, trascritto presso l’ufficio per la
tenuta dei registri immobiliari e volturato nei registri catastali.
3. Un estratto del decreto di esproprio è trasmesso, entro
cinque giorni dalla data di adozione, per la pubblicazione nel
Bollettino ufficiale della Regione.

ARTICOLO 20
(Esecuzione del decreto di esproprio)
1. L’esecuzione del decreto di esproprio ha luogo per iniziativa
dell’ente espropriante o del suo beneficiario, con la redazione
del verbale sullo stato di consistenza e del verbale di
immissione nel possesso nei beni espropriati, purché sia stata
offerta al proprietario l’indennità provvisoria di espropriazione.
2. Un avviso contenente l’indicazione del luogo, del giorno e
dell’ora in cui è prevista l’esecuzione del decreto di
espropriazione, è notificato all’espropriato almeno sette giorni
prima della stessa.
3. Lo stato di consistenza e il verbale di immissione sono
redatti in contraddittorio con l’espropriato ovvero, nel caso di
assenza o di rifiuto di questi, alla presenza di almeno due
testimoni che non siano dipendenti del beneficiario
dell’espropriazione. Possono partecipare alle operazioni i
titolari di diritti reali o personali di godimento sul bene.
4. L’immissione in possesso si intende effettuata anche
quando, malgrado la redazione del relativo verbale, il bene
continui ad essere utilizzato, per qualsiasi ragione, da chi in
precedenza ne aveva la disponibilità.
5. La notifica del decreto di esproprio e della connessa
indennità provvisoria può avere luogo anche contestualmente
alla sua esecuzione, qualora le precedenti notifiche o
comunicazioni siano state indirizzate ad un soggetto che, per
inevasa volturazione catastale, risultava ancora intestatario
dell’immobile alla data di avvio del procedimento espropriativo.
In tal caso, e comunque in ogni circostanza in cui l’interessato
dichiari di non aver ricevuto avviso del decreto di esproprio, la
notifica si intende effettuata con la consegna a mani del
destinatario, a cura del soggetto incaricato delle operazioni di
immissione in possesso, di copia conforme del decreto
stesso; una seconda copia è sottoscritta dal destinatario per
ricevuta. Qualora vi sia l’opposizione del proprietario o del
possessore del bene alla immissione in possesso, ovvero
sorgano oggettive difficoltà di esecuzione del provvedimento,
nel verbale si dà atto di tali circostanze e le operazioni possono
essere differite ad altra data.
6. L’ente che ha eseguito il decreto di esproprio ne dà
comunicazione all’ufficio regionale per le espropriazioni.

ARTICOLO 21
(Occupazione d’urgenza preordinata all’espropriazione)
1. Qualora l’avvio dei lavori rivesta carattere di urgenza tale da
non consentire, in relazione alla particolare natura delle opere,
l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 17, può
essere disposta, su richiesta motivata dei soggetti di cui al
medesimo articolo 17, comma 1, l’occupazione anticipata dei
beni immobili necessari, con decreto contenente l’elenco dei
beni da espropriare e dei relativi proprietari, l’indicazione dei
beni da occupare, nonché la determinazione dell’indennità
provvisoria.
2. Il decreto di cui al comma 1 può essere in particolare
emanato nei seguenti casi:
a) per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria, di
difesa del suolo e di regimazione delle acque pubbliche;
b) per la realizzazione di opere relative a servizi a rete
d’interesse pubblico in materia di telecomunicazioni, acque ed
energia;
c) per gli interventi di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443
(Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti
produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività
produttive);
d) allorché il numero dei destinatari della procedura
espropriativa sia superiore a 50.
3. La Giunta regionale può adottare, nell’ambito della propria
attività di programmazione, pianificazione ed indirizzo, ulteriori
modalità di applicazione del presente articolo in ordine alla
specificazione del carattere di particolare urgenza previsto dal
comma 1.
4. L’esecuzione del decreto di cui al comma 1, ai fini
dell’immissione in possesso, è effettuata con le modalità di cui
all’articolo 20 e deve aver luogo entro il termine perentorio di tre
mesi dalla data di emanazione del decreto medesimo.
5. Al proprietario che abbia condiviso la determinazione
dell’indennità è riconosciuto un acconto dell’80 per cento
dell’indennità stessa, previa presentazione di
un’autocertificazione attestante la piena e libera proprietà del
bene.
6. Per il periodo intercorrente tra la data di immissione in
possesso e la data di corresponsione dell’indennità di
espropriazione è dovuta l’indennità per l'occupazione, da
determinare ai sensi dell’articolo 33.
7. Il decreto che dispone l’occupazione d’urgenza perde
efficacia qualora non sia emanato il decreto di esproprio nei
termini di cui all’articolo 15.

