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Legge regionale 16/04/ 2019 n. 18

Regione Toscana - Disposizioni per la qualità del lavoro e per la valorizzazione della buona impresa negli appalti di lavori, forniture e servizi. Disposizioni organizzative in materia di procedure di affidamento di lavori. Modifiche alla l.r. 38/2007

Decreto Presidenziale 31/07/ 2012 n. 44/R

Regione Toscana - Modifiche al decreto del Presidente Giunta regionale 7 agosto 2008, n. 45/R (Regolamento di attuazione della legge regionale 13 luglio 2007, n. 38 “Norme in materia di contratti pubblici e relative disposizionisulla sicurezza e regolarità del lavoro”)

Decreto Presidenziale 07/08/ 2008 n. 45/R

Regione Toscana - Regolamento di attuazione della legge regionale 13 luglio 2007, n. 38 (Norme in materia di contratti pubblici e relative disposizioni sulla sicurezza e regolarità del lavoro)

Legge regionale 29/02/ 2008 n. 13

Regione Toscana - Modifiche alla legge regionale 13 luglio 2007, n. 38 (Norme in materia di contratti pubblici e relative disposizioni sulla sicurezza e regolarità del lavoro)

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Toscana, pubblicata la nuova legge sugli appalti

Introdotte norme rigorose in materia di sicurezza e tutela dei lavoratori

Legge regionale 13/07/2007 n. 38

(Gazzetta regionale 18/07/2007 n. 20)

Regione Toscana - Norme in materia di contratti pubblici e relative disposizioni sulla sicurezza e regolarità del lavoro

CAPO I
Disposizioni generali



ARTICOLO 1

Oggetto e finalità

1. La presente legge disciplina, nel rispetto del decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi
e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE), i
contratti pubblici di appalto aventi ad oggetto i lavori, le forniture e i
servizi, stipulati dalle stazioni appaltanti di cui all’articolo 2 ed eseguiti
sul territorio regionale, il cui affidamento sia di competenza della Regione e
degli altri soggetti di cui all’articolo 2.
2. Nei contratti pubblici di appalto l’appaltatore assume la
responsabilità dell’organizzazione dei mezzi produttivi e la direzione dei
lavoratori, nonché il relativo rischio di impresa.
3. Sono esclusi dall’applicazione della presente legge i contratti
pubblici per l’affidamento di lavori, forniture e servizi riservati dalle
normative statali alla competenza esclusiva dello Stato.
4. Restano ferme le disposizioni in materia di appalti contenute in leggi
regionali di disciplina di specifici settori.
5. La presente legge persegue l’obiettivo di migliorare la qualità del
sistema dei contratti pubblici affidati dai soggetti di cui all’articolo 2,
provvedendo, al contempo, a:
a) stabilire regole volte a rendere più efficace la programmazione;
b) qualificare e valorizzare la committenza pubblica;
c) semplificare le procedure amministrative;
d) tutelare la sicurezza e la regolarità del lavoro in ogni sua parte,
anche attraverso il potenziamento ed il coordinamento dei controlli in
materia, con particolare riferimento all’istituto del subappalto;
e) promuovere la selezione di imprese aggiudicatarie in regola con la
normativa sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori, nonché con quella
contrattuale e contributiva;
f) potenziare la tutela dell’ambiente;
g) promuovere progetti finalizzati all’accorpamento delle stazioni
appaltanti.








ARTICOLO 2

Ambito soggettivo

1. Le disposizioni della presente legge si applicano:
a) alla Regione, agli enti ed alle agenzie istituiti con legge regionale,
agli enti parco regionali, all’Azienda agricola regionale di Alberese;
b) agli enti locali, ai loro consorzi, unioni ed associazioni;
c) alle aziende unità sanitarie locali, alle aziende ospedaliero
universitarie, agli enti per i servizi tecnico-amministrativi (ESTAV);
d) alle aziende pubbliche per i servizi alla persona;
e) alle altre amministrazioni aggiudicatrici, non indicate alle lettere
a), b) c) e d), agli enti aggiudicatori ed agli altri soggetti
aggiudicatori come definiti dall’articolo 3 del d.lgs. 163/2006 ed
individuati dall’articolo 32 del medesimo decreto legislativo.
2. Ai fini della presente legge i soggetti di cui al comma 1 sono di
seguito unitariamente denominati “stazioni appaltanti”.








ARTICOLO 3

Contratti esclusi

1. I contratti pubblici esclusi, di cui agli articoli 19, 20 e 22 del
d.lgs. 163/2006, osservano le disposizioni dei Capi II, III, IV e VI della
presente legge.
2. Le stazioni appaltanti disciplinano le modalità di affidamento dei
contratti di cui al comma 1 nel rispetto dei principi di economicità,
efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità,
disponendo la preventiva pubblicazione di un avviso pubblico sul profilo del
committente e sul sito dell’Osservatorio regionale per i contratti aventi
importo pari o superiore alla soglia comunitaria e, di norma, anche per i
contratti di importo inferiore.
3. Tutti i soggetti che hanno manifestato interesse sono invitati a
presentare offerta. Qualora questi ultimi siano in numero inferiore a quello
previsto dall’articolo 27 del d.lgs.163/2006, la stazione appaltante, ove
possibile, integra il numero dei soggetti da invitare sino a raggiungere
quello minimo previsto dalla disposizione.
4. Le disposizioni adottate ai sensi del comma 2 sono inviate
all’Osservatorio regionale di cui all’articolo 4 che ne assicura la relativa
pubblicità.




CAPO II
Osservatorio regionale sui contratti pubblici



ARTICOLO 4

Osservatorio regionale sui contratti pubblici

1. E’ istituito, nell’ambito della direzione generale regionale
competente per materia, l’Osservatorio regionale sui contratti pubblici, di
seguito definito Osservatorio, al fine di contribuire alla massima trasparenza
delle procedure per l’affidamento dei contratti pubblici, nel rispetto delle
normative statali e regionali in materia, nonché di quelle sulla sicurezza e
sulla tutela del lavoro.
2. La Regione, tramite l’Osservatorio, persegue inoltre l’obiettivo della
collaborazione tra i soggetti interessati e la sistematica condivisione delle
finalità della presente legge, provvedendo al coordinamento delle iniziative e
delle attività relative alla materia dei contratti pubblici.
3. Alla organizzazione ed allo svolgimento dei compiti disciplinati dal
presente capo concorrono, in ragione delle funzioni e dei compiti ad esse
rispettivamente attribuite, tutte le strutture regionali, sia tecniche che
amministrative.








