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Ordinanza 23/03/ 2012 n. 4013

Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri - Misure urgenti per la semplificazione, il rigore nonche' per il superamento dell'emergenza determinatasi nella regione Abruzzo a seguito del sisma del giorno 6 aprile 2009

Ordinanza 23/03/2012 n. 4014

(Gazzetta ufficiale 06/04/2012 n. 82)

Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri - Ulteriori interventi urgenti diretti a fronteggiare gli eventi sismici verificatisi nella regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto l'art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto l'art. 107 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri adottato
ai sensi dell'art. 3, comma 1, del decreto-legge 4 novembre 2002, n.
245, convertito, con modificazioni, dall'art. 1 della legge 27
dicembre 2002, n. 286 del 6 aprile 2009, recante la dichiarazione
dell'eccezionale rischio di compromissione degli interessi primari a
causa degli eventi sismici che hanno interessato la provincia di
L'Aquila ed altri comuni della regione Abruzzo il giorno 6 aprile
2009;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6
aprile 2009 recante la dichiarazione dello stato d'emergenza in
ordine agli eventi sismici predetti;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6
aprile 2009 recante la dichiarazione dello stato d'emergenza in
ordine agli eventi sismici predetti ed i successivi decreti 17
dicembre 2010 e 5 dicembre 2011, recanti la proroga dello stato
d'emergenza in ordine ai medesimi eventi sismici;
Visto l'art. 1, comma 1, del decreto-legge 28 aprile 2009 n. 39,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, con
cui si dispone che i provvedimenti ivi previsti sono adottati con
ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri emanata ai sensi
dell'art. 5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze per quanto
attiene agli aspetti di carattere fiscale e finanziario;
Visto l'art. 9, comma 9, del predetto decreto-legge n. 39 del 2009,
recante norme in materia di stoccaggio, trasporto e smaltimento dei
materiali provenienti da demolizioni, con cui si dispone che le
modalita' operative per la gestione dei rifiuti sono definite con
ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri adottata ai sensi
dell'art. 5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, di
concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio
e del mare, sentito l'ISPRA;
Viste le ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri
adottate in attuazione del citato art. 9 del decreto-legge n. 39 del
2009, in particolare l'ordinanza n. 3923 del 18 febbraio 2011;
Visto l'art. 1 del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26,
con cui si dispone che il Presidente della regione Abruzzo subentra
nelle funzioni di Commissario delegato gia' svolte dal Capo del
Dipartimento della protezione civile ai sensi del decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 aprile 2009 per la
prosecuzione della gestione emergenziale nel territorio della regione
Abruzzo;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24
giugno 2010, recante gli indirizzi per la gestione dell'emergenza
determinatasi nella regione Abruzzo a seguito del sisma del 6 aprile
2009;
Ravvisata la necessita' di definire con maggiore coerenza rispetto
alle necessita' ulteriormente emerse le attivita', le competenze, ed
il quadro di riferimento per agevolare la rimozione delle macerie e
piu' in generale le operazioni di rimozione dei rifiuti derivanti da
crolli e demolizioni degli edifici pubblici e privati a seguito
dell'evento sismico in rassegna;
Vista la nota del Soggetto attuatore di cui all'art. 2 della citata
ordinanza n. 3923/2011, del 22 dicembre 2011;
Vista la nota del Capo di gabinetto del Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare, del 9 febbraio 2012;
Vista la nota del Commissario delegato n. 1989/AG del 13 febbraio
2012;
D'intesa con la regione Abruzzo;
Su proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile della
Presidenza del Consiglio dei Ministri;
D'intesa con il Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare;
Di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze;

Dispone:

Art. 1

1. L'art. 1 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 3923 del 18 febbraio 2011 e' sostituito dal seguente:
" 1. I materiali derivanti dal crollo degli edifici pubblici e
privati, dalle attivita' di demolizione e abbattimento degli edifici
pericolanti nonche' da interventi edilizi, comunque denominati,
effettuati su incarico della pubblica amministrazione in conseguenza
dell'evento sismico del 6 aprile 2009, sono gestiti dai comuni
d'intesa con il Soggetto attuatore di cui all'art. 2. Le pubbliche
amministrazioni, nell'affidare i lavori, dispongono affinche' i
soggetti incaricati effettuino la demolizione selettiva e/o la
raccolta selettiva per raggruppare tali materiali in categorie
omogenee, caratterizzarli ed identificarli con il corrispondente
codice CER per l'avvio, secondo le disposizioni impartite dai comuni
d'intesa con il Soggetto attuatore, ai siti di deposito temporaneo e
selezione individuati dai comuni stessi ai sensi di quanto disposto
dall'art. 1, comma 2, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 3767 del 13 maggio 2009 e seguenti modificazioni e
integrazioni oppure agli impianti di recupero e/o smaltimento
autorizzati o presso le aree pubbliche di cui al comma 3.
2. I materiali di cui al comma 1 che, per motivi tecnici, economici
o gestionali, non sono, nella fase di raccolta, raggruppabili per
categorie omogenee, caratterizzabili ed identificabili con il
corrispondente codice CER, sono considerati rifiuti urbani con codice
CER 200399 limitatamente alle fasi di raccolta e trasporto verso i
siti di deposito temporaneo o stoccaggio e sono avviati ai siti di
deposito temporaneo e/o di stoccaggio individuati dai comuni ai sensi
di quanto disposto dall'art. 1, comma 2, dell'ordinanza del
Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3767 del 13 maggio 2009 e
seguenti modificazioni e integrazioni, per le operazioni necessarie
alla loro corretta gestione.
3. I comuni, per ottimizzare la raccolta dei materiali di cui ai
commi 1 e 2, sono autorizzati ad individuare ed allestire, con
posizionamento di contenitori divisi per materiale omogeneo, per
tutta la durata dello stato di emergenza, aree pubbliche per il loro
conferimento da parte dei soggetti incaricati dei lavori. Per
l'individuazione di tali aree i comuni procedono d'intesa con il
Soggetto attuatore di cui all'art. 2 e si avvalgono del supporto
dell'Agenzia regionale per la tutela ambientale dell'Abruzzo (ARTA) e
della ASL competente per territorio, al fine di assicurare adeguate
condizioni di igiene a tutela della salute pubblica e dell'ambiente.
4. I depositi temporanei e le aree di cui al comma 3 per la
raccolta dei materiali di cui ai commi 1 e 2, possono permanere fino
al termine delle necessita' e non oltre il termine dello stato
emergenziale, in deroga ai limiti temporali e quantitativi fissati
dal decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 e seguenti modificazioni
e integrazioni, fermo restando l'obbligo dell'ARTA e della ASL locale
di verificare periodicamente la persistenza delle adeguate condizioni
di igiene a tutela della salute pubblica e dell'ambiente.
5. I soggetti beneficiari a qualsiasi titolo di finanziamenti a
carico della pubblica amministrazione per interventi edilizi comunque
denominati, conseguenti all'evento sismico di cui al comma 1 e non
effettuati su incarico di pubbliche amministrazioni, sono obbligati
ad eseguire raccolta e demolizioni selettive al fine di raggruppare i
rifiuti per categorie omogenee in appositi contenitori,
caratterizzarli ed identificarli con il corrispondente codice CER,
per il successivo avvio ad impianti di recupero e/o smaltimento
autorizzati, avvalendosi di soggetti abilitati alle relative
attivita' di trasporto ai sensi della vigente normativa sulla
gestione rifiuti. Al fine di garantire la tracciabilita' dei rifiuti
di cui al presente comma, nonche' per disporre delle informazioni
relative alla movimentazione, le imprese incaricate dei lavori sono
obbligate a comunicare, secondo le modalita' stabilite dal
Commissario delegato, le informazioni relative ai rifiuti
movimentati. La mancata o incompleta esecuzione delle comunicazioni
