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Scheda Normativa

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Ordinanza 19/06/ 2014 n. 171

Attuazione dell'articolo 11 del decreto-legge 28 aprile 2009 n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, in materia di contributi per gli interventi di prevenzione del rischio sismico

Ordinanza 20/02/ 2013 n. 52

Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile - Attuazione dell'articolo 11 del decreto-legge 28 aprile 2009 n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77

Ordinanza 29/02/ 2012 n. 4007

Attuazione dell'articolo 11 del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77

Legge dello Stato 24/06/ 2009 n. 77

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile (S.O. 99)

Decreto Legge 28/04/ 2009 n. 39

Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile

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Ordinanza 13/11/2010 n. 3907

(Gazzetta ufficiale 01/12/2010 n. 281)

Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri - Attuazione dell'articolo 11 del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77 in materia di contributi per interventi di prevenzione del rischio sismico. (Suppl. Ordinario n. 262)

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

VISTO l' articolo 5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n.
225;

VISTO il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;

VISTO l' articolo 1, comma 1, del decreto-legge 28 aprile 2009
n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n.
77;

VISTO il decreto-legge 28 aprile 2009 n. 39, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77 e , in particolare,
l' articolo 11, con il quale viene istituito un Fondo per la
prevenzione del rischio sismico;

VISTA l' ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 19
gennaio 2010, n. 3843 e, in particolare, l' articolo 13 che, per l'
attuazione del citato articolo 11, nomina un' apposita Commissione,
composta da 10 membri prescelti tra esperti in materia sismica, di
cui uno con funzioni di Presidente, che definisce gli obiettivi ed i
criteri per l' individuazione degli interventi per la prevenzione del
rischio sismico entro trenta giorni dalla nomina;

VISTO il decreto del Capo Dipartimento della protezione civile
del 28 gennaio 2010, che ha costituito la predetta Commissione;

VISTO il documento recante gli obiettivi ed i criteri prodotto
dalla predetta Commissione, che individua come interventi di
riduzione del rischio sismico finanziabili gli studi di
microzonazione sismica, gli interventi di riduzione del rischio su
opere pubbliche strategiche e rilevanti e gli interventi di riduzione
del rischio su edifici privati;

VISTA l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 20
marzo 2003, n. 3274, recante “Primi elementi in materia di criteri
generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di
normative tecniche per le costruzioni in zona sismica”, che, al comma
3 dell'articolo 2, prevede l'obbligo di verifica sia degli edifici di
interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui
funzionalita' durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale
per le finalita' di protezione civile, sia degli edifici ed opere
infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle
conseguenze di un eventuale collasso, con priorita' per edifici ed
opere situate nelle zone sismiche 1 e 2;

VISTO l'articolo 2, comma 4, della medesima ordinanza 20 marzo
2003, n. 3274, che stabilisce che il Dipartimento della protezione
civile provvede, tra l'altro, ad individuare le tipologie degli
edifici e delle opere che presentano le caratteristiche di cui al
comma 3, ed a fornire ai soggetti competenti le necessarie
indicazioni per le relative verifiche tecniche che dovranno stabilire
il livello di adeguatezza di ciascuno di essi rispetto a quanto
previsto dalle norme;

VISTO l'articolo 2, comma 109, della legge 23 dicembre 2009, n.
191 che, per leggi di settore, ha previsto la soppressione delle
erogazioni di contribuiti a carico del bilancio dello Stato per le
province autonome di Trento e Bolzano;

VISTO il decreto del Capo Dipartimento della protezione civile
21 ottobre 2003, n. 3685, recante “Disposizioni attuative
dell'articolo 2, commi 2, 3 e 4, dell'ordinanza del Presidente del
Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003”, con il quale, tra
l'altro, sono state rispettivamente definite per quanto di competenza
statale le tipologie degli edifici di interesse strategico e delle
opere infrastrutturali la cui funzionalita' durante gli eventi
sismici assume rilievo fondamentale per le finalita' di protezione
civile e quelle degli edifici e delle opere che possono assumere
rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso,
nonche' le indicazioni per le verifiche tecniche da realizzare su
edifici ed opere rientranti nelle predette tipologie;

VISTO il decreto 14 gennaio 2008 del Ministro delle
Infrastrutture, di concerto con il Ministro dell'Interno e con il
Capo del Dipartimento della protezione civile, con il quale e' stato
approvato il testo aggiornato delle norme tecniche per le
costruzioni;

