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Scheda Normativa

Norme Correlate

Decreto Legislativo 09/11/ 2007 n. 206

Attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, nonche' della direttiva 2006/100/CE che adegua determinate direttive sulla libera circolazione delle persone a seguito dell'adesione di Bulgaria e Romania

Direttiva CEE 07/09/ 2005 n. 2005/36/CE

Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali

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Parere 20/06/2014 n. 2077

Consiglio di Stato - Parere sul regolamento del Ministero della Giustizia per il riconoscimento del titolo di studio di ingegnere conseguito all’estero

Consiglio di Stato

Sezione Consultiva per gli Atti Normativi

Adunanza di Sezione del 22 maggio 2014



NUMERO AFFARE 00853/2014

OGGETTO:

Ministero della giustizia - Ufficio legislativo.



Schema di decreto del Ministro della giustizia concernente: “Regolamento di cui all’articolo 24 del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, in materia di misure compensative per l’esercizio della professione di ingegnere.


LA SEZIONE

Vista la relazione in data 28 febbraio 2014, trasmessa con nota del 13 maggio 2014, pervenuta in pari data, con la quale il predetto Ministero chiede il parere del Consiglio di Stato sull’affare in oggetto;

Esaminati gli atti e udito il relatore ed estensore Consigliere Bruno Mollica;




Premesso e considerato:

I- Espone la relazione illustrativa che la materia del riconoscimento delle qualifiche professionali è attualmente disciplinata dalla direttiva 7 settembre 2005, n. 2005/36 CE del Parlamento europeo e del Consiglio, recepita dal decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, che ingloba le precedenti fonti comunitarie in materia.

Tale direttiva fissa le regole secondo cui uno Stato membro “ospitante”, che sul proprio territorio subordina l’accesso ad una professione regolamentata o il suo esercizio al possesso di determinate qualifiche professionali, riconosce le qualifiche professionali acquisite in uno o più Stati membri (“Stati membri d’origine”), così consentendo al titolare di tali qualifiche di esercitarvi la stessa professione.

Secondo tale “sistema generale di riconoscimento”, la direttiva medesima stabilisce, per l’ipotesi che dall’esame della documentazione presentata emerga la necessità di colmare eventuali lacune formativo-professionali esistenti rispetto alla figura professionale corrispondente nello Stato membro ospitante, la possibilità di prevedere “misure compensative”, consistenti in una prova attitudinale o in un tirocinio, finalizzate a colmare tali lacune.

A norma del combinato disposto degli articoli 5 e 24 del predetto decreto legislativo nonché dell’articolo 22, con decreto del Ministro della giustizia (titolare della vigilanza nella materia) vengano pertanto definite le procedure necessarie per assicurare lo svolgimento, la conclusione e la valutazione delle misure compensative; lo schema di regolamento all’esame della Sezione è, di conseguenza, inteso a disciplinare tali profili normativi per l’esercizio della professione di ingegnere in Italia.

II- La proposta regolamentazione si compone di 16 articoli.

L’articolo 1 è inteso alla definizione dei concetti più rilevanti contenuti nel decreto.

L’articolo 2 concerne il contenuto della prova attitudinale, tenendo altresì conto delle argomentazioni svolte dal Consiglio di Stato nel parere n. 4826/2206 reso nell’Adunanza del 18 dicembre 2006.

L’articolo 3 reca disposizioni in ordine alla istituzione e composizione della Commissione d’esame.

L’articolo 4 attribuisce al Ministro della giustizia l’alta vigilanza sullo svolgimento degli esami e sull’operato della Commissione.

L’articolo 5 disciplina le modalità di presentazione delle domande di partecipazione nonché le successive attività di convocazione della Commissione.

L’articolo 6 regolamenta i sistemi di valutazione e di svolgimento della prova attitudinale.

L’articolo 7 regola lo svolgimento del tirocinio di adattamento, non superiore a tre anni, in alternativa alla prova attitudinale.

L’articolo 8 prevede l’istituzione presso il Consiglio nazionale di un elenco di professionisti presso i quali svolgere il tirocinio.

