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Regione Emilia Romagna - Vigilanza e controllo dell'attività edilizia ed applicazione della normativa statale di cui all'articolo 32 del DL 30 settembre 2003 n. 269, convertito con modiifiche dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.(condono edilizio)

IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA
LA SEGUENTE LEGGE:


TITOLO I
VIGILANZA SULL’ATTIVITA' EDILIZIA E SANZIONI

Capo I
Principi generali


ARTICOLO 1

Finalità della legge

1. La presente legge, in ossequio al principio di leale
collaborazione istituzionale, persegue la salvaguardia del
territorio e dell’ambiente, quale interesse primario della
comunità regionale.

2. Le norme in materia di vigilanza e controllo dell’attività
urbanistico edilizia stabilite dalla presente legge sono ispirate
all’esigenza di assicurare un ordinato sviluppo del territorio
secondo quanto previsto dalla pianificazione territoriale e
urbanistica, garantendo la tutela assoluta delle risorse
ambientali e demaniali, del paesaggio e del patrimonio storico
ed architettonico presenti nella regione.







ARTICOLO 2

Vigilanza sull’attività urbanistico edilizia

1. I Comuni, anche in forma associata, esercitano la vigilanza
sull’attività urbanistico edilizia, anche attraverso i controlli di cui
agli articoli 11 e 17 della legge regionale 25 novembre 2002, n.
31 (Disciplina generale dell’edilizia), per assicurare la
rispondenza degli interventi alle norme di legge e di
regolamento, alle prescrizioni degli strumenti urbanistici ed
edilizi, nonché alle modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi.

2. I Comuni, per le attività previste dalla presente legge,
possono avvalersi della collaborazione dell'Istituto per i Beni
Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna
(IBACN).

3. I compiti di vigilanza sono svolti dal dirigente o dal
responsabile dello Sportello unico per l’edilizia, di seguito
denominato “Sportello unico per l’edilizia”, secondo le modalità
stabilite dalla presente legge, dallo Statuto del Comune e dai
regolamenti comunali.

4. Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria provvedono, a
norma dell’articolo 27, comma 4, del decreto del Presidente
della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia
(Testo A) ) a dare comunicazione all’Autorità giudiziaria, alla
Regione, alla Provincia, allo Sportello unico per l’edilizia ed al
competente organo periferico del Ministero per i beni e le attività
culturali nei casi di opere abusive realizzate sugli immobili di
cui all’articolo 9, commi 4 e 5, delle presunte violazioni
urbanistico edilizie riscontrate nei luoghi in cui sono realizzate
le opere. Lo Sportello unico per l’edilizia verifica, entro trenta
giorni dalla comunicazione, la regolarità delle opere e dispone
gli atti conseguenti.

5. Il segretario comunale redige e pubblica mensilmente,
mediante affissione nell'albo comunale, i dati relativi agli
immobili e alle opere realizzati abusivamente, oggetto dei
rapporti degli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, delle
relative ordinanze di sospensione e dei conseguenti
provvedimenti sanzionatori, e trasmette i dati anzidetti
all'Autorità giudiziaria competente, al Presidente della Giunta
provinciale, al Presidente della Giunta regionale e, tramite
l'Ufficio territoriale del Governo, al Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti.

6. Al fine di consentire il monitoraggio e la vigilanza sul
fenomeno dell’abusivismo edilizio, la Giunta regionale detta
indirizzi in merito ai contenuti della relazione mensile di cui al
comma 4 e stabilisce le modalità di raccolta, elaborazione e
trattamento dei dati e delle informazioni, relativi agli illeciti
accertati e ai conseguenti provvedimenti amministrativi assunti
ai sensi della presente legge.

7. Per assicurare l'incremento dell'attività di vigilanza e di
controllo, i Comuni, in carenza di organici, possono utilizzare,
come forma incentivante alla partecipazione del proprio
personale dipendente a progetti finalizzati, sia parte dei proventi
di cui all'articolo 21 della presente legge che la quota-parte del
contributo di costruzione prevista dall'articolo 27, comma 5,
della legge regionale n. 31 del 2002, nel rispetto della
disciplina contrattuale relativa al trattamento economico dei
dipendenti.







ARTICOLO 3

Vigilanza su opere di amministrazioni statali e su opere della
Regione, delle Province e dei Comuni

1. Per le opere eseguite da amministrazioni statali, qualora sia
accertata l'inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità di
cui all’articolo 2, comma 1, lo Sportello unico per l’edilizia
informa immediatamente la Regione e il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, al quale compete, d’intesa con il
Presidente della Giunta regionale, l’adozione dei provvedimenti
previsti dall’articolo 4.

2. Per le opere eseguite da amministrazioni regionali,
provinciali e comunali, qualora sia accertata l'inosservanza
delle norme, prescrizioni e modalità di cui all’articolo 2, comma
1, lo Sportello unico per l’edilizia informa rispettivamente il
Presidente della Giunta regionale, il Presidente della Provincia
o il Sindaco, ai quali spetta l’adozione dei provvedimenti previsti
dall’articolo 4.








ARTICOLO 4

Sospensione dei lavori ed assunzione dei provvedimenti
sanzionatori

1. Qualora sia accertata dai competenti uffici comunali, d’ufficio,
nel corso dei controlli previsti dagli articoli 11 e 17 della legge
regionale n. 31 del 2002, su denuncia dei cittadini o su
comunicazione degli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria,
l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità di cui
all’articolo 2, comma 1, lo Sportello unico per l’edilizia, nei
successivi quindici giorni, ordina l’immediata sospensione dei
lavori che ha effetto fino all’esecuzione dei provvedimenti
definitivi. L’accertamento in corso d’opera delle variazioni
minori, di cui all’articolo 19 della legge regionale n. 31 del
2002, non dà luogo alla sospensione dei lavori.

2. L’atto di sospensione dei lavori è comunicato al titolare del
titolo abilitativo, al committente, al costruttore e al direttore dei
lavori, nonché al proprietario qualora sia soggetto diverso dai
precedenti. Detta comunicazione costituisce avviso di avvio del
procedimento per l’adozione dei provvedimenti sanzionatori di
cui al Capo II, ai sensi dell’articolo 7 della legge 7 agosto 1990,
n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento
amministrativo e di diritto di accesso ai documenti
amministrativi).

3. Entro quarantacinque giorni dall'ordine di sospensione, lo
Sportello unico per l'edilizia adotta e notifica ai soggetti di cui al
comma 2 i provvedimenti sanzionatori previsti dal Capo II della
presente legge.








ARTICOLO 5

Compiti della Provincia

1. La Provincia provvede alla raccolta ed elaborazione dei dati e
degli elementi conoscitivi sull’abusivismo edilizio, nell'ambito
delle attività di monitoraggio previste dall'articolo 6, comma 2,
lettera a). Essa fornisce agli Sportelli unici per l'edilizia il
supporto tecnico e giuridico-amministrativo per l’esercizio delle
funzioni di vigilanza e controllo sull’attività urbanistico edilizia.

