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Decreto 11/12/ 2013 n. 12067

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Legge regionale 02/10/ 2013 n. 7

Regione Lombardia - Modifiche alla legge regionale 2 febbraio 2007, n. 1 (Strumenti di competitività per le imprese e per il territorio della Lombardia) – Azioni di attrattività di investimenti industriali sostenibili

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Legge regionale 02/02/2007 n. 1

(Gazzetta regionale 05/02/2007 n. 6)

Regione Lombardia - Strumenti di competitività per le imprese e per il territorio della Lombardia

ARTICOLO 1

(Obiettivi)

1. La Regione, in conformità alla normativa comunitaria e nell’ambito
delle potestà e delle competenze regionali di cui alla parte II, titolo V,
della Costituzione, persegue la crescita competitiva del sistema produttivo
della Lombardia e del contesto territoriale e sociale che lo accoglie e lo
alimenta, in coerenza con gli orientamenti comunitari e con la legislazione
regionale in materia di mercato del lavoro, istruzione e formazione
professionale, con i seguenti obiettivi:

a) SVILUPPO DEL CAPITALE UMANO, rispetto al quale promuove e sostiene:

1) l’orientamento, lo sviluppo e la valorizzazione delle risorse
professionali, nonché la diffusione delle conoscenze;

2) l’impiego ottimale delle capacità e delle risorse professionali;

3) la coesione sociale e la cultura imprenditoriale volta a bilanciare
benefici e rischi d’impresa;

b) RICERCA ED INNOVAZIONE, rispetto al quale promuove e sostiene:

1) i processi di ricerca, con una particolare attenzione al capitale
umano, favorendo la crescita delle capacità innovative nei settori
dell’alta tecnologia ed in quelli tradizionali, con particolare
attenzione alla sostenibilità dello sviluppo;

2) la ricerca applicata, l’innovazione tecnologica ed il trasferimento
tecnologico anche attraverso la collaborazione tra centri di ricerca
pubblici e privati, università, imprese, settori produttivi e
merceologici;

3) lo sviluppo precompetitivo e l’innovazione organizzativa;

4) la collaborazione con la costituenda Agenzia nazionale per
l’innovazione favorendone la rapida implementazione e operatività;

c) IMPRENDITORIALITA’, rispetto al quale promuove e sostiene:

1) la creazione di nuove imprese, contestualmente alla difesa, al
consolidamento e all’innovazione del tessuto produttivo, nonchè il
rilancio della vocazione industriale;

2) lo sviluppo ed il consolidamento patrimoniale e finanziario delle
imprese;

3) l’aggregazione delle imprese e il rafforzamento delle reti di
condivisione;

d) MERCATO E INTERNAZIONALIZZAZIONE, rispetto al quale promuove e sostiene:

1) la capacità delle imprese di sviluppare e ampliare le proprie
prospettive di mercato;

2) l’internazionalizzazione del sistema imprenditoriale, consolidando nel
territorio l’attività di ricerca e sviluppo e favorendo la
collaborazione non delocalizzativa con le imprese straniere;

3) la tutela della proprietà intellettuale e la sensibilizzazione dei
consumatori;

4) la tutela e la promozione dei prodotti tipici locali e delle
produzioni industriali del sistema delle imprese della Lombardia anche
a livello internazionale;

e) GESTIONE DELLE CRISI, rispetto al quale promuove e sostiene anche
attraverso l’istituzione di apposito nucleo operativo:

1) il monitoraggio e la prevenzione di crisi aziendali e di settore;

2) il recupero dell’attività imprenditoriale e la salvaguardia
dell’occupazione;

3) la riconversione produttiva ed occupazionale;

f) COMPETITIVITA’ DEL TERRITORIO, rispetto al quale promuove e sostiene:

1) lo sviluppo delle reti infrastrutturali e logistiche, telematiche ed
energetiche;

2) lo sviluppo di parchi tecnologici e l’insediamento delle imprese;

