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Scheda Normativa

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Regione Calabria - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 35 del 19 ottobre 2009 e s.m.i.

Accordo 14/12/ 2012 n. 2750

Regione Puglia - Protocollo d’intesa tra la Regione Puglia e l’Università degli Studi del Molise per favorire la crescita della cultura della rigenerazione urbana nelle istituzioni e nei territori del Molise e della Puglia, in attuazione della LR 21/2008 “Norme per la rigenerazione urbana”

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Legge regionale 29/07/2008 n. 21

(Gazzetta regionale 01/08/2008 n. 124)

Regione Puglia - Norme per la rigenerazione urbana

ARTICOLO 1

(Finalità e ambiti di applicazione)

1. La Regione Puglia con la presente legge promuove la rigenerazione di parti
di città e sistemi urbani in coerenza con strategie comunali e intercomunali
finalizzate al miglioramento delle condizioni urbanistiche, abitative, socio-
economiche, ambientali e culturali degli insediamenti umani e mediante
strumenti di intervento elaborati con il coinvolgimento degli abitanti e di
soggetti pubblici e privati interessati.

2. I principali ambiti d’intervento sono i contesti urbani periferici e
marginali interessati da carenza di attrezzature e servizi, degrado degli
edifici e degli spazi aperti e processi di esclusione sociale, ivi compresi i
contesti urbani storici interessati da degrado del patrimonio edilizio e degli
spazi pubblici e da disagio sociale; i contesti urbani storici interessati da
processi di sostituzione sociale e fenomeni di terziarizzazione; le aree
dismesse, parzialmente utilizzate e degradate.


ARTICOLO 2

(Programmi integrati di rigenerazione urbana)

1. I programmi integrati di rigenerazione urbana sono strumenti volti a
promuovere la riqualificazione di parti significative di città e sistemi
urbani mediante interventi organici di interesse pubblico. I programmi si
fondano su un’idea-guida di rigenerazione legata ai caratteri ambientali e
storico-culturali dell’ambito territoriale interessato, alla sua identità e ai
bisogni e alle istanze degli abitanti. Essi comportano un insieme coordinato
d’interventi in grado di affrontare in modo integrato problemi di degrado
fisico e disagio socio-economico che, in relazione alle specificità del
contesto interessato, includono:
a) la riqualificazione dell’ambiente costruito, attraverso il risanamento
del patrimonio edilizio e degli spazi pubblici, garantendo la tutela,
valorizzazione e fruizione del patrimonio storico-culturale, paesaggistico,
ambientale;
b) la riorganizzazione dell’assetto urbanistico attraverso il recupero o
la realizzazione di urbanizzazioni, spazi verdi e servizi e la previsione
delle relative modalità di gestione;
c) il contrasto dell’esclusione sociale degli abitanti attraverso la
previsione di una molteplicità di funzioni e tipi di utenti e interventi
materiali e immateriali nel campo abitativo, socio-sanitario, dell’educazione,
della formazione, del lavoro e dello sviluppo;
d) il risanamento dell’ambiente urbano mediante la previsione di
infrastrutture ecologiche quali reti verdi e blu finalizzate all’incremento
della biodiversità nell’ambiente urbano, sentieri didattici e mussali,
percorsi per la mobilità ciclabile e aree pedonali, spazi aperti a elevato
grado di permeabilità, l’uso di fonti energetiche rinnovabili e l’adozione di
criteri di sostenibilità ambientale e risparmio energetico nella realizzazione
delle opere edilizie.

2. I programmi sono predisposti dai comuni singoli o associati o sono proposti
ai comuni da altri soggetti pubblici o privati, anche fra loro associati. I
programmi assumono gli effetti di strumenti urbanistici esecutivi. A quelli di
iniziativa privata si applica la previsione di cui alla lettera b) del comma 1
dell’articolo 16 della legge regionale 27 luglio 2001, n. 20 (Norme generali
di governo e uso del territorio).

