Vimec
Carrello 0

Scheda Normativa

Norme Correlate

Legge regionale 19/11/ 2015 n. 33

Regione Puglia - Modifiche alla legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia ...)

Legge regionale 05/12/ 2014 n. 49

Regione Puglia - Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale (Piano Casa)

Delibera/zione 02/04/ 2014 n. 549

Regione Puglia - Circolare n. 1 del 2014 “Note esplicative e chiarimenti sull’applicazione della legge regionale 30 luglio 2009, n. 14, recante “Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizia residenziale (Piano Casa)”

Legge regionale 07/08/ 2013 n. 26

Regione Puglia - Assestamento e prima variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2013

Legge regionale 05/02/ 2013 n. 6

Regione Puglia - “Modifiche e integrazioni all’articolo 5 della legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale), modificata e integrata dalla legge regionale 1° agosto 2011, n. 21 e all’articolo 4 della legge regionale 13 dicembre 2004, n. 23 (Piano Casa)

Legge regionale 03/07/ 2012 n. 18

Regione Puglia - "Assestamento e prima variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2012"

Legge regionale 20/02/ 2012 n. 1

Regione Puglia - Modifiche all’articolo 5 della legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale)

Legge regionale 01/08/ 2011 n. 21

Regione Puglia - Modifiche e integrazioni alla legge regionale 30 luglio 2009, n. 14, nonché disposizioni regionali in attuazione del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106 (Piano Casa)

News Correlate

05/12/2018
Puglia, il Piano Casa è legge anche per il 2019

Tra le novità, la possibilità di ampliare gli edifici non residenziali anche oltre i 1000 metri cubi

22/11/2017
Puglia, Piano Casa prorogato al 31 dicembre 2018

Novità anche per altezze, distanze, fotovoltaico, sottotetti, seminterrati, titoli abilitativi e cambi di destinazione d’uso

03/11/2016
Puglia, con il Piano Casa si potranno realizzare edifici separati

La novità sarà consentita solo se l’intervento in contiguità non è fisicamente realizzabile. In arrivo la proroga al 2017

19/10/2016
Puglia, all’esame la proroga al 31 dicembre 2017 del Piano Casa

Sarà più facile la ristrutturazione degli edifici compromessi a livello strutturale

16/12/2014
Regione Puglia, Piano Casa prorogato al 31 dicembre 2015

Pubblicate in Gazzetta le misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia

21/11/2014
Regione Puglia, il Piano Casa sarà prorogato al 31 dicembre 2015

In arrivo anche una norma per la riduzione del consumo di suolo

09/10/2014
Piano Casa Puglia, proposta la proroga fino al 31 dicembre 2015

Chiesto l’esplicito esonero dall’autorizzazione paesaggistica PUTT per gli ampliamenti in zone agricole

04/09/2013
Puglia, Piano Casa prorogato al 31 dicembre 2014

Lo slittamento dei termini è stato approvato con la legge di assestamento di bilancio

01/02/2013
Piano Casa Puglia, ok a norme elastiche sui parcheggi

Nel testo anche messa in sicurezza del territorio, trasferimento ai Comuni di competenze in antisismica

17/09/2012
Piano Casa Puglia, interventi fino al 31 dicembre 2013

Ok al cambio di destinazione d’uso abbinato agli ampliamenti, rivisti i limiti di applicazione

27/06/2012
Piano Casa Puglia, si pensa alla proroga al 2013

Palese: necessaria una boccata d’ossigeno, Assessore Barbanente: Regione già sensibile alla semplificazione

28/03/2012
Il Piano Casa Puglia allarga il margine d’azione

In vigore la norma che estende ampliamenti e sostituzioni agli immobili esistenti entro il I agosto 2011

16/02/2012
Piano Casa Puglia, crescono le possibilità di intervento

Un ddl approvato dal Consiglio estende gli ampliamenti agli edifici realizzati entro agosto 2011