2. La Giunta provinciale assume in via sostitutiva i
provvedimenti eventualmente necessari di sospensione dei
lavori e di irrogazione delle sanzioni amministrative stabilite dal
Capo II della presente legge in caso di inerzia dello Sportello
unico per l'edilizia, protrattasi per quindici giorni dalla scadenza
del termine:

a) per la verifica della regolarità delle opere, di cui all'articolo 2,
comma 4;

b) per l'emanazione dell'ordine di sospensione dei lavori, di cui
all'articolo 4, comma 1;

c) per l'adozione dei provvedimenti sanzionatori definitivi, di cui
all'articolo 4, comma 3;

d) per l’attuazione delle demolizioni delle opere abusive, di cui
all’articolo 23, comma 1.

3. I provvedimenti sostitutivi previsti dal comma 2 sono emanati
anche attraverso la nomina di un commissario ad acta, previa
diffida a provvedere, entro un congruo termine comunque non
inferiore a quindici giorni, al compimento degli atti dovuti ovvero
alla comunicazione delle ragioni del ritardo. I medesimi
provvedimenti sono inviati all'amministrazione comunale e alla
Regione e sono contestualmente comunicati alla competente
Autorità giudiziaria, ai fini dell'esercizio dell'azione penale.

4. Per l'esercizio delle funzioni previste dal comma 2, la
Provincia può richiedere allo Sportello unico per l'edilizia
informazioni ed elementi conoscitivi in merito agli esiti istruttori
delle verifiche realizzate e allo stato dei procedimenti
sanzionatori.








ARTICOLO 6

Compiti della Regione

1. La Giunta regionale svolge la funzione di coordinamento
dell'esercizio dei compiti di vigilanza e controllo sull'attività
urbanistico-edilizia.

2. La Giunta regionale in particolare:

a) predispone, d'intesa con la Conferenza Regione-Autonomie
locali, un sistema informativo articolato a livello regionale,
provinciale e comunale, per la conoscenza e valutazione
dell'abusivismo edilizio e per la verifica del regolare
svolgimento e conclusione dei procedimenti diretti
all'applicazione delle sanzioni previste dal Capo II della
presente legge, anche ai fini dell'esercizio dei poteri sostitutivi
provinciali. Il sistema informativo assicura modalità di
consultazione delle informazioni e dei dati disponibili da parte
delle amministrazioni, delle associazioni costituite per la tutela
di interessi diffusi e dei soggetti interessati;

b) specifica i metodi di rilevazione, elaborazione e
aggiornamento dei dati conoscitivi e delle informazioni indicate
dalla lettera a) e stabilisce le modalità di coordinamento e
collaborazione tra gli enti;

c) gestisce il fondo di rotazione per le spese di demolizione di
cui all'articolo 25;

d) promuove e coordina i programmi per il rilevamento
periodico delle trasformazioni del territorio, previsti dall'articolo
7;

e) promuove la conclusione di un accordo con il Corpo
forestale dello Stato e con le associazioni delle Autonomie
locali, per lo sviluppo di modalità di collaborazione e di
integrazione nell'esercizio dei compiti di controllo e tutela del
territorio e di vigilanza sull'attività urbanistico edilizia.

3. Il Consiglio regionale può adottare atti di indirizzo e
coordinamento tecnico per assicurare l'omogeneo esercizio, da
parte dei Comuni e delle Province, delle funzioni di vigilanza e
controllo sull'attività edilizia, in applicazione della disciplina
prevista dalla presente legge.








ARTICOLO 7

Rilevamenti periodici delle trasformazioni del territorio

1. La Regione promuove e coordina il controllo periodico delle
trasformazioni del territorio, mediante rilevamenti
aerofotogrammetrici o satellitari, rilevazioni topografiche e ogni
altra indagine sul campo, ai fini sia dell'esercizio delle funzioni
di vigilanza dell'attività urbanistica ed edilizia, sia
dell'aggiornamento delle carte tecniche regionali e comunali e
delle scritture catastali.

2. La Giunta regionale predispone, d'intesa con la Conferenza
Regione-Autonomie locali, appositi programmi di rilevamento,
stabilendo le modalità di partecipazione delle Province e dei
Comuni alla realizzazione degli stessi e le relative quote di
concorso finanziario. I programmi possono prevedere la
collaborazione dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali.







ARTICOLO 8

Responsabilità del titolare del titolo abilitativo, del committente,
del costruttore, del direttore dei lavori, del progettista e del
funzionario della azienda erogatrice di servizi pubblici

1. Il titolare del titolo abilitativo, il committente e il costruttore
sono responsabili, ai fini e per gli effetti delle norme contenute
nella presente legge, della conformità delle opere alla
normativa urbanistica, alle previsioni di piano nonché,
unitamente al direttore dei lavori, alle prescrizioni e alle
modalità esecutive stabilite dal titolo abilitativo. Essi sono,
altresì, tenuti solidalmente al pagamento delle sanzioni
pecuniarie e alle spese per l’esecuzione in danno, in caso di
demolizione delle opere abusivamente realizzate, salvo che
dimostrino di non essere responsabili dell’abuso o che l’abuso
sia stato realizzato dopo la consegna dell’immobile.

2. Le condizioni di esonero da responsabilità del direttore dei
lavori e le attività del medesimo soggetto che comportano
l’irrogazione di sanzioni disciplinari sono stabilite dall’articolo
29, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n.
380 del 2001.

3. Nel caso in cui il titolo abilitativo contenga dichiarazioni non
veritiere del progettista necessarie ai fini del conseguimento
del titolo stesso, l’amministrazione comunale ne dà notizia
all’Autorità giudiziaria nonché al competente Ordine
professionale, ai fini dell’irrogazione delle sanzioni disciplinari.

4. Il funzionario della azienda erogatrice cui sia imputabile la
stipulazione del contratto di somministrazione di servizi pubblici
è soggetto alla sanzione pecuniaria prevista dall’articolo 48 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001. La
sanzione è comminata dal Comune, contestualmente
all’applicazione delle sanzioni amministrative per le opere
abusivamente realizzate.










Capo II
Sanzioni


ARTICOLO 9

Salvaguardia delle aree inedificabili e delle aree soggette a
tutela

1. Lo Sportello unico per l’edilizia, quando accerti l’inizio o
l’esecuzione di opere, realizzate senza titolo o in difformità dallo
stesso, su aree assoggettate, da leggi statali, regionali o da
altre norme urbanistiche vigenti, a vincolo di inedificabilità o
destinate ad opere e spazi pubblici ovvero ad interventi di
edilizia residenziale pubblica, di cui alla legge 18 aprile 1962, n.
167 (Disposizioni per favorire l’acquisizione di aree fabbricabili
per l’edilizia economica e popolare), ordina l’immediata
sospensione dei lavori e ingiunge al proprietario e al
responsabile dell’abuso di provvedere entro novanta giorni alla
demolizione delle opere e al ripristino dello stato dei luoghi,
indicando nel provvedimento l’area che viene acquisita di diritto
in caso di inottemperanza, ai sensi del comma 2.

2. Nel caso di inottemperanza all’ordine di demolizione e di
ripristino dello stato dei luoghi, si verifica l’acquisizione di diritto
delle opere abusive e delle aree di pertinenza delle stesse a
favore delle amministrazioni cui compete la vigilanza
sull’osservanza del vincolo, fatto salvo quanto disposto
dall’articolo 13, comma 6. Tali amministrazioni provvedono alla
demolizione delle opere abusive ed al ripristino dello stato dei
luoghi, a spese del responsabile dell’abuso. Nell’ipotesi di
concorso di vincoli, l’acquisizione si verifica a favore del
patrimonio del Comune.

