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Scheda Normativa

Norme Correlate

Delibera/zione 06/05/ 2011 n. 1062

Regione Valle d’Aosta - Approvazione, con riferimento alla legge regionale 18 aprile 2008, n. 21, del marchio, del logo e degli aspetti relativi alle modalità di funzionamento e gestione del sistema di certificazione energetica regionale (Beauclimat)

Delibera/zione 23/12/ 2010 n. 3629

Regione Valle d’Aosta - Approvazione di ulteriori definizioni integrative dell’Allegato A della DGR 3014/2009, degli indicatori climatici, delle metodologie per la determinazione delle prestazioni energetiche degli edifici e relative semplificazioni di cui agli articoli 2, 4 e 7 della l.r. 18 aprile 2008, n. 21 (Disposizioni in materia di rendimento energetico nell’edilizia)

Delibera/zione 20/08/ 2010 n. 2236

Regione Valle d'Aosta - Approvazione, ai sensi degli articoli 9, 10 e 11 della L.R. 21/2008 e successive modificazioni, delle modalità di accreditamento di soggetti fisici abilitati al rilascio dell’attestato di certificazione energetica degli edifici e di soggetti ispettori

Legge regionale 02/03/ 2010 n. 8

Regione Valle d'Aosta - Modificazioni alla legge regionale 18 aprile 2008, n. 21 (Disposizioni in materia di rendimento energetico nell’edilizia)

Delibera/zione 30/10/ 2009 n. 3014

Regione Valle d’Aosta - Approvazione delle definizioni integrative, dei requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici e delle prescrizioni previsti, rispettivamente, dagli articoli 2, 6 e 15, commi 1 e 2, della legge regionale 18 aprile 2008, n. 21 (Disposizioni in materia di rendimento energetico nell'edilizia)

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Pubblicata la Lr su rendimento energetico in edilizia e catasto energetico

16/04/2008
Valle d’Aosta: certificazione e catasto energetico

Metodologia di calcolo semplificata per particolari destinazioni d’uso

Legge regionale 18/04/2008 n. 21

(Gazzetta regionale 08/07/2008 n. 28)

Regione Valle d'Aosta - Disposizioni in materia di rendimento energetico nell’edilizia

CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI



ARTICOLO 1

(Finalità e oggetto)

1. La Regione, nel rispetto dei principi fondamentali di cui al decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE
relativa al rendimento energetico nell’edilizia), ed in linea con la direttiva
2006/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 aprile 2006,
concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici,
promuove e incentiva la sostenibilità energetica nella progettazione,
realizzazione ed uso delle opere edilizie pubbliche e private ed il
miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti, tenendo
conto in particolare delle condizioni climatiche locali, al fine di favorire
lo sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili e la
diversificazione energetica, privilegiando le tecnologie a minore impatto
ambientale.

2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione disciplina:

a) le metodologie per la determinazione delle prestazioni energetiche
degli edifici;
b) i requisiti minimi e le prescrizioni specifiche in materia di
prestazione energetica degli edifici;
c) i criteri, le caratteristiche e gli ambiti di applicazione della
certificazione energetica degli edifici;
d) i criteri di accreditamento e i requisiti professionali dei soggetti
abilitati al rilascio dell’attestato di certificazione energetica degli
edifici;
e) le modalità di costituzione e di gestione del catasto energetico degli
edifici;
f) gli obiettivi per il miglioramento dell’efficienza energetica del
parco edilizio;
g) le forme di incentivazione economica;
h) le iniziative di informazione e di sensibilizzazione degli utenti
finali e l’aggiornamento degli operatori del settore e dei soggetti di cui
alla lettera d);
i) la raccolta, l’elaborazione e l’utilizzo delle informazioni contenute
negli attestati di certificazione energetica degli edifici, anche al fine di
aggiornare la programmazione energetica regionale e di monitorare
l’applicazione della presente legge.








ARTICOLO 2

(Definizioni)

1. Ai fini della presente legge si applicano le definizioni contenute nel
d.lgs. 192/2005, integrate dalle definizioni approvate dalla Giunta regionale
con propria deliberazione.