04/08/2011
Piano Casa Puglia, la nuova legge in vigore fino a dicembre 2012

Recepite le norme per la riqualificazione urbana del Decreto Sviluppo

22/07/2011
È legge il nuovo Piano Casa della Puglia

Proroga a dicembre 2012, maggiori incentivi volumetrici e riqualificazione urbanistica in linea col Dl sviluppo

19/07/2011
Piano Casa Puglia, modifiche ai sensi del decreto sviluppo

Recupero aree degradate, premi volumetrici e delocalizzazioni per la riqualificazione

06/07/2011
Nuovo Piano Casa e Dl Sviluppo, Puglia in dirittura d’arrivo

L’Assessore Barbanente auspica la chiusura dell’iter per la modifica delle misure di riqualificazione entro metà luglio

27/05/2011
Bari, 800 tecnici al convegno ‘Edifici a Energia Quasi Zero’

Assessore Barbanente: a breve un nuovo sistema per la certificazione energetica

10/05/2011
Barbanente: Piano Casa e Scia non sono la soluzione per la crisi dell'edilizia

Per l'Assessore alla qualità del Territorio, in Puglia resta invariata l’impostazione della legge sulle costruzioni

11/03/2011
Piano Casa Puglia, vicina la proroga a dicembre 2011

Monetizzazione dei parcheggi, ampliamento per gli edifici plurifamiliari e sostituzioni con meno vincoli

13/01/2011
Piano Casa, Puglia aperta alle modifiche

Barbanente: azioni programmatiche di sistema più adeguate degli interventi isolati

15/10/2010
Decima tappa per il Piano Casa Tour, oltre 500 a Bari

La Scia non sostituisce la Dia, rilancio solo col rinnovamento degli strumenti urbanistici

18/01/2010
Piano Casa Puglia, prorogati i termini per l’accatastamento

Con la Finanziaria regionale per il 2010 c’è tempo fino al 28 febbraio per le dichiarazioni all’Agenzia del Territorio

12/11/2009
Piano Casa, in Puglia presentate proposte di cambiamento

Riduzione dei contributi di costruzione e interventi nelle aree sotto tutela per migliorare l’impatto della legge

05/10/2009
Piano Casa Puglia, escluso il non residenziale

Rettificata in senso restrittivo la norma regionale, decorrono dal 24 settembre i nuovi termini di legge

29/09/2009
Piano Casa Puglia, edilizia sociale e ampliamenti a diverse velocità

Interventi su 345 alloggi comunali e Iacp, Salento indietro con i provvedimenti di aumento volumetrico

22/09/2009
Piano Casa Puglia, il Governo impugna la legge

CdM: la trascrizione dei parcheggi pertinenziali invade le competenze dello Stato in materia tributaria

21/09/2009
Piano Casa Puglia: in rete un forum sulla legge regionale

I Comuni potranno consentire interventi migliorativi su immobili in contrasto con il paesaggio

07/09/2009
Aumento cubature, le scelte della Puglia

Si coniugano con la sostenibilità ambientale gli incentivi volumetrici

28/08/2009
Puglia, pubblicato il Piano Casa

Interessati dagli interventi di ampliamento e di demolizione e ricostruzione gli immobili accatastati entro il 31 marzo 2009

28/07/2009
Piano Casa, la Puglia vara la legge regionale

Ampliamenti in zona edificata con vincolo paesaggistico, esclusi i capannoni agricoli e industriali

07/07/2009
Piano Casa, in Puglia più attenzione al problema parcheggi

Proposto un metro quadrato di area di sosta per ogni dieci metri di ampliamento volumetrico realizzato

Legge regionale 30/07/2009 n. 14

(Gazzetta regionale 03/08/2009 n. 119)

Regione Puglia - Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale (Piano Casa)

Testo vigente al 18-06-2013

Art. 1
Finalità e ambiti di applicazione.
1. La presente legge, straordinaria e temporanea, costituisce attuazione dell'intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3), tra Stato, regioni ed enti locali, sottoscritta il 1° aprile 2009 e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, serie generale, n. 98 del 29 aprile 2009, finalizzata al rilancio dell'economia mediante il sostegno all'attività edilizia e al miglioramento della qualità architettonica, energetica e ambientale del patrimonio edilizio esistente, in coerenza con le norme di tutela del patrimonio ambientale, culturale e paesaggistico della regione nonché di difesa del suolo, prevenzione del rischio sismico e accessibilità degli edifici.
2. Per perseguire le finalità di cui al comma 1 la presente legge disciplina l'esecuzione di interventi di ampliamento e di demolizione e ricostruzione, anche in deroga alla pianificazione urbanistica locale, secondo le modalità e nei limiti previsti dalle norme seguenti.