3. Qualora l’inizio o l’esecuzione di opere realizzate senza titolo
o in difformità dallo stesso contrasti con le previsioni di piani
urbanistici adottati, che dispongano i vincoli di inedificabilità o
di destinazione indicati al comma 1, lo Sportello unico per
l’edilizia ordina l’immediata sospensione dei lavori, fino alla
conclusione dell’iter approvativo, e, a seguito dell’approvazione
del medesimo piano, ingiunge la demolizione delle opere
secondo quanto disposto dallo stesso comma 1.

4. L’inizio o l’esecuzione di opere senza titolo o in difformità da
esso su aree assoggettate alla tutela di cui al regio decreto 30
dicembre 1923, n. 3267 (Riordinamento e riforma della
legislazione in materia di boschi e terreni montani), o su aree
appartenenti ai beni disciplinati dalla legge 16 giugno 1927, n.
1766 (Conversione in legge del R.D. 22 maggio 1924, n. 751,
riguardante il riordinamento degli usi civici nel Regno, del R.D.
28 agosto 1924, n. 1484, che modifica l’art. 26 del R.D. 22
maggio 1924, n. 751, e del R.D. 16 maggio 1926, n. 895, che
proroga i termini assegnati dall’art. 2 del R.D.L. 22 maggio
1924, n. 751) ovvero su aree di cui al decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio,
ai sensi dell'articolo 10 della L. 6 luglio 2002, n. 137), comporta
l’ordine di sospensione e di demolizione e ripristino dello stato
dei luoghi a cura e spese del responsabile dell’abuso. L’ordine
è comunicato dallo Sportello unico per l’edilizia alle
amministrazioni competenti alla tutela, le quali, in caso di
inottemperanza, possono procedere in luogo del Comune alla
demolizione e al ripristino.

5. Per le opere abusivamente realizzate su immobili dichiarati
monumento nazionale con provvedimenti aventi forza di legge o
dichiarati di interesse culturale ai sensi dell’articolo 13 del
decreto legislativo n. 42 del 2004, o su beni di interesse
archeologico, nonché per le opere abusivamente realizzate su
immobili soggetti a vincolo di inedificabilità assoluta in
applicazione delle disposizioni della Parte terza del decreto
legislativo n. 42 del 2004, il competente organo periferico del
Ministero per i beni e le attività culturali, su richiesta della
Regione, della Provincia, del Comune o delle altre autorità
preposte alla tutela, ovvero decorso il termine di sessanta
giorni dall’accertamento dell’illecito, procede alla demolizione e
al ripristino dello stato dei luoghi.







ARTICOLO 10

Salvaguardia degli edifici vincolati

1. Lo Sportello unico per l’edilizia, qualora accerti l'inizio o
l'esecuzione di opere, realizzate senza titolo o in difformità dallo
stesso su edifici vincolati ai sensi della Parte seconda del
decreto legislativo n. 42 del 2004, ordina la sospensione dei
lavori e irroga, per l'illecito edilizio, una sanzione pecuniaria da
2.000 a 20.000 euro, trasmettendo il provvedimento al
competente organo periferico del Ministero per i beni e le attività
culturali, al fine dell'assunzione delle determinazioni di cui
all'articolo 160 dello stesso decreto legislativo.

2. Qualora le opere abusive siano state eseguite su immobili
vincolati in base alle previsioni degli strumenti urbanistici
comunali, lo Sportello unico per l’edilizia ordina la sospensione
dei lavori e dispone, acquisito il parere della Commissione per
la qualità architettonica e il paesaggio, la restituzione in pristino
a cura e spese del responsabile dell'abuso, indicando criteri e
modalità diretti a ricostituire l'originario organismo edilizio, ed
irroga una sanzione pecuniaria da 2.000 a 20.000 euro. Su
richiesta motivata dell’interessato presentata a seguito della
avvenuta sospensione dei lavori, lo Sportello unico per l’edilizia
irroga una sanzione pecuniaria pari al doppio dell’aumento del
valore dell’immobile conseguente alla realizzazione delle
opere, determinato ai sensi dell’articolo 21, comma 2, qualora
accerti, con apposita relazione tecnica, l’impossibilità della
restituzione in pristino a causa della compromissione del bene
tutelato. In tale ipotesi il Comune può prescrivere l'esecuzione
di opere dirette a rendere l'intervento consono al contesto
ambientale, assegnando un congruo termine per l'esecuzione
dei lavori. Lo Sportello unico per l’edilizia si pronuncia sulla
richiesta entro novanta giorni, decorsi i quali la richiesta stessa
si intende rifiutata.

3. Qualora le opere abusive siano state eseguite su edifici
vincolati in base alla Parte terza del decreto legislativo n. 42 del
2004, lo Sportello unico per l’edilizia, acquisito il parere della
Commissione per la qualità architettonica e il paesaggio,
provvede ai sensi dell'articolo 167 del medesimo decreto
legislativo ed irroga, per l'illecito edilizio, una sanzione da 2.000
a 20.000 euro.







ARTICOLO 11

Tutela dei suoli di proprietà degli enti pubblici

1. Qualora sia accertata la realizzazione, da parte di soggetti
diversi da quelli di cui all’articolo 3, di interventi in assenza di
titolo abilitativo, ovvero in totale o parziale difformità dal
medesimo, su suoli del demanio o del patrimonio dello Stato,
della Regione, delle Province, dei Comuni o di altri enti pubblici,
lo Sportello unico per l’edilizia, previa diffida non rinnovabile,
ordina al responsabile dell’abuso la sospensione dei lavori e
ingiunge la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi
entro novanta giorni, dandone comunicazione all’ente
proprietario del suolo.

2. La demolizione è eseguita a cura del Comune ed a spese
del responsabile dell’abuso nel caso in cui lo stesso non
abbia provveduto al ripristino entro il termine indicato al comma
1.

3. Resta fermo il potere di autotutela dello Stato e degli Enti
pubblici territoriali, nonché quello di altri enti pubblici, previsto
dalla normativa vigente.








ARTICOLO 12

Lottizzazione abusiva

1. Si ha lottizzazione abusiva di terreni a scopo edificatorio
quando vengono iniziate opere che comportino trasformazione
urbanistica od edilizia dei terreni stessi in violazione delle
prescrizioni degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati, o
comunque stabilite dalle leggi statali o regionali o senza la
prescritta autorizzazione; nonché quando tale trasformazione
venga predisposta attraverso il frazionamento e la vendita, o atti
equivalenti, del terreno in lotti che, per le loro caratteristiche
quali la dimensione in relazione alla natura del terreno e alla
sua destinazione secondo gli strumenti urbanistici, il numero,
l'ubicazione o la eventuale previsione di opere di urbanizzazione
ed in rapporto ad elementi riferiti agli acquirenti, denuncino in
modo non equivoco la destinazione a scopo edificatorio.

