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Scheda Normativa

Norme Correlate

Delibera/zione 04/11/ 2013 n. 1565

Regione Emilia-Romagna - L.R. 16/04 - Modifica DGR 1017/2009 "Requisiti e standard strutturali per l'esercizio delle strutture ricettive alberghiere e delle relative specificazioni tipologiche aggiuntive"

Decreto Rettorale 23/10/ 2012 n. 1515

Regione Emilia-Romagna - L.R. 16/04 - Modifica della tipologia ricettiva dell'albergo diffuso normata con la delibera di Giunta regionale n. 916/07"Approvazione degli standard strutturali e dei requisiti dell'esercizi per l'autorizzazione e la classificazione delle strutture ricettive alberghiere"

Delibera/zione 25/06/ 2007 n. 916

Regione Emilia-Romagna - Approvazione degli standard strutturali e dei requisiti di esercizio per l'autorizzazione e la classifcazione delle strutture ricettive alberghiere

Legge regionale 28/07/2004 n. 16

(Gazzetta regionale 28/07/2004 n. 102)

Emilia Romagna - Disciplina delle strutture ricettive dirette all'ospitalità

IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA
LA SEGUENTE LEGGE
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

ARTICOLO 1
Principi e ambito d'applicazione
1. La presente legge disciplina l'apertura, la classificazione e
gli obblighi connessi alla gestione delle strutture ricettive dirette
all'ospitalità a fini turistici nell'ambito dei principi dell'articolo
118, comma primo, della Costituzione e dei principi di
semplificazione normativa ed amministrativa.

ARTICOLO 2
Funzioni dei Comuni e delle Province
1. Il Comune esercita tutte le funzioni amministrative connesse
all'apertura, all'esercizio e alla classificazione delle strutture
ricettive dirette all'ospitalità, salvo quanto diversamente stabilito
dalla presente legge.
2. L'apertura e la gestione delle strutture ricettive alberghiere e
all'aria aperta sono soggette ad autorizzazione rilasciata dal
Comune in cui le strutture sono ubicate.
3. Per le strutture ricettive extralberghiere l'autorizzazione è
sostituita dalla denuncia d'inizio attività.
4. Le Province esercitano le funzioni amministrative relative alla
denuncia dei prezzi e delle attrezzature delle strutture ricettive e
alle rilevazioni statistiche riguardanti la consistenza ricettiva e il
movimento turistico e possono avvalersi, previa convenzione,
dei Comuni singoli o associati nelle forme di cui alla legge
regionale 26 aprile 2001, n. 11 (Disciplina delle forme
associative e altre disposizioni in materia di enti locali).
5. Le Province ed i Comuni esercitano le attività di vigilanza
relative alle funzioni di competenza. Il procedimento per
l'applicazione delle sanzioni è regolato dalla legge regionale 28
aprile 1984, n. 21 (Disciplina dell'applicazione delle sanzioni
amministrative di competenza regionale) e dalla legge
regionale 24 marzo 2004 n. 6 (Riforma del sistema
amministrativo regionale e locale. Unione europea e relazioni
internazionali. Innovazione e semplificazione. Rapporti con
l'Università).

ARTICOLO 3
Funzioni della Regione
1. La Regione, assicurando il coinvolgimento degli enti locali,
esercita funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo
relativamente alle materie di cui alla presente legge.
2. La Giunta regionale, sentiti gli enti locali, le associazioni
imprenditoriali del settore turismo e le associazioni dei
consumatori, più rappresentative a livello regionale, con
appositi atti riguardanti le strutture ricettive alberghiere, all'aria
aperta ed extralberghiere e le tipologie ricettive di cui all'articolo
4, comma 9, lettere a), b), c) e d), specifica, sentita la
competente Commissione consiliare, le caratteristiche, i
requisiti minimi e le modalità di esercizio che devono
possedere le strutture ricettive ai fini della loro apertura,
autorizzazione e classificazione. In tali atti sono, inoltre, definiti i
criteri per poter utilizzare specificazioni aggiuntive alle tipologie
ricettive e la loro definizione e gli standard, ivi compresi requisiti
tecnici, parametri, superfici e cubature, capacità ricettiva.
3. La Giunta regionale, sentita la Conferenza
Regione-Autonomie locali (CRAL), definisce modalità e
standard dei controlli da svolgersi, da parte delle
amministrazioni comunali, sull'applicazione e sul rispetto delle
norme della presente legge.
4. La Giunta regionale prevede, altresì, meccanismi di revisione
e aggiornamento degli atti di cui al comma 2 con cadenza
periodica.
5. L'amministrazione regionale, inoltre, cura la raccolta e
diffusione delle informazioni, realizza ed aggiorna la banca dati
regionale sulle strutture ricettive con il coinvolgimento ed il
supporto dei Comuni e delle Province, in coerenza con quanto
previsto della normativa regionale in materia.