Art. 2
Definizioni.
1. Se non altrimenti previsto, le definizioni contenute nella presente legge sono da intendersi riproduttive delle previsioni del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, emanato con decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
2. Ai fini della presente legge:

a) per edificio si intende l’insieme di strutture portanti ed elementi costruttivi e architettonici reciprocamente connessi in modo da formare con continuità dalle fondamenta alla copertura un organismo edilizio funzionalmente autonomo, isolato o collegato ad altri edifici adiacenti e con almeno un accesso sulla strada pubblica o privata, composto da una o più unità immobiliari funzionalmente e fisicamente connesse tra loro mediante parti comuni, indipendentemente dal regime delle proprietà;
b) per edifici residenziali si intendono gli immobili comprendenti una o più unità immobiliari destinate alla residenza e a usi strettamente connessi con le residenze, ai sensi del comma 2 dell’articolo 3 (Rapporti massimi, tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e gli spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi) del D.M. 2 aprile 1968, n. 1444 del Ministro dei lavori pubblici (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’articolo 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765), nonché gli edifici rurali a uso abitativo;
c) per volumetria complessiva si intende quella calcolata secondo i criteri e i parametri previsti dallo strumento urbanistico generale vigente nel Comune (1).
(1) Comma così sostituito dall’art. 1, L.R. 1° agosto 2011, n. 21. Il testo originario era così formulato: «2. Ai fini della presente legge:a) per edifici residenziali uni-bifamiliari si intendono gli immobili comprendenti una o due unità immobiliari destinate alla residenza e gli edifici rurali a uso abitativo, comunque di volumetria complessiva non superiore a 1.000 metri cubi (m3);b) per volumetria complessiva si intende la somma dei volumi vuoto per pieno collocati esclusivamente o prevalentemente fuori terra. Nel computo di detto volume sono compresi i vani ascensore, le scale, restandone esclusi i volumi tecnici e quelli condominiali o di uso pubblico (androni, porticati, ecc.).».


Art. 3
Interventi straordinari di ampliamento.
1. Possono essere ampliati, nel limite del 20 per cento della volumetria complessiva, e comunque per non oltre 200 m3, gli edifici residenziali, alle condizioni e con le modalità seguenti (2) :
a) sono computabili solo i volumi legittimamente realizzati. Le volumetrie per le quali sia stata rilasciata la sanatoria edilizia straordinaria di cui alla legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie), alla legge 23 dicembre 1994, n. 724 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica) e al decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, sono computate ai fini della determinazione della volumetria complessiva esistente (3) ;
b) l'ampliamento deve essere realizzato in contiguità fisica rispetto al fabbricato esistente, anche in sopraelevazione, rimanendo salva la possibilità di avvalersi dell’aumento volumetrico spettante ad altra unità immobiliare, purchè ricompresa nel medesimo edificio, nel rispetto delle altezze massime e delle distanze minime previste dagli strumenti urbanistici. In mancanza di specifica previsione in detti strumenti, si applicano altezze massime e distanze minime previste dal D.M. 2 aprile 1968, n. 1444 del Ministro per i lavori pubblici, di concerto con il Ministro per l'interno (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell'articolo 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765) (4) ;
c) l'ampliamento deve essere realizzato conformemente alle norme riportate all'articolo 4, comma 4, lettere a), b) e c), e commi 18, 19 e 20, estesi questi ultimi a tutti gli interventi di cui all'articolo 3, comma 2, lettera c), numero 1, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia), del regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2009, n. 59, in attuazione dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del D.Lgs. n. 192/2005 e successive modificazioni. In ogni caso, l'unità abitativa esistente interessata dall'ampliamento deve essere munita di finestre con vetrature con intercapedini di aria o di gas.
1-bis. L’incremento volumetrico previsto al comma 1 può raggiungere i 350 mc a condizione che l’intero edificio, a seguito dell’intervento di ampliamento, raggiunga almeno il punteggio 2 nello strumento di valutazione previsto dalla legge regionale 10 giugno 2008, n. 13 (Norme per l’abitare sostenibile), e si doti della certificazione di cui all’articolo 9 della stessa legge prima del rilascio del certificato di agibilità (5) .

