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Legge regionale 19/02/2007 n. 3

(Gazzetta ufficiale 22/02/2007 n. 8)

Regione Piemonte - Istituzione del Parco fluviale Gesso e Stura

ARTICOLO 1

(Istituzione)

1. È istituito il Parco fluviale Gesso e Stura ai sensi dell’articolo 6 della
legge regionale 22 marzo 1990 n. 12 (in materia di aree protette),
classificato di rilievo regionale ai sensi dell’articolo 93, comma 3, della
legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 (in attuazione del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 112), come inserito dall’articolo 9 della legge regionale 15
marzo 2001, n. 5.
2. Nell’ambito del Parco fluviale Gesso e Stura sono individuate aree a
diversa classificazione:
a) riserve naturali orientate per la conservazione dell’ambiente naturale;
b) aree attrezzate;
c) zone di salvaguardia.








ARTICOLO 2

(Confini)

1. I confini del Parco fluviale Gesso e Stura incidono sul territorio del
Comune di Cuneo e sono riportati nell’allegata cartografia in scala 1:25000;
le aree a diversa classificazione interne al Parco sono puntualmente
individuate in cartografia.
2. I confini delle aree classificate come riserve naturali orientate per la
conservazione dell’ambiente naturale e come aree attrezzate sono delimitati da
idonee tabelle, collocate in modo visibile lungo il perimetro dell’area e
mantenute in buono stato di conservazione e di leggibilità, recanti la
scritta: Regione Piemonte - Parco fluviale Gesso e Stura. Ancorché non
tabellate, le zone di salvaguardia sono disciplinate dalla presente legge.








ARTICOLO 3

(Denominazione delle aree protette)

1. Le aree protette individuate nella cartografia allegata, sono così
denominate:
a) Riserva naturale orientata della Crocetta;
b) Area attrezzata Santuario degli Angeli - Tetto Bruciato;
c) Area attrezzata del Parco della Gioventù;
d) Area attrezzata di Borgo S. Giuseppe;
e) Area attrezzata di Madonna delle Grazie;
f) Riserva naturale orientata dello Stura;
g) Area attrezzata Basse Stura;
h) Area attrezzata di Madonna della Riva;
i) Riserva naturale orientata della confluenza Gesso-Stura;
j) Area attrezzata Plan d’eau;
k) Riserva naturale orientata S. Anselmo.
2. Il restante territorio del Parco fluviale Gesso e Stura è classificato
come zona di salvaguardia.
3. L’utilizzo e la fruizione dell’area protetta sono disciplinati con legge
regionale ai sensi dell’articolo 28 della l.r. 12/1990.








ARTICOLO 4

(Finalità)

1. Le finalità dell’istituzione del Parco fluviale Gesso e Stura, sono le
seguenti:
a) restituire alla città di Cuneo un’area che possa concorrere
significativamente al miglioramento della qualità della vita del
cittadino;
b) tutelare, conservare e valorizzare le caratteristiche naturali,
ambientali, paesaggistiche e storiche dell’area fluviale, anche mediante
interventi di ricostituzione di ambiti naturali e in funzione dell’uso
sociale di tali valori;
c) tutelare le specie faunistiche e floristiche presenti sul territorio, con
particolare riferimento alle aree istituite a riserva naturale orientata;
d) garantire il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente
delle specie e degli habitat di cui agli allegati della direttiva
79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, in materia di conservazione
degli uccelli selvatici e di cui agli allegati della direttiva 92/43/CEE
del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli
habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche,
secondo le disposizioni attuative del regolamento emanato con decreto del
Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 (relativo
all’attuazione della direttiva 92/43/CEE), come modificato con decreto
del Presidente della Repubblica 12 marzo 2003, n. 120;
e) difendere il patrimonio naturale costituito dalle acque dello Stura e del
Gesso al fine di migliorarne le condizioni idrobiologiche e di
proteggerle da fattori inquinanti;
f) garantire forme d’uso del territorio e di sviluppo tendenti a valorizzare
e ripristinare gli assetti ambientali, il paesaggio delle zone ripariali,
le tecniche costruttive tradizionali che hanno caratterizzato la
formazione e l’evoluzione del paesaggio e del territorio, concorrendo ad
eliminare le cause di inquinamento e di degrado;
g) promuovere, valorizzare e incentivare le attività agro-silvo-colturali,
in coerenza con la destinazione d’uso, nonché le attività economiche
tradizionali e legate all’utilizzazione ecosostenibile delle risorse;
h) promuovere, organizzare e sostenere le attività di studio, ricerca,
didattica e le attività scientifiche, ricreative e turistiche, con
particolare riferimento all’ambiente fluviale, anche attraverso la
creazione di specifiche attrezzature polifunzionali;
i) concorrere alla realizzazione dei piani e dei progetti di tutela
ambientale predisposti ai sensi della parte terza del decreto legislativo
3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale);
j) sostenere e promuovere, con l’eventuale partecipazione dei comuni
circostanti, la fruizione turistica-ricreativa del territorio anche
attraverso lo sviluppo dell’agriturismo, dell’agricoltura biologica, dei
servizi e delle attività ricreative, compatibilmente con le
caratteristiche ambientali dei luoghi, nonché la valorizzazione delle
risorse umane attraverso misure integrate che sviluppano la valenza
economica ed educativa delle aree protette;
k) rappresentare la porta del Parco naturale delle Alpi Marittime mediante
la definizione di specifiche politiche sinergiche di promozione, sviluppo
e animazione dell’area, nell’intento di attrarre e coinvolgere un
pubblico differenziato in termini di età, interessi e provenienza.








