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Scheda Normativa

Norme Correlate

Delibera/zione 04/07/ 2018 n. 803

Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) - Regolamento sull'esercizio dell'attivita' di vigilanza in materia di contratti pubblici

Decreto Legislativo 18/04/ 2016 n. 50

Codice dei Contratti Pubblici (Nuovo Codice Appalti)

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01/03/2017
Appalti, dall’Anac il nuovo Regolamento di vigilanza

Raccomandazioni vincolanti per inadempienze gravi e segnalazioni positive per buone prassi

Provvedimento 15/02/2017

(Gazzetta ufficiale 28/02/2017 n. 49)

Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) - Regolamento sull'esercizio dell'attivita' di vigilanza in materia di contratti pubblici

L'AUTORITA' NAZIONALE ANTICORRUZIONE

Visto il decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1°
febbraio 2016 con il quale e' stato approvato il Piano di riordino
dell'Autorita' nazionale anticorruzione;
Visto il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (di seguito,
codice) e, in particolare, gli articoli 211 e 213 del medesimo
decreto;
Vista la delibera n. 1196 del 23 novembre 2016 recante il
«Riassetto organizzativo dell'Autorita' nazionale anticorruzione a
seguito dell'approvazione del Piano di riordino e delle nuove
funzioni attribuite in materia di contratti pubblici e di prevenzione
della corruzione e della trasparenza, e individuazione dei centri di
responsabilita' in base alla missione istituzionale dell'Autorita'»;
Vista la delibera n. 1306 del 21 dicembre 2016 recante la
«Definizione delle funzioni dell'Autorita' per materia e ambiti di
attivita'/uffici ed attribuzione delle funzioni di coordinamento al
presidente ed ai consiglieri»;
Visto l'atto di organizzazione di II livello «linee di indirizzo
operative per il regolare andamento delle attivita' ed il raccordo
funzionale in attuazione della delibera n. 1196 del 23 novembre
2016»;
Tenuto conto del parere del Consiglio di Stato 28 dicembre 2016, n.
2777;

Emana
il seguente regolamento:

Art. 1

Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento, si intende per:
a) «codice», il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50;
b) «Autorita'», l'Autorita' nazionale anticorruzione;
c) «presidente», il presidente dell'Autorita';
d) «consiglio», il consiglio dell'Autorita';
e) «ufficio», l'ufficio di vigilanza competente in merito ai
procedimenti concernenti l'esercizio dei poteri di vigilanza sui
contratti pubblici di lavori, servizi e forniture;
f) «dirigente», il dirigente dell'ufficio;
g) «codice», il decreto legislativo n. 50 del 2016;
h) «stazione appaltante», il soggetto di cui all'art. 3, comma 1,
lettera o), del codice;
i) «atto di raccomandazione vincolante», l'atto conclusivo del
procedimento di vigilanza, adottato dal consiglio, ai sensi dell'art.
211, comma 2, del codice, con il quale l'Autorita' invita la stazione
appaltante ad agire in autotutela e a rimuovere gli eventuali effetti
degli atti illegittimi, di cui all'art. 12, comma 1, lettera a);
j) «atto di raccomandazione», l'atto conclusivo del procedimento di
vigilanza adottato dal consiglio ai sensi dell'art. 213, comma 3,
lettere a), b) g) del codice nei casi di riscontrate violazioni
relative alla procedura di gara diverse da quelle di cui alla
precedente lettera, ovvero di atti illegittimi o irregolari relativi
alla fase dell'esecuzione del contratto;
k) «CRI» la comunicazione di risultanze istruttorie.
Art. 2

Oggetto

1. Il presente regolamento disciplina i procedimenti dell'Autorita'
concernenti l'esercizio dei poteri di vigilanza sui contratti
pubblici di lavori, servizi e forniture di cui agli artt. 211, comma
2, e 213, comma 3, lettere a), b), g), del codice.
Art. 3