(2) Alinea così corretto con avviso di rettifica pubblicato nel B.U. 24 settembre 2009, n. 150, poi così modificato dall’art. 2, comma 1, lettera a), L.R. 1° agosto 2011, n. 21, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione.
(3) Lettera così modificata dall’art. 2, comma 1, lettera b), L.R. 1° agosto 2011, n. 21.
(4) Lettera così modificata dall’art. 2, comma 1, lettera c), L.R. 1° agosto 2011, n. 21.
(5) Comma aggiunto dall’art. 2, comma 1, lettera d), L.R. 1° agosto 2011, n. 21.


Art. 4

Interventi straordinari di demolizione e ricostruzione.
1. Al fine di migliorare la qualità del patrimonio edilizio esistente, sono ammessi interventi di demolizione e ricostruzione di edifici residenziali con realizzazione di un aumento di volumetria sino al 35 per cento di quella legittimamente esistente alla data di entrata in vigore della presente legge (6) .
2. Sono computabili i volumi legittimamente realizzati e le volumetrie per le quali sia stata rilasciata la sanatoria edilizia straordinaria di cui alla legge n. 47/1985, alla legge n. 724/1994 e alla legge n. 326/2003.
3. Gli interventi di ricostruzione devono essere realizzati nel rispetto delle altezze massime e delle distanze minime previste dagli strumenti urbanistici. In mancanza di specifica previsione in detti strumenti, si applicano altezze massime e distanze minime previste dal D.M. n. 1444/1968 lavori pubblici.
4. L'incremento volumetrico previsto al comma 3 si applica a condizione che la ricostruzione venga realizzata secondo i criteri di edilizia sostenibile indicati dalla legge regionale 10 giugno 2008, n. 13 (Norme per l'abitare sostenibile). A tal fine, l'edificio ricostruito deve acquisire almeno il punteggio 2 nello strumento di valutazione previsto dalla L.R. n. 13/2008 e dotarsi della certificazione di cui all'articolo 9 della stessa legge prima del rilascio del certificato di agibilità.
5. Agli interventi di ricostruzione si applicano le norme previste dal D.M. 14 giugno 1989, n. 236 del Ministro per i lavori pubblici (Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche).
(6) Comma così sostituito dall’art. 3, L.R. 1° agosto 2011, n. 21. Il testo originario era così formulato: «1. Al fine di migliorare la qualità del patrimonio edilizio esistente, sono ammessi interventi di demolizione e ricostruzione di edifici destinati a residenza almeno in misura pari al 75 per cento della volumetria complessiva, con realizzazione di un aumento di volumetria sino al 35 per cento di quella legittimamente esistente alla data di entrata in vigore della presente legge.».