3) l’attrazione di investimenti ed iniziative imprenditoriali atte a
consolidare i sistemi territoriali;

g) SOSTENIBILITA’ DELLO SVILUPPO, rispetto al quale promuove e sostiene:

1) l’uso ottimale delle risorse ambientali e territoriali, lo sviluppo
delle fonti energetiche rinnovabili, la riduzione degli impatti
ambientali e dei consumi energetici;

2) lo sviluppo della responsabilità sociale e della funzione sociale
delle imprese;

h) GOVERNANCE DEL SISTEMA ECONOMICO, rispetto al quale assume:

1) il ruolo partenariale e concertativo del Patto per lo sviluppo
dell’economia e del lavoro, della qualità e della coesione sociale e
dei tavoli territoriali di confronto;

2) gli orientamenti comunitari di cui al Consiglio europeo di Lisbona
2000 e di Göteborg 2001, nonché il Programma integrato per la crescita
e l’occupazione (PICO) di rilancio della strategia di Lisbona;

3) l’esigenza di monitoraggio e la verifica orientata al miglioramento
dei rapporti tra imprese e pubblica amministrazione.

2. Nel perseguire gli obiettivi di competitività di cui al presente
articolo, la Regione attribuisce specifica attenzione al contrasto
dell’evasione fiscale e contributiva, e del lavoro nero e sommerso, al fine di
contrastare ogni alterazione della libera concorrenza ed assicurare
correttezza e rispetto delle regole nella competitività. Con tali finalità la
Regione promuove l’estensione dell’applicazione del Documento Unico di
Regolarità Contributiva (DURC), nonché la vigilanza ed il monitoraggio sugli
appalti pubblici.


ARTICOLO 2

(Strumenti)

1. Gli obiettivi di cui all’articolo 1 sono perseguiti con l’utilizzo
delle seguenti tipologie di strumenti:

a) POLITICHE E STRUMENTI FISCALI: consistono nella riduzione del carico
fiscale di spettanza regionale gravante sulle imprese, attuata in forma
complementare o alternativa agli strumenti di cui al presente articolo.
Nell’ambito della legge finanziaria è determinato il tetto complessivo di
sgravio fiscale annuo ammissibile rispetto alle entrate regionali
previste, nonché le tipologie di azioni cui tale strumento è applicabile;

b) CREDITO: consiste in interventi di facilitazione dell’accesso al credito
da parte delle imprese, attraverso il potenziamento, nei limiti della
disciplina comunitaria, degli interventi di garanzia ed il rafforzamento
e la riorganizzazione degli attuali strumenti, compresi i confidi di
primo e secondo livello e gli altri istituti di garanzia, nonché mediante
nuovi modelli di intervento regionale;

c) AGEVOLAZIONI: consistono in incentivi, contributi, voucher, sovvenzioni e
in ogni altra forma di intervento finanziario destinati a:

1) sostenere gli investimenti in infrastrutture e in beni materiali ed
immateriali, la qualificazione dei servizi e gli investimenti
finanziari destinati alla riqualificazione del debito, alla
patrimonializzazione ed allo sviluppo delle imprese;

2) promuovere e sostenere la ricerca e l’innovazione attraverso attività
e programmi di trasferimento di conoscenze, sostenere l’acquisizione
di nuove tecnologie e azioni di particolare rilevanza nel campo delle
tecnologie volte all’ampliamento della base tecnologica dei prodotti,
all’interazione tra settori ad alta tecnologia e settori tradizionali,
nonché a nuove prestazioni di prodotto e di processo;

3) sostenere l’acquisto o l’accesso a servizi, prestazioni e risorse
professionali nel campo della ricerca, dell’innovazione,
dell’organizzazione, dell’internazionalizzazione, della finanza
d’impresa, della formazione e delle conoscenze;