TITOLO II
DEFINIZIONI
ARTICOLO 4
Definizioni generali e definizione di strutture e tipologie ricettive
1. Le strutture ricettive sono distinte in strutture ricettive
alberghiere, strutture ricettive all'aria aperta e strutture ricettive
extralberghiere.
2. I periodi di apertura delle strutture ricettive sono distinti in
annuali e stagionali: per apertura annuale si intende un periodo
di apertura di almeno nove mesi complessivi nell'arco dell'anno
solare; per apertura stagionale si intende un periodo di
apertura non inferiore a tre mesi consecutivi e non superiore
complessivamente a nove mesi nell'arco dell'anno solare.
3. Le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere ubicate in
immobili assoggettati ai vincoli previsti dal decreto legislativo
22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del
paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della L. 6 luglio 2002, n.
137), che siano ammobiliati con arredi d'epoca, possono
assumere la specificazione aggiuntiva di "residenza d'epoca".
4. Le strutture ricettive alberghiere e all'aria aperta possono
essere composte anche da più strutture. Fatto salvo quanto
previsto per i villaggi albergo, le caratteristiche delle strutture
non principali, cioè le dipendenze, sono definite dall'articolo 28.
5. Per gestione unitaria di una struttura ricettiva si intende la
gestione che fa capo ad un unico soggetto per la fornitura sia
dei servizi principali, quelli relativi all'alloggio, sia degli ulteriori
servizi forniti. La gestione si considera unitaria anche qualora la
fornitura dei servizi diversi da quello di alloggio sia affidata ad
altro gestore, purché lo stesso sia in possesso della regolare
autorizzazione, ove prevista, e sia stipulata un'apposita
convenzione che regoli i rapporti con il fornitore del servizio di
alloggio, in capo al quale resta la responsabilità di garantire la
coerenza della gestione dell'attività complessiva e dei servizi al
livello di classificazione ottenuto dalla struttura ricettiva.
6. Sono strutture ricettive alberghiere:
a) gli alberghi;
b) le residenze turistico-alberghiere.
7. Sono strutture ricettive all'aria aperta:
a) i campeggi;
b) i villaggi turistici.
8. Sono strutture ricettive extralberghiere:
a) le case per ferie;
b) gli ostelli;
c) i rifugi alpini;
d) i rifugi escursionistici;
e) gli affittacamere;
f) le case e appartamenti per vacanza.
9. Altre tipologie ricettive:
a) appartamenti ammobiliati per uso turistico;
b) strutture ricettive all'aria aperta non aperte al pubblico;
c) aree attrezzate di sosta temporanea;
d) attività saltuaria di alloggio e prima colazione;
e) strutture agrituristiche e strutture per il turismo rurale; tale
tipologia ricettiva è regolata dalla legge regionale 28 giugno
1994, n. 26 (Norme per l'esercizio dell'agriturismo e del turismo
rurale ed interventi per la loro promozione - Abrogazione della
L.R. 11 marzo 1987, n. 8).

ARTICOLO 5
Strutture ricettive alberghiere
1. Sono "alberghi" le strutture ricettive, a gestione unitaria,
aperte al pubblico che, ubicate in uno o più stabili o parti di
stabili, forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente
ristorazione, in camere, suite o unità abitative fornite di servizio
autonomo di cucina, destinate alla ricettività. Negli alberghi la
capacità ricettiva può riguardare le unità abitative in misura non
superiore al 40 per cento del totale.
2. Sono "residenze turistico-alberghiere" e possono utilizzare la
specificazione "residence", le strutture che forniscono alloggio,
servizi accessori ed eventualmente ristorazione, in unità
abitative costituite da uno o più locali, fornite di servizio
autonomo di cucina, camere o suite e che posseggono i
requisiti indicati nell'atto di giunta regionale di attuazione. Nelle
residenze turistico alberghiere la capacità ricettiva può
riguardare camere o suite in misura non superiore al 40 per
cento del totale.
3. Possono assumere la specificazione di "motel" gli alberghi
particolarmente attrezzati per l'alloggiamento e l'assistenza
delle autovetture o delle imbarcazioni. I motel, qualunque sia il
numero di stelle assegnato, assicurano uno standard minimo
di servizi di autorimessa nonché servizi di primo intervento, di
assistenza meccanica, rifornimento di carburante, ristorante o
tavola calda e fredda, bar.
4. Di norma assumono la specificazione di "meublé" o "garni"
gli alberghi che forniscono il solo servizio di alloggio e
normalmente di prima colazione, senza ristorante.
5. Possono assumere la specificazione di "centro benessere"
gli alberghi dotati di impianti e attrezzature per fornire servizi
specializzati per il relax ed il benessere psicofisico.
6. Possono assumere la specificazione di "beauty farm" gli
alberghi che forniscono servizi specializzati finalizzati a cicli di
trattamenti dietetici ed estetici.
7. Possono assumere la specificazione di "villaggio-albergo" le
aziende alberghiere caratterizzate dalla centralizzazione dei
servizi in funzione di più stabili facenti parte di uno stesso
complesso ed inseriti in area attrezzata per il soggiorno e lo
svago della clientela.
8. Possono assumere la specificazione aggiuntiva di "centri
congressi" le strutture alberghiere dotate di strutture,
attrezzature e servizi specializzati per l'organizzazione di
manifestazioni congressuali e convegni.
9. Nello specifico atto di Giunta regionale previsto all'articolo 3,
comma 2 è definito il numero minimo di camere, suite o unità
abitative per gli alberghi e le residenze turistico alberghiere;
nello stesso atto sono definite le caratteristiche che devono
possedere le strutture ricettive alberghiere per utilizzare le
specificazioni aggiuntive citate ai commi precedenti e possono
essere individuate ulteriori specificazioni aggiuntive.