Art. 5

Condizioni e modalità generali.
1. Gli interventi previsti dagli articoli 3 e 4 possono essere realizzati solo su immobili esistenti alla data del 1° agosto 2011. (7)
2. Gli immobili interessati dagli interventi previsti dagli articoli 3 e 4 devono risultare regolarmente accatastati presso le agenzie del territorio, ai sensi del testo unico delle leggi sul nuovo catasto approvato con regio decreto 8 ottobre 1931, n. 1572. Per gli edifici che devono essere accatastati al nuovo catasto edilizio urbano, ai sensi del regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652 (Accertamento generale dei fabbricati urbani, rivalutazione del relativo reddito e formazione del nuovo catasto edilizio urbano), convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, devono essere presentate idonee dichiarazioni alle agenzie del territorio per l’accatastamento o per la variazione catastale prima della presentazione della denuncia di inizio attività (DIA) o dell’istanza per il rilascio del permesso di costruire. Il tecnico abilitato deve attestare la volumetria esistente, ai sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera c), della presente legge, mediante idonea e completa documentazione di tipo grafico e fotografico (8) .
3. Tutti gli interventi previsti dagli articoli 3 e 4 sono realizzabili mediante denuncia di inizio attività (DIA), ai sensi dell'articolo 22 del t.u. delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia emanato con D.P.R. n. 380/2001, come sostituito dall'articolo 1 del decreto legislativo 27 dicembre 2002, n. 301, o, in alternativa, mediante permesso di costruire. La formazione del titolo abilitativi per la realizzazione degli interventi previsti dagli articoli 3 e 4 è subordinato:
a) alla corresponsione del contributo di costruzione di cui all'articolo 16 del t.u. delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia emanato con D.P.R. n. 380/2001, come modificato dall'articolo 1 del D.Lgs. n. 301/2002 e dall'articolo 40, comma 9, della legge 1° agosto 2002, n. 166;
b) alla cessione delle aree a standard in misura corrispondente all'aumento volumetrico previsto. Il comune può prevedere che l'interessato, qualora sia impossibile reperire in tutto o in parte dette aree, in alternativa alla cessione (totale o parziale), provveda alla monetizzazione degli standard mediante pagamento di una somma commisurata al costo di acquisizione di altre aree, equivalenti per estensione e comparabili per ubicazione e destinazione a quelle che dovrebbero essere cedute. Gli introiti derivanti dalla monetizzazione degli standard devono essere vincolati all'acquisizione, da parte del comune, di aree destinate alle attrezzature e opere di urbanizzazione secondaria di interesse generale o destinate a servizi di quartiere, nonché alla realizzazione o riqualificazione di dette opere e servizi e all'abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici (9) ;
c) al reperimento di spazi per parcheggi pertinenziali nella misura minima di 1 metro quadrato (m2) ogni 10 m3 della volumetria realizzata, nel caso degli interventi di cui all'articolo 3 della volumetria realizzata con l'ampliamento e, nel caso degli interventi di cui all'articolo 4, della volumetria complessiva, volume preesistente e aumento volumetrico, realizzata con la ricostruzione nel caso in cui il reperimento di spazi per parcheggi pertinenziali avvenga in aree diverse da quella oggetto dell'intervento previsto dall'articolo 3. Il rapporto di pertinenza, garantito da un atto unilaterale d’obbligo, è impegnativo per sé e per i propri successori o aventi causa a qualsiasi titolo (10) ;
d) all'acquisizione di tutti gli assensi ordinariamente prescritti;
e) al rispetto delle normative tecniche per le costruzioni con particolare riferimento a quelle antisismiche;
e-bis) al rispetto delle norme che disciplinano il condominio negli edifici (11) .
4. Qualora sia dimostrata l'impossibilità di reperire gli spazi per i parcheggi pertinenziali, per i soli interventi di cui alla lettera c) del comma 3, è consentito monetizzare tali spazi provvedendo al pagamento al Comune di una somma commisurata al costo di acquisizione di aree omogenee. Tale somma deve essere vincolata alla realizzazione di parcheggi da parte del comune. (12)
5. Per il computo delle volumetrie degli interventi previsti dagli articoli 3 e 4 si applicano gli indici e i parametri di cui all'articolo 11 della L.R. n. 13/2008.
6. Gli incrementi volumetrici previsti dall'articolo 4 non possono essere destinati a usi diversi da quelli previsti dallo strumento urbanistico generale vigente (13) .
6-bis. Qualora siano interessati edifici riconducibili alla tipologia a schiera o plurifamiliare, gli interventi previsti dagli articoli 3 e 4 sono ammessi a condizione che venga salvaguardata la coerenza architettonica e formale del complesso edilizio in cui sono ricompresi e che non risultino in contrasto con regolamenti condominiali e convenzioni urbanistiche eventualmente sussistenti (14) .

