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Norme Correlate

Legge regionale 19/06/ 2013 n. 259

Regione Toscana - Dibattito pubblico regionale e promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

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Legge regionale 27/12/2007 n. 69

(Gazzetta regionale 03/01/2008 n. 1)

Regione Toscana - Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

CAPO I
- Principi e organo

SEZIONE I
- Principi

Art. 1
- Principi
1. La partecipazione alla elaborazione e alla formazione delle politiche regionali e locali è un diritto; la presente legge promuove forme e strumenti di partecipazione democratica che rendano effettivo questo diritto.
2. La presente legge si pone in attuazione, in particolare, delle seguenti disposizioni dello Statuto:
a) articolo 3, comma 4, in quanto predispone gli strumenti per garantire la partecipazione dei residenti e dei toscani all’estero alle scelte politiche regionali;
b) articolo 4, lettera m), in quanto, promuovendo soluzioni condivise sulle politiche di gestione del territorio, contribuisce alla sostenibilità e alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico regionale;
c) articolo 4, lettera z), in quanto fornisce strumenti per realizzare buona amministrazione secondo imparzialità, trasparenza, equità;
d) articoli 58 e 59, sulla sussidiarietà sociale, in quanto favorisce l’iniziativa autonoma degli abitanti e dei soggetti sociali organizzati sia nei processi partecipativi che nella valorizzazione delle competenze diffuse nella comunità regionale;
e) articolo 62, sulla sussidiarietà istituzionale, in quanto prevede per gli enti locali sostegni e incentivi allo svolgimento di processi partecipativi per le loro politiche nonché la possibilità della gestione di processi partecipativi rilevanti per le politiche regionali da parte dei medesimi enti;
f) articolo 72, in quanto promuove la partecipazione all’elaborazione delle politiche regionali.
3. La presente legge persegue altresì gli obiettivi di:
a) contribuire a rinnovare la democrazia e le sue istituzioni integrandola con pratiche, processi e strumenti di democrazia partecipativa;
b) promuovere la partecipazione come forma ordinaria di amministrazione e di governo della Regione in tutti i settori e a tutti i livelli amministrativi;
c) rafforzare, attraverso la partecipazione degli abitanti, la capacità di costruzione, definizione ed elaborazione delle politiche pubbliche;
d) creare e favorire nuove forme di scambio e di comunicazione tra le istituzioni e la società;
e) contribuire ad una più elevata coesione sociale, attraverso la diffusione della cultura della partecipazione e la valorizzazione di tutte le forme di impegno civico;
f) contribuire alla parità di genere;
g) favorire l’inclusione dei soggetti deboli e l’emersione di interessi diffusi o scarsamente rappresentati;
h) sollecitare e attivare l’impegno e la partecipazione di tutti alle scelte e alla vita delle comunità locali e regionale;
i) valorizzare i saperi, le competenze e l’impegno diffusi nella società;
j) promuovere la diffusione delle migliori pratiche di partecipazione e dei relativi modelli;
k) valorizzare le esperienze partecipative in atto.
4. Le disposizioni della presente legge non possono essere interpretate in senso limitativo delle forme di partecipazione non previste nella legge stessa né come limitazione della più ampia inclusività di tutti i processi partecipativi.
5. Nella definizione dei programmi regionali delle opere pubbliche, a parità di criterio di priorità, la Giunta regionale privilegia quelle opere per le quali è previsto o si è svolto un dibattito pubblico ai sensi del capo II.

Art. 2
- Titolari del diritto di partecipazione
1. Possono intervenire nei processi partecipativi:
a) i cittadini residenti e gli stranieri o apolidi regolarmente residenti nel territorio interessato da processi partecipativi;
b) le persone che lavorano, studiano o soggiornano nel territorio interessato;
c) i toscani residenti all’estero quando si trovano in Toscana;
d) altre persone, anche su loro richiesta, che hanno interesse rispetto al territorio in questione o all’oggetto del processo partecipativo e che il responsabile del dibattito ritenga utile far intervenire nel processo partecipativo stesso.

SEZIONE II
- Autorità regionale per la partecipazione

Art. 3
- Istituzione e requisiti
1. È istituita l’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione, di seguito denominata Autorità.
2. L’Autorità è organo monocratico il cui titolare è individuato in persona competente nell’ambito del diritto pubblico e delle scienze politiche o di comprovata esperienza nelle metodologie e nelle pratiche partecipative, anche di cittadinanza non italiana.

Art. 4
- Nomina e durata in carica
1. L’Autorità è nominata dal Consiglio regionale e dura in carica fino alla scadenza di cui all’articolo 26, comma 1.
2. All’Autorità si applicano i requisiti di ineleggibilità, incompatibilità e conflitti di interesse stabiliti dalla legge regionale che disciplina le nomine e designazioni di competenza della Regione.
3. Il Presidente del Consiglio regionale, entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge, emana avviso pubblico per la presentazione delle candidature.
4. La commissione consiliare competente, verificato il possesso dei requisiti, effettua l’audizione dei candidati e propone con voto unanime al Consiglio la nomina del candidato ritenuto più idoneo a ricoprire l’incarico.
5. In caso di mancanza di unanimità, la commissione trasmette l’elenco dei candidati idonei all’Ufficio di presidenza del Consiglio il quale, entro trenta giorni, propone al Consiglio un massimo di tre candidati per la nomina.

Art. 5
- Compiti
1. L’Autorità:
a) valuta e ammette le proposte di dibattito pubblico sui grandi interventi del capo II e ne cura lo svolgimento;
b) valuta e ammette al sostegno regionale i progetti partecipativi del capo IV;
c) elabora orientamenti per la gestione dei processi partecipativi del capo IV;
d) definisce i criteri e le tipologie dell’attuazione delle forme di sostegno di cui all’art. 14, comma 6;
e) valuta il rendimento e gli effetti dei processi partecipativi;
f) cura il rapporto annuale sulla propria attività e lo trasmette al Consiglio regionale che ne assicura adeguata pubblicità; il rapporto annuale riferisce, tra l’altro, sul rispetto e sul grado [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
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