Direttiva annuale sullo svolgimento
della funzione di vigilanza

1. L'attivita' di vigilanza si conforma agli indirizzi, alle
prescrizioni e agli obiettivi indicati dal presidente e dal consiglio
dell'Autorita'.
2. Entro il 31 gennaio di ogni anno, il consiglio approva una
direttiva programmatica, elaborata anche alla luce delle disfunzioni
riscontrate dagli uffici nel corso dell'attivita' dell'anno
precedente.
3. Il consiglio, sulla base della direttiva programmatica, approva
altresi' il «Piano annuale delle ispezioni», svolte secondo le
modalita' operative contenute nelle «Linee guida per lo svolgimento
delle ispezioni», pubblicate sul sito istituzionale dell'Autorita'.
4. La direttiva annuale e' pubblicata in forma sintetica, con
l'indicazione dei criteri a cui si conforma l'attivita' di vigilanza,
sul sito istituzionale dell'Autorita'.
5. Il Consiglio puo' integrare la direttiva ove ritenga necessario
indicare ulteriori obiettivi o interventi di vigilanza.
Art. 4

Attivita' di vigilanza d'ufficio e su segnalazione

1. L'attivita' di vigilanza dell'Autorita' e' attivata dall'ufficio
competente, secondo la direttiva annuale di cui all'art. 3 ovvero su
disposizione del consiglio.
2. L'attivita' di vigilanza dell'Autorita' e' attivata su
iniziativa dell'ufficio competente e su disposizione del consiglio:
a) a seguito di grave mancato adeguamento della stazione appaltante
alle osservazioni dell'Autorita', ai sensi dell'art. 8 del
regolamento in materia di vigilanza collaborativa;
b) a seguito di mancato adeguamento della stazione appaltante al
parere di precontenzioso vincolante di cui all'art. 211, comma 1 del
codice.
3. L'attivita' di vigilanza puo', altresi', essere attivata a
seguito di segnalazioni presentate all'Autorita' secondo le modalita'
di cui all'art. 5.
4. Nel caso di segnalazione da parte di un dipendente pubblico che
segnala illeciti (cd. whistleblower), la trattazione della stessa e'
svolta dall'ufficio competente, ai sensi del presente regolamento e
delle linee guida adottate dall'Autorita' in materia, nel rispetto
della tutela della riservatezza della identita' del segnalante di cui
all'art. 54-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
Art. 5

Modalita' di presentazione delle segnalazioni

1. La segnalazione di cui all'art. 4, comma 3, e' presentata, di
norma, mediante il modulo allegato al presente regolamento,
disponibile sul sito istituzionale dell'Autorita' e, ordinariamente,
trasmessa ai sensi dell'art. 25 del presente regolamento.
2. Il modulo di cui al comma 1 e' compilato con chiarezza in ogni
suo campo obbligatorio, corredato dalla eventuale documentazione,
firmato e accompagnato da copia di un documento di identita' o di
altro documento valido del segnalante. Il segnalante indica,
altresi', l'indirizzo, preferibilmente di posta elettronica
certificata, cui possono essere indirizzate le eventuali
comunicazioni dell'Autorita'.
3. Nel caso in cui non sia utilizzato il modulo di cui al comma 1,
la segnalazione, firmata e accompagnata da copia di un documento di
identita' o di altro documento valido del segnalante, deve comunque
indicare e documentare gli elementi rilevanti.
Art. 6

Segnalazioni anonime

1. Ai fini del presente regolamento sono considerate anonime le
segnalazioni che:
a) non rechino alcuna sottoscrizione;
b) rechino una sottoscrizione illeggibile;
c) pur apparendo riferibili a un soggetto, non consentano,
comunque, di individuarlo o di identificarlo con certezza.
2. Le segnalazioni anonime sono archiviate dal dirigente.
3. Le segnalazioni anonime che riguardino fatti di particolare
rilevanza o gravita' e presentino informazioni adeguatamente
circostanziate possono essere tenute in considerazione al fine di
integrare le informazioni in possesso dell'ufficio nell'esercizio
dell'attivita' di vigilanza. Il dirigente dell'ufficio puo' altresi'
proporre al consiglio di avviare un autonomo procedimento di
vigilanza.
Art. 7