ARTICOLO 5

(Gestione)

1. Le funzioni di direzione e di amministrazione delle attività necessarie
per il conseguimento delle finalità istitutive sono esercitate dal Comune di
Cuneo.
2. Il Comune di Cuneo:
a) predispone e approva il programma di attività annuale e pluriennale di
qualificazione e valorizzazione;
b) adotta il piano d’area;
c) assume tutte le iniziative necessarie al raggiungimento degli obiettivi
istituzionali e gestionali.
3. Il Comune di Cuneo e il Parco naturale delle Alpi Marittime stipulano una
convenzione che definisce i rapporti ed i compiti ai fini dello svolgimento
delle attività necessarie al raggiungimento delle finalità istitutive. Con la
convenzione è costituito un comitato di coordinamento, composto da
rappresentanti del Comune di Cuneo e del Parco naturale delle Alpi Marittime
che, nel rispetto delle direttive e degli indirizzi provenienti dai rispettivi
organi deliberanti, attua gli interventi utili per la realizzazione delle
finalità istitutive.








ARTICOLO 6

(Personale)

1. Il conseguimento delle finalità istitutive è ottenuto mediante l’impiego
di personale del Comune di Cuneo e l’utilizzo delle risorse finanziarie
trasferite dalla Regione Piemonte sulla base di quanto indicato dall’articolo
15.








ARTICOLO 7

(Norme di tutela per le riserve naturali)

1. Nelle aree istituite a riserva naturale orientata, si applicano il decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio,
ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) e le leggi
statali e regionali in materia di tutela dell’ambiente, della flora e della
fauna, nonché le leggi sulla caccia e sulla pesca. Nelle aree istituite a
riserva naturale orientata è vietato:
a) aprire e coltivare cave di qualsiasi natura;
b) esercitare l’attività venatoria;
c) alterare e modificare le condizioni naturali di vita degli animali;
d) danneggiare e distruggere i vegetali di ogni specie e tipo, fatte salve
le normali attività agricole;
e) esercitare le attività ricreative e sportive con mezzi meccanici fuori
strada, salvo quanto previsto dagli strumenti di pianificazione di cui
all’articolo 12;
f) costruire nuove strade ed ampliare le esistenti se non in funzione delle
finalità istitutive;
g) abbattere o danneggiare gli alberi che hanno un particolare valore
ambientale, scientifico o urbanistico;
h) effettuare gli interventi di modificazione o demolizione di edifici
esistenti o di costruzione di nuovi edifici o di strutture, stabili o
temporanee, che possono deteriorare le caratteristiche ambientali dei
luoghi.
2. In tutte le aree istituite a riserva naturale orientata è consentito:
a) effettuare gli interventi tecnici di cui alla legge regionale 8 giugno
1989, n. 36 (Interventi finalizzati a raggiungere e conservare
l’equilibrio faunistico ed ambientale nelle aree istituite a Parchi
naturali, Riserve naturali e Aree attrezzate), come da ultimo modificata
dalla legge regionale del 22 febbraio 1993, n. 6, con particolare
riferimento alle attività agricole ed al mantenimento delle condizioni
naturali dei luoghi;
b) svolgere l’attività agricola e forestale e le attività di manutenzione
del territorio, purché non in contrasto con altre norme della presente
legge;
c) effettuare gli interventi edilizi che sono compatibili con le previsioni
degli strumenti di pianificazione di cui all’articolo 12;
d) effettuare, nel rispetto delle normative vigenti, gli interventi di
regimazione dei corsi d’acqua che si rendono necessari per motivi di
pubblica sicurezza e per l’incolumità delle persone; tali interventi sono
eseguiti con tecniche rispettose delle caratteristiche ambientali dei
luoghi e sono autorizzati ai sensi del d.lgs. 42/2004; in caso contrario
le opere si intendono eseguite in violazione alla norma di cui al comma
1, lettera h).