4) sostenere la produzione di servizi e il miglioramento della qualità e
del contenuto degli stessi;

d) FINANZA INNOVATIVA: consiste nella costituzione e sviluppo di fondi di
investimento in capitale di rischio, private equity e quasi equity, da
parte della Regione, attraverso Finlombarda spa, destinati a sostenere
iniziative imprenditoriali di peculiare rilevanza, specificamente
orientate allo sviluppo d’impresa con conseguenze positive sul sistema
imprenditoriale e sui livelli occupazionali con particolare attenzione
all’inserimento lavorativo di giovani diplomati e laureati;

e) PROMOZIONE: consiste in iniziative di sensibilizzazione e comunicazione,
nonchè in premi ed altre forme non finanziarie volte a riconoscere e far
conoscere anche a livello internazionale le migliori pratiche e le realtà
imprenditoriali di eccellenza nei diversi settori dell’economia lombarda
anche in tema di tutela dell’ambiente e sicurezza nei luoghi di lavoro;

f) INFORMAZIONE: consiste nel rendere disponibile a tutte le imprese la
conoscenza delle migliori condizioni per lo sviluppo, le pari opportunità
e la concorrenza leale.


ARTICOLO 3

(Attuazione)

1. La Giunta regionale, anche attraverso gli enti regionali e le società
a partecipazione regionale, attua la presente legge perseguendo gli obiettivi
di cui all’articolo 1 mediante le azioni realizzate con gli strumenti di cui
all’articolo 2:

a) stipulando specifici accordi con gli enti locali, le camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura (CCIAA), le università e il sistema
della ricerca, le fondazioni bancarie, le organizzazioni imprenditoriali
e le aggregazioni di imprese; tali accordi devono essere definiti in
coerenza con la programmazione degli enti locali, laddove esistente, per
quanto riguarda la definizione e valorizzazione delle potenzialità e
delle esigenze di sviluppo economico locale, privilegiare la
collaborazione tra soggetti territoriali ed organizzazioni e la
massimizzazione dei vantaggi per i destinatari delle azioni, favorire il
concorso di risorse addizionali;

b) attuando direttamente le azioni, definendo per ognuna le specifiche
modalità e lo strumento d’intervento, le categorie di destinatari e le
modalità per la valutazione di efficacia delle azioni secondo i seguenti
criteri:

1) effetti sulla competitività del destinatario e del sistema socio-
economico;

2) effetti occupazionali;

3) altri effetti e parametri correlati alla specificità dell’azione;

c) aderendo alle proposte di programmi di sviluppo della competitività
locale di cui al comma 5.

2. Le indicazioni prioritarie per lo sviluppo delle azioni e gli
indicatori atti a verificarne l’efficacia sono determinati dalla Giunta
regionale, nell’ambito del documento di programmazione economico-finanziaria
regionale (DPEFR) sulla base delle analisi sviluppate dalla relazione di cui
al comma 4, sentito il tavolo del Patto per lo sviluppo e la competente
commissione consiliare. Relativamente al primo anno di applicazione, qualora
l’entrata in vigore della presente legge intervenga successivamente
all’approvazione da parte della Giunta regionale del DPEFR, l’orientamento
delle azioni è definito con deliberazione della Giunta regionale.

3. La Regione è parte attiva sia sul piano progettuale che delle risorse
nella partecipazione ai progetti di innovazione industriale indicati dalle
politiche nazionali.

4. Ai fini di quanto previsto dal comma 2, la Giunta regionale sottopone
annualmente al Consiglio regionale una relazione contenente:

a) l’analisi congiunturale e del posizionamento competitivo del sistema
produttivo lombardo rispetto al contesto nazionale e internazionale;

b) la valutazione dell’impatto delle azioni regionali condotte, rispetto ad
indicatori definiti in attuazione degli obiettivi di cui all’articolo 1,
e la pubblicizzazione dei risultati ottenuti specificando:

1) le risorse finanziarie previste e utilizzate;

2) gli strumenti d’intervento e le procedure adottate;

3) il numero e la tipologia dei beneficiari ed il volume e la tipologia
degli investimenti attivati;

4) la valutazione di efficacia delle azioni e l’opportunità di correttivi.