di cui sopra comporta la revoca dei relativi finanziamenti pubblici,
nonche' la revoca delle autorizzazioni ed abilitazioni al trasporto a
carico delle ditte inadempienti.
6. Ai rifiuti provenienti dalla raccolta e demolizione selettive di
cui al presente articolo, nonche' dalle operazioni di selezione e
cernita del materiale identificato con il CER 200399, effettuate nei
siti di deposito temporaneo e/o stoccaggio individuati dai comuni,
sono attribuiti i codici CER di cui all'allegato D alla Parte IV del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i., secondo le
procedure in esso indicate. Nell'ambito dei materiali di cui al
presente comma, non costituiscono rifiuto i beni d'interesse
architettonico, artistico e storico, i beni ed effetti di valore
anche simbolico, i coppi, i mattoni, le ceramiche, le pietre con
valenza di cultura locale, il legno lavorato, i metalli lavorati.
Tali materiali sono selezionati e separati all'origine, secondo le
disposizioni delle competenti Autorita', e vengono conservati per il
loro riutilizzo. Non costituiscono rifiuto altresi', i componenti
riusabili e cioe' gli elementi costruttivi dismessi da un edificio
esistente che possono essere riadattati ad un nuovo impiego nelle
costruzioni. I comuni, di intesa con il Soggetto attuatore,
individuano e predispongono, eventualmente in forma associata, aree
di deposito dei materiali di cui al presente comma che non
costituiscono rifiuto.
7. Il trasporto dei materiali di cui al comma 2, nonche' dei
rifiuti inerti derivanti dal conferimento differenziato alle aree
pubbliche di cui al comma 3 e da avviare ai siti di deposito
temporaneo e/o di stoccaggio individuati dai comuni, e' operato, fino
al completo impegno delle risorse rese disponibili, a cura del Corpo
Nazionale dei Vigili del Fuoco, delle Forze Armate e della A.S.M.
S.p.A.. Tali soggetti sono autorizzati in deroga agli articoli 212,
193 e 188-ter del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 e
successive modificazioni ed integrazioni. Le predette attivita' di
trasporto sono effettuate senza lo svolgimento di analisi preventive.
Tali soggetti sono altresi' autorizzati, in deroga alle medesime
disposizioni normative, al trasporto dei rifiuti raggruppati per
categorie omogenee, caratterizzati ed identificati con il
corrispondente codice CER verso impianti di recupero e/o smaltimento
autorizzati. Il Centro di Coordinamento RAEE e' tenuto a prendere in
consegna i RAEE nelle condizioni in cui si trovano, con oneri a
proprio carico.
8. I Vigili del Fuoco e le Forze Armate sono autorizzati al
trasporto delle terre e rocce da scavo derivanti dall'attuazione dei
Progetti C.A.S.E., MAP e MUSP, nonche' di quelle prodotte nell'ambito
degli interventi di ricostruzione nei Comuni del cratere individuati
con decreti del Commissario delegato n. 3 del 16 aprile 2009 e n. 11
del 17 luglio 2009.
9. Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e' autorizzato a
proseguire le attivita' di cui all'art. 9 dell'ordinanza del
Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3950 del 30 giugno 2011,
secondo le modalita' ed alle condizioni individuate nello stesso
articolo, con struttura operativa e turni definiti sulla base delle
necessita' individuate dal Soggetto attuatore e della conseguente
pianificazione predisposta dalla Direzione Regionale dei Vigili del
Fuoco per l'Abruzzo; i relativi costi, previa autorizzazione del
Soggetto attuatore, sono a valere sui fondi di cui all'art. 3 della
presente ordinanza.
10. Il Corpo Nazionale del Vigili del Fuoco, le Forze Armate e
l'A.S.M. S.p.a. sono autorizzati, in deroga all'art. 2, comma 227,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, all'utilizzo di autoveicoli
diversi da quelli di cui all'articolo1, comma 3, lettera b) del
decreto ministeriale 16 maggio 1991, n. 198.".
2. Il Commissario delegato entro 20 giorni dalla pubblicazione
della presente ordinanza dispone, con proprio provvedimento, le
modalita' di comunicazione delle informazioni relative ai rifiuti
movimentati di cui all'art. 1, comma 5, dell'ordinanza del Presidente
del Consiglio dei Ministri n. 3923 del 18 febbraio 2011, come
sostituito dal comma 1.