VISTI gli Indirizzi e criteri per la microzonazione sismica
approvati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il
13 novembre 2008;

VISTA la nota del Ministero dell'economia e delle finanze del 3
settembre 2010;

RITENUTO necessario disciplinare la ripartizione e l'utilizzo
dei fondi disponibili per l'annualita' 2010 ai sensi del predetto
articolo 11, al fine di dare tempestiva attuazione alle concrete
iniziative di riduzione del rischio sismico;

SU PROPOSTA del Capo del Dipartimento della protezione civile
della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

ACQUISITO il concerto del Ministero dell'Economia e delle
Finanze;

ACQUISITO il parere favorevole della Conferenza unificata nella
seduta del 28 ottobre 2010 ;

DISPONE

ART. 1

1. La presente ordinanza disciplina i contributi per gli interventi
di prevenzione del rischio sismico, previsti dall'articolo 11 del
decreto-legge 28 aprile 2009 n. 39, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 giugno 2009, n. 77.
2. Gli allegati 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7 costituiscono parte integrante
della presente ordinanza.
3. Aspetti di maggior dettaglio concernenti le procedure, la
modulistica e gli strumenti informatici necessari alla gestione
locale e complessiva degli interventi previsti nella presente
ordinanza potranno essere specificati in appositi decreti del Capo
del Dipartimento della Protezione Civile.




ART. 2

1. La somma disponibile per l'anno 2010 e' utilizzata per finanziare
le seguenti azioni nei limiti d'importo previsti dall'articolo 16:
a) indagini di microzonazione sismica;
b) interventi strutturali di rafforzamento locale o di miglioramento
sismico, o, eventualmente, di demolizione e ricostruzione, degli
edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui
funzionalita' durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale
per le finalita' di protezione civile e degli edifici e delle opere
che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un
collasso, di cui all'articolo 2, comma 3 dell'ordinanza del
Presidente del Consiglio dei Ministri 20 marzo 2003, n. 3274 ed alle
Delibere regionali in materia. Sono esclusi dai contributi gli
edifici scolastici, poiche' per essi sono disponibili altri
contributi pubblici, ad eccezione di quegli edifici che nei piani di
emergenza di protezione civile ospitano funzioni strategiche;
c) interventi strutturali di rafforzamento locale o di miglioramento
sismico, o, eventualmente, di demolizione e ricostruzione di edifici
privati di cui al comma 4;
d) altri interventi urgenti e indifferibili per la mitigazione del
rischio sismico, con particolare riferimento a situazioni di elevata
vulnerabilita' ed esposizione, anche afferenti alle strutture
pubbliche a carattere strategico o per assicurare la migliore
attuazione dei piani di protezione civile. L'individuazione degli
interventi finanziabili e' effettuata dal Dipartimento della
protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri,
sentito il Presidente della Regione interessata.

2. I contributi di cui al comma 1 non possono essere destinati ad
edifici o ad opere situati in Comuni nei quali l'accelerazione
massima al suolo “ag” di cui all'allegato 2, sub 2 sia inferiore a
0,125g. Nell'allegato 7 sono riportati i valori di “ag” e i periodi
di non classificazione sismica dei Comuni con ag non inferiore a
0,125g. Possono essere finanziati anche edifici ed opere di interesse
strategico in comuni che non ricadono in tale categoria, a condizione
che l'amplificazione sismica nel sito dell'opera, dimostrata
attraverso studi della risposta sismica locale effettuati ai sensi
delle Norme Tecniche per le Costruzioni emanate con D.M. 14/1/2008 e
relativa Circolare, determini un valore massimo di accelerazione a
terra di progetto S•ag maggiore di 0,125g.

3. I contributi di cui alle lettere b) e c) del comma 1 non possono
essere destinati ad opere o edifici che siano oggetto di interventi
strutturali, gia' eseguiti o in corso alla data di pubblicazione
della presente ordinanza, e che usufruiscono di contributi a carico
di risorse pubbliche per la stessa finalita'.

4. I contributi di cui alla lettera c) del comma 1 sono erogati solo
per edifici che non ricadano nella fattispecie di cui all'art. 51 del
decreto del Presidente della Repubblica del 6 giugno 2001, n. 380 nei
quali, alla data di pubblicazione della presente ordinanza, oltre due
terzi dei millesimi di proprieta' delle unita' immobiliari sono
destinati a residenza stabile e continuativa di nuclei familiari,
oppure all'esercizio continuativo di arte o professione o attivita'
produttiva.