2. Gli atti tra vivi, sia in forma pubblica sia in forma privata,
aventi ad oggetto trasferimento o costituzione o scioglimento
della comunione di diritti reali relativi a terreni sono nulli e non
possono essere stipulati né trascritti nei pubblici registri
immobiliari ove agli atti stessi non sia allegato il certificato di
destinazione urbanistica contenente le prescrizioni urbanistiche
riguardanti l'area interessata. Le disposizioni di cui al presente
comma non si applicano quando i terreni costituiscano
pertinenze di edifici censiti nel Nuovo catasto edilizio urbano,
purché la superficie complessiva dell'area di pertinenza
medesima sia inferiore a 5.000 metri quadrati.

3. Il certificato di destinazione urbanistica deve essere rilasciato
dal dirigente o responsabile del competente ufficio comunale
entro il termine perentorio di trenta giorni dalla presentazione
della relativa domanda. Esso conserva validità per un anno
dalla data di rilascio se, per dichiarazione dell'alienante o di
uno dei condividenti, non siano intervenute modificazioni degli
strumenti urbanistici.

4. In caso di mancato rilascio del suddetto certificato nel
termine previsto, esso può essere sostituito da una
dichiarazione dell'alienante o di uno dei condividenti attestante
l'avvenuta presentazione della domanda, nonché la
destinazione urbanistica dei terreni secondo le previsioni del
Piano strutturale comunale (PSC) e del Piano operativo
comunale (POC) vigenti o adottati, ovvero l'inesistenza di questi
ovvero la prescrizione, da parte del POC, di strumenti attuativi.

5. I frazionamenti catastali dei terreni non possono essere
approvati dall'agenzia del territorio se non è allegata copia del
tipo dal quale risulti, per attestazione degli uffici comunali, che il
tipo medesimo è stato depositato presso il Comune.

6. I pubblici ufficiali che ricevono o autenticano atti aventi per
oggetto il trasferimento, anche senza frazionamento catastale,
di appezzamenti di terreno di superficie inferiore a diecimila
metri quadrati devono trasmettere, entro trenta giorni dalla data
di registrazione, copia dell'atto da loro ricevuto o autenticato allo
Sportello unico per l'edilizia del Comune ove è sito l'immobile.

7. Nel caso in cui lo Sportello unico per l’edilizia accerti
l'effettuazione di lottizzazione di terreni a scopo edificatorio in
assenza di previsione urbanistica, con ordinanza da notificare
ai proprietari delle aree ed agli altri soggetti indicati nell’articolo
8, comma 1, ne dispone la sospensione. Il provvedimento
comporta l'immediata interruzione delle opere in corso ed il
divieto di disporre dei suoli e delle opere stesse con atti tra vivi,
e deve essere trascritto a tal fine nei registri immobiliari.

8. Trascorsi novanta giorni, ove non intervenga la revoca del
provvedimento di cui al comma 7, le aree lottizzate sono
acquisite di diritto al patrimonio disponibile del Comune e lo
Sportello unico per l’edilizia deve provvedere alla demolizione
delle opere e al ripristino dello stato dei luoghi. In caso di
inerzia si applicano le disposizioni concernenti i poteri
sostitutivi di cui all’articolo 5, comma 2.

9. Gli atti aventi per oggetto lotti di terreno, per i quali sia stato
emesso il provvedimento previsto dal comma 7, sono nulli e
non possono essere stipulati, né in forma pubblica né in forma
privata, dopo la trascrizione di cui allo stesso comma e prima
della sua eventuale cancellazione o della sopravvenuta
inefficacia del provvedimento dello Sportello unico per l’edilizia.

10. Le disposizioni di cui sopra si applicano agli atti stipulati ed
ai frazionamenti presentati ai competenti uffici del Catasto dopo
il 17 marzo 1985, e non si applicano comunque alle divisioni
ereditarie, alle donazioni fra coniugi e fra parenti in linea retta
ed ai testamenti, nonché agli atti costitutivi, modificativi od
estintivi di diritti reali di garanzia e di servitù.







ARTICOLO 13

Interventi di nuova costruzione eseguiti in assenza del titolo
abilitativo, in totale difformità o con variazioni essenziali

1. Gli interventi di nuova costruzione eseguiti in totale difformità
dal titolo abilitativo sono quelli che comportano la realizzazione
di un organismo edilizio integralmente diverso per
caratteristiche tipologiche, planovolumetriche o di utilizzazione
da quello oggetto del titolo stesso, ovvero l'esecuzione di
volumi edilizi oltre i limiti indicati nel progetto e tali da costituire
un organismo edilizio o parte di esso con specifica rilevanza ed
autonomamente utilizzabile.

2. Lo Sportello unico per l’edilizia, accertata l'esecuzione di
interventi in assenza del titolo abilitativo richiesto, in totale
difformità dal medesimo, ovvero con variazioni essenziali,
determinate ai sensi dell'articolo 23 della legge regionale n. 31
del 2002, ingiunge al proprietario e al responsabile dell'abuso
la demolizione, indicando nel provvedimento l'area che viene
acquisita di diritto ai sensi del comma 3, nonché le eventuali
servitù di passaggio.

3. Se il responsabile dell'abuso non provvede alla demolizione
e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni
dall'ingiunzione, il bene e l'area di sedime nonché quella
necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla
realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti
di diritto gratuitamente al patrimonio del Comune. L'area
acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la
complessiva superficie utile abusivamente costruita.

4. L'accertamento dell'inottemperanza alla ingiunzione a
demolire, nel termine di cui al comma 3, previa notifica
all'interessato, costituisce titolo per l'immissione nel possesso
e per la trascrizione nei registri immobiliari, che deve essere
eseguita gratuitamente.

5. L'opera acquisita è demolita con ordinanza dello Sportello
unico per l’edilizia a spese dei responsabili dell'abuso, salvo
che con deliberazione consiliare non si dichiari l'esistenza di
prevalenti interessi pubblici e sempre che l'opera non contrasti
con interessi urbanistici o ambientali.

6. L’acquisizione prevista dal comma 3 non opera per parti di
organismi edilizi non dotate di autonoma configurazione fisica e
funzionale e nel caso in cui il proprietario dell’immobile non sia
corresponsabile del compimento dell’abuso.








ARTICOLO 14

Interventi di ristrutturazione edilizia eseguiti in assenza di titolo
abilitativo, in totale difformità o con variazioni essenziali

1. Gli interventi e le opere di ristrutturazione edilizia, di cui alla
lettera f) dell'allegato alla legge regionale n. 31 del 2002,
eseguiti in assenza di titolo abilitativo, in totale difformità o con
variazioni essenziali da esso, sono rimossi ovvero demoliti e gli
edifici sono resi conformi alle prescrizioni degli strumenti
urbanistico edilizi entro il congruo termine, non superiore a
centoventi giorni, stabilito dallo Sportello unico per l’edilizia con
propria ordinanza, decorso il quale l'ordinanza stessa è
eseguita a cura del Comune e a spese dei responsabili
dell'abuso.