L’articolo 9 stabilisce gli obblighi del tirocinante.

L’articolo 10 regolamenta nel dettaglio l’istituzione del registro dei tirocinanti.

L’articolo 11 prevede, in particolare, le modalità di iscrizione nel registro.

L’articolo 12 disciplina le modalità d’accoglimento o meno della domanda di iscrizione nel registro dei tirocinanti.

L’articolo 13 regola dettagliatamente le modalità di svolgimento e di valutazione del tirocinio.

L’articolo 14 reca disposizioni in tema di sospensione e interruzione del tirocinio.

L’articolo 15 disciplina le ipotesi di cancellazione dal registro dei tirocinanti.

L’articolo 16 prevede l’adozione di un provvedimento cautelare di sospensione dell’iscrizione in caso di condanna, anche in primo grado, per gravi reati.

III- Ritiene la Sezione che lo schema di regolamento proposto sia conforme alle indicazioni emergenti dalla normativa comunitaria, come recepita nel ricordato decreto legislativo n. 206 del 2007.

Il testo dello schema non si sottrae, peraltro, ad alcune osservazioni di carattere sia formale che sostanziale.

III.1.- Alcune annotazioni di carattere “strutturale” vanno riferite al preambolo dello schema normativo.

Si evidenzia, in primo luogo, che il riferimento all’articolo 17, comma 3, della legge 28 agosto 1988, n. 400, contenuto nel primo “Visto”, va più opportunamente inserito in periodo immediatamente precedente a quello concernente la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri; il riferimento a quest’ultima va opportunamente riformulato nei seguenti termini: “Vista la nota del …, con la quale lo schema di regolamento è stato comunicato al Presidente del Consiglio dei ministri”.

Esigenze di sintesi orienterebbero, sempre nel preambolo, per una unificazione dei periodi di cui al terzo e quarto “Visto” e per una loro sostituzione con il seguente periodo: “Visto il decreto legislativo n. 206 del 2007, ed in particolare gli articoli 11, 22 e 23”; nel primo “Visto”, si suggerisce di sostituire le parole “9 novembre 2007, n.206” con le parole “n. 206 del 2007”, mentre al quinto visto, l’incipit può essere più opportunatamente riformulato nel modo seguente: “Visti, inoltre, gli artt. 5 e 14 dello stesso decreto legislativo n. 206 del 2007…”.

III.2.- Quanto all’articolato, occorre rilevare, in primo luogo, che non risulta allegato l’elenco inerente gli oneri informativi di cui all’articolo 7 della legge n. 180 del 2011 ed al d.P.C.M. n. 252 del 2012.

Va nel contempo specificatamente segnalato in proposito che agli articoli 7, comma 5 e all’articolo 13, comma 1, sono previsti, per l’appunto, nuovi oneri informativi, entrambi in tema di comunicazioni al Presidente dell’Ordine provinciale da parte , rispettivamente, del professionista presso il quale si svolge il tirocinio e del tirocinante.

Ciò posto, e seguendo l’ordine numerico dell’articolato, si osserva che:

Relativamente all’articolo 1, comma 1, lettera a), esigenze di snellimento del testo suggeriscono l’espunzione del periodo da “attuativo”a “Romania”; alle lettere b) e c), le parole “9 novembre 2007, n. 206” vanno sostituite dalle parole “n. 206 del 2007”; alla lettera d) la parola “ordine” va più opportunatamente trascritta con la “O” maiuscola.

In ordine all’articolo 2, al comma 1, terza riga, le parole “nella”vanno sostituite dalle parole “in una”; al secondo comma, prima riga, la parola “art.” va sostituita con la parola “articolo” e, alla seconda riga, dopo la parola “d’esame” va inserita la parola “e”; al terzo comma, seconda riga, dopo le parole “allegato A al presente regolamento”, vanno inserite le parole “che ne forma parte integrante” e, all’ultima riga, la parola “di” va sostituita con le parole “rispetto a”.

Circa l’articolo 3, comma 2, secondo periodo, laddove si contempla l’ipotesi di designazione di professio [ . . . ]

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