ARTICOLO 22
(Effetti dell’espropriazione per i terzi)
1. L’espropriazione del diritto di proprietà comporta l’estinzione
automatica di tutti gli altri diritti, reali o personali, gravanti sul
bene espropriato, salvo quelli compatibili con i fini cui
l’espropriazione è preordinata.
2. Le azioni reali e personali esperibili sul bene espropriando
non incidono sul procedimento espropriativo e sugli effetti del
decreto di esproprio.
3. Dopo la trascrizione del decreto di esproprio, tutti i diritti
relativi al bene espropriato possono essere fatti valere
unicamente sull’indennità.
4. Qualora a seguito dell’esecuzione del decreto di esproprio, o
nel corso dell'esecuzione dei lavori, siano riscontrate
problematiche, non precedentemente risolte in fase
progettuale, relative ai rapporti con enti terzi o soggetti gestori di
servizi pubblici titolari del potere di autorizzazione e di
concessione di attraversamento, il Presidente della Regione
convoca tempestivamente, e comunque non oltre dieci giorni
dalla richiesta da parte del coordinatore del ciclo di
realizzazione del lavoro, un’apposita conferenza di servizi,
anche per la definizione degli spostamenti concernenti i servizi
interferenti e delle relative modalità tecniche. Il soggetto
proponente, qualora i lavori di modifica o di spostamento delle
interferenze non siano stati avviati entro sessanta giorni, può
provvedervi direttamente, attenendosi alle modalità tecniche
definite nel corso della conferenza di servizi.

CAPO VI
DETERMINAZIONE DELL’INDENNITA’ DI ESPROPRIAZIONE

SEZIONE I
INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE

ARTICOLO 23
(Rinvio alle disposizioni statali)
1. Salvo quanto previsto dal presente capo, alla determinazione
delle indennità di espropriazione si applicano le disposizioni
statali vigenti.

ARTICOLO 24
(Determinazione delle indennità)
1. L’indennità di espropriazione e quella di asservimento sono
determinate sulla base delle caratteristiche del bene al
momento dell’emanazione del decreto di esproprio, valutando
l’incidenza dei vincoli di qualsiasi tipo, ad eccezione di quelli
aventi natura espropriativa.
2. Il valore del bene è determinato senza tenere conto delle
costruzioni, delle piantagioni e delle migliorie, qualora risulti,
avuto riguardo al tempo in cui furono fatte e ad altre circostanze,
che esse siano state realizzate allo scopo di conseguire una
maggiore indennità. Si considerano, in ogni caso, realizzate
allo scopo di conseguire una maggiore indennità le
costruzioni, le piantagioni e le migliorie che siano state
intraprese sui fondi soggetti ad esproprio dopo la
comunicazione dell’avvio del procedimento di espropriazione.
3. Al fine della stima del valore del bene e dell’applicazione dei
criteri indennitari previsti per le aree edificabili, si considerano
le possibilità legali ed effettive di edificazione esistenti al
momento dell’emanazione del decreto di esproprio.
4. Sono considerate edificabili le aree comprese nelle zone
omogenee di tipo A, B, C e D di cui all’articolo 22 della l.r.
11/1998, indipendentemente dal vincolo espropriativo da cui
sono gravate.