ARTICOLO 3

(Ambito di applicazione)

1. Le disposizioni della presente legge si applicano agli edifici di
nuova costruzione e a quelli oggetto dei seguenti interventi:

a) interventi di recupero edilizio di cui alla legge regionale 6 aprile
1998, n. 11 (Normativa urbanistica e di pianificazione territoriale della
Valle d’Aosta), ed alle relative disposizioni attuative, con esclusione degli
interventi di manutenzione ordinaria;
b) ampliamento superiore al 20 per cento del volume preesistente;
c) nuova installazione e ristrutturazione di impianti di climatizzazione
invernale ed estiva, di produzione di acqua calda sanitaria e di illuminazione
artificiale;
d) sostituzione di generatori di calore e di unità frigorifere.

2. Sono esclusi dall’applicazione della presente legge:

a) gli edifici residenziali isolati con una superficie utile inferiore a
50 metri quadrati;
b) i fabbricati industriali, artigianali ed agricoli non residenziali,
qualora gli ambienti siano riscaldati o climatizzati per esigenze del processo
produttivo o utilizzando reflui energetici del medesimo, non altrimenti
utilizzabili;
c) gli impianti installati ai fini del processo produttivo realizzato
nell’edificio, anche se utilizzati, in parte non prevalente, per gli usi
tipici del settore civile.

3. Per gli edifici ricadenti nell’ambito della disciplina della parte
seconda del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni
culturali e del paesaggio), per gli edifici costruiti antecedentemente
all’anno 1945 ricadenti nell’ambito della disciplina di cui agli articoli 136
e 142 del medesimo decreto e per gli edifici classificati di pregio, documento
e monumento dai piani regolatori generali comunali, previa valutazione delle
strutture regionali competenti in materia di tutela di beni culturali e del
paesaggio, qualora dall’applicazione della presente legge possa derivare
un’alterazione degli edifici stessi tale da comprometterne le caratteristiche
artistiche, architettoniche, storiche o paesaggistiche, le disposizioni della
presente legge possono non essere applicate o essere applicate parzialmente
compatibilmente con le esigenze di tutela.

4. Per gli edifici di cui al comma 3, la Giunta regionale, con propria
deliberazione, può comunque stabilire prescrizioni specifiche semplificate
rispetto a quelle di cui alla presente legge.




CAPO II
PRESTAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI



ARTICOLO 4

(Metodologie per la determinazione delle prestazioni energetiche degli edifici
e valori limite)

1. Sulla base degli obiettivi di pianificazione energetica regionale e
delle prescrizioni contenute nella normativa tecnica statale e comunitaria
vigente in materia, la Giunta regionale, con propria deliberazione, individua
i criteri per la determinazione degli indicatori climatici. Stabilisce,
inoltre, le metodologie per la determinazione delle prestazioni energetiche
degli edifici, eventualmente differenziate in funzione della destinazione
d’uso e della complessità degli stessi, avuto riguardo:

a) ai valori limite di riferimento delle prestazioni energetiche degli
edifici rispetto ai quali i valori delle prestazioni energetiche conseguiti
devono risultare uguali o migliori;
b) per gli impianti di climatizzazione estiva ed invernale, agli
eventuali limiti al rapporto tra la potenza e la volumetria dei singoli
edifici, espresso in W/m³, anche in relazione alla destinazione d’uso degli
stessi ed alla specifica tipologia di impianto;
c) per gli impianti di illuminazione artificiale, agli eventuali limiti
al rapporto tra la potenza e la superficie illuminata, espresso in W/m2, anche
in relazione alla destinazione d’uso degli edifici ed alla specifica tipologia
di impianto.








ARTICOLO 5

(Definizione delle classi di prestazione energetica e dei relativi limiti)

1. La Giunta regionale, con propria deliberazione, determina il numero,
l’articolazione e le caratteristiche delle classi di prestazione energetica
degli edifici e individua i relativi limiti, in modo da favorire la
realizzazione di interventi di riqualificazione di portata generale idonei al
conseguimento di un passaggio di classe migliorativo. Nell’ambito della stessa
articolazione, i limiti di definizione delle classi sono, ove possibile,
correlati ai limiti minimi di efficienza energetica, espressi dall’indice di
prestazione energetica (Indice EP), definiti a livello regionale e statale per
le diverse tipologie di edifici di nuova costruzione.