Art. 2

1. L'art. 2 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 3923 del 18 febbraio 2011 e' sostituito dal seguente:
"1. Il Commissario delegato, ai sensi di quanto disposto dall'art.
19, comma 1, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri
n. 3797 del 30 luglio 2009, puo' operare in via sostitutiva in
materia di organizzazione e gestione dei rifiuti di cui alla presente
ordinanza in tutti i comuni individuati con decreti del Commissario
delegato n. 3 del 16 aprile 2009 e n. 11 del 17 luglio 2009. E'
istituito un comitato di indirizzo composto dal Sindaco de L'Aquila
in qualita' di Presidente e dagli altri Sindaci rappresentanti delle
aree omogenee. Il comitato, di intesa con il Soggetto attuatore e
sulla base di progetti, piani e proposte presentati dai comuni,
predispone ed approva il piano di gestione delle macerie, delle terre
e rocce da scavo e dei rifiuti non urbani. Il comitato adotta le
proprie determinazioni a maggioranza. In caso di parita' prevale il
voto del Presidente. I componenti operano a titolo gratuito e ad essi
non spetta alcun compenso o rimborso spese.
2. Il Commissario delegato, ai sensi di quanto disposto dall'art.
19, comma 1, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri
n. 3797 del 30 luglio 2009, per il tramite del Soggetto attuatore:
a) dispone quanto necessario per assicurare il monitoraggio,
anche sulla base delle informazioni di cui all'art. 9 comma 2 del
decreto-legge n. 39/2009, ed il coordinamento complessivo delle
attivita' di gestione dei rifiuti di cui alla presente ordinanza in
tutti i comuni individuati con decreti del Commissario delegato n. 3
del 16 aprile 2009 e n. 11 del 17 luglio 2009;
b) puo' operare in via sostitutiva, su richiesta motivata del
Sindaco o in caso di sua accertata inadempienza, in ordine alla
organizzazione delle attivita' della medesima materia;
c) attua il piano per la gestione delle macerie, dei rifiuti e
delle terre e rocce da scavo derivanti dagli interventi di prima
emergenza e ricostruzione di cui all'art. 1, individuando i siti e
gli impianti idonei alla gestione di tali rifiuti.
3. Il Soggetto attuatore, nominato dal Commissario delegato, si
avvale di tecnici e funzionari, anche a tempo parziale, fino ad un
massimo di cinque unita' complessive, provenienti da pubbliche
amministrazioni, poste in posizione di comando o di distacco previo
assenso degli interessati, anche in deroga alla vigente normativa
generale in materia di mobilita' nel rispetto dei termini perentori
previsti dall'art. 17, comma 14, della legge n. 127 del 15 maggio
1997. Al Soggetto attuatore ed alle unita' di cui si avvale si
applica quanto previsto all'art. 5, comma 3, dell'ordinanza del
Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3833 del 22 dicembre 2009,
rispetto al luogo di residenza, nei limiti di spesa previsti
dall'art. 3, comma 1, della presente ordinanza. Il Soggetto
attuatore, inoltre, si avvale:
a. - di A.S.M. s.p.a., che, anche in deroga alla normativa
vigente:
a1. puo' effettuare anche nel territorio degli altri comuni di
cui al comma 1 la gestione dei siti di stoccaggio, trattamento e
smaltimento, raccolta e cernita dei rifiuti di cui all'art. 1 ed il
loro smaltimento, recupero e/o riutilizzo;
a2. assicura la gestione del sito di Pontignone a vantaggio dei
comuni di cui al comma 1, nonche' la vigilanza sull'attivita' di
conferimento differenziato presso i cantieri; per detta finalita' ed
in relazione agli obiettivi assegnati, A.S.M. s.p.a. potra' procedere
all'acquisizione di personale, secondo le modalita' di legge, a
valere sui fondi di cui all'art. 3, sulla base di pianificazione dei
lavori e verifica dei vantaggi economici in relazione agli obiettivi
prefissati, previa autorizzazione del Soggetto attuatore. I termini
fissati dalla normativa per la gestione dei servizi pubblici locali
di rilevanza economica, sono prorogati per la durata dello stato di
emergenza per i territori dei comuni di cui al comma 1, i quali,
tramite il Soggetto attuatore e previo accordo con il comune
dell'Aquila, possono avvalersi di A.S.M. s.p.a. per l'erogazione dei
servizi eserciti dalla stessa societa' ai sensi della presente
ordinanza. Sui predetti servizi A.S.M. s.p.a. rendiconta
contestualmente al Soggetto attuatore ed al comune competente per
territorio;
b. - di ARTA, ASL e, per le competenze di cui agli articoli 18 e
19 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive
modificazioni, della Soprintendenza per i beni architettonici e
paesaggistici dell'Abruzzo e della Soprintendenza per i beni storici,
artistici ed etnoantropologici dell'Abruzzo, per le attivita' di
vigilanza e la corretta gestione; per dette finalita', sulla base di
pianificazione dei lavori e verifica dei vantaggi economici in
relazione degli obiettivi prefissati, previa autorizzazione del
Soggetto attuatore e comunque nei limiti delle risorse di cui
all'art. 3 della presente ordinanza, sono consentiti ai medesimi
enti, anche in deroga all'art. 9, comma 2-bis ed all'art. 6, comma
14, del decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito dalla legge 30
luglio 2010 n. 122, l'effettuazione di ore di straordinario nel