3. I programmi devono interessare ambiti territoriali totalmente o
prevalentemente edificati. I programmi non possono comportare varianti
urbanistiche per trasformare in aree edificabili aree a destinazione agricola,
comunque definite negli strumenti urbanistici comunali, fatta eccezione per
quelle contigue necessarie alla realizzazione di verde e servizi pubblici
nella misura massima del 5 per cento della superficie complessiva dell’area
d’intervento. Tale variante deve comunque essere compensata prevedendo una
superficie doppia rispetto a quella interessata dal mutamento della
destinazione agricola, destinata a ripermeabilizzare e attrezzare a verde aree
edificate esistenti.


ARTICOLO 3

(Documento programmatico per la rigenerazione urbana)

1. I comuni definiscono gli ambiti territoriali che, per le loro
caratteristiche di contesti urbani periferici e marginali interessati, rendono
necessari interventi di rigenerazione urbana. A tal fine predispongono un
documento programmatico per la rigenerazione urbana, da mettere a punto con la
partecipazione degli abitanti, tenendo conto anche delle proposte di
intervento avanzate da altri soggetti pubblici e da soggetti privati, e da
approvarsi con apposito atto deliberativo del consiglio comunale applicando le
procedure previste dai commi 1, 2 e 3 dell’articolo 11 della l.r. 20/2001. In
sede di prima applicazione, tale approvazione deve essere effettuata entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore delle presenti norme. La
mancata approvazione entro tali termini non impedisce la presentazione di
proposte di programmi integrati di rigenerazione urbana da parte di soggetti
pubblici o privati, sulle quali il consiglio comunale deve pronunciarsi entro
novanta giorni.

2. La definizione degli ambiti territoriali da assoggettare ai programmi
integrati di rigenerazione urbana può avvenire anche nell’ambito del documento
programmatico preliminare del piano urbanistico generale previsto dalla l.r.
20/2001.

3. Il documento programmatico per la rigenerazione urbana individua parti
significative di città o sistemi urbani aventi le caratteristiche elencate al
comma 1 dell’articolo 1, che richiedono interventi prioritari di
riqualificazione urbana. Basandosi sull’analisi dei problemi di degrado fisico
e disagio abitativo e socio-economico e in coerenza con gli indirizzi dettati
dal documento regionale di assetto generale (DRAG), il documento definisce:
a) gli obiettivi di riqualificazione urbana, inclusione sociale e
sostenibilità ambientale da perseguire a livello comunale o intercomunale;
b) gli ambiti territoriali da sottoporre a programmi integrati di
rigenerazione urbana;
c) le politiche pubbliche, in particolare abitative, urbanistiche,
paesaggistico-ambientali, culturali, socio-sanitarie, occupazionali, formative
e di sviluppo, che concorrono al conseguimento degli obiettivi di cui alla
lettera a);
d) le iniziative per assicurare la partecipazione civica e il
coinvolgimento di altri enti e delle forze sociali, economiche e culturali
alla elaborazione e attuazione dei programmi;
e) i criteri per valutare la fattibilità dei programmi;
f) i soggetti pubblici che si ritiene utile coinvolgere nella
elaborazione, attuazione e gestione dei programmi e le modalità di selezione
dei soggetti privati.

4. La mancata approvazione del documento programmatico per la rigenerazione
urbana nei comuni con popolazione inferiore a 20 mila abitanti non impedisce
la presentazione di proposte di programmi integrati di rigenerazione urbana da
parte di soggetti pubblici o privati, sulle quali il consiglio comunale deve
pronunciarsi entro novanta giorni.