2. In sede di articolazione delle classi di prestazione energetica degli
edifici, le variabili indipendenti cui riferire i limiti delle classi medesime
sono determinate in base a criteri di semplificazione, idonei a garantirne la
massima comprensibilità.

3. Le classi di prestazione energetica sono, di norma, definite in
relazione all’Indice EP; possono, tuttavia, essere definite anche classi
energetiche con riferimento agli indici di prestazione energetica parziali,
considerando prioritariamente, nell’ordine, quelli afferenti alla
climatizzazione invernale, alla climatizzazione estiva, alla produzione di
acqua calda sanitaria ed all’illuminazione artificiale.








ARTICOLO 6

(Requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici)

1. Gli edifici di nuova costruzione e quelli oggetto degli interventi di
cui all’articolo 3, comma 1, devono possedere dei requisiti minimi di
prestazione energetica.

2. I requisiti minimi e le prescrizioni specifiche in materia di
prestazione energetica degli edifici, approvati con deliberazione della Giunta
regionale, riguardano:

a) le caratteristiche e le prestazioni termiche dell’involucro edilizio;
b) le caratteristiche ed i consumi di energia primaria dell’impianto di
climatizzazione invernale, inteso quale impianto deputato al controllo di
parametri fisici che influenzano il confort termoigrometrico e la qualità
dell’aria;
c) le caratteristiche ed i consumi di energia primaria dell’impianto di
climatizzazione estiva, inteso quale impianto deputato al controllo di
parametri fisici che influenzano il confort termoigrometrico e la qualità
dell’aria;
d) le caratteristiche ed i consumi di energia primaria dell’impianto di
produzione di acqua calda sanitaria;
e) le caratteristiche ed i consumi di energia primaria dell’impianto di
illuminazione artificiale.

3. I dati che illustrano i requisiti e le prestazioni energetiche di cui
al comma 2 sono riportati sull’attestato di certificazione energetica
dell’edificio di cui all’articolo 7.




CAPO III
CERTIFICAZIONE ENERGETICA



ARTICOLO 7

(Certificazione energetica degli edifici)

1. Ogni edificio di nuova costruzione, o sottoposto a ristrutturazione
edilizia ai sensi della l.r. 11/1998 e delle relative disposizioni attuative,
è dotato, a cura del costruttore, di un attestato di certificazione
energetica. L’ attestato è prescritto anche nel caso di nuova installazione o
ristrutturazione di impianti di climatizzazione, invernale o estiva, di
impianti per la produzione di acqua calda sanitaria o di impianti di
illuminazione artificiale.

2. La certificazione energetica degli edifici concerne la valutazione dei
consumi di energia primaria per la climatizzazione estiva ed invernale, per la
produzione di acqua calda sanitaria e per l’illuminazione artificiale.
Eventuali semplificazioni della relativa metodologia di calcolo possono essere
introdotte, con deliberazione della Giunta regionale, per particolari
destinazioni d’uso degli edifici e per gli edifici situati in zone
caratterizzate da condizioni climatiche che rendano trascurabili taluni dei
suddetti consumi.

3. In ogni contratto di compravendita di un intero edificio o di singole
unità immobiliari, l’attestato di certificazione energetica è allegato al
contratto, in originale o in copia autenticata, a cura del venditore.

4. In ogni contratto di locazione di un intero edificio o di singole unità
immobiliari, l’attestato di certificazione energetica è messo a disposizione
del locatario o ad esso consegnato in copia dichiarata dal proprietario
conforme all’originale in suo possesso.

5. Negli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico, la
certificazione energetica si applica anche ai casi previsti dall’articolo 6,
comma 1quater, del d.lgs. 192/2005 ed il relativo attestato è affisso
nell’edificio in luogo facilmente visibile per il pubblico.