ARTICOLO 5

Compiti dell’Osservatorio

1. All’Osservatorio sono attribuiti i seguenti compiti:
a) acquisire le informazioni ed i dati utili a consentire la massima
trasparenza nei procedimenti di gara e contrattuali posti in essere dalle
stazioni appaltanti;
b) garantire, nel rispetto delle normative sulla tutela della
riservatezza, la pubblicità degli atti adottati nell’ambito dei
procedimenti di cui alla lettera a), assicurandone la diffusione e la
disponibilità effettiva, nonché la conoscenza da parte degli enti ed organi
pubblici competenti all’effettuazione dei controlli di cui al capo III,
nonché degli altri soggetti istituzionalmente legittimati all’acquisizione
di essi, come previsto all’articolo 11;
c) promuovere la qualità delle procedure di appalto e la qualificazione
degli operatori, pubblici e privati, ad esse addetti, attraverso le
attività indicate all’articolo 9.
2. Tra i compiti di cui al comma 1 rientrano prioritariamente le
attività relative:
a) alla gestione ed all’aggiornamento dell’archivio dei contratti
pubblici, comprendente i dati e le informazioni di cui al comma 3;
b) alla predisposizione di strumenti informatici per l’acquisizione dei
dati di cui alla lettera a);
c) alla elaborazione dei dati acquisiti ed alla conseguente redazione di
appositi rapporti statistici sull’andamento e sulle caratteristiche della
spesa pubblica per lavori, forniture e servizi, e sui risultati del
monitoraggio effettuato;
d) ad evidenziare, sulla base dei dati acquisiti ed elaborati, eventuali
scostamenti del costo della manodopera, anche con riferimento al costo
desunto dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) di comparto
sottoscritti dalle rappresentanze sindacali comparativamente più
rappresentative e dagli accordi territoriali di riferimento, compresi
quelli aziendali;
e) all’assolvimento, attraverso il proprio sito informatico, degli
obblighi di pubblicità previsti dalla presente legge e dalle norme
comunitarie e statali;
f) ad assicurare, con le modalità previste all’articolo 11, il necessario
supporto informativo agli organi ed enti competenti per l’effettuazione dei
compiti di vigilanza e controllo del rispetto delle norme sulla sicurezza
sui luoghi di lavoro e degli obblighi assicurativi e contributivi nei
confronti dei lavoratori;
g) alla formazione ed all’aggiornamento del prezzario regionale di cui
all’articolo 12, sulla base dei dati acquisiti ed elaborati a tale fine;
h) alla individuazione e diffusione delle buone pratiche delle stazioni
appaltanti e degli operatori del settore, ivi comprese quelle relative alla
responsabilità sociale delle imprese;
i) alla definizione di standard uniformi per la realizzazione del profilo
del committente previsto dal d.lgs. 163/2006 e dall’articolo 31 della
presente legge, da parte delle stazioni appaltanti;
l) alla promozione degli sportelli di informazione delle stazioni
appaltanti, di cui all’articolo 9 del d.lgs.163/2006, ed al relativo
supporto tecnico ed amministrativo.
3. L’archivio dei contratti pubblici di cui al comma 2 lettera a)
contiene :
a) l’anagrafica delle stazioni appaltanti, delle imprese e degli altri
soggetti coinvolti nello svolgimento dell’appalto;
b) i dati relativi all’impiego della manodopera ed alla tutela e
sicurezza del lavoro;
c) i dati relativi all’intero ciclo dell’appalto, comunicati dalle
stazioni appaltanti ai sensi dell’articolo 8 e quelli acquisiti
nell’esercizio delle funzioni di cui all’articolo 7.
4. L’Osservatorio, sulla base delle informazioni pervenute dalle stazioni
appaltanti, provvede inoltre alla tenuta di un archivio informatico delle
annotazioni relative ai comportamenti delle imprese in sede di partecipazione
alle gare e di esecuzione dei contratti pubblici, con particolare riferimento
a quelli che costituiscono causa di esclusione ai sensi dell’articolo 35.
5. L’Osservatorio svolge le funzioni di accertamento, di cui alla legge
regionale 28 dicembre 2000, n. 81 (Disposizioni in materia di sanzioni
amministrative), delle violazioni degli obblighi di cui agli articoli 8 e 10.
6. L’Osservatorio, nell’ambito del territorio regionale, assolve
inoltre, in via esclusiva, agli adempimenti e ai compiti inerenti la
rilevazione e gestione dei dati e delle informazioni, che le stazioni
appaltanti sono tenute a comunicare e trasmettere ai sensi della normativa
statale e della presente legge, relativamente all’intero ciclo degli appalti
di lavori, servizi e forniture.
7. L’Osservatorio, nell’ambito dei compiti di cui al presente
articolo, elabora atti di indirizzo, da sottoporre all’approvazione della
Giunta regionale ai sensi dell’articolo 30, finalizzati a semplificare,
rendere omogenea e mettere in rete le attività delle stazioni appaltanti.
8. L’Osservatorio, su richiesta delle stazioni appaltanti, può
fornire supporto per lo svolgimento dei controlli sul possesso dei requisiti
di partecipazione dichiarati dalle imprese in sede di gara.
9. L’Osservatorio svolge inoltre attività di studio, ricerca e
indagine approfondita su questioni specifiche, su indicazione del Comitato di
indirizzo di cui all’articolo 6, anche acquisendo dati e informazioni
ulteriori rispetto a quelli ordinariamente in suo possesso.
10. L’Osservatorio gestisce i dati e le informazioni mediante gli
strumenti e le procedure informatiche predisposte dalla struttura regionale
competente in materia, si avvale delle infrastrutture della rete telematica
regionale ed applica gli standard tecnologici e le regole tecniche assunte
nell’ambito della medesima rete, secondo quanto previsto dalla legge regionale
26 gennaio 2004, n. 1 (Promozione dell’amministrazione elettronica e della
società dell’informazione e della conoscenza nel sistema regionale. Disciplina
della Rete telematica regionale toscana.).
11. L’Osservatorio predispone annualmente un rapporto di sintesi sui dati
e gli elementi raccolti. La Giunta regionale trasmette il rapporto al
Consiglio regionale in allegato alla relazione di cui all’articolo 67, comma 1.








ARTICOLO 6

Comitato di indirizzo

1. Per lo svolgimento delle attività dell’Osservatorio è istituito un
Comitato di indirizzo, con funzioni consultive e di proposta.
2. Il Comitato di indirizzo esprime in particolare indirizzi, pareri e
proposte per la programmazione delle attività dell’Osservatorio, secondo
quanto disposto dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 66, comma 1,
lettera a).
3. Il Comitato di indirizzo, nominato dal Presidente della Giunta
regionale, è composto dal/dalla dirigente regionale competente per materia, da
rappresentanti degli enti locali, delle aziende sanitarie, delle associazioni
sindacali comparativamente più rappresentative, delle organizzazioni
imprenditoriali, del sistema camerale e degli ordini professionali. Previa
intesa con le rispettive amministrazioni, possono far parte del Comitato il
rappresentante della Prefettura-Ufficio territoriale del Governo del capoluogo
regionale ed i rappresentanti degli organi statali di amministrazione e
vigilanza.
4. Il regolamento di cui all’articolo 66, comma 1, lettera a) disciplina
il numero, le modalità di designazione dei componenti e le modalità di
funzionamento del Comitato medesimo, promuovendo il rispetto del principio
della rappresentanza di genere.
5. La partecipazione alle sedute del Comitato avviene a titolo gratuito.








ARTICOLO 7

Compiti dell’Osservatorio in funzione di sezione regionale dell’Osservatorio
centrale dell’Autorità per la vigilanza

1. L’Osservatorio collabora con la sezione centrale dell’Osservatorio
dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici previsto dall’articolo 7
del d.lgs. 163/2006, per lo svolgimento dei compiti ad esso specificamente
attribuiti quale sezione regionale, ai sensi del comma 1 del medesimo articolo.
2. L’Osservatorio, su richiesta della sezione centrale di cui al comma 1,
collabora altresì alla determinazione dei costi standardizzati per tipo di
lavoro, servizio e fornitura in relazione al territorio regionale.
3. L’Osservatorio collabora con l’Autorità di vigilanza di cui
all’articolo 6 del d.lgs. 163/2006, gestendo attività da essa delegate
nell’ambito dei processi di controllo, vigilanza e ispezione.








ARTICOLO 8

Comunicazione e trasmissione dei dati

1. Le stazioni appaltanti inviano all’Osservatorio le informazioni e i
dati utili e rilevanti per lo svolgimento dei compiti di cui all’articolo 5,
come definiti dal regolamento di attuazione nel rispetto dei principi di
economicità e proporzionalità.
2. L’Osservatorio predispone gli strumenti informatici per l’acquisizione
dei dati e definisce le modalità per la loro trasmissione, secondo criteri di
semplificazione degli adempimenti e di razionalizzazione dei flussi
informativi.








ARTICOLO 9

Promozione della qualificazione delle stazioni appaltanti e della
semplificazione dell’attività amministrativa

1. Al fine di favorire la qualificazione delle stazioni appaltanti, di
migliorare la qualità delle procedure di affidamento e della gestione dei
contratti pubblici, nonché di standardizzare i relativi adempimenti,
l’Osservatorio provvede:
a) ad elaborare, in collaborazione con i soggetti interessati, capitolati
per specifiche tipologie di appalto da sottoporre all’approvazione della
Giunta regionale ai sensi dell’articolo 30;
b) ad elaborare per le stazioni appaltanti ed in collaborazione con le
stesse, linee guida, schemi di bandi e di documenti di gara, e altri
strumenti finalizzati a semplificare e uniformare le procedure per
l’affidamento e la gestione degli appalti;
c) ad assicurare il necessario supporto agli operatori pubblici,
attraverso consulenze e pareri in merito alle procedure ed alla gestione
dei contratti disciplinati dalla presente legge, anche al fine di garantire
il rispetto delle norme sulla sicurezza e la tutela della regolarità del
lavoro;
d) a promuovere e coordinare, anche mediante la diffusione delle buone
pratiche, ogni iniziativa utile ai fini della formazione e
dell’aggiornamento professionale degli operatori della materia, con
particolare riferimento al profilo della sicurezza e della tutela dei
lavoratori;
e) a promuovere progetti tesi a ridurre, aggregare e qualificare le
amministrazioni aggiudicatrici;
f) a diffondere la conoscenza da parte delle amministrazioni
aggiudicatrici di strumenti innovativi di finanziamento degli investimenti;
g) a promuovere iniziative utili al rispetto dei termini di pagamento dei
corrispettivi contrattuali, a garanzia della regolare esecuzione dei
contratti pubblici e di un corretto rapporto tra la committenza pubblica ed
il sistema economico.