ARTICOLO 4

(Contenuti dei programmi integrati di rigenerazione urbana)

1. Il programma integrato di rigenerazione urbana deve fondarsi su un’idea-
guida capace di orientare il processo di rigenerazione urbana e di legare fra
loro interventi diversi afferenti alle politiche abitative, urbanistiche,
ambientali, culturali, socio-sanitarie, occupazionali, formative e di
sviluppo. Il programma riguarda prioritariamente:
a) il recupero, la ristrutturazione edilizia e la ristrutturazione
urbanistica di immobili destinati o da destinare alla residenza, con
particolare riguardo all’edilizia residenziale sociale, garantendo la tutela
del patrimonio storico-culturale, paesaggistico, ambientale e l’uso di
materiali e tecniche della tradizione;
b) la realizzazione, manutenzione o adeguamento delle urbanizzazioni
primarie e secondarie;
c) l’eliminazione delle barriere architettoniche e altri interventi atti
a garantire la fruibilità di edifici e spazi pubblici da parte di tutti gli
abitanti, con particolare riguardo ai diversamente abili, ai bambini e agli
anziani;
d) il miglioramento della dotazione, accessibilità e funzionalità dei
servizi socio-assistenziali in coerenza con la programmazione dei piani
sociali di zona;
e) il sostegno dell’istruzione, della formazione professionale e
dell’occupazione;
f) la rigenerazione ecologica degli insediamenti finalizzata al risparmio
delle risorse, con particolare riferimento a suolo, acqua ed energia, alla
riduzione delle diverse forme di inquinamento urbano, al miglioramento della
dotazione di infrastrutture ecologiche e alla diffusione della mobilità
sostenibile;
g) la conservazione, restauro, recupero e valorizzazione di beni
culturali e paesaggistici per migliorare la qualità insediativa e la
fruibilità degli spazi pubblici;
h) il recupero e riuso del patrimonio edilizio esistente per favorire
l’insediamento di attività turistico-ricettive, culturali, commerciali e
artigianali nei contesti urbani interessati da degrado edilizio e disagio
sociale.

2. Il programma integrato di rigenerazione urbana è costituito da elaborati
scrittografici atti a descrivere e rappresentare in scala adeguata al
carattere operativo degli interventi previsti:
a) l’area d’intervento e le relative caratteristiche economico-sociali,
paesaggistico-ambientali, urbanistiche, dimensionali, proprietarie;
b) le soluzioni progettuali proposte con particolare riferimento ai
caratteri morfologici degli insediamenti e all’integrazione nel tessuto
urbano, alle destinazioni d’uso e ai tipi edilizi e insediativi, ai requisiti
di qualità e di sostenibilità edilizia e urbana, al risparmio dell’uso delle
risorse, con particolare riferimento al suolo, all’acqua e all’energia, alla
dotazione di spazi pubblici o riservati ad attività collettive, verde pubblico
o parcheggi nel rispetto degli standard urbanistici, specificando gli impatti
attesi dalle soluzioni stesse;
c) le misure adottate per rispondere ai bisogni abitativi espressi dai
soggetti svantaggiati e per contrastare l’esclusione sociale degli abitanti,
con particolare riguardo a interventi e servizi socio-assistenziali e sanitari
e a sostegno dell’istruzione, della formazione professionale e
dell’occupazione, in coerenza con rispettivi programmi e politiche di settore;
d) l’esistenza di eventuali vincoli normativi gravanti sull’area
d’intervento, con particolare riferimento a quelli storico-culturali,
paesaggistici, ambientali, urbanistici, idrogeologici e sismici, e le misure
di salvaguardia e prevenzione adottate;
e) gli alloggi eventualmente necessari per l’allocazione temporanea degli
abitanti degli edifici da risanare;
f) gli alloggi destinati a edilizia residenziale sociale da realizzare,
recuperare o ristrutturare, eventualmente previa acquisizione degli stessi al
patrimonio pubblico;
g) le iniziative assunte per assicurare la partecipazione civica
all’elaborazione e attuazione del programma, con particolare riferimento agli
abitanti che risiedono o operano nel contesto da riqualificare o negli ambiti
ad esso contigui e il grado di condivisione da parte degli stessi,
opportunamente documentati;
h) le iniziative assunte per coinvolgere le forze sociali, economiche,
culturali all’elaborazione e attuazione del programma e il grado di
condivisione da parte delle stesse, opportunamente documentate;
i) l’eventuale articolazione in fasi dell’attuazione del programma, cui
possono corrispondere anche diversi strumenti esecutivi;
j) i soggetti pubblici e privati partecipanti alla realizzazione e
gestione degli interventi previsti dal programma o i criteri di selezione
degli stessi, secondo principi di concorrenzialità e trasparenza;
k) i costi dei singoli interventi e le relative fonti di finanziamento e
modalità gestionali, specificando la ripartizione degli stessi tra i soggetti
coinvolti nel programma;
l) lo schema di convenzione che disciplina i rapporti tra il comune e gli
altri soggetti pubblici e privati coinvolti nell’attuazione del programma e
nella gestione delle iniziative da questo previste.