5. Le Regioni possono, in via sperimentale per l'annualita' 2010,
attivare i contributi di cui alla lettera c) del comma 1, fino ad una
percentuale massima del 40% del finanziamento complessivo determinato
all'articolo 16, con le modalita' di cui agli articoli 12, 13 e 14.

6. Per la copertura degli oneri relativi alla realizzazione, anche
con modalita' informatiche, delle procedure connesse alla concessione
dei contributi di cui alla presente ordinanza, gli enti locali
interessati possono utilizzare fino all' 1% della quota assegnata.




ART. 3

1. Il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del
Consiglio dei Ministri ripartisce i contributi tra le Regioni sulla
base dell'indice medio di rischio sismico elaborato secondo i criteri
riportati nell'allegato 2, a partire dai parametri di pericolosita' e
rischio sismico determinati dal medesimo Dipartimento e dai centri di
competenza di cui alla direttiva del Presidente del Consiglio dei
Ministri 24 febbraio 2004.

2. Le Regioni gestiscono i contributi di cui all'articolo 2, comma 1,
lettera a).

3. Le Regioni predispongono i programmi per la realizzazione degli
interventi di cui all'articolo 2, sentiti i comuni interessati che
trasmettono una proposta di priorita' degli edifici ricadenti nel
proprio ambito entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente
ordinanza nella Gazzetta Ufficiale, individuando gli interventi, le
modalita' e i tempi di attuazione nel rispetto della presente
ordinanza.

4. La quota del Fondo per i contributi degli interventi di
prevenzione del rischio sismico, stabilita sulla base dei criteri del
presente provvedimento per le Province autonome di Trento e Bolzano,
e' acquisita al bilancio dello Stato, ai sensi dell'articolo 2, comma
10, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.




ART. 4

1. Nel caso di interventi su strutture o infrastrutture pubbliche o
nel caso di interventi su edifici privati sono considerati elementi
di priorita' la posizione dell'edificio in prospicienza di una via di
fuga prevista nel piano di emergenza provinciale o comunale per il
rischio sismico o vulcanico, oppure l'appartenenza all'infrastruttura
a servizio della via di fuga o ancora l'interferenza con essa.

2. Un edificio e' ritenuto prospiciente ad una via di fuga se la
facciata sulla via di fuga ha altezza superiore al doppio della
distanza della facciata stessa dal ciglio opposto della via di fuga.




ART. 5

1. Il finanziamento previsto nella lettera a) del comma 1
dell'articolo 16 e' destinato allo svolgimento di studi di
microzonazione sismica almeno di livello 1, da eseguirsi con le
finalita' definite negli “Indirizzi e criteri per la microzonazione
sismica” approvati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province
autonome il 13 novembre 2008

2. I contributi di cui al comma 1 a valere sulle risorse stanziate
all'articolo 11 del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39 convertito,
con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, sono concessi,
nel limite delle risorse disponibili, alle Regioni ed agli Enti
Locali previo cofinanziamento della spesa in misura non inferiore al
50% del costo degli studi di microzonazione.

3. Le Regioni, sentiti gli Enti locali interessati, con proprio
provvedimento individuano i territori nei quali e' prioritaria la
realizzazione degli studi di cui al comma 1. Nel medesimo
provvedimento sono definite le condizioni minime necessarie per la
realizzazione degli studi di microzonazione sismica avuto riguardo
alla predisposizione ed attuazione degli strumenti urbanistici e sono
individuate le modalita' di recepimento degli studi di microzonazione
sismica negli strumenti urbanistici vigenti.

4. Sono escluse dall'esecuzione della microzonazione sismica le zone
che incidono su Aree Naturali Protette, Siti di Importanza
Comunitaria (SIC), Zone di Protezione Speciale (ZPS) e Aree adibite a
verde pubblico di grandi dimensioni, come indicate nello strumento
urbanistico generale che:
a. non presentano insediamenti abitativi esistenti alla data di
pubblicazione della presente ordinanza;
b. non presentano nuove edificazioni di manufatti permanenti o
interventi su quelli gia' esistenti;
c. rientrano in aree gia' classificate R4 dal piano per l'assetto
idrogeologico (PAI).

5. La presenza nelle aree di manufatti di classe d'uso “I” ai sensi
del punto 2.4.2 del D.M. 14.01.2008, di modeste dimensioni e
strettamente connessi alla fruibilita' delle aree stesse, non
determina la necessita' di effettuare le indagini di microzonazione
sismica.