ARTICOLO 10

Pubblicazioni sulla pagina web dell’Osservatorio

1. Gli avvisi di preinformazione e di postinformazione, ove previsti ai
sensi del d.lgs. 163/2006, ed i bandi di gara sono pubblicati a titolo
gratuito sulla pagina web dell’Osservatorio indipendentemente dall’importo
previsto a base di gara.
2. La pubblicazione di cui al comma 1 deve avvenire entro e non oltre due
giorni dalla corrispondente pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, ove
prevista.
3. Sono inoltre soggetti a pubblicazione, nei termini e con le modalità
dettate dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 66, comma 1, lettera
a):
a) i programmi triennali e gli elenchi annuali dei lavori pubblici ed i
loro aggiornamenti;
b) i programmi annuali per forniture e servizi;
c) gli esiti delle procedure di appalto, ivi compresi quelli concernenti
procedure negoziate;
d) gli avvisi relativi alle proposte di finanza di progetto;
e) gli accordi quadro conclusi;
f) gli affidamenti dei servizi di progettazione e di direzione dei lavori;
g) i provvedimenti di risoluzione dei contratti, ai sensi dell’articolo
19, comma 3.








ARTICOLO 11

Realizzazione di un sistema in rete

1. L’Osservatorio promuove mediante apposite convenzioni la realizzazione
di forme di interconnessione con gli analoghi sistemi informativi degli enti
ed amministrazioni pubbliche titolari dei dati e delle informazioni rilevanti
per l’espletamento dei compiti di cui all’articolo 5, anche al fine di
effettuare controlli incrociati, sollevando, ove possibile, le stazioni
appaltanti dai corrispondenti oneri informativi. A tale fine, l’Osservatorio
si avvale anche dei dati e delle informazioni provenienti dagli organismi
paritetici e dagli enti bilaterali.








ARTICOLO 12

Prezzario regionale

1. La Regione provvede, avvalendosi dell’Osservatorio, alla elaborazione
di un prezzario di riferimento per le stazioni appaltanti ed a supporto degli
operatori e della qualificazione dell’intero sistema.
2. Il prezzario regionale relativo ai contratti di lavori pubblici è
articolato in sezioni corrispondenti agli ambiti territoriali delle province o
ad altri ambiti territoriali omogenei. Analoga articolazione può essere
adottata anche per il prezzario regionale relativo a contratti di servizi e
forniture.
3. Il prezzario di cui al comma 1 costituisce la base di riferimento per
la elaborazione dei capitolati e per la definizione degli importi posti a base
di appalto, nonché per le valutazioni relative all’anomalia delle offerte;
qualora le stazioni appaltanti intendano discostarsene ne forniscono
motivazione.
4. Con riferimento agli affidamenti di lavori pubblici, il prezzario
regionale tiene luogo degli elenchi prezzi del genio civile, di cui
all’articolo 89, comma 2, del d.lgs.163/2006.
5. Il prezzario evidenzia i costi unitari utili al calcolo dell’incidenza
del costo della manodopera, risultante dai CCNL di comparto sottoscritti dalle
rappresentanze sindacali comparativamente più rappresentative e dagli accordi
territoriali di riferimento, e comprensivo degli oneri assicurativi e
previdenziali ed ogni altro onere connesso. Evidenzia inoltre i costi per la
sicurezza e degli oneri socioambientali.
6. Il prezzario è approvato con deliberazione della Giunta regionale ed
aggiornato con periodicità annuale. Le modalità di formazione, di validazione
e aggiornamento del prezzario sono definite dal regolamento di attuazione di
cui all’articolo 66, comma 1, punto 4).
7. L’Osservatorio provvede alla promozione ed alla diffusione della
conoscenza del prezzario.








ARTICOLO 13

Misure sanzionatorie

1. In caso di violazione degli obblighi di comunicazione dei dati di cui
all’articolo 8 e di pubblicità degli atti di cui all’articolo 10, previsti
dalla presente legge e non diversamente sanzionati, la Regione applica, nei
confronti del soggetto tenuto all’adempimento, secondo l’ordinamento interno
della stazione appaltante, la sanzione pecuniaria da un minimo di euro 500,00
fino ad massimo di euro 3.000,00.
2. In caso di ritardato adempimento, effettuato non oltre sessanta giorni
dalla scadenza dei termini previsti, oppure in caso di adempimento parziale,
si applica la sanzione pecuniaria da un minimo di euro 250,00 fino ad
massimo di euro 1.500,00.
3. Ai fini della concreta determinazione dell’importo delle sanzioni
pecuniarie di cui ai commi 1 e 2 si tiene conto anche dell’entità dell’appalto
cui l’omissione o il ritardo si riferiscono.




CAPO III
Disposizioni a tutela della sicurezza e della regolarità del lavoro



ARTICOLO 14

Valutazione delle misure aggiuntive e dei requisiti di sicurezza dei
lavoratori

1. Le stazioni appaltanti valutano l’offerta, ai fini della
aggiudicazione, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa di
cui all’articolo 83 del d.lgs. 163/2006 ed all’articolo 36 della presente
legge, oltre che in base agli elementi disciplinati dai suddetti articoli,
anche in base ai seguenti elementi:
a) misure aggiuntive o migliorative per la sicurezza e la salute dei
lavoratori oggettivamente valutabili e verificabili, nel caso di contratti
di lavori e di servizi;
b) requisiti di sicurezza connessi all’uso del bene, nel caso di
contratti di fornitura.
2. Le misure e i requisiti di cui al comma 1 sono valutati in connessione
con l’oggetto del contratto, sulla base di criteri indicati nel bando di gara.








ARTICOLO 15

Costi della sicurezza e della manodopera

1. Nella determinazione dell’importo a base di gara per l’esecuzione
dell’opera o del servizio, le stazioni appaltanti tengono conto dell’incidenza
dei costi della sicurezza e dei costi della manodopera, che non può collocarsi
al di sotto dei costi risultanti dai CCNL di comparto sottoscritti dalle
rappresentanze sindacali comparativamente più rappresentative e dagli accordi
integrativi territoriali, comprensivi degli oneri connessi; tengono conto
altresì dei costi di gestione e dell’utile di impresa.
2. Ove l’offerta risultata provvisoriamente aggiudicataria non sia
soggetta alla valutazione di anomalia di cui agli articoli 86 e seguenti del
d.lgs.163/2006, le stazioni appaltanti valutano comunque la congruità
dell’incidenza dei costi della manodopera, determinati ai sensi del comma 1,
nonché, per gli appalti di servizi, di quelli della sicurezza. Qualora tali
costi risultino non congrui le stazioni appaltanti non procedono
all’aggiudicazione definitiva.








ARTICOLO 16

Verifica dell’idoneità tecnico-professionale dell’impresa provvisoriamente
aggiudicataria

1. Le stazioni appaltanti procedono alla verifica dell’idoneità tecnico
professionale di cui all’articolo 7, comma 1, lettera a) del decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626 (Attuazione delle direttive 89/391/CEE,
89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE,
90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 99/92/CE,
2001/45/CE, 2003/10/CE e 2003/18/CE riguardanti il miglioramento della
sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro), ed all’articolo 3,
comma 8, lettera a) del decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494 (Attuazione
della direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di
salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili), prima dell’aggiudicazione
definitiva. A tale fine, sentiti i rappresentanti dei lavoratori per la
sicurezza (RLS) di cui all’articolo 18 del d.lgs. 626/1994, provvedono a
controllare il rispetto da parte dell’impresa dei seguenti adempimenti:
a) la nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione
aziendale di cui all’articolo 2, comma 1, lettera e) del d.lgs. 626/1994;
b) la nomina del medico competente di cui all’articolo 2, comma 1,
lettera d) del d.lgs. 626/1994, nei casi previsti dall’articolo 16 del
decreto stesso;
c) la redazione del documento di valutazione dei rischi ai sensi
dell’articolo 4 del d.lgs. 626/1994;
d) adeguata e documentata formazione dei propri lavoratori in materia di
sicurezza e di salute, ai sensi dell’articolo 22 del d.lgs. 626/1994.