6-ter. I Comuni possono prevedere la riduzione del contributo di costruzione per gli interventi destinati a prima abitazione (15) .

6-quater. I Comuni, annualmente, approvano un rapporto sullo stato di attuazione delle presente legge all’interno del territorio comunale e lo trasmettono alla Regione. Il rapporto contiene dati analitici e valutazioni, in particolare, sull’impatto delle presenti norme sulla strumentazione urbanistica vigente e sulla qualità insediativa, con specifico riguardo alla dotazione di servizi e spazi verdi, alla tutela del patrimonio architettonico e dei paesaggi di qualità, al miglioramento delle condizioni di sicurezza, efficienza energetica, risparmio delle risorse, accessibilità e sostenibilità del patrimonio edilizio esistente (16) .

(7) Il presente comma, già modificato dapprima dall' art. 1 della L.R. 20 febbraio 2012, n. 1 e poi dall' art. 20, comma 1, lettera a) della L.R. 3 luglio 2012, n. 18. Il testo originario era così formulato:"1. Gli interventi previsti dagli articoli 3 e 4 possono essere realizzati solo su immobili esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge."
(8) Il presente comma, già modificato dapprima dall’art. 43, L.R. 31 dicembre 2009, n. 34 e poi dall’art. 20, comma 1, lettera b) L.R. 25 febbraio 2010, n. 5, è stato successivamente così sostituito dall’art. 4, comma 1, lettera a), L.R. 1° agosto 2011, n. 21. Il testo precedente era così formulato: «2. Gli immobili interessati dagli interventi previsti dagli articoli 3 e 4 devono risultare, alla data del 31 marzo 2009, regolarmente accatastati presso le agenzie del territorio, ai sensi del testo unico delle leggi sul nuovo catasto approvato con regio decreto 8 ottobre 1931, n. 1572; per gli edifici che devono essere accatastati al nuovo catasto edilizio urbano, ai sensi del regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652 (Accertamento generale dei fabbricati urbani, rivalutazione del relativo reddito e formazione del nuovo catasto edilizio urbano), convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, devono essere presentate perentoriamente entro il 31 ottobre 2010, idonee dichiarazioni alle agenzie del territorio per l'accatastamento o per la variazione catastale. Un tecnico abilitato deve attestare la volumetria esistente, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, lettera b), con una perizia giurata corredata necessariamente di idonea e completa documentazione fotografica.».
(9) Lettera così modificata dall’art. 4, comma 1, lettera b), L.R. 1° agosto 2011, n. 21.
(10) Lettera dapprima modificata dall’art. 4, comma 1, lettera c), L.R. 1° agosto 2011, n. 21 e successivamente modificata dall'art. 1, comma 1, lettra a) della L.R. 5 febbraio 2013, n. 6.
(11) Lettera aggiunta dall’art. 4, comma 1, lettera d), L.R. 1° agosto 2011, n. 21.
(12) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lettera b), L.R. 5 febbraio 2013, n. 6.
(13) Comma così sostituito dall’art. 4, comma 1, lettera e), L.R. 1° agosto 2011, n. 21. Il testo originario era così formulato: «6. Con la realizzazione degli interventi previsti dagli articoli 3 e 4 non è ammesso il cambio di destinazione d'uso.».
(14) Comma aggiunto dall’art. 4, comma 1, lettera f), L.R. 1° agosto 2011, n. 21.
(15) Comma aggiunto dall’art. 4, comma 1, lettera f), L.R. 1° agosto 2011, n. 21.
(16) Comma aggiunto dall’art. 4, comma 1, lettera f), L.R. 1° agosto 2011, n. 21.

Solo nel caso di interventi di cui all'articolo 3, qualora sia dimostrata l'impossibilità ad assolvere l'obbligo di cui al comma 3, lettera c), del presente articolo gli ampliamenti sono consentiti previo versamento al comune di una somma pari al costo base di costruzione per metro quadrato di spazio per parcheggi da reperire.