ARTICOLO 6
Strutture ricettive all'aria aperta
1. Sono campeggi i complessi ricettivi aperti al pubblico, a
gestione unitaria, attrezzati per la sosta e il soggiorno di turisti
prevalentemente provvisti di tenda o di altri mezzi autonomi di
pernottamento.
2. I campeggi, per dare alloggio a turisti sprovvisti di mezzi
autonomi di pernottamento, possono mettere a disposizione, in
un numero di piazzole non superiore al 35 per cento del
numero complessivo delle piazzole autorizzate, tende o unità
abitative mobili quali roulotte, caravan, case mobili,
maxicaravan, autocaravan o camper e unità abitative fisse.
3. Sono villaggi turistici i complessi ricettivi aperti al pubblico, a
gestione unitaria, prevalentemente attrezzati per il soggiorno di
turisti sprovvisti di tenda o di altri mezzi autonomi di
pernottamento, che forniscono alloggio in tende, unità abitative
mobili o fisse. Nei villaggi turistici almeno il 35 per cento delle
piazzole autorizzate è attrezzato con unità abitative fisse o mobili
messe a disposizione dal gestore. Tale percentuale può
riguardare anche la totalità delle piazzole.
4. Possono assumere la specificazione aggiuntiva di "centro
vacanza" i campeggi ed i villaggi turistici dotati di rilevanti
impianti e servizi sportivi, di svago e commerciali, così come
stabilito dallo specifico atto di Giunta regionale di cui all'articolo
3, comma 2.
5. Nelle strutture ricettive all'aria aperta è vietata la vendita
frazionata delle piazzole e delle unità abitative fisse, la cessione
sulla base di altro diritto reale di godimento e l'affitto per periodi
di tempo superiori all'anno. Nei Comuni appartenenti alle
Comunità montane fino al 70 per cento delle piazzole o delle
unità abitative può essere locato con contratto annuale. Tale
percentuale è ridotta al 50 per cento nelle altre aree.
6. Non sono soggetti a permesso di costruire o a denuncia di
inizio attività gli allestimenti mobili di pernottamento quali
roulotte o caravan, case mobili o maxicaravan. A tal fine i
predetti allestimenti:
a) conservano i meccanismi di rotazione in funzione;
b) non possiedono alcun collegamento permanente al terreno
e gli allacciamenti alle reti tecnologiche sono rimovibili in ogni
momento.
7. Non è, inoltre, soggetta a permesso di costruire né a
denuncia d'inizio attività l'installazione del preingresso inteso
come struttura coperta chiusa realizzata in materiali rigidi,
comunque smontabili e trasportabili, da accostare agli
allestimenti mobili di pernottamento, con funzioni di protezione
e soggiorno diurno delle persone.

ARTICOLO 7
Case per ferie
1. Sono case per ferie le strutture attrezzate per il soggiorno a
fini turistici di persone singole o di gruppi, organizzate e gestite,
al di fuori dei normali canali commerciali, da enti pubblici, da
associazioni o da enti privati operanti, senza scopo di lucro, per
il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali,
religiose o sportive nonché da enti o aziende per il soggiorno di
propri dipendenti e loro familiari.
2. Nelle case per ferie possono essere altresì ospitati
dipendenti e familiari di altre aziende o assistiti di altri enti con
cui venga stipulata apposita convenzione.
3. Nelle case per ferie oltre alla prestazione di servizi ricettivi
essenziali sono assicurati, di norma, i servizi e l'uso di
attrezzature che consentano il perseguimento delle finalità di
cui al comma 1. La presenza nelle case per ferie di servizi e
attrezzature che consentano il soggiorno di gruppi autogestiti,
quali cucine o punti di cottura autonomi, non ne muta la natura.
4. La casa per ferie può assumere specificazioni tipologiche
aggiuntive, purché concordate con il Comune e connesse alla
categoria di utenza ospitata o alla finalità specifica.

ARTICOLO 8
Ostelli
1. Sono ostelli per la gioventù le strutture ricettive attrezzate
prevalentemente per il soggiorno e il pernottamento per periodi
limitati dei giovani e degli accompagnatori di gruppi di giovani.
2. Gli ostelli sono gestiti, di norma, da enti pubblici, enti di
carattere morale o religioso, associazioni operanti, senza
scopo di lucro, ai fini del turismo sociale e giovanile. Gli ostelli
possono essere gestiti anche da altri operatori privati, previa
convenzione con il Comune, che regolamenti le tariffe e le
condizioni di esercizio dell'attività.

ARTICOLO 9
Rifugi alpini ed escursionistici
1. Sono rifugi alpini le strutture idonee ad offrire ospitalità e
ristoro ad alpinisti in zone isolate di montagna, raggiungibili
attraverso mulattiere, sentieri e strade forestali ed ubicati in
luoghi favorevoli ad escursioni.
2. Sono rifugi escursionistici le strutture ricettive, di proprietà di
enti pubblici o associazioni senza scopo di lucro operanti nel
settore alpinistico o escursionistico, aperte al pubblico idonee
ad offrire ospitalità e ristoro ad escursionisti in zone ubicate in
luoghi favorevoli ad escursioni, anche in prossimità di centri
abitati.
3. Lo specifico atto di Giunta regionale di cui all'articolo 3,
comma 2, definisce i requisiti e le condizioni di esercizio dei
rifugi alpini ed escursionistici.
4. I rifugi sono gestiti, di norma, da enti pubblici, enti di carattere
morale o religioso, associazioni operanti senza scopo di lucro. I
rifugi possono essere gestiti anche da altri operatori privati,
previa convenzione con il Comune, che regolamenti le tariffe e
le condizioni di esercizio dell'attività.

ARTICOLO 10
Affittacamere
1. Sono esercizi di affittacamere le strutture, gestite in forma
imprenditoriale, composte da non più di sei camere destinate a
clienti, ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati in
uno stesso stabile, nelle quali sono forniti alloggio ed
eventualmente servizi complementari. Le caratteristiche
strutturali ed igienico-edilizie dei locali adibiti ad attività di
affittacamere sono quelle previste per i locali di civile abitazione
dai regolamenti comunali edilizi e di igiene.
2. L'attività di affittacamere può essere esercitata in modo
complementare rispetto ad un esercizio di ristorazione qualora
sia svolta da uno stesso titolare e gestore in una struttura
immobiliare unitaria. In tal caso l'esercizio può assumere la
specificazione tipologica di "locanda".