ARTICOLO 17

Verifica della regolarità contributiva ed assicurativa

1. La stazione appaltante procede all’aggiudicazione definitiva solo dopo
aver verificato, mediante l’acquisizione del documento unico di regolarità
contributiva (DURC), la regolarità contributiva ed assicurativa dell’impresa
risultata provvisoriamente aggiudicataria riferita alla data di presentazione
dell’offerta.
2. La stazione appaltante procede ai pagamenti solo a seguito di apposita
verifica, nei modi di cui al comma 1, della permanenza della regolarità
contributiva ed assicurativa dell’impresa appaltatrice e degli eventuali
subappaltatori.
3. La stazione appaltante segnala alla Direzione provinciale del lavoro
le irregolarità eventualmente riscontrate nell’ambito della verifica di cui
al comma 1.
4. Negli appalti di lavori, la Regione, al fine di garantire che il DURC
sia comprensivo della verifica della congruità dell’incidenza della manodopera
relativamente al cantiere interessato dai lavori, stipula accordi con le casse
edili di emanazione dei CCNL sottoscritti dai sindacati comparativamente più
rappresentativi e gli enti previdenziali e assicurativi.








ARTICOLO 18

Pagamento delle retribuzioni

1. La stazione appaltante, in caso di ritardo, debitamente accertato, nel
pagamento delle retribuzioni dovute al personale impiegato nella esecuzione
dell’appalto, invita l’impresa a provvedervi entro i quindici giorni
successivi. Qualora l’impresa non provveda nel termine assegnato, la stazione
appaltante effettua il pagamento diretto delle retribuzioni arretrate ai
lavoratori, detraendo il relativo importo dalle somme dovute all’impresa
appaltatrice per l’esecuzione del contratto oppure, in assenza, dalla cauzione
prestata.
2. Nel caso di contestazione da parte dell’impresa appaltatrice, la
stazione appaltante provvede ai necessari accertamenti secondo modalità
definite dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 66, comma 1,
lettera b).
3. Nelle ipotesi di subappalto resta ferma, ai sensi dell’articolo 118,
comma 6 del d.lgs.163/2006, la responsabilità solidale dell’impresa
appaltatrice in ordine al regolare pagamento delle retribuzioni ai dipendenti
dell’impresa subappaltatrice. In caso di inadempienza di entrambe le imprese
si applica quanto previsto dai commi 1 e 2.
4. La disposizione di cui al comma 3 si applica anche al pagamento delle
retribuzioni dei lavoratori impiegati nella esecuzione di sub-contratti
stipulati per l’esecuzione dell’appalto e comunicati alla stazione appaltante
ai sensi dell’articolo 118, comma 11 del d.lgs. 163/2006.








ARTICOLO 19

Cause di risoluzione del contratto

1. Nei capitolati speciali di appalto, fermo quanto previsto da altre
disposizioni di legge, sono previste le cause di risoluzione del contratto,
quali:
a) la mancata sostituzione dei responsabili di cui alle lettere a) e b)
dell’articolo 16, comma 1, nel caso di venir meno degli stessi nel corso
dell’esecuzione del contratto;
b) le gravi violazioni degli obblighi assicurativi, previdenziali, e
relativi al pagamento delle retribuzioni ai dipendenti impegnati
nell’esecuzione dell’appalto;
c) le gravi violazioni delle prescrizioni contenute nei piani di
sicurezza e, nel caso di presenza di più imprese nel cantiere, la mancata
cooperazione all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai
rischi sul lavoro ed il mancato coordinamento degli interventi di
prevenzione e protezione dai rischi;
d) l’impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra
documentazione obbligatoria, qualora l’impresa non provveda all’immediata
regolarizzazione;
e) la violazione dell’obbligo di informazione di cui all’articolo 24,
comma 1.
2. Il direttore dei lavori, il coordinatore in fase di esecuzione, nonché
gli organi competenti all’effettuazione dei controlli segnalano i relativi
esiti alle stazioni appaltanti ai fini dell’accertamento delle cause di
risoluzione del contratto. La stazione appaltante procede alla risoluzione del
contratto, previa diffida ed instaurazione di contraddittorio con l’impresa,
nei modi ed entro i termini previsti dal regolamento di attuazione di cui
all’articolo 66, comma 1, lettera b).
3. Le stazioni appaltanti comunicano all’Osservatorio i provvedimenti di
risoluzione dei contratti adottati ai sensi del presente articolo.
4. Le stazioni appaltanti, in caso di risoluzione del contratto,
promuovono confronti con le parti sociali ai fini della continuità
occupazionale.








ARTICOLO 20

Subappalto

1. Le stazioni appaltanti verificano costantemente, anche secondo
modalità definite dalla Giunta regionale in apposite linee guida emanate ai
sensi dell’articolo 30, che il subappalto sia svolto nel rispetto di tutte le
limitazioni e dei vincoli stabiliti dall’articolo 118 del d.lgs. 163/2006.
2. I bandi di gara prevedono espressamente il divieto di subappalto in
favore delle imprese che hanno presentato offerta in sede di gara.
3. Gli oneri relativi alla sicurezza non sono soggetti a riduzione in
sede di subappalto; a tale fine, essi devono essere evidenziati separatamente
nel relativo contratto. Sugli importi previsti dal contratto di subappalto è
effettuata la verifica dell’incidenza dei costi della manodopera ai sensi
dell’articolo 15.
4. Il subappaltatore è soggetto altresì alla verifica di idoneità tecnico
professionale prevista dall’articolo 16.
5. Nei contratti di servizi e forniture con posa in opera il
subappaltatore:
a) deve predisporre un documento integrativo del documento di valutazione
dei rischi di cui all’articolo 16, comma 1, lettera c) presentato
dall’appaltatore sulle prestazioni oggetto di subappalto;
b) è tenuto ad osservare gli obblighi di informazione, formazione e
collaborazione in materia di sicurezza e regolarità del lavoro previsti
dalla normativa vigente.
6. Le stazioni appaltanti limitano il ricorso al subappalto alle attività
che rivestono carattere di specializzazione nelle categorie di riferimento.








ARTICOLO 21

Disposizioni in materia di redazione dei piani di sicurezza

1. La redazione del piano di sicurezza e di coordinamento di cui
all’articolo 12 del d.lgs 494/1996 è obbligatoria per tutti i contratti di
lavori rientranti nel campo di applicazione del medesimo decreto legislativo,
qualora si evidenzino una o più categorie di lavori scorporabili.
2. Il progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, è accompagnato da un
equivalente livello di definizione con riferimento alla pianificazione della
sicurezza, comprensivo della stima degli oneri per la sicurezza non soggetti a
ribasso, che rientrano nell’importo a base della gara conseguente.
3. Nei casi in cui il direttore dei lavori nominato internamente non sia
in condizione di svolgere adeguatamente le funzioni di coordinatore per
l’esecuzione dei lavori ai sensi dell’articolo 5 del d.lgs. 494/1996, le
stazioni appaltanti hanno facoltà di nominare un direttore operativo ai sensi
dell’articolo 127 del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre
1999, n. 554 (Regolamento di attuazione della legge quadro in materia di
lavori pubblici 11 febbraio 1994, n. 109 e successive modificazioni), avente i
requisiti necessari per l’esercizio delle relative funzioni. Restano comunque
ferme in tale ipotesi le responsabilità di coordinamento, direzione e
controllo proprie della figura del direttore dei lavori ai sensi dell’articolo
130 del d.lgs. 163/2006 e delle relative norme di attuazione, come
ulteriormente specificate dal regolamento di cui all’articolo 66, comma 1,
lettera b).
4. Il direttore dei lavori procede all’emissione degli stati di
avanzamento dei lavori esclusivamente dopo avere verificato il rispetto da
parte delle imprese esecutrici delle disposizioni e delle prescrizioni
contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento. Nei casi in cui è
nominato un direttore operativo ai sensi del comma 3, il direttore dei lavori
provvede dopo avere acquisito una apposita dichiarazione in tal senso da parte
di quest’ultimo.