ARTICOLO 8

(Norme di tutela per le aree attrezzate)

1. Nelle aree istituite ad area attrezzata, si applicano il d.lgs. 42/2004 e
le leggi statali e regionali in materia di tutela dell’ambiente, della flora e
della fauna, nonché le leggi sulla caccia e sulla pesca. Nelle aree istituite
ad area attrezzata è vietato:
a) esercitare l’attività venatoria;
b) alterare e modificare le condizioni naturali di vita degli animali;
c) danneggiare e distruggere i vegetali di ogni specie e tipo, fatte salve
le normali attività agricole;
d) esercitare le attività ricreative e sportive con mezzi motorizzati, con
l’eccezione di spazi attrezzati ad uso esclusivamente sportivo-
motonautico, salvo quanto previsto dagli strumenti di pianificazione di
cui all’articolo 12;
e) abbattere o danneggiare gli alberi che hanno un particolare valore
ambientale, scientifico o urbanistico;
f) effettuare gli interventi di modificazione o demolizione di edifici od
opere, stabili o temporanee, che possono deteriorare le caratteristiche
ambientali dei luoghi.
2. In tutte le aree istituite ad area attrezzata è consentito:
a) effettuare gli interventi tecnici di cui alla l.r. 36/1989;
b) svolgere l’attività agricola e forestale e le attività di manutenzione
del territorio;
c) effettuare gli interventi edilizi che sono compatibili con le previsioni
degli strumenti di pianificazione di cui all’articolo 12, con particolare
riferimento alle attrezzature per la fruizione pubblica;
d) effettuare, nel rispetto delle normative vigenti, gli interventi di
regimazione dei corsi d’acqua che si rendono necessari per motivi di
pubblica sicurezza e per l’incolumità delle persone. Tali interventi sono
eseguiti con tecniche rispettose delle caratteristiche ambientali dei
luoghi e sono autorizzati ai sensi del d.lgs. 42/2004; in caso contrario
le opere si intendono eseguite in violazione alla norma di cui al comma
1, lettera f).








ARTICOLO 9

(Norme di tutela per le zone di salvaguardia)

1. Nelle aree istituite a zona di salvaguardia, in quanto aree di raccordo
tra le riserve naturali orientate e le aree attrezzate ed in quanto aree a
regime di tutela urbanistica e territoriale, si applicano le previsioni del
piano d’area.
2. In tutte le aree istituite a zona di salvaguardia è consentito:
a) esercitare l’attività venatoria;
b) svolgere l’attività agricola e forestale e le attività di manutenzione
del territorio;
c) effettuare gli interventi edilizi;
d) effettuare, nel rispetto delle normative vigenti, gli interventi di
regimazione dei corsi d’acqua che si rendono necessari per motivi di
pubblica sicurezza e per l’incolumità delle persone.








ARTICOLO 10

(Norme di tutela comuni per le riserve naturali orientate, per le aree
attrezzate e per le zone di salvaguardia)

1. Dalla data di approvazione degli strumenti di pianificazione previsti
all’articolo 12, le attività e gli interventi di cui agli articoli 7 comma 2,
8 comma 2 e 9 comma 2, sono consentiti esclusivamente se compatibili con gli
strumenti medesimi.
2. La realizzazione di infrastrutture e di impianti previsti da piani e
programmi di rilievo regionale e nazionale, oppure da piani di settore, è
subordinata alla stipulazione di apposita convenzione con l’ente di gestione
del Parco fluviale Gesso e Stura.








ARTICOLO 11

(Vigilanza)

1. La vigilanza sull’area attrezzata del Parco fluviale Gesso e Stura è
affidata agli agenti di polizia locale, urbana e rurale, agli agenti di
vigilanza faunistica provinciali, al Corpo forestale dello Stato, ai
guardaparco dell’Ente Parco naturale Alpi Marittime a fronte della stipula
della convenzione di cui all’articolo 5, alle guardie ecologiche volontarie di
cui all’articolo 37 della legge regionale 2 novembre 1982, n. 32 (Norme per la
conservazione del patrimonio naturale e dell’assetto ambientale).








ARTICOLO 12

(Piano d’area e piano di assestamento forestale)

1. Il Parco fluviale Gesso e Stura è regolato dal piano d’area di cui
all’articolo 23 della l.r. 12/1990, come modificato dall’articolo 7 della
legge regionale 21 luglio 1992, n. 36 e dagli strumenti di pianificazione
specifica.
2. Il piano d’area è efficace anche per la tutela del paesaggio ai fini e per
gli effetti di cui all’articolo 143 del d.lgs. 42/2004 e ai sensi
dell’articolo 2 della legge regionale 3 aprile 1989, n. 20 (Norme in materia
di tutela di b [ . . . ]

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