5. Gli enti locali, le organizzazioni imprenditoriali e le aggregazioni
di imprese, le CCIAA ed il loro sistema regionale, le università e il sistema
della ricerca, le fondazioni bancarie, nonché le parti sociali, con priorità
alle iniziative collaborative, possono proporre alla Giunta regionale
programmi di sviluppo della competitività anche finalizzati alla riduzione
delle disuguaglianze e degli svantaggi che gravano sui territori lombardi
confinanti con Province, Regioni e Stati che vantano sistemi di agevolazione
alle imprese più favorevoli di quelli regionali e che presentino le seguenti
caratteristiche:

a) rilevanza dei risultati attesi e capacità di conseguirli;

b) equilibrio del rapporto tra impegni e risultati;

c) addizionalità di risorse, anche private, attivabili;

d) governabilità dei processi di sviluppo e di attuazione dei programmi.

6. Per la realizzazione dei programmi di cui al comma 5 i soggetti
attuatori possono avvalersi di agenzie di sviluppo. Le azioni a valenza
finanziaria a beneficio delle imprese di cui alla presente legge sono attuate
nel rispetto della normativa comunitaria in materia di aiuti di stato, previa
notifica alla Commissione europea o comunicazione di applicazione del
regolamento di esenzione nei casi e nei modi prescritti.

7. Possono essere conferite agli enti locali:

a) le funzioni amministrative relative alle azioni di cui al comma 1,
lettera a), in presenza di addizionalità di risorse delle province
stesse, nonché di quelle di cui al comma 5 qualora coordinate dalle
province;

b) le funzioni amministrative relative all’attuazione delle iniziative di
interesse provinciale finanziate da risorse comunitarie destinate allo
sviluppo economico locale;

c) la mappatura analitica delle aree industriali dismesse di cui
all’articolo 7, nonché il monitoraggio delle relative iniziative di
recupero.


ARTICOLO 4

(Distretti)

1. La Regione riconosce, promuove e favorisce la libera aggregazione
delle imprese in distretti, finalizzata alla crescita collaborativa attraverso
lo sviluppo di interazioni rivolte alla condivisione di risorse e conoscenze,
all’innovazione, all’internazionalizzazione, all’organizzazione e alla
logistica. Si intendono per distretti le aggregazioni di imprese secondo
legami di affinità che possono avere carattere tematico-settoriale,
territoriale o congiunto, ovvero altro specifico legame di correlazione. Ai
distretti possono aderire liberamente le imprese industriali, artigianali,
cooperative, della distribuzione, dei servizi, edili, turistiche, agricole e
agroalimentari.

2. La Giunta regionale definisce i requisiti per l’accreditamento dei
distretti in coerenza con quanto disposto dall’articolo 1, comma 366, della
legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio
annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2006)) tenendo conto:

a) della rappresentatività del distretto a livello settoriale o territoriale;

b) del numero delle imprese aderenti e del fatturato complessivo;

c) della disponibilità di patrimonio scientifico e tecnologico condivisibile;

d) dell’integrazione di risorse e funzioni tra le imprese aderenti.

3. Nell’ambito delle competenze e delle azioni regionali per la
competitività i distretti accreditati possono, in particolare:

a) promuovere azioni e programmi destinati prioritariamente allo sviluppo
dell’innovazione e dell’internazionalizzazione delle imprese aderenti,
nonché di servizi di sviluppo aziendale, anche a carattere logistico, al
sistema distrettuale, nonché alla sostenibilità ambientale, con
particolare riferimento ai crediti ambientali, alla riduzione delle
emissioni inquinanti ed al risparmio energetico;