ARTICOLO 11
Case e appartamenti per vacanze
1. Sono case e appartamenti per vacanza gli immobili composti
da uno o più locali, arredati e dotati di servizi igienici e cucine
autonome, gestiti in forma imprenditoriale, per l'affitto ai turisti,
senza offerta di servizi centralizzati ad eccezione del servizio di
ricevimento e di recapito, nel corso di una o più stagioni
turistiche con contratti aventi validità non superiore a cinque
mesi consecutivi.
2. Ai fini di cui al comma 1 è considerata gestione in forma
imprenditoriale quella che viene esercitata da chi ha la
proprietà o l'usufrutto di oltre tre case o appartamenti e li
concede in locazione con le modalità e nei limiti di cui al
comma 1. E', inoltre, considerata gestione in forma
imprenditoriale quella esercitata anche su di un numero
inferiore di unità abitative da imprese, comprese le agenzie
immobiliari che operano nel campo del turismo, che hanno in
gestione a qualsiasi titolo case o appartamenti per la locazione
a turisti con le modalità di cui al comma 1.

ARTICOLO 12
Appartamenti ammobiliati per uso turistico
1. Non sono soggetti alla disciplina dell'esercizio di case e
appartamenti per vacanze i proprietari o usufruttuari che danno
in locazione a turisti case e appartamenti, in numero non
superiore a tre, nel corso di una o più stagioni turistiche, con
contratti aventi validità non superiore a sei mesi consecutivi,
senza la fornitura di servizi aggiuntivi e sempre che l'attività non
sia organizzata in forma di impresa.
2. Coloro che intendono dare alloggio a turisti in appartamenti o
case ne danno comunicazione al Comune, di norma, entro il 31
marzo nelle località a turismo estivo, entro il 31 ottobre nelle
località a turismo invernale ed entro il 31 gennaio nelle restanti
località. In ogni caso tale comunicazione è inviata almeno
cinque giorni prima della data di inizio della prima locazione.
3. Gli stessi soggetti comunicano alla Provincia i dati sulla
consistenza ricettiva e sul movimento dei clienti secondo le
modalità indicate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) e
sono soggetti alla normativa in materia di pubblica sicurezza.

ARTICOLO 13
Attività saltuaria di alloggio e prima colazione
1. Si intende per esercizio saltuario di alloggio e prima
colazione e può assumere l'identificazione di bed & breakfast
l'attività di ospitalità e somministrazione della prima colazione
nell'abitazione di residenza e dimora, avvalendosi della
normale conduzione familiare, senza la fornitura di servizi
aggiuntivi e in ogni caso senza organizzazione in forma
d'impresa, in non più di tre stanze e con un massimo di sei
posti letto, più un eventuale letto aggiunto per stanza in caso di
minori di dodici anni. L'ospitalità può essere fornita per un
massimo di centoventi giorni nell'arco del periodo di
disponibilità all'accoglienza o, in alternativa, per un massimo di
cinquecento pernottamenti nell'arco dell'anno solare. Il marchio
d'identificazione B&B, sulla base del modello approvato dalla
Regione, può essere affisso all'esterno dell'abitazione.
2. Le caratteristiche strutturali ed igienico-edilizie dei locali
adibiti all'ospitalità di cui al comma 1 sono quelle previste per i
locali di civile abitazione dai regolamenti comunali edilizi e di
igiene.
3. Ulteriori eventuali caratteristiche vincolanti sono indicate
nell'atto di Giunta regionale di cui all'articolo 3, comma 2.
4. L'attività di cui al comma 1 è intrapresa previa denuncia
d'inizio attività al Comune in cui l'abitazione è ubicata ed è
esercitata nel rispetto delle vigenti norme e prescrizioni in
materia edilizia, urbanistica, di pubblica sicurezza,
igienico-sanitaria e di destinazione d'uso dei locali. L'attività di
cui al comma 1 è soggetta ai controlli previsti per le strutture
extralberghiere specificati all'articolo 18, comma 2 nei periodi di
disponibilità all'accoglienza ed alle sanzioni previste all'articolo
36, comma 2 in caso di omessa denuncia d'inizio attività,
nonché alle disposizioni previste in caso di attività irregolare
all'articolo 36, comma 9 e agli articoli 25 e 26.
5. Coloro che svolgono l'attività di cui al comma 1 sono tenuti a
comunicare al Comune e alla Provincia, entro la data d'inizio
dell'attività e, comunque, entro il 1 ottobre di ogni anno, i periodi
di disponibilità all'accoglienza nell'arco dell'anno e i prezzi
massimi applicati con validità dal 1 gennaio dell'anno
successivo. Nella stanza ove si effettua l'ospitalità è esposto il
cartellino prezzi. Gli stessi soggetti comunicano, inoltre, alla
Provincia i dati sul movimento dei clienti secondo le modalità
indicate dall'ISTAT.

ARTICOLO 14
Strutture ricettive all'aria aperta non aperte al pubblico
1. Sono strutture ricettive all'aria aperta non aperte al pubblico
le strutture organizzate e gestite da enti, associazioni e
cooperative, che ospitano unicamente soci o dipendenti dei
suddetti organismi e loro familiari. Le caratteristiche di tali
strutture sono definite dall'atto di Giunta regionale di cui
all'articolo 3, comma 2 riguardante le strutture ricettive all'aria
aperta. L'apertura e la gestione di tali complessi è soggetta ad
autorizzazione comunale. Le strutture ricettive non aperte al
pubblico sono realizzabili nelle aree definite dagli strumenti
urbanistici comunali vigenti.