2. Fuori dai casi di cui all'articolo 10, lo Sportello unico per
l’edilizia, su richiesta motivata dell’interessato presentata a
seguito della avvenuta sospensione dei lavori, irroga una
sanzione pecuniaria pari al doppio dell’aumento del valore
dell’immobile conseguente alla realizzazione delle opere,
determinato ai sensi dell’articolo 21, comma 2, qualora accerti,
con apposita relazione tecnica, l’impossibilità della rimozione o
demolizione delle opere abusive, in relazione al pregiudizio
strutturale e funzionale che sarebbe arrecato alle parti residue
dell’immobile. In tale ipotesi il Comune può prescrivere
l'esecuzione di opere dirette a rendere l'intervento più consono
al contesto ambientale, assegnando un congruo termine per
l'esecuzione dei lavori. Lo Sportello unico per l’edilizia si
pronuncia sulla richiesta entro novanta giorni, decorsi i quali la
richiesta stessa si intende rifiutata.

3. Qualora le opere abusive siano state eseguite su immobili
non vincolati compresi nei centri storici e negli insediamenti
storici, di cui rispettivamente agli articoli A-7 e A-8 dell’allegato
alla legge regionale 24 marzo 2000, n. 20 (Disciplina generale
sulla tutela e l’uso del territorio), lo Sportello unico per l’edilizia,
ai fini di provvedere sulla richiesta dell’interessato, acquisisce il
parere della Commissione per la qualità architettonica e il
paesaggio circa la restituzione in pristino o la irrogazione della
sanzione pecuniaria di cui al comma 2. Qualora il parere non
venga reso entro sessanta giorni dalla richiesta, lo Sportello
unico per l’edilizia provvede autonomamente.

4. Qualora, ai sensi del comma 2, non si disponga la
demolizione delle opere, è dovuto il contributo di costruzione di
cui all’articolo 27 della legge regionale n. 31 del 2002.







ARTICOLO 15

Interventi eseguiti in parziale difformità dal titolo abilitativo

1. Gli interventi di nuova costruzione e di ristrutturazione edilizia
eseguiti in parziale difformità dal titolo abilitativo sono rimossi o
demoliti a cura e spese del responsabile dell'abuso entro il
congruo termine, non superiore a centoventi giorni, stabilito
dallo Sportello unico per l'edilizia con propria ordinanza,
decorso il quale l'ordinanza stessa è eseguita a cura del
Comune e a spese del responsabile dell'abuso.

2. Fuori dai casi di cui all'articolo 10, lo Sportello unico per
l'edilizia, su richiesta motivata dell'interessato presentata a
seguito dell'avvenuta sospensione dei lavori, irroga una
sanzione pecuniaria pari al doppio dell'aumento del valore
venale dell'immobile conseguente alla realizzazione delle
opere, determinato ai sensi dell’articolo 21, comma 2, e
comunque non inferiore a 1000 euro, qualora accerti, con
apposita relazione tecnica, l'impossibilità della rimozione o
demolizione delle opere abusive in relazione al pregiudizio
strutturale e funzionale che sarebbe arrecato alle parti residue
dell'immobile. In tale ipotesi il Comune può prescrivere
l'esecuzione di opere dirette a rendere l'intervento più consono
al contesto ambientale, assegnando un congruo termine per
l'esecuzione dei lavori. Lo Sportello unico per l'edilizia si
pronuncia sulla richiesta entro novanta giorni, decorsi i quali la
richiesta stessa si intende rifiutata.

3. Nei casi di cui al comma 2, è corrisposto il contributo di
costruzione di cui all’articolo 27 della legge regionale n. 31 del
2002, qualora dovuto.








ARTICOLO 16

Altri interventi edilizi eseguiti in assenza o in difformità dal titolo
abilitativo

1. La realizzazione degli interventi di cui all’articolo 8, comma 1,
lettere a), c), d), h), i), k), l) e m), della legge regionale n. 31 del
2002, eseguiti in assenza o in difformità dalla denuncia di inizio
attività, nonché il mutamento di destinazione d’uso senza
opere, la demolizione senza ricostruzione e il restauro e
risanamento conservativo su edifici non vincolati, eseguiti in
assenza o in difformità dal titolo abilitativo, comportano la
sanzione pecuniaria pari al doppio dell’aumento del valore
venale dell’immobile conseguente alla realizzazione degli
interventi stessi, determinata ai sensi dell’articolo 21, comma
2, e comunque non inferiore a 1.000 euro. In tale ipotesi il
Comune può prescrivere l'esecuzione di opere dirette a rendere
l'intervento più consono al contesto ambientale, assegnando
un congruo termine per l'esecuzione dei lavori.








ARTICOLO 17

Accertamento di conformità

1. In caso di interventi realizzati in assenza di permesso di
costruire o in difformità da esso, ovvero in assenza di denuncia
di inizio attività, o in difformità da essa, fino alla scadenza dei
termini di cui agli articoli 13, comma 3, e 14, comma 1, e
comunque fino all’irrogazione delle sanzioni amministrative, il
responsabile dell’abuso o l’attuale proprietario dell’immobile
può richiedere il rilascio del permesso in sanatoria o
presentare una denuncia di inizio attività in sanatoria,
rispettivamente nel caso di interventi soggetti a permesso di
costruire ovvero a denuncia di inizio di attività, se l’intervento
risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente,
sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al
momento della presentazione della domanda.

2. Fatti salvi gli effetti penali dell'illecito, il permesso e la
denuncia di inizio attività in sanatoria possono essere altresì
ottenuti, ai soli fini amministrativi, qualora l'intervento risulti
conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al
momento della presentazione della domanda.

3. Il permesso e la denuncia in sanatoria nei casi previsti dai
commi 1 e 2 sono subordinati al pagamento, a titolo di
oblazione:

a) nelle ipotesi di nuova costruzione, del contributo di
costruzione in misura doppia ovvero, in caso di esonero a
norma dell’articolo 30 della legge regionale n. 31 del 2002, in
misura pari a quella prevista dalla normativa regionale e
comunale, e comunque per un ammontare non inferiore a
2.000 euro;

b) nelle ipotesi di interventi edilizi di recupero, anche in caso di
esonero dal contributo di costruzione, del contributo di
costruzione previsto dalla normativa regionale e comunale per
gli interventi di ristrutturazione edilizia, e comunque per un
ammontare non inferiore a 1.000 euro;

c) nei restanti casi, di una somma, da 500 euro a 5.000 euro,
stabilita dallo Sportello unico per l’edilizia in relazione
all’aumento di valore dell’immobile, valutato ai sensi
dell’articolo 21, comma 2.

4. La richiesta del titolo abilitativo in sanatoria è accompagnata
dalla dichiarazione del professionista abilitato che attesti, ai
sensi dell’articolo 481 del codice penale, le necessarie
conformità. Sulla richiesta del permesso o della denuncia di
inizio attività in sanatoria è acquisito il parere della
Commissione per la qualità architettonica e il paesaggio per gli
interventi edilizi per i quali il parere è richiesto ai sensi
dell’articolo 3 della legge regionale n. 31 del 2002.








ARTICOLO 18

Sanzioni applicabili per la mancata denuncia di inizio attività

1. La mancanza del titolo abilitativo per gli interventi che
secondo la legge statale sono soggetti a denuncia di inizio
dell'attività, non comporta l'applicazione delle sanzioni penali
previste dall'articolo 44 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 380 del 2001. Resta comunque salva, ove ne
ricorrano i presupposti in relazione all'intervento realizzato,
l'applicazione delle sanzioni di cui agli articoli 9, 10, 11, 13, 14,
15, 16 e 17 della presente legge.