SEZIONE II
CONCORDAMENTO DELL’INDENNITA’ PROVVISORIA

ARTICOLO 25
(Offerta dell’indennità provvisoria)
1. Il provvedimento di espropriazione e di determinazione in via
provvisoria della corrispondente indennità è notificato per
estratto al proprietario, nelle forme degli atti processuali civili, e
trasmesso al promotore o al beneficiario dell’esproprio, se
quest’ultimo sia soggetto diverso dall’ente espropriante e sia
tenuto al pagamento delle indennità; unitamente al predetto
atto, al proprietario deve essere altresì notificato un invito del
responsabile del procedimento a voler dichiarare, nei trenta
giorni successivi, l’eventuale accettazione delle somme offerte,
nonché la disponibilità alla cessione volontaria e a voler
predisporre in tempo utile la documentazione da esibire per
ottenerne il pagamento, con l’avvertenza che, ove l’ammontare
dell’indennità provvisoria offerta sia inferiore a cento euro, il
mancato riscontro nei trenta giorni successivi al ricevimento
dell’offerta equivale ad accettazione della stessa.

ARTICOLO 26
(Concordamento dell’indennità)
1. Qualora intenda accettare la misura dell’indennità
espropriativa offerta, il proprietario, ovvero l’enfiteuta, sottoscrive
una dichiarazione di accettazione; tale dichiarazione può
essere inviata all’ufficio per le espropriazioni a mezzo di lettera
raccomandata con avviso di ricevimento.
2. Nel caso di beni in proprietà comune ed indivisa, la
dichiarazione di accettazione è sottoscritta dal comproprietario
limitatamente alla sua quota.
3. Con la dichiarazione di accettazione dell’indennità, il
proprietario, ovvero l’enfiteuta deve produrre, oltre al codice
fiscale e ad una copia del documento di identità personale:
a) una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante
che il bene, alla data dell’espropriazione, era nella proprietà
esclusiva del dichiarante, ovvero, nel caso di bene in
comproprietà, quali fossero le quote appartenenti a ciascun
comproprietario, e che sullo stesso bene non gravavano pesi o
diritti di terzi che possano impedire il pagamento diretto delle
indennità;
b) una dichiarazione dell’usufruttuario, del concedente o del
garantito di accettazione dell’indennità e di concordamento con
il proprietario delle modalità di ripartizione, nel caso di bene sul
quale gravava un usufrutto o di bene enfiteutico, o di bene sul
quale gravava una garanzia ipotecaria o di altra natura.

SEZIONE III
PAGAMENTO E DEPOSITO DELLE INDENNITA’

ARTICOLO 27
(Pagamento diretto dell’indennità concordata)
1. Il dirigente o il responsabile dell’ufficio per le espropriazioni,
esaminata la documentazione prodotta dal proprietario e
accertata la titolarità di questi alla percezione delle indennità,
nei quindici giorni successivi, dispone il pagamento diretto
delle somme concordate, con provvedimento immediatamente
esecutivo qualora non risultino diritti di terzi.
2. Il provvedimento che autorizza il pagamento diretto delle
indennità è notificato ai terzi titolari di diritti reali risultanti dalla
documentazione esibita.
3. Decorsi quindici giorni dalla notifica di cui al comma 2, il
provvedimento di autorizzazione al pagamento diretto diviene
esecutivo se non sono state presentate opposizioni; in tal caso,
il responsabile del procedimento annota in calce al
provvedimento l’avvenuta esecutività.
4. Divenuto esecutivo il provvedimento di pagamento diretto, la
procedura per la liquidazione delle indennità deve concludersi
nei successivi sessanta giorni, decorsi i quali le somme non
pagate sono maggiorate degli interessi determinati nella
misura legal [ . . . ]

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