6. Negli edifici di cui al comma 1, il conseguimento dell’attestato di
certificazione energetica può essere dimostrato mediante l’applicazione di
un’apposita targa in luogo facilmente visibile al pubblico.

7. La certificazione energetica per unità immobiliari facenti parte di
uno stesso edificio può basarsi, alternativamente:

a) sulla valutazione dell’unità immobiliare interessata o sulla
valutazione di un’altra unità immobiliare dello stesso edificio,
rappresentativa della stessa tipologia, qualora servita da un sistema di
climatizzazione di tipo autonomo;
b) sulla valutazione complessiva dell’intero edificio, per gli edifici
serviti da un impianto termico centralizzato non dotato di sistema per la
contabilizzazione individuale dei consumi.

8. L’attestato relativo alla certificazione energetica ha una validità
temporale di dieci anni dalla data di rilascio ed è aggiornato ad ogni
intervento idoneo a modificare le prestazioni energetiche dell’edificio o
dell’impianto termico.

9. L’attestato di certificazione energetica riporta i dati relativi alle
prestazioni energetiche proprie dell’edificio unitamente ai valori di
riferimento che consentono di effettuare valutazioni e confronti. Per gli
edifici esistenti, l’attestato è corredato dei suggerimenti relativi alla
tipologia degli interventi ritenuti più significativi ed economicamente
convenienti per il miglioramento della prestazione energetica.

10. Le prestazioni energetiche proprie dell’edificio possono essere
riferite ad un uso standardizzato dell’edificio o alle reali modalità di
utilizzo dello stesso.

11. Per gli edifici di cui ai commi 1, 3 e 4, l’attestato di
certificazione energetica riporta il valore della prestazione energetica
riferita ad un uso standardizzato dell’edificio, calcolato secondo le
metodologie di cui all’articolo 4.

12. L’attestato di certificazione energetica è conforme al modello e ai
contenuti minimi dello stesso approvati dalla Giunta regionale con propria
deliberazione.

13. L’attestato di certificazione energetica è rilasciato da un soggetto,
estraneo alla progettazione e alla direzione lavori, accreditato ai sensi
dell’articolo 9.








ARTICOLO 8

(Relazione tecnica ed accertamenti)

1. Per gli edifici di cui all’articolo 3, comma 1, la relazione tecnica
di cui all’articolo 28, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10 (Norme per
l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale
dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di
energia), come definita dall’allegato E del d.lgs. 192/2005, deve riportare la
valutazione delle prestazioni energetiche dell’edificio e l’indicazione del
rispetto dei requisiti minimi di prestazione energetica.

2. La relazione di cui al comma 1, sottoscritta dal progettista, è
depositata in duplice copia presso il Comune dove è ubicato l’edificio dal
proprietario o da chi ne ha titolo, unitamente alla denuncia di inizio dei
lavori.

3. Contestualmente alla comunicazione di fine lavori, il proprietario
dell’edificio o chi ne ha titolo deposita in duplice copia presso il Comune
una dichiarazione, sottoscritta congiuntamente dal direttore dei lavori e dal
costruttore, relativa alla conformità delle opere realizzate rispetto al
progetto e alla relazione di cui al comma 1. La comunicazione di fine lavori è
inefficace, a qualsiasi titolo, se non è accompagnata dalla predetta
dichiarazione.

4. Una copia dell’attestato di certificazione energetica è presentata al
Comune, unitamente alla documentazione prevista dall’articolo 25 del decreto
del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), ai fini
dell’ottenimento, ove prescritto, del certificato di agibilità dell’edificio.

5. Entro tre anni dalla data di fine lavori dichiarata dal committente,
la Regione, avvalendosi del Centro di osservazione avanzato sulle energie di
flusso e sull’energia di rete, di seguito denominato Centro di osservazione,
di cui all’articolo 3 della legge regionale 3 gennaio 2006, n. 3 (Nuove
disposizioni in materia di interventi regionali per la promozione dell’uso
razionale dell’energia), dispone accertamenti e ispezioni a campione, anche in
corso d’opera tramite l’attività degli ispettori di cui all’articolo 11, al
fine di verificare la regolarità della documentazione di cui ai commi 1, 2 e 3
e dell’attestato di certificazione energetica di cui al comma 4, nonché la
conformità delle opere realizzate alla documentazione progettuale e agli
elaborati presentati.