ARTICOLO 15
Aree attrezzate di sosta temporanea
1. I Comuni, per consentire la sosta di caravan, autocaravan,
camper e simili mezzi mobili di pernottamento al di fuori delle
strutture ricettive all'aperto di cui alla presente legge, possono
istituire aree attrezzate, riservate esclusivamente alla sosta
temporanea e al parcheggio di tali mezzi, compatibilmente con i
loro strumenti urbanistici, o autorizzare privati alla realizzazione
e alla gestione di tali aree. Le aree attrezzate sono realizzate nel
rispetto dell'atto di Giunta regionale di cui all'articolo 3, comma
2 riguardante le strutture ricettive all'aria aperta nonché delle
disposizioni di cui all'articolo 185, comma 7, del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) e
del relativo regolamento di esecuzione.
2. I Comuni, quando istituiscono direttamente le aree di sosta,
possono provvedere alla loro gestione anche mediante
apposite convenzioni con terzi soggetti.
3. Nelle aree di cui al comma 1 la permanenza è permessa per
un periodo massimo di settantadue ore consecutive.

TITOLO III
AUTORIZZAZIONI

ARTICOLO 16
Autorizzazione all'esercizio dell'attività ricettiva alberghiera e
dell'attività ricettiva all'aria aperta
1. L'apertura delle strutture ricettive alberghiere e delle strutture
ricettive all'aria aperta e delle loro dipendenze è subordinata
alla preventiva autorizzazione del Comune nel cui territorio è
ubicato l'esercizio.
2. In caso di subentro nella titolarità o nella gestione
dell'esercizio, qualora non siano apportate modifiche strutturali
e il nuovo titolare o gestore sia in possesso dei requisiti
soggettivi per lo svolgimento dell'attività e confermi la classifica
assegnata, l'autorizzazione è sostituita dalla denuncia d'inizio
attività.
3. L'autorizzazione è subordinata alla preventiva assegnazione
della classifica sia per la struttura principale che per le
dipendenze e indica, inoltre, la denominazione, la capacità
ricettiva, il periodo di apertura stagionale o annuale,
l'ubicazione.

ARTICOLO 17
Validità
1. L'autorizzazione ha carattere permanente e conserva la sua
validità fino a quando non si verifichi una causa di
sospensione, revoca o decadenza.

ARTICOLO 18
Adempimenti amministrativi per l'apertura di strutture ricettive
extralberghiere
1. L'attività delle strutture ricettive extralberghiere è intrapresa a
seguito di denuncia d'inizio attività inviata al Comune nel cui
territorio è ubicata la struttura, redatta su modulo predisposto
dal Comune sulla base del modello regionale approvato con
determinazione del dirigente competente, indicante il nome del
titolare, la capacità ricettiva, il periodo di apertura e l'ubicazione
della struttura; per le case per ferie e gli ostelli sono, inoltre,
indicati i soggetti che possono utilizzare la struttura. La
denuncia d'inizio attività è inviata per conoscenza anche al
Comune dove ha sede l'impresa che gestisce case e
appartamenti per vacanza.
2. Il Comune può in ogni momento verificare la sussistenza dei
requisiti dichiarati, la veridicità delle certificazioni e delle
dichiarazioni prodotte e le condizioni di esercizio delle strutture.

ARTICOLO 19
Somministrazione di alimenti e bevande
1. L'autorizzazione all'esercizio di attività ricettiva alberghiera e
di attività ricettiva all'aria aperta abilita ad effettuare, unitamente
al servizio ricettivo, la somministrazione di alimenti e bevande
alle persone alloggiate, ai loro ospiti e a coloro che sono
ospitati nella struttura ricettiva in occasione di manifestazioni e
convegni organizzati. L'autorizzazione abilita, altresì, alla
fornitura di giornali, riviste, pellicole per uso fotografico e di
registrazione audiovisiva, cartoline e francobolli, gadget e
souvenir alle persone alloggiate, nonché ad installare, ad uso
esclusivo di dette persone, attrezzature e strutture a carattere
ricreativo, per le quali è fatta salva la vigente disciplina in
materia di sicurezza e di igiene e sanità.

2. L'eventuale somministrazione di alimenti e bevande nelle
strutture extralberghiere, ad eccezione di quelle di cui all'articolo
11, è limitata alle persone alloggiate, ai loro ospiti e a coloro
che sono ospitati nella struttura ricettiva in occasione di
manifestazioni e convegni organizzati. Agli stessi soggetti può
essere effettuata la fornitura di giornali, riviste, pellicole per uso
fotografico e di registrazione audiovisiva, cartoline e francobolli,
gadget e souvenir. E' possibile, altresì, installare ad uso
esclusivo di dette persone attrezzature e strutture a carattere
ricreativo, per le quali è fatta salva la vigente disciplina in
materia di sicurezza e di igiene e sanità.

3. La somministrazione di alimenti e bevande al pubblico nelle
strutture ricettive è soggetta ad apposita autorizzazione
rilasciata ai sensi della legge regionale 26 luglio 2003, n. 14
(Disciplina dell'esercizio delle attività di somministrazione di
alimenti e bevande) ed è rilasciabile anche ad un soggetto
diverso dal gestore del servizio di alloggio, purché ricorrano
tutte le condizioni e i requisiti previsti all'articolo 4, comma 5,
della presente legge ai fini del riconoscimento della gestione
unitaria.

ARTICOLO 20
Rappresentanza
1. La gestione dell'attività e di singoli servizi è effettuata anche
tramite rappresentanti, purché gli stessi siano in possesso dei
requisiti soggettivi per lo svolgimento dell'attività.
2. L'autorizzazione ad enti, associazioni, società e
organizzazioni è rilasciata solo quando sia stato dagli stessi
designato un rappresentante con funzioni di gestore. Per le
strutture ricettive extralberghiere la nomina del gestore è
indicata nella denuncia d'inizio attività.