6. Gli “Indirizzi e criteri per la microzonazione sismica”
costituiscono il documento tecnico di riferimento. Gli standard di
rappresentazione ed archiviazione informatica sono definiti dalla
Commissione tecnica di cui al comma 7 al fine di rendere i risultati
omogenei e interoperabili.

7. Al fine di supportare e monitorare a livello nazionale gli studi
di cui al presente articolo, in attuazione degli “Indirizzi e criteri
per la microzonazione sismica”, e' istituita una Commissione Tecnica,
che opera a titolo gratuito presso il Dipartimento della protezione
civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, composta da:
a. tre rappresentanti delle Regioni, di cui due designati dalla
Conferenza Unificata ed uno scelto di volta in volta in funzione
delle zone interessate dallo studio;
b. tre rappresentanti del Dipartimento della protezione civile della
Presidenza del Consiglio dei Ministri;
c. un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, dell'Unione delle Province Italiane, dell'Associazione
Nazionale dei Comuni Italiani, dell'Unione Nazionale Comuni Comunita'
Enti Montani, del Consiglio Nazionale degli Architetti, del Consiglio
Nazionale dei Geologi e del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

8. La Commissione, costituita con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, e' presieduta dal Direttore dell'Ufficio
Valutazione, prevenzione e mitigazione del rischio sismico, che ne
dispone la convocazione e si serve di una unita' di personale come
supporto tecnico per la formazione e gestione delle banche dati e
delle cartografie individuata nell'ambito di una rimodulazione della
convenzione tra C.N.R. e Dipartimento della protezione civile -
progetto Urbisit - work package 4, senza ulteriori oneri a carico
dello Stato.

9. La Commissione, di cui al comma 1 dell'articolo 13 dell'ordinanza
del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 gennaio 2010, n. 3843,
cessa la propria attivita' a decorrere dalla data di emanazione della
presente ordinanza.




ART. 6

1. Le Regioni per gli ambiti di propria competenza predispongono le
specifiche di realizzazione degli studi, sentiti gli Enti locali,
entro novanta giorni dalla pubblicazione della presente ordinanza.

2. Le Regioni, nei successivi sessanta giorni, provvedono alla
selezione di soggetti realizzatori dei progetti di studi di
microzonazione sismica nelle aree interessate di cui al comma 3
dell'articolo 5.

3. Gli Enti locali si adoperano per favorire tecnicamente e
logisticamente le indagini sul territorio, fornendo tutti i dati
utili agli studi.

4. Le Regioni informano la Commissione tecnica di cui all'articolo 4,
comma 6, sull'avanzamento degli studi.

5. Le Regioni certificano, entro sessanta giorni dal ricevimento
degli elaborati finali degli studi di microzonazione sismica, che i
soggetti realizzatori abbiano rispettato le specifiche definite dalle
Regioni e dagli “Indirizzi e criteri per la microzonazione sismica”,
nonche' le ulteriori clausole contrattuali, e ne danno comunicazione
alla Commissione tecnica.

6. La Commissione tecnica puo' richiedere chiarimenti, modifiche o
approfondimenti degli studi comunicati e certificati dalle Regioni ,
che ne assicurano l'esecuzione entro i trenta giorni successivi alla
richiesta.

7. Le Regioni, sentita la Commissione tecnica, approvano in maniera
definitiva gli studi effettuati redigendo un certificato di
conformita', a seguito del quale viene erogato il saldo.




Articolo 7

1. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 2, 3 e 5, comma 2,
l'entita' dei contributi per lo svolgimento degli studi di
microzonazione sismica e' riportata in tabella 1, in ragione della
popolazione residente sul territorio comunale alla data di
pubblicazione della presente ordinanza. Il contributo di 18.000 euro
si applica anche alle circoscrizioni con piu' di 100.000 abitanti. I
sotto riportati importi non comprendono il cofinanziamento di cui
all'articolo 5, comma 2.

Vedi Tabella 1


ART. 8

1. Per gli interventi di rafforzamento locale o di miglioramento
sismico, o, eventualmente, di demolizione e ricostruzione,
destinatari dei contributi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera
b), il costo convenzionale di intervento, ivi inclusi i costi delle
finiture e degli impianti strettamente connessi all'esecuzione delle
opere infrastrutturali, e' determinato nella seguente misura massima:
a. rafforzamento locale: 100 euro per ogni metro cubo di volume lordo
di edificio soggetto ad interventi, 300 euro per ogni metro quadrato
di impalcato di ponte soggetto ad interventi;
b. miglioramento sismico: 150 euro per ogni metro cubo di volume
lordo di edificio soggetto ad interventi, 450 euro per ogni metro
quadrato di impalcato di ponte soggetto ad interventi;
c. demolizione e ricostruzione: 200 euro per ogni metro cubo di
volume lordo di edificio soggetto ad interventi, 600 euro per ogni
metro quadrato di impalcato di ponte soggetto ad interventi.