2. La denuncia di inizio di attività spontaneamente effettuata
quando l'intervento è in corso di esecuzione, comporta il
pagamento, a titolo di sanzione, della somma di 2.000 euro,
fermo restando quanto previsto dall’articolo 8, comma 3.








ARTICOLO 19

Interventi eseguiti in base a permesso annullato

1. In caso di annullamento del permesso di costruire, qualora
non sia possibile in base a motivata valutazione, la rimozione
dei vizi delle procedure amministrative o la restituzione in
pristino, lo Sportello unico per l’edilizia applica una sanzione
pecuniaria pari al valore venale delle opere o loro parti
abusivamente eseguite, valutato ai sensi dell’articolo 21,
comma 2. La valutazione è notificata all'interessato dallo
Sportello unico per l’edilizia e diviene definitiva decorsi i termini
di impugnativa.

2. L'integrale corresponsione della sanzione pecuniaria
irrogata produce i medesimi effetti del permesso di costruire in
sanatoria di cui all'articolo 17.







ARTICOLO 20

Ritardato od omesso versamento del contributo di costruzione

1. Il mancato versamento del contributo di costruzione nei
termini stabiliti dalla normativa regionale e comunale comporta:

a) l'aumento del contributo in misura pari al 10 per cento,
qualora il versamento del contributo sia effettuato nei
successivi centoventi giorni;

b) l'aumento del contributo in misura pari al 20 per cento,
quando, superato il termine di cui alla lettera a), il ritardo si
protrae non oltre i successivi sessanta giorni;

c) l'aumento del contributo in misura pari al 40 per cento,
quando, superato il termine di cui alla lettera b), il ritardo si
protrae non oltre i successivi sessanta giorni.

2. Le misure di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 non si
cumulano.

3. Nel caso di pagamento rateizzato le norme di cui al comma 1
si applicano ai ritardi nei pagamenti delle singole rate.

4. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 1, lettera c), il
Comune provvede alla riscossione coattiva del complessivo
credito nei modi previsti dall'articolo 22.








ARTICOLO 21

Sanzioni pecuniarie

1. I proventi derivanti dal pagamento delle sanzioni pecuniarie
previste dalla presente legge sono riscossi dal Comune e
destinati:

a) all’anticipazione delle spese per la demolizione delle opere
abusive e di ripristino dello stato dei luoghi;

b) al finanziamento di programmi locali per la riqualificazione
urbana dei nuclei abitativi interessati dall’abusivismo edilizio;

c) ad incentivare lo svolgimento dell’attività di controllo,
attraverso progetti finalizzati che coinvolgano il personale
dipendente;

d) allo sviluppo di strumenti tecnologici e conoscitivi finalizzati
alla prevenzione degli abusi anche in accordo con altri enti
preposti alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente.

2. Ai fini del calcolo delle sanzioni pecuniarie previste dalla
presente legge, la Giunta regionale, sentita la Commissione
consiliare competente, stabilisce i criteri per la determinazione
del valore venale degli immobili e delle opere in relazione ai
valori medi riscontrati nel mercato immobiliare, tenendo conto
dell’eventuale aumento del valore complessivo dell’immobile.
Le Commissioni provinciali per la determinazione del valore
agricolo medio provvedono all’aggiornamento annuale del
valore venale degli immobili per l’ambito di competenza. Fino
all’approvazione della deliberazione della Giunta regionale, le
sanzioni sono calcolate secondo i criteri stabiliti dal decreto del
Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, come specificato
e integrato dall’articolo 25, comma 2, lettera e), della legge
regionale 19 dicembre 2002, n. 37 (Disposizioni regionali in
materia di espropri).







ARTICOLO 22

Riscossione

1. I contributi, le sanzioni e le spese di cui alla presente legge
sono riscossi secondo le norme vigenti in materia di
riscossione coattiva delle entrate dell'ente procedente.







ARTICOLO 23

Demolizione di opere abusive

1. La demolizione delle opere abusive e il ripristino dello stato
dei luoghi, disposti dallo Sportello unico per l’edilizia in tutti i
casi disciplinati dalla presente legge, sono attuati dal Comune
entro il termine di centottanta giorni dalla data di assunzione
del provvedimento, sulla base di una valutazione
tecnico-economica dei lavori approvata dalla Giunta comunale.

2. I Comuni possono richiedere anticipazioni dei costi relativi
agli interventi di demolizione delle opere abusive e di ripristino
dello stato dei luoghi al fondo regionale di rotazione costituito ai
sensi dell’articolo 25.

3. Le opere di demolizione sono attuate con metodologie
selettive finalizzate al recupero e al riuso. I materiali, derivanti
dalle demolizioni non direttamente riutilizzabili sono conferiti ad
impianti autorizzati per il recupero e il riciclaggio di materiali
edili, ad eccezione di quelli che, per loro natura, devono essere
conferiti direttamente ad impianti di smaltimento.







ARTICOLO 24

Selezione provinciale delle imprese abilitate agli interventi di
demolizione

1. Al fine di agevolare l'esecuzione da parte dei Comuni dei
provvedimenti di demolizione di opere abusive e di ripristino
dello stato dei luoghi, adottati ai sensi della presente legge, le
Province selezionano, anche per distinti ambiti territoriali, le
imprese alle quali i Comuni possono affidare direttamente la
realizzazione dei relativi lavori.

2. Le Province provvedono periodicamente alla selezione delle
imprese di cui al comma 1 attraverso lo svolgimento delle
procedure di scelta previste dalla normativa vigente, ponendo a
base di gara un capitolato speciale articolato per le diverse
tipologie di opere di demolizione e di ripristino, corredati dalla
indicazione delle prescrizioni, delle condizioni e dei requisiti
tecnici inderogabili richiesti. La gara si svolge con il criterio del
prezzo più basso, inferiore a quello posto a base d'asta,
determinato mediante ribasso sull'elenco prezzi, ovvero con il
criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.

3. Ad esito della selezione, le Province stipulano convenzioni
quadro con le quali le imprese prescelte si impegnano ad
accettare l'affidamento diretto da parte dei Comuni di lavori di
demolizione e di ripristino dello stato dei luoghi, sino alla
concorrenza di un quantitativo massimo complessivo di lavori,
alle condizioni ed ai prezzi invariabili per unità di misura e per
ogni specie di lavoro, stabiliti dalla medesima convenzione.








ARTICOLO 25

Fondo regionale di rotazione per le spese di demolizione

1. E' istituito il fondo regionale di rotazione per le spese di
demolizione, per concedere ai Comuni anticipazioni senza
interessi sui costi relativi agli interventi di demolizione delle
opere abusive e di ripristino dello stato dei luoghi. Le
anticipazioni sono rimborsate al fondo stesso utilizzando le
somme ricevute dai responsabili degli abusi ovvero le somme
riscosse coattivamente. Qualora le somme anticipate non
siano rimborsate entro cinque anni, la Regione, al fine di
reintegrare il fondo di rotazione, trattiene la corrispondente
somma dai fondi dei capitoli del bilancio regionale che
prevedono a qualsiasi titolo trasferimenti ai Comuni
inadempienti.