ARTICOLO 21
Esercizio dell'attività ricettiva. Requisiti, condizioni e obblighi del
gestore
1. L'esercizio dell'attività ricettiva alberghiera, extralberghiera e
all'aria aperta è subordinato all'iscrizione da parte del titolare o
del gestore al Registro delle imprese ed al possesso, da parte
degli stessi soggetti, dei requisiti previsti dalla normativa in
materia di pubblica sicurezza e alla non sussistenza di cause
di divieto, di decadenza o di sospensione stabilite dalla legge
dello Stato.
2. L'esercizio delle attività ricettive è soggetto alle vigenti norme,
prescrizioni e autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica,
igienico-sanitaria e di pubblica sicurezza nonché a quelle sulla
destinazione d'uso dei locali e degli edifici.
3. Il titolare o il gestore di strutture ricettive:
a) comunica preventivamente al Comune ogni variazione degli
elementi contenuti nell'autorizzazione o dichiarati in sede di
denuncia d'inizio attività;
b) dà alloggio esclusivamente nel rispetto delle disposizioni
statali in materia di pubblica sicurezza;
c) comunica i dati sulla consistenza ricettiva e sul movimento
dei clienti alle Province secondo le modalità indicate dall'ISTAT,
nel rispetto della normativa vigente in materia;
d) presenta, altresì, la dichiarazione prezzi alla Provincia con le
modalità specificate all'articolo 32.
4. Il titolare o il gestore di strutture ricettive comunica i periodi di
apertura e chiusura delle strutture ricettive al Comune, entro i
termini previsti per l'invio della comunicazione dei prezzi e delle
caratteristiche delle strutture ricettive alle Province. Eventuali
aperture straordinarie nei limiti stabiliti dall'articolo 4, comma 2
sono preventivamente comunicate al Comune. Eventuali
chiusure della struttura, nei periodi di apertura comunicati,
sono preventivamente comunicate al Comune e non possono
superare complessivamente trenta giorni in caso di apertura
annuale e venti giorni in caso di apertura stagionale nell'arco
dell'anno solare. Il Comune può, inoltre, autorizzare chiusure
per periodi superiori per fondate ragioni o in caso di
ristrutturazione degli edifici.
5. Le imprese che gestiscono case e appartamenti per
vacanze, comprese le agenzie immobiliari che operano nel
campo del turismo, comunicano, anche attraverso le loro sedi
locali, nel momento della presentazione della denuncia d'inizio
attività e comunque entro il 1 ottobre di ogni anno, l'elenco delle
case e appartamenti gestiti al Comune e alla Provincia ove gli
stessi sono ubicati, redatto su apposita modulistica. Tali
comunicazioni, qualora riportino i prezzi e le caratteristiche delle
strutture ricettive, sostituiscono le comunicazioni di cui al
comma 3, lettera d) e al comma 4 e, qualora intervengano
modifiche o si acquisisca la gestione di ulteriori unità abitative,
sono aggiornate trimestralmente e comunque prima della
locazione delle unità abitative stesse.
6. L'autorizzazione all'apertura e alla gestione di strutture
ricettive all'aria aperta e delle strutture ricettive alberghiere è
subordinata alla stipula, da parte del titolare o gestore, di
un'assicurazione per rischi di responsabilità civile nei confronti
dei clienti e al suo periodico rinnovo. In caso di inottemperanza
a quest'obbligo il Comune sospende l'autorizzazione
all'esercizio della struttura fino a che si sia ottemperato
all'obbligo.
7. I titolari, i gestori e i loro rappresentanti sono responsabili
dell'osservanza della presente legge e rispondono in solido del
pagamento delle sanzioni amministrative.

ARTICOLO 22
Denominazione
1. Ciascuna azienda ricettiva assume una propria specifica
denominazione all'interno del territorio comunale diversa da
quelle già esistenti. In caso si intenda utilizzare la medesima
denominazione per strutture di diversa tipologia, è necessario
l'assenso scritto del titolare dell'azienda che per prima ha
ottenuto la denominazione. In caso di azienda cessata è
necessario l'assenso scritto del titolare dell'azienda cessata,
fatta salva l'applicazione delle norme del codice civile vigenti in
materia.

ARTICOLO 23
Sospensione
1. Fatte salve le sanzioni pecuniarie previste all'articolo 36,
l'autorizzazione può essere sospesa per un periodo da cinque
a trenta giorni quando non siano rispettate in tutto o in parte le
condizioni previste nell'autorizzazione medesima o vengano
accertate gravi irregolarità nella conduzione dell'attività.
2. Qualora sia accertato il venir meno della rispondenza dello
stato dei locali ai criteri stabiliti per l'esercizio dell'attività dalle
vigenti norme, prescrizioni e autorizzazioni in materia edilizia,
urbanistica e igienico-sanitaria nonché da quelle sulla
destinazione d'uso dei locali e degli edifici, il titolare è sospeso
dall'attività nel rispetto dell'articolo 17ter del regio decreto 18
giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza).
3. In caso di recidiva l'autorizzazione può essere revocata.

ARTICOLO 24
Decadenza e revoca
1. L'autorizzazione decade qualora, salvo proroga in caso di
comprovata necessità, l'esercizio non sia stato attivato entro
centottanta giorni dalla data del rilascio.
2. L'autorizzazione è revocata dal Comune quando:
a) il titolare o il gestore non risulti più iscritto al Registro delle
imprese;
b) il titolare o il gestore, sospeso dall'attività ai sensi
dell'articolo 17ter del regio decreto n. 773 del 1931, non abbia
provveduto alla regolarizzazione nei tempi stabiliti;
c) l'attività sia sospesa, durante il periodo di apertura
comunicato, per un periodo superiore a novanta giorni
consecutivi o altro termine accordato ai sensi dell'articolo 21,
comma 4;
d) quando vengano meno gli ulteriori requisiti soggettivi od
oggettivi in base ai quali l'autorizzazione è stata concessa.

