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Scheda Normativa

Legge regionale 03/09/2013 n. 1560

(Gazzetta regionale 27/09/2013 n. 82)

Regione Veneto - Art. 7 D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 - Programmazione coordinata degli interventi di prevenzione, vigilanza, formazione e assistenza in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, anno 2013

L'Assessore Luca Coletto riferisce quanto segue.

La tutela e la sicurezza nei luoghi di lavoro, materia che rientra tra quelle assegnate alla competenza legislativa concorrente regionale in attuazione dell'art. 117, comma 3, della Costituzione, è disciplinata da una serie di normative di attuazione di direttive europee - il D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, la Legge 3 agosto 2007, n. 123, il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 ed il D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106.

In tale ambito, il ruolo delle Regioni e delle Aziende ULSS è individuato e disciplinato normativamente già nella Legge 23 dicembre 1978, n. 833, di riforma del Servizio sanitario nazionale e dalla legislazione successiva, con cui sono state definite le funzioni dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende ULSS, nell'ambito della prevenzione e vigilanza nei luoghi di lavoro.

In particolare, nella Regione del Veneto la materia della prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro è disciplinata dalla L.R. 30 novembre 1982, n. 54.

Il D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, e le successive modifiche intervenute con il D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, oltre a definire i criteri di organizzazione e gestione della prevenzione e protezione dei lavoratori in tutti i luoghi di lavoro, ha disciplinato nel Capo VII le attività della Pubblica Amministrazione in ordine all'applicazione di tale normativa, precisando agli artt. 23, 24, 25 e 27 le attività di vigilanza, informazione, consulenza, assistenza nonché di coordinamento di tali attività, a livello nazionale e regionale.

In tempi più recenti l'art. 4, comma 1, della Legge 3 agosto 2007, n. 123, ha inteso dare concreta attuazione alle maggiori esigenze di coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, riservando l'individuazione "...dei settori prioritari di intervento dell'azione di vigilanza, dei piani di attività e dei progetti operativi da attuare a livello territoriale", nonché "dell'esercizio di poteri sostitutivi in caso di inadempimento da parte di amministrazioni ed enti pubblici" ad uno specifico Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri previa intesa sancita ai sensidell'art. 8, comma 6, della Legge 5 giugno 2003, n. 131, in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni e Province Autonome.

In applicazione del disposto del già richiamato art. 4, comma 1, della Legge 3 agosto 2007, n. 123, è stato emanato il DPCM 21 dicembre 2007 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 febbraio 2008, n. 31), che fornisce le indicazioni per la costituzione dei Comitati Regionali di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute esicurezza sul lavoro, affidando alle Regioni ilcompito diistituire detti Comitati titolari di funzioni finalizzate a garantire l'uniformità dell'attività di prevenzione e vigilanza della pubblica amministrazione anche al fine di individuare le priorità e le modalità dei rispettivi interventi nonché le sinergie da sviluppare.

Il ruolo e le funzioni del Comitato Regionale di Coordinamento sono stati, da ultimo, recepiti nel D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 - di riordino della materia della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro - che all'art. 7 ha incardinato detto Comitato nel sistema istituzionale della prevenzione (Capo II del Titolo I), con la finalità di realizzare una programmazione coordinata di interventi, nonché l'uniformità degli stessi ed il necessario raccordo con il Comitato di cui all'articolo 5 e con la Commissione di cui all'articolo 6 del richiamato Decreto Legislativo.

Nella Regione del Veneto tale organismo è stato istituito con DGR 30 dicembre 2008, n. 4182 e con successivo decreto del Presidente della Giunta regionale del 22 luglio 2009, n. 136 è stata formalizzata la nomina dei componenti, giungendo poi all'insediamento del Comitato in data 29 settembre 2009 e dell'Ufficio operativo il 2 novembre 2009.

Con DGR 26 luglio 2011, n. 1097 e con DGR 17 lug 2012, n. 1334 la Giunta regionale ha provveduto al recepimento dei documenti di pianificazione delle attività di prevenzione, vigilanza, formazione e assistenza, rispettivamente riferiti agli anni 2011 e 2012.

A seguito dell'attività svolta in coordinamento tra SPISAL, DRL, INAIL, INPS, ARPAV, VV.F. ed alla condivisione dei contenuti con le Parti sociali, l'Ufficio Operativo ha elaborato il documento "Pianificazione delle attività di prevenzione, vigilanza, formazione e assistenza negli ambienti di lavoro, anno (Allegato A), nonché i documenti operativi denominati: "Definizione delle procedure di gestione delle attrezzature di sollevamento" (Allegato B), "Indicazioni per la stesura del documento standardizzato di valutazione dei rischi" (Allegato C) e "Informazione e formazione sulla sicurezza dei lavoratori occasionali e stagionali delle imprese medie e piccole operanti nel settore agricolo, ai sensi dell'art. 3, comma 1, del DM 27 marzo - quest'ultimo realizzato nell'ambito del Progetto "Coltiviamo la cultura della sicurezza" promosso da EBAT e condotto da Veneto Agricoltura in collaborazione con Regione del Veneto (Direzione Prevenzione), INAIL Regionale Veneto, con il patrocinio della Provincia di Treviso - (Allegato D), approvati dal Comitato regionale di coordinamento nella seduta del 9 luglio 2013.

La richiamata programmazione per l'anno 2013 sarà attuata, a livello periferico, dai Comitati provinciali di coordinamento, che provvederanno ad elaborare un documento di programmazione dell'attività coordinata ed a rendicontare l'attività svolta all'Ufficio operativo.

Il relatore, conclude la propria relazione e sottopone all'approvazione della Giunta Regionale il seguente provvedimento.

LA GIUNTA REGIONALE

Udito il relatore, incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'art. 53, 4° comma, dello Statuto, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla comp [ . . . ]

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