ARTICOLO 5

(Procedimento di approvazione dei programmi integrati di rigenerazione
urbana conformi agli strumenti urbanistici generali comunali)

1. I programmi integrati di rigenerazione urbana conformi ai piani regolatori
generali, ai programmi di fabbricazione o ai piani urbanistici generali
comunali vigenti sono adottati con atto deliberativo del consiglio comunale
tenendo conto delle proposte avanzate dalle forze sociali, economiche,
culturali e dagli abitanti che risiedono o operano nel contesto da
riqualificare e negli ambiti ad esso contigui.

2. Entro trenta giorni dalla data di adozione, il programma e i relativi
elaborati sono depositati, per quindici giorni consecutivi, presso la
segreteria del comune, in libera visione al pubblico. Del deposito è dato
avviso sull’albo comunale e su almeno due quotidiani a diffusione provinciale.

3. Entro il termine di quindici giorni dalla data di scadenza del periodo di
deposito di cui al comma 2, chiunque abbia interesse può presentare proprie
osservazioni, anche ai sensi dell’articolo 9 della legge 7 agosto 1990, n.241
(Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso
ai documenti amministrativi).

4. Qualora il programma riguardi aree sulle quali insistono vincoli specifici,
decorso il termine per le osservazioni, il sindaco indice una conferenza di
servizi alla quale partecipano rappresentanti delle amministrazioni competenti
per l’emanazione dei necessari atti di consenso, comunque denominati.

5. Entro trenta giorni dalla data di acquisizione degli atti di consenso di
cui al comma 4, il consiglio comunale approva in via definitiva il programma,
pronunciandosi altresì sulle osservazioni presentate.

6. La deliberazione di approvazione è pubblicata, anche per estratto, sul
Bollettino ufficiale della Regione Puglia (BURP).

7. Il programma acquista efficacia dal giorno successivo a quello di
pubblicazione di cui al comma 6.


ARTICOLO 6

(Procedimento di approvazione dei programmi integrati di rigenerazione urbana
in
variante agli strumenti urbanistici generali comunali)

1. I programmi integrati di rigenerazione urbana non conformi ai piani
regolatori generali, ai programmi di fabbricazione o alle previsioni
strutturali dei piani urbanistici generali comunali vigenti sono adottati con
atto deliberativo del consiglio comunale sulla base di quanto stabilito dal
documento programmatico per la rigenerazione urbana e tenendo conto delle
proposte avanzate dalle forze sociali, economiche e culturali e dagli abitanti
che risiedono o operano nel contesto da riqualificare e negli ambiti ad esso
contigui.

2. Il sindaco, dopo l’adozione del programma integrato di rigenerazione
urbana, convoca una conferenza di servizi, ai sensi del comma 3 dell’articolo
34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi
sull’ordinamento degli enti locali), tra i rappresentanti di tutte le
amministrazioni competenti per l’acquisizione dei necessari atti di consenso,
comunque denominati, per verificare la possibilità di concordare il successivo
accordo di programma.

3. In sede di conferenza di servizi le amministrazioni partecipanti, nel
rispetto del principio di copianificazione, devono indicare le ragioni
ostative o, ove possibile, le modifiche necessarie ai fini della conclusione
positiva dell’iter del programma mediante l’approvazione dell’accordo di
programma.

4. In caso di approvazione da parte della conferenza, [ . . . ]

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