ARTICOLO 25
Divieto di prosecuzione dell'esercizio delle attività ricettive
extralberghiere
1. Le attività ricettive extralberghiere possono essere oggetto di
provvedimento di sospensione dell'attività per un periodo da
cinque a trenta giorni, fatte salve le sanzioni pecuniarie previste
dall'articolo 36, quando non siano rispettate, in tutto o in parte,
le condizioni minime per l'esercizio dell'attività stessa o
vengano accertate gravi irregolarità nella conduzione o nei casi
previsti dal regio decreto n. 773 del 1931.
2. In caso di recidiva o nei casi previsti dal regio decreto n. 773
del 1931, il Comune vieta il proseguimento dell'esercizio
dell'attività.
3. Qualora non sussista o venga meno uno dei requisiti per
l'esercizio dell'attività ricettiva extralberghiera, il titolare può
essere oggetto di provvedimento di divieto di prosecuzione
dell'attività da parte del Comune, salvo che l'interessato non
provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i
suoi effetti entro il termine prefissatogli dall'amministrazione
stessa.

ARTICOLO 26
Reclami per carenza dei servizi
1. Gli ospiti di strutture ricettive che abbiano accertato carenza
nella gestione e nei servizi dei complessi ricettivi, rispetto a
quelli denunciati, possono presentare reclamo, debitamente
sottoscritto, al Comune di competenza per segnalare tali
carenze. In caso di accertate violazioni i Comuni provvedono
all'applicazione delle sanzioni di competenza previste.
2. Gli uffici di informazione e accoglienza turistica (IAT) di cui
all'articolo 4, comma 1, lettera a) della legge regionale 4 marzo
1998, n. 7 (Organizzazione turistica regionale - Interventi per la
promozione e commercializzazione turistica - Abrogazione delle
leggi regionali 5 dicembre 1996, n. 47, 20 maggio 1994, n. 22,
25 ottobre1993, n. 35 e parziale abrogazione della L.R. 9
agosto 1993, n. 28) sono competenti a ricevere i reclami degli
utenti e trasmetterli agli uffici comunali di competenza.

TITOLO IV
CLASSIFICAZIONE

ARTICOLO 27
Nozione
1. Le aziende ricettive alberghiere ed i complessi turistici all'aria
aperta e le loro dipendenze sono classificati sulla base delle
caratteristiche indicate negli specifici atti di Giunta regionale di
cui all'articolo 3, comma 2 ed in base alla tipologia e vengono
contrassegnati con un sistema che va da una a cinque stelle,
come segue:
a) alberghi da una a cinque stelle o cinque stelle lusso;
b) residenze turistico-alberghiere da due a quattro stelle;
c) campeggi da una a quattro stelle;
d) villaggi turistici da due a quattro stelle.
2. Le strutture ricettive extralberghiere, indicate nell'atto di
Giunta regionale di cui all'articolo 3, comma 2 sono classificate
in prima, seconda o terza categoria sulla base delle
caratteristiche definite nello stesso atto.
3. E' esposta in modo ben visibile, all'esterno ed all'interno
della struttura ricettiva, la targa distintiva di classificazione
conforme ai modelli regionali approvati con determinazione del
dirigente competente, da cui si rilevi la categoria o il numero di
stelle assegnate.

ARTICOLO 28
Dipendenze
1. Le strutture ricettive alberghiere possono essere costituite da
più immobili nelle immediate vicinanze della casa madre o da
più strutture nello stesso immobile, purché le stesse siano
adeguatamente riconoscibili e purché sulla dipendenza sia
apposta l'apposita targa di classificazione. Sono dipendenze gli
immobili e le strutture diversi della sede principale, che
facciano riferimento alla sede principale per i servizi generali e,
di norma, per il servizio di ricevimento. Le dipendenze sono
classificate sulla base dei requisiti posseduti.
2. Le dipendenze di strutture ricettive all'aria aperta sono
ubicate nelle immediate vicinanze della struttura principale,
sono recintate e sono classificate sulla base dei requisiti
posseduti così come stabilito nello specifico atto di Giunta
regionale di cui all'articolo 3, comma 2. Qualora le dipendenze
contengano prevalentemente servizi o strutture collettive le
stesse concorrono a formare il livello complessivo di
classificazione.

ARTICOLO 29
Assegnazione
1. L'attribuzione del livello di classificazione delle strutture
ricettive alberghiere e all'aria aperta è effettuata dal Comune a
seguito della richiesta di autorizzazione. L'assegnazione si
basa sugli elementi desumibili da apposita dichiarazione
prodotta dal titolare o dal gestore della struttura con cui lo
stesso formula anche la richiesta del livello di classificazione
ed è effettuata previa verifica del possesso dei requisiti minimi
previsti dallo specifico atto di Giunta regionale di cui all'articolo
3, comma 2 per il livello di classifica richiesto. La dichiarazione
è redatta su modulo conforme al modello regionale approvato
con determinazione del dirigente competente. Il Comune,
qualora accerti la non corrispondenza dei requisiti posseduti ai
contenuti della dichiarazione, procede d'ufficio alla loro rettifica
e all'assegnazione della classificazione, fatta salva
l'applicazione delle sanzioni previste all'articolo 37.
2. Per le strutture di nuova realizzazione la dichiarazione
riguardante la classifica è compilata in via provvisoria sulla
base del progetto edilizio autorizzato e degli elementi dichiarati.
Qualora si determinino delle difformità o un diverso livello di
classifica, entro novanta giorni dall'inizio dell'attività, il titolare
dell'autorizzazione rettifica o integra la precedente dichiarazione
oppure può presentare una nuova dichiarazione sostitutiva.
3. Il livello di classificazione delle strutture ricettive
extralberghiere, ove previsto, è dichiarato in sede di denuncia
d'inizio attività. Nel caso in cui i requisiti posseduti non
corrispondano a quanto dichiarato si applicano le sanzioni
previste all'articolo 37. Il Comune, qualora accerti la non
corrispondenza dei requisiti posseduti ai contenuti della
dichiarazione, procede d'ufficio alla loro rettifica e alla
assegnazione della classificazione, fatta salva l'applicazione
delle sanzioni previste all'articolo 37.