Art. 6
Limiti di applicazione.
1. Non è ammessa la realizzazione degli interventi di cui agli articoli 3 e 4:
a) all'interno delle zone territoriali omogenee A) di cui all'articolo 2 del D.M. n. 1444/1968 lavori pubblici o a esse assimilabili, così come definite dagli strumenti urbanistici generali o dagli atti di governo del territorio comunali, salvo che questi strumenti o atti consentano interventi edilizi di tale natura;
b) nelle zone nelle quali lo strumento urbanistico generale consenta soltanto la realizzazione di interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo o subordini gli interventi di ristrutturazione edilizia all'approvazione di uno strumento urbanistico esecutivo;
c) sugli immobili definiti di valore storico, culturale e architettonico dagli atti di governo del territorio o dagli strumenti urbanistici generali salvo che gli interventi non rientrino in quelli indicati nell’allegato I del decreto del Presidente della Repubblica 9 luglio 2010, n. 139 (Regolamento recante procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità, a norma dell’articolo 146, comma 9, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni); (17)
d) sugli immobili inclusi nell'elenco di cui all'articolo 12 della legge regionale 10 giugno 2008, n. 14 (Misure a sostegno della qualità delle opere di architettura e di trasformazione del territorio);
e) sugli immobili di interesse storico, vincolati ai sensi della parte II del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137);
f) su immobili ubicati in area sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi degli articoli 136 e 142 del D.Lgs. n. 42/2004, così come da ultimi modificati dall'articolo 2 del decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 63;
g) negli ambiti territoriali estesi classificati "A" e "B" dal piano urbanistico territoriale tematico per il paesaggio (PUTT/P), approvato con Delib.G.R. 15 dicembre 2000, n. 1748;
h) nei siti della Rete Natura 2000 (siti di importanza comunitaria - SIC - e zone di protezione speciale - ZPS -), ai sensi della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, nelle aree protette nazionali istituite ai sensi della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette) e nelle aree protette regionali istituite ai sensi della legge regionale 24 luglio 1997, n. 19 (Norme per l'istituzione e la gestione delle aree naturali protette nella regione Puglia), salvo che le relative norme o misure di salvaguardia o i relativi strumenti di pianificazione consentano interventi edilizi di tale natura;
i) nelle oasi istituite ai sensi della legge regionale 13 agosto 1998, n. 27 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma, per la tutela e la programmazione delle risorse faunistico-ambientali e per la regolamentazione dell'attività venatoria);
j) nelle zone umide tutelate a livello internazionale dalla Convenzione relativa alle zone umide d'importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici, firmata a Ramsar il 2 febbraio 1971 e resa esecutiva dal decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448;
k) negli ambiti dichiarati ad alta pericolosità idraulica e a elevata o molto elevata pericolosità geomorfologica (o ad essi assimilabili) dai piani stralcio di bacino di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) o dalle indagini geologiche allegate agli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, salvo che questi strumenti o atti consentano interventi edilizi di tale natura e la pericolosità idraulica o geomorfologica possa essere superata o mitigata con interventi di sistemazione idraulica e/o di consolidamento del sito interessato, previa acquisizione del parere favorevole vincolante dell’Autorità di bacino (18).
2. I comuni, con deliberazione del consiglio comunale da adottare entro il termine di sessanta giorni (19) , a pena di decadenza, dalla entrata in vigore della presente legge, possono disporre motivatamente:
a) l'esclusione di parti del territorio comunale dall'applicazione della presente legge in relazione a caratteristiche storico-culturali, morfologiche, paesaggistiche e alla funzionalità urbanistica;
b) la perimetrazione di ambiti territoriali nei quali gli interventi previsti dalla presente legge possono essere subordinati a specifiche limitazioni o prescrizioni, quali, a titolo meramente esemplificativo, particolari limiti di altezza, distanze tra costruzioni, arretramenti dal filo stradale, ampliamenti dei marciapiedi;
c) la definizione di parti del territorio comunale nelle quali per gli interventi di cui agli articoli 3 e 4 della presente legge possono prevedersi altezze massime e distanze minime diverse da quelle prescritte dagli strumenti urbanistici vigenti;
d) l'individuazione di ambiti territoriali estesi di tipo "B" del PUTT/P, approvato con Delib.G.R. n. 1748/2000, nonché immobili ricadenti in aree sottoposte a vincolo paesaggistico ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497 (Protezione delle bellezze naturali), nei quali consentire, su immobili in contrasto con le qualità paesaggistiche dei luoghi, gli interventi di cui agli articoli 3 e 4 della presente legge, purché gli stessi siano realizzati, oltre che alle condizioni previste dalla presente legge, utilizzando sia per le parti strutturali sia per le finiture materiali e tipi architettonici legati alle caratteristiche storicoculturali e paesaggistiche dei luoghi, obbligatoriamente e puntualmente definiti da apposito regolamento approvato dal consiglio comunale entro il termine perentorio di centoventi giorni (20) dalla data di entrata in vigore della presente legge .
(17) Lettera così modificata dall'art. 20, comma 1, della L.R. 3 luglio 2012, n. 18.
(18) Lettera così modificata dall’art. 5, L.R. 1° agosto 2011, n. 21.
(19) Ai sensi dell'art. 3, L.R. 7 ottobre 2009, n. 18 il termine qui indicato decorre dalla data di pubblicazione della rettifica all'art. 3 della presente legge, avvenuta nel B.U. 24 settembre 2009, n. 150.
(20) Il termine qui indicato è stato ridotto a novanta giorni dall’art. 1, L.R. 12 dicembre 2011, n. 34, computati a partire dalla data di entrata in vigore della stessa legge.