2. Il fondo è finanziato con le risorse regionali stabilite
annualmente dalla legge di bilancio.

3. La Regione provvede alla gestione del fondo e stabilisce i
criteri di riparto tra i Comuni e le Province delle risorse del
fondo e le modalità di conferimento delle stesse.










TITOLO II
NORME IN MATERIA DI CONDONO EDILIZIO


Capo I
Disposizioni generali


ARTICOLO 26

Ambito di applicazione

1. Le disposizioni del presente Titolo trovano applicazione per
tutte le domande presentate ai sensi dell'articolo 32 del
decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con
modifiche dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 (Disposizioni
urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione
dell’andamento dei conti pubblici), comprese quelle riferite ad
opere eseguite da terzi su aree di proprietà dello Stato o facenti
parte del demanio statale e su aree di proprietà degli enti
pubblici territoriali.

2. Fermi restando gli effetti estintivi del reato conseguenti alla
corresponsione della oblazione, secondo quanto disposto
dall'articolo 32 del decreto-legge n. 269 del 2003, il rilascio da
parte dei Comuni del titolo abilitativo edilizio in sanatoria, di
seguito denominato titolo in sanatoria, è subordinato alle
condizioni, ai limiti e alle modalità disposte dal presente Titolo.

3. Le opere pubbliche o di interesse pubblico realizzate dagli
enti territoriali o dagli enti pubblici istituzionalmente competenti
sono sanabili con le modalità, alle condizioni e nei limiti indicati
dal presente Titolo nonché nei casi di cui all’articolo 15, comma
2, della legge regionale n. 31 del 2002, con esonero dal
pagamento dei diritti di segreteria, della quota integrativa
dell’oblazione e del contributo di costruzione e delle eventuali
monetizzazioni.

4. Le opere edilizie autorizzate e realizzate in data antecedente
all’entrata in vigore della legge 28 gennaio 1977, n. 10 (Norme
sulla edificabilità dei suoli), che presentino difformità eseguite
nel corso dell’attuazione del titolo edilizio originario, si
ritengono sanate, fermo restando il rispetto dei requisiti
igienico-sanitari e di sicurezza.








ARTICOLO 27

Modalità procedurali per il rilascio del titolo in sanatoria

1. Le domande relative alla definizione degli illeciti edilizi sono
presentate al Comune fino al 10 dicembre 2004.

2. Le domande presentate in data antecedente all’entrata in
vigore della legge 30 luglio 2004, n. 191 di conversione del
decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168 (Interventi urgenti per il
contenimento della spesa pubblica), restano salve e sono
esaminate dai Comuni nell’osservanza della presente legge. È
fatta salva la facoltà per gli interessati di procedere al ritiro, alla
modifica e alla integrazione delle stesse, entro la data del 10
dicembre 2004.

3. Alla domanda relativa alla definizione degli illeciti edilizi sono
allegati:

a) gli elaborati grafici attinenti alle opere per le quali si richiede
il titolo in sanatoria, con allegata documentazione fotografica
dalla quale risulti la descrizione delle opere medesime e lo
stato dei relativi lavori;

b) l’asseverazione del professionista di cui all’articolo 29;

c) le attestazioni del versamento, oltre che della oblazione
definita dall’articolo 32 del decreto-legge n. 269 del 2003:

1) dei diritti di segreteria per il rilascio dei titoli in sanatoria, di
cui al comma 8 del presente articolo;
2) del contributo di costruzione e delle eventuali monetizzazioni,
di cui all’articolo 28;
3) della quota integrativa dell’oblazione, di cui all’articolo 31.

4. La mancata presentazione entro il 10 dicembre 2004 della
documentazione di cui alle lettere a) e c) del comma 3 e della
asseverazione del professionista, prevista dall’articolo 29,
comma 1, lettera a), unitamente alla domanda relativa alla
definizione dell’illecito, comporta la irricevibilità della domanda
stessa. L’interessato, all’atto della presentazione della
domanda, può fare riserva di presentare l’asseverazione del
professionista abilitato, di cui all’articolo 29, comma 1, lettere b)
e c), entro il 10 giugno 2005, a pena di decadenza.

5. Il contributo di costruzione e le eventuali monetizzazioni, di cui
all’articolo 28, possono essere rateizzate, a richiesta
dell’interessato, secondo le modalità stabilite dal Comune.

6. Il procedimento per il rilascio del titolo in sanatoria è definito
dall’amministrazione comunale nel rispetto delle seguenti
disposizioni:

a) i titoli in sanatoria sono rilasciati dallo Sportello unico per
l’edilizia entro il 31 dicembre 2006, previa verifica:
1) della completezza della documentazione presentata;
2) della completezza di quanto asseverato dal professionista
abilitato, ai sensi dell’articolo 29, comma 1, rispetto sia alle
condizioni previste per la sanabilità delle diverse tipologie di
opere sia ai requisiti igienico sanitari, di sicurezza statica e di
prevenzione degli incendi e degli infortuni, fatti salvi gli effetti
degli eventuali esiti negativi dei controlli attuati dallo Sportello
unico per l’edilizia;
3) della correttezza del calcolo e dell’avvenuto versamento del
contributo di costruzione, dei diritti e oneri di segreteria, della
quota aggiuntiva dell’oblazione e dell’eventuale monetizzazione
delle aree per la realizzazione delle opere di urbanizzazione;
4) dell’osservanza degli adempimenti in materia fiscale previsti
dall’articolo 32 del decreto-legge n. 269 del 2003;

b) in caso di mancata definizione del procedimento entro il
termine di cui alla lettera a), l’interessato può richiedere allo
Sportello unico per l’edilizia di pronunciarsi entro quindici giorni
dalla ricezione dell’istanza. Decorso inutilmente anche tale
termine, l’interessato può fare richiesta di intervento sostitutivo
alla Giunta provinciale, la quale, nei successivi quindici giorni,
nomina un commissario ad acta, che provvede nel termine di
sessanta giorni;

c) lo Sportello unico svolge controlli di merito sui contenuti
dell’asseverazione del professionista abilitato. Il controllo è
effettuato su un campione di almeno il 20 per cento dei titoli in
sanatoria rilasciati nonché in modo sistematico sugli interventi
di ristrutturazione che abbiano interessato elementi strutturali
dell'edificio e, per i Comuni classificati sismici, sugli interventi
di soprelevazione, ai sensi dell’articolo 33, comma 3, lettera d);

d) nel corso dell’istruttoria della domanda, per una sola volta, lo
Sportello unico per l’edilizia richiede agli interessati, anche
convocandoli per una audizione, i chiarimenti necessari e
l’integrazione della documentazione presentata, provvedendo
altresì a rimuovere le irregolarità e i vizi formali riscontrati;

e) lo Sportello unico per l’edilizia provvede direttamente ad
acquisire dall’amministrazione competente ogni atto di
assenso, comunque denominato, richiesto per il rilascio del
titolo in sanatoria;

f) il titolo in sanatoria ha il valore e gli effetti del certificato di
conformità edilizia e agibilità, secondo quanto dichiarato dal
professionista abilitato ai sensi dell’articolo 29, comma 1.