ARTICOLO 22

Tutor di cantiere

1. Per lavori di importo superiore ad euro 5 milioni le stazioni
appaltanti, anche in forma associata, mediante convenzioni con gli organismi
paritetici di cui all’articolo 20 del d.lgs. 626/1994, assicurano la presenza
in cantiere di un tutor con funzioni di assistenza formativa ai lavoratori ed
alle imprese per la progettazione della sicurezza.
2. Il tutor di cantiere svolge inoltre attività di supporto alle funzioni
del responsabile dei lavori e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori di
cui al d.lgs. 494/1996. I relativi oneri rientrano tra le somme a disposizione
del quadro economico di realizzazione del progetto e sono sostenuti
direttamente dalla stazione appaltante.
3. Il regolamento di attuazione di cui all’articolo 66, comma 1, lettera
b) specifica i requisiti professionali ed i compiti del tutor di cantiere.
4. Nello svolgimento della propria attività il tutor di cantiere può
collaborare con gli organi statali competenti in materia di sicurezza nei
luoghi di lavoro.








ARTICOLO 23

Disposizioni sulla sicurezza e regolarità del lavoro nei cantieri

1. Il direttore dei lavori, anche per il tramite del coordinatore per
l’esecuzione dei lavori, raccoglie e conserva le seguenti informazioni
relative al cantiere:
a) i nominativi delle ditte e dell’organico impegnato nel cantiere;
b) i nominativi dei soggetti preposti alla prevenzione aziendale, di cui
all’articolo 16;
c) copia delle segnalazioni degli infortuni avvenuti nel cantiere;
d) copia del piano di sicurezza e coordinamento, del fascicolo e dei
piani operativi di sicurezza di cui al d.lgs. 494/1996 e delle relative
integrazioni e adeguamenti;
e) copia dei verbali delle riunioni di coordinamento e delle prescrizioni
del coordinatore per l’esecuzione dei lavori di cui al d.lgs. 494/1996.
2. Per i lavori di importo superiore ad euro 1.500.000,00 le stazioni
appaltanti procedono, prima dell’inizio dei lavori, all’effettuazione di
appositi incontri con i competenti organi di vigilanza, finalizzati
all’illustrazione delle caratteristiche dell’opera e del sistema di gestione
della sicurezza attivato, anche con il coinvolgimento dei RLS; analoghi
incontri possono essere svolti durante il corso dei lavori al fine di
verificare il permanere delle condizioni di sicurezza e di tutela dei
lavoratori nei cantieri. Le aziende unità sanitarie locali (USL) assicurano la
partecipazione di proprio personale agli incontri; la partecipazione avviene a
titolo oneroso, secondo gli importi determinati dal tariffario regionale per
le prestazioni erogate dai dipartimenti di prevenzione delle aziende USL. I
relativi oneri rientrano tra le somme a disposizione del quadro economico di
realizzazione del progetto e sono sostenuti direttamente dalla stazione
appaltante.
3. Le imprese affidatarie sono tenute ad adottare efficaci sistemi di
rilevazione per rendere documentabili in tempo reale le presenze di tutti i
lavoratori presenti a qualunque titolo nei cantieri, nonché a produrre o
detenere presso il cantiere la documentazione idonea a dimostrare la
regolarità dei rapporti di lavoro intercorrenti con i lavoratori stessi,
secondo modalità individuate dal regolamento di cui all’articolo 66, comma 1,
lettera b).
4. L’appaltatore è tenuto a svolgere momenti formativi mirati al singolo
intervento oggetto dell’appalto ed alle specifiche problematiche sulla
sicurezza emerse anche in occasione degli incontri di cui al comma 2.
5. L’appaltatore assicura che interventi di formazione idonea e
sufficiente siano estesi altresì ad ogni soggetto che, a qualunque titolo,
anche di lavoro autonomo, si trovi ad operare nel cantiere.
6. Gli interventi formativi prevedono un modulo informativo di ingresso
per tutti i lavoratori operanti in cantiere, elaborato con tecniche di
comprensione adeguate al superamento di eventuali barriere linguistiche, da
implementare in coincidenza di eventuali e significative variazioni del ciclo
produttivo.








ARTICOLO 24

Clausole dei capitolati speciali

1. I capitolati speciali prevedono l’obbligo dell’impresa appaltatrice di
informare immediatamente la stazione appaltante di qualsiasi atto di
intimidazione commesso nei suoi confronti nel corso del contratto con la
finalità di condizionarne la regolare e corretta esecuzione. La violazione di
tale obbligo costituisce causa di risoluzione del contratto.
2. Nel caso di contratti di servizi e di fornitura con posa in opera il
capitolato speciale di appalto prevede:
a) l’indizione, da parte della stazione appaltante, prima dell’avvio
dell’esecuzione del contratto, di una riunione di coordinamento con la
ditta interessata al fine di fornire dettagliate informazioni sui rischi
esistenti nell’ambiente in cui la ditta appaltatrice è destinata ad operare
e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione
all’attività svolta;
b) l’obbligo per l’impresa aggiudicataria di informare e di formare
adeguatamente il proprio personale circa i rischi specifici esistenti
nell’ambiente in cui è destinata ad operare, rilevabili dal documento di
valutazione dei rischi di cui all’articolo 16, comma 1, lettera c) e di
comunicare alla stazione appaltante i rischi specifici derivanti dalla sua
attività che verranno introdotti nell’ambiente stesso.








ARTICOLO 25

Potenziamento e coordinamento delle attività di controllo

1. La Giunta regionale, sentito il Comitato regionale di coordinamento
istituito ai sensi dell’articolo 27 del d.lgs. 626/1994, allargato ai
rappresentanti delle organizzazioni sindacali ed imprenditoriali, impartisce
alle aziende USL apposite direttive volte al potenziamento delle attività di
controllo in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, definendo priorità,
linee e settori di intervento.
2. Ai fini di cui al comma 1 la Giunta regionale valuta la consistenza
degli organici del personale di vigilanza ed ispezione presente in ciascuna
azienda ed autorizza eventuali nuove assunzioni a tempo indeterminato. Le
entrate derivanti dall’applicazione delle sanzioni in materia di sicurezza sul
lavoro sono destinate dalle aziende USL ad interventi di potenziamento delle
competenti strutture dei dipartimenti di prevenzione e dei servizi strumentali
in dotazione alle stesse.
3. Al fine di potenziare la vigilanza integrata e congiunta, la Giunta
regionale promuove apposite intese con gli organi statali competenti per
l’effettuazione dei controlli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro,
relativamente agli appalti pubblici e privati, finalizzati anche alla verifica
del rispetto degli obblighi assicurativi, previdenziali e contributivi.
4. La Giunta regionale promuove inoltre apposite intese con gli enti
locali ed i relativi organismi rappresentativi per l’utilizzazione, ai fini
del supporto alle attività di controllo previste dal presente articolo, del
personale di cui alla legge regionale 3 aprile 2006, n. 12 (Norme in materia
di polizia comunale e provinciale). A tale fine, la Giunta regionale provvede
all’organizzazione ed allo svolgimento di appositi corsi di formazione
professionale.








ARTICOLO 26

Patto per la sicurezza e la regolarità del lavoro

1. La Regione, al fine di sviluppare strategie comuni atte anche a
valorizzare quanto già elaborato in sede regionale per la crescita della
cultura della legalità del lavoro e per la tutela del lavoro e della sicurezza
dei lavoratori, promuove un apposito patto per la diffusione delle buone
pratiche sperimentate in materia, mediante intese ed accordi con gli enti
locali, le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative e le
organizzazioni imprenditoriali, anche tramite gli organismi paritetici.
2. La Regione e le stazioni appaltanti, nel caso di lavori di particolare
complessità tecnica o rilevanza economica, ed in ogni caso per lavori di
importo superiore ad euro 5 milioni, promuovono la sottoscrizione di specifici
protocolli tra le stazioni appaltanti stesse, le imprese appaltatrici, le
organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative e le
organizzazioni imprenditoriali, finalizzati alla realizzazione di ulteriori
misure di tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, nonché a
migliorare la qualità dell’organizzazione del lavoro.








ARTICOLO 27

Affidamenti in economia

1. Le disposizioni del presente capo si applicano anche agli affidamenti
in economia.
2. Non possono essere affidati in economia lavori e servizi ad alto
rischio, come individuati attraverso specifiche linee guida approvate ai sensi
dell’articolo 30.