Art. 7

Tempi e titoli abilitativi.
1. Tutti gli interventi previsti dalla presente legge sono realizzabili solo se la DIA o l'istanza per il rilascio del permesso di costruire risultano presentate, complete in ogni loro elemento, entro il 31 dicembre 2013 (21) .
2. Per gli interventi di cui all'articolo 3, il progetto esecutivo riguardante le strutture deve essere riferito all'intero edificio, valutando la struttura complessivamente risultante dall'esecuzione dell'intervento secondo le indicazioni della vigente normativa tecnica prevista per le costruzioni. Detta valutazione può limitarsi all’intervento proposto solo quando l’ampliamento si presenti, ancorché contiguo, dal punto di vista statico e strutturale indipendente dall’edificio esistente (22) .
3. La conformità dell'intervento alle norme previste dalla presente legge, nonché l'utilizzo delle tecniche costruttive prescritte, sono certificati dal direttore dei lavori o altro professionista abilitato con la comunicazione di ultimazione dei lavori. La mancanza del rispetto di dette condizioni impedisce la certificazione dell'agibilità dell'ampliamento realizzato o dell'immobile ricostruito.
(21) Il presente comma, già modificato dapprima dall’art. 6, comma 1, lettera a), L.R. 1° agosto 2011, n. 21 e poi dall'art. 20, comma 1, lettera c) della L.R. 3 luglio 2012, n. 18. Il termine indicato nella versione originaria del presente comma (24 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge) decorreva, ai sensi dell’art.3, L.R. 7 ottobre 2009, n. 18, dalla data di pubblicazione della rettifica all'art. 3 della presente legge, avvenuta nel B.U. 24 settembre 2009, n. 150.
(22) Comma così modificato dall'art. 6, comma 1, lettera b), L.R. 1° agosto 2011, n. 21.
< [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
PER GLI UTENTI REGISTRATI


Consiglia questa pagina ai tuoi amici
 
Orchidea
Living Now

NEWS NORMATIVA

10/12 - Bonus casa e Partite Iva, ok della Camera alla Legge di Bilancio 2019

Proroga di un anno delle detrazioni fiscali legate alle ristrutturazioni e flat tax al 15% per redditi fino a 65 mila euro con paletti

07/12 - Pagamenti della PA, lo Stato potrebbe sborsare subito 9 miliardi di euro

Legge Europea 2018: il Governo valuta se saldare subito i debiti verso professionisti e imprese. In arrivo regole più severe


NRBH
Penetron