ARTICOLO 9

(Accreditamento)

1. La Regione esercita, attraverso il Centro di osservazione, la funzione
di accreditamento dei soggetti di cui agli articoli 10 e 11, che si esplica
nello svolgimento delle seguenti attività:

a) verifica del possesso dei requisiti necessari a svolgere le attività
di certificazione e di ispezione;
b) iscrizione e permanenza nell’elenco regionale dei soggetti
certificatori e in quello degli ispettori;
c) sorveglianza sulle attività dei soggetti di cui alla lettera b), anche
mediante controlli a campione.

2. La Giunta regionale definisce le modalità di organizzazione del
sistema di accreditamento.

3. I soggetti che sono in possesso dei requisiti di cui agli articoli 10
e 11, o equivalenti conseguiti in altre Regioni italiane o in Stati esteri,
che intendono ottenere l’accreditamento ai fini dell’iscrizione nell’elenco
regionale dei soggetti certificatori e in quello degli ispettori, fanno
richiesta alla struttura regionale competente in materia di pianificazione
energetica. La struttura verifica la sussistenza dei requisiti, ovvero
l’equivalenza degli stessi, con quelli previsti dalla presente legge e può
disporre la frequenza di corsi di formazione integrativi o il superamento di
esami di accertamento di competenza.

4. Per la tenuta e la gestione dell’elenco regionale dei soggetti
certificatori e di quello degli ispettori, la Regione si avvale della Camera
valdostana delle imprese e delle professioni/Chambre valdôtaine des
entreprises et des activités libérales, di cui alla legge regionale 20 maggio
2002, n. 7 (Riordino dei servizi camerali della Valle d’Aosta).








ARTICOLO 10

(Soggetti certificatori)

1. Possono essere accreditati quali soggetti abilitati al rilascio
dell’attestato di certificazione degli edifici esclusivamente persone fisiche
che risultino in possesso dei seguenti requisiti:

a) laurea magistrale, laurea o diploma e iscrizione ad un ordine o
collegio che abiliti allo svolgimento di attività professionale in materia di
uso razionale dell’energia, di termotecnica e di energetica;
b) frequenza di specifici corsi di formazione, con esame finale,
organizzati da soggetti accreditati dalla Regione o dagli ordini e collegi
professionali ed effettuati sulla base delle modalità approvate con
deliberazione della Giunta regionale, oppure, in alternativa, conseguimento di
un’esperienza professionale almeno triennale comprovata da una dichiarazione
dell’ordine o del collegio professionale di appartenenza, in almeno due delle
seguenti attività:
1) progettazione dell’isolamento termico degli edifici;
2) progettazione di impianti di climatizzazione invernale o estiva;
3) progettazione energetica di edifici e di impianti;
4) diagnosi energetiche.

2. Possono essere accreditati quali soggetti certificatori anche i
dipendenti della Regione, limitatamente alla certificazione degli edifici di
proprietà della Regione medesima o in uso alla stessa.

3. In aggiunta a quanto previsto dal comma 1, per la certificazione degli
edifici destinati ad usi non residenziali, al fine dell’accreditamento i
soggetti certificatori devono possedere:

a) un’esperienza professionale non inferiore a tre anni in almeno due
delle attività di cui al comma 1, lettera b), comprovata da una dichiarazione
dell’ordine o del collegio professionale di appartenenza, per gli edifici con
superficie utile compresa tra 1.000 e 5.000 metri quadrati;
b) un’esperienza professionale non inferiore a cinque anni in almeno due
delle attività di cui al comma 1, lettera b), comprovata da una dichiarazione
dell’ordine o del collegio professionale di appartenenza, per gli edifici con
superficie utile superiore a 5.000 metri quadrati.