CAPO IV
Programmazione



ARTICOLO 28

Programmazione dei contratti per l’affidamento di lavori pubblici

1. L’attività di realizzazione dei lavori pubblici di qualsiasi importo
si svolge sulla base di un programma triennale e di suoi aggiornamenti
annuali.
2. Le amministrazioni aggiudicatrici possono prevedere ulteriori
articolazioni degli strumenti di programmazione di cui al comma 1, al fine di
garantire una maggiore conformità fra gli strumenti contabili e quelli di
programmazione, nonché una migliore individuazione dei tempi di realizzazione
delle opere stesse.
3. Lo schema di programma triennale e i suoi aggiornamenti annuali sono
resi pubblici, prima della loro approvazione, mediante affissione nella sede
delle amministrazioni aggiudicatrici, per almeno trenta giorni consecutivi, ed
altresì mediante pubblicazione sul profilo del committente.
4. Entro i quindici giorni successivi alla scadenza del termine di cui al
comma 3 gli interessati possono presentare le proprie osservazioni, secondo le
modalità disciplinate dalla stazione appaltante. La stazione appaltante tiene
conto delle osservazioni presentate ai fini dell’approvazione definitiva.
5. Restano ferme, per quanto non diversamente disposto ai sensi del
presente articolo, le disposizioni di cui all’articolo 128 del d.lgs. 163/2006.








ARTICOLO 29

Programmazione dei contratti di forniture e servizi

1. Al fine di assicurare la trasparenza, l’efficienza e la funzionalità
dell’azione amministrativa, l’attività di affidamento dei contratti di
forniture e servizi si svolge sulla base di un programma annuale che le
amministrazioni aggiudicatrici elaborano unitamente al bilancio preventivo o
ad altro documento di previsione economica.
2. Il programma annuale contiene: l’oggetto indicativo del contratto,
l’importo presunto, il termine presunto di avvio della procedura diretta
all’affidamento della fornitura o del servizio, i mezzi finanziari disponibili.
3. Le modalità di formazione, approvazione e aggiornamento del programma
sono disciplinate con atto dell’amministrazione aggiudicatrice, che può
prevedere l’eventuale esclusione dalla programmazione dei contratti di piccolo
importo.
4. Le forniture ed i servizi non ricompresi nel programma annuale non
possono ricevere alcuna forma di finanziamento da parte della Regione, fatta
eccezione per quelli di modesto importo eventualmente esclusi ai sensi del
comma 3, di quelli destinati a contratti stipulati per fronteggiare eventi
imprevedibili o calamitosi, nonché di quelli dipendenti da sopravvenute
disposizioni legislative.




CAPO V
Disposizioni in materia di organizzazione amministrativa



ARTICOLO 30

Linee guida e capitolati speciali

1. La Giunta regionale, al fine di assicurare il coordinamento delle
iniziative e delle attività relative alla materia dei contratti pubblici,
approva, previa informativa al Consiglio regionale, con proprie deliberazioni
linee guida per le stazioni appaltanti e capitolati relativi a specifiche
tipologie di appalto, con l’indicazione dei parametri utili alla valutazione
dell’offerta economicamente più vantaggiosa.








ARTICOLO 31

Profilo del committente

1. Le stazioni appaltanti realizzano un proprio “profilo del
committente”, contenuto nel sito informatico dell’ente, nel quale sono
raccolte e rese disponibili tutte le informazioni inerenti il complesso della
propria attività contrattuale, pregressa ed in essere, relativa a lavori,
forniture e servizi.
2. Il profilo del committente contiene, in particolare:
a) i programmi dell’attività contrattuale per lavori, forniture e servizi;
b) gli avvisi di preinformazione, i bandi e gli avvisi di post
informazione;
c) informazioni sulle procedure in corso, sui contratti conclusi e sulle
procedure annullate;
d) i quesiti proposti ed i chiarimenti forniti nel corso delle procedure
di gara;
e) le indicazioni sul responsabile unico del procedimento e sulle persone
da contattare per ulteriori informazioni.
3. Le amministrazioni aggiudicatrici disciplinano, nel rispetto degli
standard definiti dall’Osservatorio ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera
i), le modalità di gestione del profilo del committente, prevedendo
l’eventuale inserimento di dati e di informazioni ulteriori rispetto a quelle
indicate al comma 2.








ARTICOLO 32

Responsabile unico del procedimento

1. Le amministrazioni aggiudicatrici provvedono alla nomina del
responsabile unico del procedimento (RUP), per l’affidamento dei contratti
disciplinati dalla presente legge. L’incarico è attribuito ad un dipendente
dell’amministrazione.
2. Nei lavori pubblici il RUP redige lo studio di fattibilità dell’opera
e, nel caso di affidamento della progettazione all’esterno, redige inoltre il
disciplinare del servizio di progettazione avente anche i contenuti del
documento preliminare alla progettazione.
3. Per i lavori e i servizi attinenti all’ingegneria e all’architettura,
fermo restando l’obbligo di conferimento dell’incarico a personale di profilo
tecnico, l’amministrazione aggiudicatrice, in caso di accertata e motivata
carenza tra i propri dipendenti di ruolo o a tempo determinato di personale
tecnico adeguatamente qualificato, può attribuire l’incarico a personale di
profilo amministrativo, nei limiti di importo di euro 750.000,00 per i lavori
e di euro 211.000,00 per i servizi. In tal caso è assicurato, mediante
conferimento di incarico esterno, un adeguato supporto tecnico.








ARTICOLO 33

Clausole ambientali

1. Le stazioni appaltanti, in attuazione delle disposizioni comunitarie e
nazionali vigenti in materia, prevedono nei bandi di gara e nei capitolati
specifiche disposizioni finalizzate a valorizzare gli aspetti ambientali. A
tale fine, configurano la prestazione tenendo conto, in particolare, dei
seguenti elementi:
a) minore impatto ambientale dei prodotti e servizi utilizzati;
b) minore consumo di risorse naturali non rinnovabili;
c) minore produzione di rifiuti;
d) utilizzo di materiali recuperati e riciclati;
e) utilizzo di tecnologie e tecniche ecocompatibili e di sistemi di
produzione a ridotto impatto ambientale;
f) utilizzo di prodotti ecocompatibili e di facile smaltimento.
2. Restano fermi gli obblighi vigenti in materia di acquisti di beni
realizzati con materiali riciclati.








ARTICOLO 34

Requisiti di capacità delle imprese

1. Le stazioni appaltanti, sulla base dei capitolati tipo, definiscono e
verificano i requisiti necessari a dimostrare la capacità tecnico-
organizzativa ed economico-finanziaria delle imprese, tenendo conto anche:
a) nel caso di appalti di servizi, delle specifiche esperienze
dell’impresa in campo ambientale, nonché delle misure di gestione
ambientale che saranno applicate durante l’esecuzione dell’appalto;
b) del possesso di certificazioni di qualità, responsabilità sociale e
gestione ambientale conformi a norme comunitarie e internazionali;
c) degli indici di congruità determinati ai sensi dell’articolo 1, commi
1173 e 1174, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato “legge
finanziaria 2007”) e successive modifiche.








ARTICOLO 35

Esclusione delle imprese per violazioni in materia di sicurezza, regolarità
contributiva e costituzione della cauzione

1. Le imprese nei confronti delle quali si siano verificate le ipotesi
previste dall’articolo 19, comma 1, lettere b), c), d) ed e) sono escluse
dalla partecipazione alle gare indette dalle stazioni appaltanti per un
periodo di cinque anni, decorrente dalla data di inserimento nell’apposito
elenco tenuto dall’Osservatorio regionale, come previsto all’articolo 5, comma
3.
2. Le imprese che, nelle ipotesi di cui all’articolo 37, comma 1, non
hanno provveduto alla costituzione della cauzione provvisoria sono escluse
dalla partecipazione alle gare indette dalle stazioni appaltanti per un
periodo di due anni, decorrente dalla data di inserimento di cui al comma 1.








ARTICOLO 36

Criterio di aggiudicazione

1. Le stazioni appaltanti utilizzano per l’aggiudicazione il criterio
dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ad esclusione dei casi nei quali
la natura dell’appalto non lo consente, individuati e motivati in relazione
alle caratteristiche ed alle condizioni della prestazione, con particolare
riferimento all’assenza di impiego diretto di lavoratori e sulla base di
specifiche linee guida approvate ai sensi dell’articolo 30.
2. Le stazioni appaltanti, nella definizione degli elementi di
valutazione dell’offerta, tengono conto anche di elementi di sostenibilità
ambientale, quali, in particolare, il risparmio energetico, l’utilizzo di
tecniche innovative ed ecocompatibili per l’approvvigionamento e lo
smaltimento dei materiali, l’utilizzo di materiali riciclati, l’introduzione
di elementi di bioedilizia e di tecniche di ingegneria naturalistica. Nei casi
in cui è previsto l’impiego diretto di lavoratori, le stazioni appaltanti
tengono conto, compatibilmente con la natura del contratto, di misure per
l’inserimento lavorativo di persone disabili, di disoccupati di lungo periodo
e di lavoratori in cassa integrazione.
3. Nelle procedure negoziate, la valutazione dell’offerta economicamente
più vantaggiosa può essere demandata al/alla dirigente competente
dell’amministrazione aggiudicatrice.
4. Qualora si proceda mediante costituzione di apposita commissione
giudicatrice ai sensi dell’articolo 84 del d.lgs. 163/2006, di norma
costituita da un numero di componenti non superiore a tre, i componenti
diversi dal/dalla presidente non devono avere svolto né possono svolgere, con
riferimento al contratto di cui si tratti, alcuna funzione o incarico, tecnico
o amministrativo. L’incompatibilità non opera nel caso di comuni con
popolazione inferiore a cinquemila abitanti.