b) presentare, a nome del distretto ovvero delle imprese associate singole o
aggregate, richieste di accesso alle agevolazioni previste dalle leggi
regionali, nazionali o da disposizioni comunitarie gestite dalla Regione,
nonché effettuare presso lo sportello unico, per conto delle imprese
associate, gli adempimenti relativi ai procedimenti amministrativi
relativi agli insediamenti produttivi;

c) attuare gli adempimenti in materia di assunzioni obbligatorie anche in
forma reciprocamente compensativa tra le imprese associate e tra queste e
le strutture operative distrettuali, in coerenza e secondo le
disposizioni nazionali e regionali vigenti in materia di collocamento
obbligatorio;

d) stipulare apposite convenzioni con banche, istituti di credito ed
intermediari finanziari vigilati, volte alla prestazione di garanzie per
il rimborso delle quote del contributo concesso alle imprese associate;

e) accedere, per conto delle imprese associate, alle informazioni contenute
nelle banche dati aderenti al sistema informativo di cui all’articolo 5,
comma 5, lettera b);

f) promuovere lo sviluppo di azioni a carattere interregionale a sostegno di
azioni di filiera sovraregionali nel campo dell’innovazione e
dell’internazionalizzazione;

g) promuovere iniziative per la riconversione produttiva ed occupazionale
nei casi di crisi interne ed esterne al distretto, orientando e
coordinando l’intervento delle imprese aderenti.

4. A sostegno dello sviluppo distrettuale la Regione promuove:

a) la costituzione, anche attraverso Finlombarda spa, di fondi di
investimento in capitale di rischio ed altri specifici strumenti
finanziari, anche con l’apporto di soggetti pubblici e privati,
finalizzati a sostenere lo sviluppo competitivo delle imprese
distrettuali;

b) le iniziative volte all’accertamento delle condizioni che consentono
l’accesso ad agevolazioni ed incentivi tributari e contributivi anche a
livello nazionale e comunitario e agli adempimenti previsti per la
concessione dei relativi benefici;

c) lo sviluppo della responsabilità sociale d’impresa sensibilizzando le
aziende sulle ripercussioni delle loro attività in ambito sociale da
realizzarsi attraverso la redazione di codici etici liberamente assunti
dalle imprese aderenti;

d) la qualità delle relazioni industriali finalizzate a sviluppare la
partecipazione dei lavoratori alla vita aziendale, i loro diritti
individuali, il contrasto alla discriminazione sui luoghi di lavoro, la
stabilità dei rapporti di lavoro e l’emersione del lavoro irregolare.

5. La Regione promuove in via diretta o in sinergia con altri livelli
istituzionali specifici accordi con grandi gruppi, reti di impresa, università
al fine di costituire centri settoriali e agenzie funzionali allo sviluppo.


ARTICOLO 5

(Semplificazione dei rapporti)

1. I procedimenti amministrativi relativi all’avvio, svolgimento,
trasformazione e cessazione di attività economiche, nonchè per
l’installazione, attivazione, esercizio e sicurezza di impianti e agibilità
degli edifici funzionali alle attività economiche, il cui esito dipenda
esclusivamente dal rispetto di requisiti e prescrizioni di leggi, regolamenti
o disposizioni amministrative rientranti nella competenza legislativa
regionale, sono sostituiti da una dichiarazione resa, sotto forma di
dichiarazione sostitutiva di certificazione o dichiarazione sostitutiva
dell’atto di notorietà, dal proprietario dell’immobile o avente titolo, ovvero
dal legale rappresentante dell’impresa che attesti la conformità o la
regolarità degli interventi o delle attività. Restano fermi il controllo e la
verifica successivi, nonchè la vigilanza da parte delle autorità competenti.

2. In caso di dichiarazioni mendaci, di formazione o utilizzo di false
attestazioni, ovvero di esecuzione difforme da quanto dichiarato, fermo
restando quanto previsto dagli articoli 75 e 76 del decreto del Presidente
della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), gli
effetti autorizzativi delle dichiarazioni sostitutive di cui al comma 1
vengono meno e alle attività o interventi realizzati si applicano le
disposizioni previste dalle norme di riferimento per i casi di assenza di
autorizzazione.