Archiviazione delle segnalazioni

1. Il dirigente provvede all'archiviazione delle segnalazioni,
oltre che nei casi di cui all'art. 6, anche nei seguenti casi:
a) manifesta infondatezza della segnalazione;
b) contenuto generico o mero rinvio ad allegata documentazione e/o
corrispondenza intercorsa tra le parti;
c) richieste genericamente riferite ad interi ambiti dell'attivita'
contrattuale delle stazioni appaltanti;
d) manifesta incompetenza dell'Autorita' su questioni non afferenti
alla materia dei contratti pubblici;
e) finalita' palesemente emulativa della segnalazione.
2. L'archiviazione e' comunicata al segnalante solo nel caso di
espressa richiesta scritta.
3. La segnalazione si intende archiviata se l'Autorita' non procede
alla comunicazione di avvio del procedimento nei termini di cui
all'art. 13, comma 2, del presente regolamento.
4. Il dirigente invia, mensilmente, al consiglio l'elenco delle
segnalazioni archiviate ai sensi del presente articolo.
Art. 8

Rapporti tra procedimento di vigilanza
e procedimento di precontenzioso

1. Il dirigente puo' non avviare il procedimento di vigilanza in
caso di pendenza di un procedimento di precontenzioso avente il
medesimo oggetto. All'esito dell'emanazione del parere di
precontenzioso, il dirigente valuta se vi siano i presupposti per
l'avvio del procedimento di vigilanza.
2. Il dirigente puo' sospendere il procedimento di vigilanza in
corso in caso di sopravvenuta richiesta di un parere di
precontenzioso avente il medesimo oggetto. All'esito dell'emanazione
del parere di precontenzioso, il dirigente valuta se vi siano i
presupposti per dare nuovo impulso al procedimento di vigilanza.
Art. 9

Rapporti tra procedimento di vigilanza
e giudizio innanzi al giudice amministrativo

1. Il dirigente puo' non avviare il procedimento di vigilanza in
caso di pendenza un ricorso giurisdizionale dinanzi al giudice
amministrativo avente il medesimo oggetto, ovvero sospenderlo qualora
avviato. Formatosi il giudicato, il dirigente valuta se vi siano i
presupposti per dare nuovo impulso al procedimento di vigilanza.
Art. 10

Responsabile del procedimento

1. Il responsabile del procedimento e' il dirigente dell'ufficio.
2. Il responsabile del procedimento, esaminate le segnalazioni e
attribuito alle stesse l'ordine di priorita' di cui all'art. 11,
comma 1, puo' individuare uno o piu' funzionari cui affidare lo
svolgimento dell'istruttoria.
Art. 11

Ordine di priorita' delle segnalazioni

1. Le segnalazioni, salva diversa indicazione del consiglio, sono
trattate secondo il seguente ordine di priorita':
a) segnalazioni del giudice amministrativo, ai sensi dell'art. 1,
comma 32-bis, della legge 6 novembre 2012, n. 190, e dell'avvocatura
dello Stato, ai sensi dell'art. 19, comma 5, lettera a-bis) del
decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito in legge 11 agosto
2014, n. 114;
b) segnalazioni del giudice amministrativo, ai sensi dell'art. 1,
comma 32-bis, della legge 6 novembre 2012, n. 190;
c) segnalazioni concernenti fatti aventi possibile rilevanza
penale, con particolare riferimento ai reati contro la pubblica
amministrazione;
d) segnalazioni che sottopongono questioni di particolare rilevanza
economica e sociale, in rapporto al valore del contratto e al numero
di operatori potenzialmente coinvolti nel mercato di riferimento.
2. Le segnalazioni, comprese quelle per le quali l'intervento
dell'Autorita' non e' piu' attuale e quelle in cui sono assenti le
informazioni di cui all'art. 5, comma 2, o dei documenti e degli
elementi rilevanti di cui all'art. 5, comma 3, sono valutate al fine
di individuare disfunzioni nell'applicazione delle norme in materia
di contratti pubblici. Tali informazioni rilevano anche ai fini della
predisposizione della direttiva programmatica di cui all'art. 3,
comma 2, e del conseguente piano ispettivo dell'Autorita' nonche'
degli atti, delle proposte e della relazione annuale dell'Autorita'
di cui all'art. 213, comma 3, lettere c) ed e) del codice.
3. Le segnalazioni pervenute senza rispettare le forme del comma 2
dell'art. 5 sono considerate non prioritarie.
Art. 12