ARTICOLO 30
Validità
1. La classificazione ha validità a tempo indeterminato.
2. In caso di modifica dei requisiti che hanno determinato il
livello di classificazione ottenuto, il titolare e il gestore della
struttura ricettiva presentano, entro novanta giorni dall'avvenuta
modifica, una nuova dichiarazione all'ufficio comunale
competente per la revisione del livello di classifica.
3. Qualora la carenza di requisiti, verificata anche a seguito di
esposti o reclami, determini un livello dei servizi inferiore al
minimo richiesto per l'esercizio dell'attività, il Comune assegna
un termine per l'integrazione dei requisiti minimi, trascorso il
quale provvede alla revoca dell'autorizzazione o impone il
divieto di prosecuzione dell'attività.
4. Il Comune può procedere in ogni momento, anche d'ufficio,
alla rettifica della classificazione qualora accerti che una
struttura ricettiva non possieda i requisiti minimi per il livello di
classificazione posseduto.

ARTICOLO 31
Ricorso
1. Contro il provvedimento di classificazione adottato d'ufficio è
ammesso ricorso in opposizione al Comune, entro trenta giorni
dalla data di notificazione dell'atto, il quale decide nei
successivi novanta giorni.

TITOLO V
DISCIPLINA DEI PREZZI E RILEVAZIONI STATISTICHE

ARTICOLO 32
Disciplina dei prezzi delle strutture ricettive
1. I titolari o gestori delle strutture ricettive alberghiere all'aria
aperta ed extralberghiere comunicano alla Provincia
territorialmente competente, anche in via telematica, secondo
le indicazioni da essa fornite, i prezzi massimi dei servizi offerti,
eventualmente distinti in bassa e alta stagione sulla base delle
indicazioni stabilite dalle Province, le caratteristiche delle
strutture nonché i periodi di apertura. La comunicazione è
inviata entro il 1 ottobre di ogni anno con validità dal 1 gennaio
dell'anno successivo. E' consentita un'ulteriore comunicazione
entro il 1 marzo dell'anno successivo per la variazione di prezzi
in aumento che si intendono applicare a valere dal 1 giugno
dello stesso anno. Per le zone montane i prezzi comunicati
entro il 1 ottobre hanno validità dal 1 dicembre successivo.
2. La Provincia trasmette le dichiarazioni dei prezzi e delle
caratteristiche delle strutture, anche per via telematica, all'Ente
nazionale italiano per il turismo (ENIT); la Regione può
richiedere la trasmissione delle dichiarazioni medesime
secondo le modalità definite con atto del dirigente competente.
3. Per le nuove strutture ricettive o in caso di riattivazione
dell'esercizio a seguito di sospensione dell'attività la
comunicazione dei prezzi è presentata entro la data dell'inizio o
della ripresa dell'attività.
4. In caso di subentro nella gestione di strutture ricettive il
titolare o il gestore subentrante trasmette alla Provincia una
nuova comunicazione dei prezzi solo qualora intenda applicare
prezzi superiori a quelli dichiarati dal precedente gestore.
5. La mancata o incompleta comunicazione entro i termini
previsti comporta l'impossibilità di applicare o pubblicizzare
prezzi superiori a quelli indicati nell'ultima regolare
comunicazione.
6. Le informazioni relative alle caratteristiche delle strutture
ricettive possono essere pubblicizzate solo se conformi ai dati
comunicati alla Provincia.
7. I titolari o gestori delle strutture ricettive che pubblicizzano
prezzi inferiori a quelli comunicati ne indicano chiaramente il
periodo di validità e le condizioni di applicazione. In assenza di
tali specifiche l'offerta deve intendersi come generalizzata e
valida per tutto l'anno solare in corso.
8. Nel caso previsto dal comma 7 il cliente può pretendere
l'applicazione delle tariffe inferiori pubblicizzate.
9. I prezzi denunciati si intendono comprensivi di imposta sul
valore aggiunto (IVA) e di quanto non espressamente escluso.

ARTICOLO 33
Pubblicità dei prezzi
1. I Prezzi dei servizi praticati nell'anno in corso, conformi a
quanto dichiarato in sede di dichiarazione dei prezzi, sono
riepilogati in una tabella esposta in modo ben visibile al
pubblico nel luogo di ricevimento.
2. Il prezzo dei servizi di pernottamento è riportato su un
cartellino prezzi esposto in modo ben visibile al pubblico, in
ogni camera, unità abitativa o suite, conformemente ai
contenuti della tabella di cui al comma 1.
3. Nei campeggi, in luogo dei cartellini dei prezzi di cui al
comma 2, è possibile fornire agli ospiti un prospetto
riepilogativo dei prezzi praticati. Le unità abitative fisse
rimangono soggette all'obbligo di cui al comma 2.
4. La Provincia predispone, sulla base delle indicazioni
regionali, i modelli della tabella e cartellino prezzi di cui ai
commi 1 e 2.

ARTICOLO 34
Reclami per irregolare applicazione di prezzi
1. Gli ospiti delle strutture ricettive, cui siano stati applicati prezzi
superiori a quelli indicati nella prescritta tabella o superiori a
quanto dichiarato nella dichiarazione dei prezzi o pubblicizzato
in altre forme, possono presentare reclamo alla Provincia in cui
la struttura è ubicata, fatta salva ogni ulteriore richiesta di natura
civilistica.
2. Gli uffici IAT sono competenti a ricev [ . . . ]

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