ARTICOLO 37

Disposizioni in materia di cauzione

1. Nelle procedure per l’aggiudicazione di contratti di servizi e
forniture, le amministrazioni aggiudicatrici possono stabilire che l’offerta
non sia corredata da cauzione provvisoria e che la stessa sia presentata dal
solo concorrente aggiudicatario. La prestazione della cauzione provvisoria
costituisce comunque condizione necessaria per l’aggiudicazione definitiva.
2. Nelle procedure negoziate per l’affidamento di lavori, servizi e
forniture di importo inferiore ad euro 200.000,00 le amministrazioni
aggiudicatrici possono altresì stabilire che l’offerta non sia corredata da
cauzione provvisoria e richiedere la costituzione della sola cauzione
definitiva.








ARTICOLO 38

Disposizioni in materia di controlli sulle autodichiarazioni

1. Nelle procedure aperte e ristrette per forniture e servizi, i
controlli sul possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria e
tecnico-organizzativa di cui all’articolo 48 del d.lgs.163/2006, nonché di
quelli inerenti il possesso dei requisiti di ordine generale, possono essere
effettuati dalle stazioni appaltanti, anziché prima dell’apertura delle
offerte, prima di procedere all’aggiudicazione definitiva.
2. I controlli di cui al comma 1 sono effettuati nei confronti di un
numero di offerenti non inferiore al 10 per cento delle offerte presentate,
arrotondato all’unità superiore, scelti con sorteggio pubblico, nonché nei
confronti dell’aggiudicatario provvisorio e del concorrente che segue in
graduatoria.
3. Qualora i concorrenti sorteggiati, il concorrente provvisoriamente
aggiudicatario o il concorrente che segue in graduatoria non forniscano la
prova del possesso dei requisiti, o non confermino le dichiarazioni rese in
gara, la stazione appaltante procede alla determinazione della nuova soglia di
anomalia ed alla conseguente eventuale nuova aggiudicazione.
4. Nei casi di cui al comma 3 sono fatte salve le sanzioni previste
dall’articolo 48 del d.lgs. 163/2006 per la mancata dimostrazione dei
requisiti di capacità tecnico-organizzativa ed economico-finanziaria.
5. Nelle procedure negoziate, fermo restando l’obbligo di procedere ai
controlli, le amministrazioni aggiudicatrici disciplinano le modalità di
verifica delle dichiarazioni rese per la partecipazione alla gara.








ARTICOLO 39

Presentazione delle giustificazioni ai fini della verifica delle offerte
anormalmente basse

1. Nei contratti di forniture e di servizi le stazioni appaltanti possono
prevedere, nel bando di gara o nella richiesta di preventivo, che le
giustificazioni di cui all’articolo 87, comma 2, del d.lgs. 163/2006 non siano
presentate da tutti i partecipanti in allegato all’offerta, bensì da parte dei
soli offerenti da assoggettare a verifica di anomalia, a seguito di specifica
richiesta.








ARTICOLO 40

Semplificazione degli adempimenti

1. Le stazioni appaltanti non sono tenute a redigere il verbale di cui
all’articolo 78 del d.lgs. 163/2006 nel caso di contratti, accordi quadro e
sistemi dinamici di acquisizione di importo inferiore alla soglia comunitaria,
nel caso in cui le informazioni ivi previste siano comunque reperibili nella
documentazione relativa alla procedura di gara.








ARTICOLO 41

Subentro di altra impresa nel corso dell’esecuzione del contratto

1. Nel bando di gara per l’affidamento di lavori, servizi o forniture, le
stazioni appaltanti hanno facoltà di prevedere, nelle ipotesi di fallimento
dell’appaltatore e di risoluzione del contratto previste dal d.lgs. 163/2006 e
dalla presente legge, il ricorso alla procedura di cui all’articolo 140 del
d.lgs. 163/2006.




CAPO VI
Disposizioni per la qualificazione, razionalizzazione e
semplificazione delle attività della committenza pubblica

Sezione I
Forme e modalità di gestione comune delle procedure e dei contratti



ARTICOLO 42

Appalti di interesse generale

1. Per gli appalti di forniture e servizi di interesse generale per le
amministrazioni pubbliche, la Regione può assumere le funzioni di centrale di
committenza ai sensi dell’articolo 33 del d.lgs. 163/2006 e dell’articolo 1,
comma 455, della l. 296/2006.
2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, il bando e la documentazione di gara
indicano il ricorso a tale forma di gestione della procedura e del contratto,
l’importo massimo, la durata del contratto, nonché le modalità di adesione
degli enti interessati al contratto stipulato dalla Regione.
3. Il regolamento di attuazione di cui all’articolo 66, comma 1, lettera
d) individua le ipotesi nelle quali l’applicazione della presente disposizione
deve essere preceduta da apposita convenzione tra la Regione e le
amministrazioni interessate.








ARTICOLO 43

Esercizio associato delle funzioni da parte di enti locali

1. La Regione, anche al fine di assicurare una maggiore qualificazione
della committenza pubblica, favorisce ed incentiva l’esercizio associato da
parte degli enti locali delle funzioni amministrative e dei servizi in materia
contrattuale, con particolare riferimento alle attività di:
a) consulenza in materia contrattuale, sportelli di informazione, profilo
del committente;
b) programmazione dell’attività contrattuale;
c) responsabile unico del procedimento e supporto al RUP;
d) progettazione;
e) espletamento delle procedure concorsuali;
f) stipulazione dei contratti;
g) direzione dei lavori, tutor di cantiere;
h) gestione dei contratti, controllo e vigilanza sull’esecuzione.
2. L’esercizio associato delle funzioni e dei servizi di cui al comma 1
avviene mediante unione di comuni o consorzio, oppure sulla base di apposita
convenzione che preveda la costituzione di uffici comuni, oppure la delega di
funzioni degli enti partecipanti a favore di uno di essi, secondo il vigente
ordinamento degli enti locali.
3. Gli atti associativi possono individuare l’ente responsabile della
gestione associata cui sono affidate le funzioni di stazione appaltante.
4. Nei casi in cui l’esercizio associato ha ad oggetto le funzioni di
RUP, il relativo incarico è svolto da uno dei dipendenti assegnati all’unione
di comuni, al consorzio o all’ufficio comune, oppure da un dipendente
dell’ente delegato.
5. La Regione incentiva l’esercizio associato delle funzioni di cui al
comma 1, nell’ambito delle apposite linee di finanziamento di cui alla legge
regionale 16 agosto 2001, n. 40 (Disposizioni in materia di riordino
territoriale e di incentivazione delle forme associative di comuni) e relativi
provvedimenti di attuazione. La Regione tiene conto inoltre dell’esercizio
associato delle funzioni nella definizione di criteri di priorità o di
premialità nelle altre procedure di finanziamento o di contributo.








ARTICOLO 44

Avvalimento degli uffici di altre amministrazioni ed enti

1. Le amministrazioni pubbliche, per l’esercizio delle funzioni
amministrative e per lo svolgimento delle attività in materia contrattuale,
possono avvalersi degli uffici di altre amministrazioni ed enti in possesso di
idonea organizzazione amministrativa e strumentale.
2. Il rapporto di avvalimento è disciplinato da apposita convenzione e
può riguardare le attività ed i servizi di cui all’articolo 43, comma 1. Nella
convenzione sono definite, in particolare, l’entità della controprestazione
dovuta all’ente avvalso, le relative responsabilità e le modalità di
erogazione degli incentivi dovuti al personale dell’ufficio avvalso per lo
svolgimento delle attività di progettazione e delle attività tecnico
amministrative connesse, ai sensi dell’articolo 92 del d.lgs. 163/2006.