Atti conclusivi del procedimento di vigilanza

1. Il procedimento di vigilanza, avviato ai sensi dell'art. 13, si
conclude, salvo i casi di archiviazione o di presa d'atto del
conformarsi della stazione appaltante alle indicazioni dell'Autorita'
di cui all'art. 20, comma 2, con l'adozione, mediante delibera del
consiglio ovvero mediante atto dirigenziale in caso di procedimento
in forma semplificata di cui all'art. 21, di uno dei seguenti atti:
a) atto con il quale l'Autorita' registra che la stazione
appaltante ha adottato nel caso esaminato buone pratiche
amministrative meritevoli di segnalazione;
b) raccomandazione di cui all'art. 213, comma 1 del codice
relativamente ad atti illegittimi o irregolari della procedura di
gara o dell'esecuzione del contratto;
c) raccomandazione vincolante, ai sensi dell'art. 211, comma 2, del
codice, relativamente agli atti della procedura di gara.
2. La raccomandazione vincolante e' adottata nei casi in cui
ricorrano le seguenti gravi violazioni:
a) affidamento di contratti pubblici senza previa pubblicazione di
bando o avviso nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, sul profilo di
committente della stazione appaltante e sulla piattaforma digitale
dei bandi di gara presso l'Autorita', laddove tale pubblicazione sia
prescritta dal codice;
b) affidamento mediante procedura diversa da quella aperta e
ristretta fuori dai casi consentiti, e quando questo abbia
determinato l'omissione di bando o avviso ovvero l'irregolare
utilizzo dell'avviso di pre-informazione di cui all'art. 59, comma 5
e all'art. 70 del codice;
c) contratto stipulato senza rispettare il termine dilatorio
stabilito dall'art. 32, comma 9, del codice, qualora tale violazione
abbia privato il ricorrente della possibilita' di avvalersi di mezzi
di ricorso prima della stipulazione del contratto e sempre che tale
violazione, aggiungendosi a vizi propri dell'aggiudicazione, abbia
influito sulle possibilita' del ricorrente di ottenere l'affidamento;
d) contratto stipulato senza rispettare la sospensione obbligatoria
del termine per la stipulazione derivante dalla proposizione del
ricorso giurisdizionale avverso l'aggiudicazione, ai sensi dell'art.
32, comma 11, del codice, qualora tale violazione, aggiungendosi a
vizi propri dell'aggiudicazione, abbia influito sulle possibilita'
del ricorrente di ottenere l'affidamento;
e) mancata esclusione di un concorrente per il quale ricorra uno
dei motivi previsti dall'art. 80 del codice;
f) appalto, o concessione, affidato in presenza di una grave
violazione degli obblighi procedurali direttamente derivanti dai
trattati, dalle direttive UE e dalla giurisprudenza della Corte di
giustizia dell'UE;
g) artificioso frazionamento del contratto quando comporti la
disapplicazione od elusione della normativa sui contratti pubblici;
h) ipotesi in cui sia configurato come contratto di partenariato
pubblico-privato un contratto che non presenti le caratteristiche di
trasferimento dei rischi operativi sul soggetto privato;
i) ipotesi di ricorso alla disciplina derogatoria prevista per i
casi di somma urgenza e di protezione civile in contrasto con le
disposizioni del codice.
Art. 13