4. Ai fini del rilascio dell’attestato di certificazione, i soggetti
certificatori devono garantire indipendenza ed imparzialità di giudizio
rispetto agli interessi dei richiedenti. Nel caso di edifici di cui
all’articolo 3, comma 1, i soggetti certificatori devono inoltre garantire
indipendenza ed imparzialità di giudizio rispetto agli interessi dei soggetti
coinvolti nella progettazione, nella direzione dei lavori e nella
realizzazione delle opere, nonché rispetto ai produttori dei materiali e dei
componenti utilizzati per le opere stesse.








ARTICOLO 11

(Ispettori)

1. Possono essere accreditati con funzioni di ispettore i soggetti
pubblici o privati incaricati degli accertamenti, dei controlli tecnici e
documentali aventi per scopo la verifica che gli edifici e gli impianti
rispettino i requisiti, le prescrizioni e gli obblighi stabiliti dalla
presente legge.

2. Le funzioni di cui al comma 1 sono comunque svolte da soggetti che
risultino in possesso dei seguenti requisiti:

a) laurea magistrale, laurea o diploma e iscrizione ad un ordine o
collegio che abiliti allo svolgimento di attività professionale in materia di
uso razionale dell’energia, di termotecnica e di energetica;
b) frequenza di specifici corsi di formazione, con esame finale,
organizzati da soggetti accreditati dalla Regione, effettuati sulla base delle
modalità approvate con deliberazione della Giunta regionale.




CAPO IV
CATASTO E MIGLIORAMENTO DELL’EFFICIENZA ENERGETICA



ARTICOLO 12

(Catasto energetico degli edifici)

1. La Giunta regionale costituisce il catasto energetico degli edifici,
al fine di conoscere ed aggiornare periodicamente la situazione del parco
edilizio, e definisce le caratteristiche e le modalità di gestione dello
stesso.

2. Per gli adempimenti di cui al comma 1, la Giunta regionale si avvale
del Centro di osservazione che vi provvede anche mediante le informazioni
messe a disposizione dai Comuni.








ARTICOLO 13

(Miglioramento dell’efficienza energetica)

1. La Giunta regionale, sulla base dei dati del catasto di cui
all’articolo 12, stabilisce gli obiettivi minimi di miglioramento
dell’efficienza energetica del parco edilizio, diversificati in base alle
tipologie costruttive, alla vetustà degli edifici e alle soluzioni
impiantistiche adottate, nonché le relative scadenze temporali, dando priorità
alle situazioni maggiormente inquinanti ed agli interventi strutturali di cui
all’articolo 3, comma 1, lettere a) e b).

2. Per la realizzazione degli obiettivi di cui al comma 1, i proprietari
di edifici effettuano i conseguenti interventi prescritti entro le scadenze
stabilite.

3. I proprietari di edifici sono, inoltre, tenuti a realizzare, ove
tecnicamente possibile, gli interventi necessari per permettere:

a) la contabilizzazione del calore per ogni singola unità immobiliare;
b) la termoregolazione per ogni ambiente;
c) la contabilizzazione dei consumi di acqua fredda e calda.

4. La Giunta regionale predispone, entro un anno dalla data di entrata in
vigore della presente legge, un piano di risanamento energetico del patrimonio
edilizio dell’Amministrazione regionale.








ARTICOLO 14

(Impianti a fonti energetiche rinnovabili)

1. Negli edifici di cui all’articolo 7, comma 1, il proprietario installa
impianti a fonti energetiche rinnovabili, dimensionati in modo tale da
soddisfare una percentuale del fabbisogno annuale di energia primaria
determinata, anche in funzione della tipologia di fonte utilizzata e tenuto
conto dell’efficacia degli interventi, dalla Giunta regionale con propria
deliberazione.

2. Per il rispetto di quanto stabilito al comma 1, è ammessa la
realizzazione di derivazioni di acqua da un corpo idrico superficiale, secondo
le procedure previste dalla vigente normativa in materia di risorse idriche e
in conformità agli indirizzi di pianificazione regionale per la tutela e il
razionale utilizzo delle acque, solo per l’autoconsumo energetico di tutte le
situazioni di isolamento, dove esistono obiettive difficoltà sia tecnico-
ambientali, sia economiche di collegamento con infrastrutture energetiche di
uso collettivo.








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