7. Per assicurare un tempestivo esame delle domande di
sanatoria, l'amministrazione comunale può predisporre un
programma speciale di attività. Nel programma sono stabiliti le
modalità di esame delle domande di sanatoria presentate e i
termini massimi per la formulazione dei pareri della
Commissione per la qualità architettonica e il paesaggio. Il
programma può prevedere la corresponsione di incentivi
straordinari ai collaboratori dell'amministrazione comunale
nell’ambito di progetti finalizzati da svolgere oltre l’orario di
lavoro. L’amministrazione comunale può richiedere il contributo
conoscitivo e valutativo dell’Istituto per i beni artistici, culturali e
naturali.

8. Al fine di assicurare il finanziamento del programma speciale
di cui al comma 7, all’istruttoria della domanda si applicano i
diritti di segreteria previsti per il rilascio dei titoli abilitativi edilizi,
come disciplinati dalle amministrazioni comunali per le
medesime tipologie di opere edilizie, aumentati del 20 per
cento. L'amministrazione comunale può stabilire, entro il
termine perentorio di trenta giorni dall’entrata in vigore della
presente legge, la non applicazione della presente
maggiorazione, definendo le modalità di rimborso delle
somme versate.








ARTICOLO 28

Contributo di costruzione e opere di urbanizzazione

1. Il rilascio del titolo in sanatoria è subordinato al pagamento
del contributo di costruzione, di cui all’articolo 27 della legge
regionale n. 31 del 2002, da calcolarsi:

a) nelle ipotesi di interventi di nuova costruzione e di interventi
di ristrutturazione edilizia, in misura doppia rispetto a quella
prevista dalla normativa regionale e comunale ovvero in misura
pari alla stessa in caso di esonero dal contributo di
costruzione;

b) nelle ipotesi di opere di restauro scientifico e di interventi di
restauro e risanamento conservativo, in misura pari a quella
prevista dalla normativa regionale e comunale per gli interventi
di ristrutturazione edilizia, con aumento del carico urbanistico
ovvero senza aumento di carico urbanistico;

c) nelle ipotesi di mutamento di destinazione d’uso senza
opere, con aumento del carico urbanistico, e di aumento delle
superfici utili senza opere, in misura doppia rispetto a quella
definita dall’articolo 26, comma 4, della legge regionale n. 31
del 2002.

2. Il calcolo del contributo dovuto è effettuato dal professionista
abilitato, con riferimento alla data di entrata in vigore della
presente legge, scomputando l’eventuale anticipazione degli
oneri di concessione, versati ai sensi dell’articolo 32, commi 32
e 34, del decreto-legge n. 269 del 2003.

3. La quota aggiuntiva del contributo di costruzione è destinata
prioritariamente a finanziare gli interventi e le attività di cui
all'articolo 21, comma 1.

4. Nei casi di interventi di nuova costruzione, nonché nei casi di
aumento del carico urbanistico a seguito di interventi di
ristrutturazione edilizia, restauro scientifico, restauro e
risanamento conservativo, mutamento di destinazione d'uso
senza opere e aumento di superfici utili senza opere, il rilascio
del titolo in sanatoria, secondo quanto disposto dagli articoli
33, 34, 35, 37 e 38, è subordinato, in assenza dei parcheggi
pertinenziali e delle opere di urbanizzazione richieste dalla
legge e dal piano urbanistico nella zona omogenea o
nell’ambito interessato dall’intervento, al pagamento della
somma corrispondente alla monetizzazione delle aree per la
realizzazione delle opere di urbanizzazione e dei parcheggi
pertinenziali.

5. L’amministrazione comunale può stabilire che gli interessati
debbano provvedere direttamente alla realizzazione di spazi per
parcheggi nella misura prevista dall’articolo 41-sexies della
legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica) e delle
opere di urbanizzazione, a scomputo degli oneri di
urbanizzazione ed in luogo della monetizzazione delle aree
dovuti ai sensi dei commi 1 e 4, nei seguenti casi:

a) qualora le opere siano state realizzate in lotti edificabili che
non risultino pienamente urbanizzati, secondo le previsioni
dello strumento urbanistico vigente al 31 marzo 2003;

b) qualora la zona omogenea o l'ambito territoriale interessato
dall'intervento presenti una significativa carenza pregressa di
opere di urbanizzazione, rispetto alla quota di standard
urbanistici previsti dalla legge regionale o dal piano
urbanistico.

6. Nei casi disciplinati dal comma 5, l’amministrazione
comunale comunica agli interessati, entro tre mesi dalla
scadenza del termine per la presentazione delle domande, che
il rilascio del titolo in sanatoria, secondo quanto disposto dagli
articoli 33, 34, 35, 37 e 38, è subordinato all'impegno del
richiedente di provvedere entro il 31 dicembre 2006 alla
realizzazione di spazi per parcheggi nella misura prevista
dall’articolo 41-sexies della legge n. 1150 del 1942 e delle
opere di urbanizzazione. A tale scopo i richiedenti sono altresì
invitati a sottoscrivere e trasmettere al Comune un apposito atto
unilaterale d’obbligo, entro il termine perentorio di sessanta
giorni dal ricevimento, a pena di decadenza della domanda.

7. Per gli immobili abusivi destinati ad usi commerciali, il
rilascio del titolo in sanatoria è subordinato al versamento del
contributo di costruzione e all'osservanza della disciplina delle
opere di urbanizzazione stabilita dalla normativa regionale in
materia di urbanistica commerciale, di cui alla legge regionale
5 luglio 1999, n. 14 (Norme per la disciplina del commercio in
sede fissa in attuazione del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114) e
alle deliberazioni del Consiglio regionale n. 1253 del 23
settembre 1999 e n. 1410 del 29 febbraio 2000.







ARTICOLO 29

Asseverazione del professionista

1. Ai fini del rilascio del titolo in sanatoria gli interessati
trasmettono allo Sportello unico per l'edilizia la dichiarazione di
un professionista abilitato competente che asseveri, ai sensi
dell’articolo 481 del codice penale:

a) l'osservanza delle condizioni richieste per la sanabilità delle
diverse tipologie di abuso, a norma del presente Titolo;

b) la conformità degli interventi, anche ai fini di quanto disposto
dall’articolo 27, comma 6, lettera f), alle disposizioni legislative
e alla rispettiva normativa tecnica, vigenti alla data del 31 marzo
2003, in materia:

1) igienico sanitaria, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 34,
comma 2, lettere b), c) e d);
2) di sicurezza statica;
3) di prevenzione degli incendi e degli infortuni;

c) nei Comuni classificati sismici, la possibilità di effettuare
interventi per l’adeguamento o miglioramento antisismico,
secondo quanto previsto dalla normativa tecnica vigente.

2. Qualora in sede di definizione della domanda di sanatoria o
di controlli successivi alla stessa sia accertato che la
asseverazione del professionista abilitato di cui al comma 1
contenga dichiarazioni non veritiere, rilevanti ai fini del
conseguimento del titolo, trova applicazione quanto disposto
dall'articolo 8, comma 3.








ARTICOLO 30

Parere della Commissione per la qualità architettonica e il
paesaggio

1. Ai fini del rilascio del titolo in sanatoria è acquisito il parere,
obbligatorio e non vincolante, della Commissione per la qualità
architettonica e il paesaggio, qualora l’opera sia stata
realizzata:

a) su immobili d [ . . . ]

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