limite massimo di 30 ore mensili pro-capite e l'acquisizione di beni
strumentali a noleggio o in acquisto se piu' conveniente.
c. - di SOGESID s.p.a., per le attivita' di valutazione, studio e
progettazione delle infrastrutture e della logistica occorrente e per
il reimpiego del materiale recuperato nella realizzazione di opere,
ai sensi della Convenzione stipulata in data 12 novembre 2010;
d. - della Struttura di missione di cui all'art. 4 dell'ordinanza
del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3898 del 17 settembre
2010 per le procedure amministrative connesse alle occupazioni
d'urgenza e le espropriazioni delle aree ritenute necessarie al
generale perseguimento delle finalita' dell'art. 1, senza ulteriori
oneri a carico della finanza pubblica;
e. - dell'Universita' degli Studi dell'Aquila per le valutazioni
e le prove tecniche attinenti alle frazioni merceologiche
valorizzabili derivanti dalla gestione dei rifiuti di cui all'art. 1;
f. - degli Uffici regionali e provinciali per l'espletamento
delle attivita' connesse con la gestione dei rifiuti; a tal fine il
Servizio Gestione Rifiuti della Regione e' autorizzato a prolungare
l'impiego di personale a contratto continuativo e coordinato nei
limiti delle necessita' gia' determinate, sulla base di
pianificazione dei lavori e verifica dei vantaggi economici in
relazione degli obiettivi prefissati, previa autorizzazione del
Soggetto attuatore;
g. - della Struttura Speciale di Supporto Sistema Informativo
Regionale per le attivita' assegnate.
4. Il Commissario delegato, per il tramite del Soggetto attuatore,
attua gli interventi previsti dal Protocollo di Intesa stipulato con
il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,
con la provincia dell'Aquila e con il comune dell'Aquila in data 2
dicembre 2010, concernente le azioni di recupero e riqualificazione
ambientale della cava ex Teges in localita' Pontignone - Paganica
comune dell'Aquila. A tal fine il termine del 31 dicembre 2009
previsto dal decreto Capo del Dipartimento della Protezione Civile
rep. n. 16 del 6 agosto 2009 e' prorogato fino al termine dello stato
di emergenza.
5. Per i progetti di interventi e di opere di cui al comma 4, di
cui al decreto n. 49 del 14 marzo 2011 del Commissario delegato e per
quelli di pubblico interesse necessari al generale perseguimento
delle finalita' di cui all'art. 1, i termini per l'acquisizione della
valutazione di impatto ambientale sono ridotti della meta'. Detti
termini hanno carattere essenziale e perentorio in deroga ai termini
di cui al titolo III del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006
cosi' come modificato e integrato dal decreto legislativo n. 4 del
2008.
6. Il Commissario delegato, per il tramite del Soggetto attuatore:
a. acquisisce, in via d'urgenza ai sensi dell'art. 57 del decreto
legislativo n.163/2006, mezzi idonei alle attivita' di rimozione e
trasporto delle macerie, da assegnare al Corpo Nazionale dei Vigili
del Fuoco e alle Forze armate;
b. progetta, realizza e autorizza in via definitiva centri di
raccolta, prioritariamente presso le aree di cui al comma 2, lettera
a, del presente articolo, gia' utilizzate dai comuni per la raccolta
separata dei rifiuti di cui all'art. 1 nonche', se ritenuto
necessario, presso altre aree individuate sentiti i comuni competenti
per territorio;
c. progetta, realizza e autorizza, ai sensi dell'art. 208 del
decreto legislativo n.152/2006 e successive modificazioni ed
integrazioni e sentiti i comuni competenti per territorio, siti di
smaltimento e stoccaggio provvisorio dei rifiuti e delle frazioni
merceologiche di cui all'art. 1, impianti di trattamento degli stessi
nonche' opere di recupero ambientale tramite l'utilizzo di rifiuti
inerti da costruzione e demolizione non pericolosi che, a seguito di
trattamento, anche attraverso miscelazione con altri rifiuti non
pericolosi, ivi compresi terre e rocce da scavo non riutilizzate in
sito di cui al precedente art. 1, comma 8, o materiali non aventi
proprieta' diverse ai sensi dell'art. 181, comma 4, del decreto
legislativo n. 152/2006 e successive modificazioni ed integrazioni,
presentino livelli di inquinamento non superiori a quelli stabiliti
per la specifica destinazione d'uso dalla Tabella 1 dell'Allegato 5
della Parte IV, Titolo V del decreto legislativo n. 152/2006 e
successive modificazioni ed integrazioni e risultino conformi al test
di cessione da compiersi con il metodo ed in base ai parametri di cui
all'art. 9 del decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare del 5 febbraio 1998 e successive modificazioni
ed integrazioni;
d. predispone bandi di gara finalizzati all'avvio a recupero
delle frazioni merceologiche che, a seguito di valutazioni
qualitative e quantitative, non sono destinabili a recupero
ambientale;
e. incentiva il riutilizzo dei manufatti aventi valore storico,
artistico, architettonico, urbanistico, paesaggistico e ambientale,
mediante la stipula di protocolli d'intesa con soggetti pubblici
italiani ed esteri, enti di ricerca e universita', organizzazioni di
volontariato e senza fini [ . . . ]

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