ART. 9

1. Gli interventi di rafforzamento locale, oggetto del contributo di
cui all'articolo 2, comma 1, lettera b), rientranti nella fattispecie
definita come “riparazioni o interventi locali” nelle vigenti norme
tecniche, sono finalizzati a ridurre od eliminare i comportamenti di
singoli elementi o parti strutturali, che danno luogo a condizioni di
fragilita' e/o innesco di collassi locali.

2. Ricadono,tra l'altro, nella categoria di cui al comma 1 gli
interventi:
a. volti ad aumentare la duttilita' e/o la resistenza a compressione
e a taglio di pilastri, travi e nodi delle strutture in cemento
armato;
b. volti a ridurre il rischio di ribaltamenti di pareti o di loro
porzioni nelle strutture in muratura, eliminare le spinte o ad
aumentare la duttilita' di elementi murari.

3. Per gli interventi di rafforzamento locale, per i quali le vigenti
norme tecniche prevedono solo la valutazione dell'incremento di
capacita' degli elementi e dei meccanismi locali su cui si opera, e
non la verifica globale della struttura, occorre assicurare che il
comportamento strutturale della parte di edificio su cui si
interviene non sia variato in modo significativo dagli interventi
locali e che l'edificio non abbia carenze gravi non risolvibili
attraverso interventi di rafforzamento locale, e quindi tali da non
consentire di conseguire un effettivo beneficio alla struttura nel
suo complesso.

4. Gli interventi di miglioramento sismico, per i quali le vigenti
norme tecniche prevedono la valutazione della sicurezza prima e dopo
l'intervento, devono consentire di raggiungere un valore minimo del
rapporto capacita'/domanda pari al 60% e, comunque, un aumento della
capacita' non inferiore al 20% di quella corrispondente
all'adeguamento sismico.

5. Gli interventi di demolizione e ricostruzione devono restituire
edifici conformi alle norme tecniche e caratterizzati dagli stessi
parametri edilizi dell'edificio preesistente, salvo il caso in cui
siano consentiti interventi di sostituzione edilizia.

6. Tutti gli interventi devono rispettare le condizioni contenute
nell'articolo 11 comma 1.




ART.10

1. La selezione degli interventi e' affidata alle Regioni, secondo i
programmi di cui all'art.3, comma 3, tenuto conto delle verifiche
tecniche eseguite ai sensi dell'ordinanza del Presidente del
Consiglio dei Ministri 20 marzo 2003, n. 3274. Le Regioni assicurano
l'omogeneita' dei criteri e delle verifiche eseguite.

2. Il contributo concesso a carico del fondo di cui all'articolo 11
del decreto legge 28 aprile 2009, n. 39 convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, e' pari ad una
quota del costo convenzionale di intervento dipendente dall'esito
della verifica tecnica, espresso in termini di rapporto fra capacita'
e domanda secondo il criterio di seguito riportato. Piu' in
particolare, definito con aSLV il rapporto capacita'/domanda che
esprime il livello di adeguatezza rispetto allo stato limite
salvaguardia della vita, con aSLD il rapporto capacita'/domanda che
esprime il livello di adeguatezza rispetto allo stato limite di
danno, riscontrati a seguito della verifica sismica svolta in accordo
con la vigente normativa, sara' riconosciuto un contributo pari a:
- 100% del costo convenzionale se a < 0,2;
- 0% del costo convenzionale se a > 0,8 ;
- [(380 - 400 a)/3] % del costo convenzionale se 0,2 < a < 0,8
Dove per a si intende aSLV, nel caso di opere rilevanti in caso di
collasso e il minore tra aSLD ed aSLV nel caso di opere strategiche.

3. I valori di a devono essere coerenti con la pericolosita' attuale,
cosi' come definita dal DM 14.01.2008 ovvero dalla ordinanza del
Presidente del Consiglio dei Ministri 28 aprile 2006, n. 3519, e
pertanto i risultati delle verifiche sismiche effettuati con
riferimento alla pericolosita' sismic [ . . . ]

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