ARTICOLO 45

Convenzioni per la gestione comune delle procedure di gara

1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 33 del d.lgs. 163/2006,
al fine di realizzare una semplificazione procedurale ed una razionalizzazione
della spesa per l’effettuazione di lavori e per l’appalto di forniture e
servizi di interesse comune, le amministrazioni aggiudicatrici possono
stipulare apposite convenzioni per l’effettuazione di un’unica procedura di
gara, individuando a tale fine l’ente titolare della procedura stessa.
2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, il bando e la documentazione di gara
indicano il ricorso a tale forma di gestione della procedura, gli enti
interessati, nonché la quota dell’importo posto a base di gara di rispettiva
competenza.




SEZIONE II
Procedure telematiche di acquisto



ARTICOLO 46

Promozione dei sistemi e degli strumenti telematici

1. La Regione, al fine di favorire processi di semplificazione e di
efficienza delle pubbliche amministrazioni, nonché i principi di trasparenza e
concorrenza, promuove e incentiva la diffusione, l’integrazione e l’utilizzo
tra le amministrazioni aggiudicatrici di sistemi e strumenti telematici per
l’acquisto di beni e servizi e per l’affidamento di lavori pubblici.
2. Per le medesime finalità di cui al comma 1, la Regione promuove la
conoscenza e l’utilizzo dei sistemi e degli strumenti telematici da parte
delle imprese, anche attraverso la collaborazione con le associazioni di
categoria.








ARTICOLO 47

Sistema telematico di acquisto

1. La Regione predispone un sistema telematico per lo svolgimento delle
procedure aperte, ristrette e negoziate, nonché per le procedure telematiche
di acquisto previste dalla normativa nazionale e comunitaria.
2. La Regione e i soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, lettere a) e
c) utilizzano il sistema telematico di acquisto predisposto dalla Regione.
3. Gli enti locali e gli enti pubblici che aderiscono alla rete
telematica regionale di cui alla l.r. 1/2004 possono adottare il sistema di
cui al comma 2 per l’effettuazione delle proprie procedure.








ARTICOLO 48

Misure di semplificazione delle procedure di acquisto

1. La Regione, d’intesa con gli enti del territorio e nell’ambito della
rete telematica regionale di cui alla l.r. 1/2004, favorisce i processi di
semplificazione delle procedure di acquisto mediante:
a) l’adozione di comuni regole procedurali utili a consentire la condivisione
e l’interoperabilità dei sistemi informativi;
b) la condivisione dei servizi messi a disposizione dall’infrastruttura
della rete regionale, costituita quale articolazione del sistema pubblico
di connettività (SPC);
c) l’integrazione dei sistemi informativi e delle procedure ai fini
dell’ottimizzazione dei procedimenti amministrativi, anche attraverso
l’interscambio di informazioni utilizzabili da più amministrazioni
aggiudicatrici;
2. Le specifiche tecniche necessarie a realizzare quanto previsto al
comma 1 sono definite con le modalità di cui all’articolo 6, comma 2, della
l.r. 1/2004.








ARTICOLO 49

Mercato elettronico regionale

1. I mercati elettronici realizzati in attuazione di quanto previsto
dalla normativa comunitaria e nazionale costituiscono il mercato elettronico
della Toscana, sul quale possono effettuare acquisti tutte le amministrazioni
pubbliche.
2. Il regolamento di attuazione definisce le disposizioni per la
costituzione ed il funzionamento del mercato elettronico della Toscana, con
particolare riguardo all’abilitazione dei fornitori, alle specifiche tecniche
ed alle caratteristiche di interoperabilità dei sistemi realizzati.




CAPO VII
Disciplina dell’attività contrattuale della Regione e degli enti dipendenti



ARTICOLO 50

Ambito di applicazione. Autonomia del Consiglio regionale

1. Le disposizioni del presente capo si applicano all’attività
contrattuale:
a) della Giunta regionale;
b) degli enti, organismi, agenzie e aziende istituite con legge
regionale, agli enti parco regionali, all’Azienda agricola regionale di
Alberese, salvo espressa diversa disposizione della legge istitutiva.
2. Le disposizioni del presente capo non si applicano alle aziende USL,
agli ESTAV ed agli altri soggetti del servizio sanitario regionale che
osservano le disposizioni della legge regionale 25 febbraio 2005, n. 40
(Disciplina del servizio sanitario regionale), come modificata dalla presente
legge.
3. Il Consiglio regionale disciplina la propria attività contrattuale nel
regolamento interno di amministrazione e contabilità nel rispetto dei principi
di cui al presente capo.








ARTICOLO 51

Programmazione di forniture e servizi

1. La Giunta regionale e gli organi competenti degli altri soggetti di
cui all’articolo 50, comma 1, lettera b), adottano, entro il 31 dicembre
dell’anno precedente, il proprio programma annuale dei contratti, di seguito
denominato programma, relativo all’acquisizione di forniture e di servizi, con
esclusione delle spese in economia di importo inferiore ad euro 20.000,00.
2. Il programma contiene l’elenco delle forniture e dei servizi di cui si
prevede l’acquisizione nell’esercizio di riferimento, raggruppati per settori
omogenei, internamente suddiviso a seconda che gli appalti da affidare
rientrino o meno nelle soglie di applicazione della normative europee, con
l’indicazione dell’importo presunto e delle risorse finanziarie, dei tempi
previsti per l’avvio della procedura e delle strutture competenti.
3. Il programma, approvato dalla Giunta regionale, è trasmesso al
Consiglio regionale ed è pubblicato sul profilo del committente.
4. Nei casi in cui circostanze imprevedibili rendono necessario avviare
una procedura contrattuale non prevista nel programma, il/la dirigente
responsabile di cui all’articolo 54 provvede con atto motivato all’avvio della
procedura e ne dà contestuale comunicazione alla struttura organizzativa della
Giunta regionale competente in materia di contratti.
5. Entro novanta giorni dall’inizio dell’esercizio finanziario, la
struttura organizzativa della Giunta regionale competente in materia di
contratti predispone l’elenco dei contratti stipulati nell’esercizio
precedente da inviarsi al Consiglio regionale, nonché una relazione
sull’attività contrattuale svolta che illustra tra l’altro i risultati
conseguiti, il grado di soddisfacimento delle esigenze ed eventuali
scostamenti rispetto ai risultati attesi.








ARTICOLO 52

Incentivi al personale dipendente incaricato della progettazione, della
pianificazione e di attività tecnico-amministrative connesse

1. Con regolamento di attuazione la Giunta regionale disciplina, secondo
criteri e modalità stabilite in sede di contrattazione decentrata:
a) la costituzione del fondo previsto dall’articolo 92, comma 5, del
d.lgs. 163/2006 per la incentivazione del personale dipendente incaricato
della progettazione e di attività tecnico amministrative connesse;
b) la costituzione del fondo previsto dall’articolo 92, comma 6, del
d.lgs. 163/2006, per l’incentivazione del personale dipendente incaricato
della pianificazione.
2. Gli incentivi di cui al comma 1, lettera a) sono ripartiti tra il
responsabile unico del procedimento, gli incaricati della redazione del
progetto, del piano di sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo,
nonché tra i loro collaboratori.
3. Gli incentivi di cui al comma 1, lettera b), sono attribuiti al
personale dipendente e ripartiti tra i tecnici incaricati della redazione
degli atti di pianificazione e tra i loro collaboratori.
4. Il regolamento di cui al comma 1 determina tra l’altro:
a) con riferimento alle attività di progettazione:
1) la percentuale, entro il limite massimo previsto dall’articolo 92,
comma 5, del d.lgs. 163/06, da applicare all’importo posto a base di gara
per la costituzione del fondo, da ripartire tra i dipendenti di cui al
comma 2, comprensiva degli oneri previdenziali e assistenziali a carico
dell’amministrazione;
2) i criteri per la determinazione dell’entità del fondo, da individuare
sulla base dell’importo e della complessità dell’opera nel rispetto della
percentuale determinata ai sensi del punto 1);
3) i criteri di ripartizione dell’incentivo tra le diverse figure
professionali e le modalità di erogazione del fondo;
4) le condizioni di ammissibilità dell’attribuzione degli incentivi in
presenza di altre forme di compensi;
b) con riferimento alle attività di pianificazione:
1) le attività di pianificazione per cui procedere alla costituzione del
fondo di incentivazione da ripartire tra i dipendenti di cui al comma [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
PER GLI UTENTI REGISTRATI


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