3. La Giunta regionale individua i procedimenti amministrativi cui si
applica il comma 1 e per tali procedimenti, nonché per quelli di cui
all’articolo 6 predispone la modulistica unificata e provvede alla
standardizzazione degli allegati per tutte le amministrazioni interessate.

4. Il procedimento di iscrizione all’albo delle imprese artigiane,
disciplinato dalla legge regionale 16 dicembre 1989, n. 73 (Disciplina
istituzionale dell’artigianato lombardo), è sostituito da comunicazione del
legale rappresentante dell’impresa alla competente commissione provinciale per
l’artigianato, presso cui è istituito l’albo. Tale comunicazione attesta il
possesso dei requisiti e ne determina l’iscrizione dalla data di presentazione
della comunicazione stessa. Le commissioni provinciali dispongono accertamenti
e controlli e adottano gli eventuali provvedimenti di cancellazione.

5. La Regione, nel rispetto della disciplina sulla protezione dei dati
personali, assicura:

a) l’accesso informatico alle procedure regionali che riguardano le imprese;
con la medesima modalità le imprese ottengono supporto informativo;

b) il raccordo e il coordinamento informatico delle banche dati pubbliche
relative alle imprese compreso il registro delle imprese presso le CCIAA,
allo scopo di costituire il sistema informativo integrato imprese della
Regione con il compito di:

1) razionalizzare e semplificare il collegamento informatico tra imprese
e pubblica amministrazione;

2) coordinare l’offerta e l’opportunità di servizi;

3) garantire la piena e reciproca consultabilità fra banche dati
pubbliche delle imprese, al fine di evitare duplicazioni nei rapporti
con la pubblica amministrazione e la necessità da parte delle imprese
di presentare la medesima documentazione ad amministrazioni diverse;

4) costituire la banca dati dei contributi concessi alle imprese, anche
al fine di verificare l’efficacia delle politiche pubbliche ed
orientarne lo sviluppo.

6. La Giunta regionale, per l’attuazione di quanto previsto dal presente
articolo, è autorizzata a stipulare, laddove necessario, intese e accordi con
il Governo, anche al fine di armonizzare le rispettive leggi e regolamenti, e
con la conferenza regionale delle autonomie istituita dall’articolo 1, comma
16, della legge regionale 5 gennaio 2000, n. 1 (Riordino del sistema delle
autonomie in Lombardia. Attuazione del d.lgs. 31 marzo 1998, n.
112 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle
regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo
1997, n. 59”).

7. Gli enti locali adeguano i propri regolamenti a quanto previsto dal
presente articolo.

8. Le disposizioni di cui al presente articolo e all’ articolo 7 non si
applicano ai procedimenti riguardanti le grandi strutture di vendita
disciplinate dall’articolo 9 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114
(Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma
dell’articolo 4, comma 4, della L. 15 marzo 1997, n. 59) e dalla legge
regionale 23 luglio 1999, n. 14 (Norme in materia di commercio in attuazione
del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 “Riforma della disciplina
relativa al settore del commercio, a norma dell’art. 4, comma 4, della legge
15 marzo 1997, n. 59”).

9. La Giunta regionale realizza, d’intesa con le associazioni
rappresentative delle imprese, rilevazioni sui rapporti tra la pubblica
amministrazione e le imprese.


ARTICOLO 6

(Semplificazione delle procedure)

1. Lo sportello unico di cui all’articolo 24 del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello
Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della L. 15
marzo 1997, n. 59) è responsabile di tutti i procedimenti amministrativi
inerenti le attività economiche produttive di beni e servizi. Laddove non sia
ancora attivo, le relative funzioni sono assolte dal competente ufficio
comunale.

2. La domanda di avvio del procedimento è presentata [ . . . ]

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