Avvio del procedimento di vigilanza

1. La comunicazione di avvio del procedimento e' effettuata dal
responsabile del procedimento ed indica l'oggetto del procedimento,
le informazioni e/o documenti ritenuti rilevanti nonche', ove
possibile, la contestazione delle presunte violazioni, il termine di
conclusione del procedimento istruttorio, l'ufficio competente con
indicazione del nominativo del responsabile del procedimento.
2. Il termine per la comunicazione di avvio del procedimento a
seguito di segnalazione, decorrenti dalla data di ricevimento della
stessa e', di norma, di sessanta giorni.
3. La comunicazione, laddove ne ricorrano i presupposti, rende noto
in modo esplicito che il procedimento puo' concludersi con l'adozione
di una raccomandazione vincolante. Nei casi in cui l'ufficio rilevi,
nel corso dell'attivita' istruttoria, la sussistenza di elementi che
rendono possibile la conclusione del procedimento con una
raccomandazione vincolante, ne da' tempestiva informazione alle parti
mediante integrazione della comunicazione di avvio del procedimento.
4. La comunicazione puo' essere preceduta da una richiesta alla
stazione appaltante di informazioni utili anche a verificare
l'eventuale sussistenza delle gravi violazioni di cui all'art. 12,
comma 2.
5. La comunicazione di avvio del procedimento preordinato
all'adozione della raccomandazione vincolante non puo' essere
effettuata oltre l'effettivo inizio dell'esecuzione del contratto.
6. La comunicazione di cui al comma 1 e' inviata alla stazione
appaltante e a controinteressati. Nell'ipotesi di cui al comma 5, la
comunicazione e', altresi', inviata al dirigente responsabile della
stazione appaltante.
7. Nel caso di un rilevante numero di destinatari la comunicazione
personale e' sostituita da modalita' di volta in volta stabilite
dall'Autorita'.
8. Il dirigente trasmette al consiglio, con cadenza bimestrale,
l'elenco dei procedimenti avviati ai sensi del comma 1.
Art. 14

Partecipazione all'istruttoria

1. Possono partecipare all'istruttoria:
a) i soggetti ai quali e' stata inviata la comunicazione di avvio
del procedimento, ai sensi dell'art. 13, comma 6;
b) altri soggetti portatori di interessi diretti, concreti ed
attuali correlati all'oggetto del procedimento che ne facciano
motivata richiesta entro trenta giorni dalla comunicazione di avvio
del procedimento o dalla conoscenza dello stesso.
2. I soggetti che partecipano all'istruttoria hanno facolta' di:
a) accedere ai documenti del procedimento, nel rispetto delle
modalita' e nei termini previsti dal «Regolamento concernente
l'accesso ai documenti formati o detenuti dall'Autorita' ai sensi
della legge 7 agosto 1990, n. 241»;
b) presentare memorie scritte, documenti, deduzioni e pareri, che
sono valutati dall'ufficio ove pertinenti all'oggetto del
procedimento.
Art. 15

Richiesta di informazioni, chiarimenti e documenti

1. Il responsabile del procedimento formula per iscritto le
richieste di informazioni e di esibizione di documenti, di cui
all'art. 213, comma 13, del codice, che indicano:
a) i fatti e le circostanze in ordine ai quali si chiedono
chiarimenti;
b) il termine entro il quale dovra' pervenire la risposta o essere
esibito il documento; tale termine e' stabilito in relazione
all'urgenza del caso, alla quantita' e qualita' delle informazioni e
dei documenti richiesti e non e' inferiore a dicei e non e' superiore
a trernta giorni;
c) le sanzioni applicabili, ai sensi dell'art. 213, comma 13, del
codice, in caso di rifiuto, omissione o ritardo, senza giustificato
motivo, di fornire le informazioni od esibire i documenti richiesti,
nonche' quelle previste nel caso siano fornite informazioni o esibiti
documenti non veritieri.
2. I documenti di cui e' richiesta l'esibizione sono forniti,
preferibilmente, su supporto informatico, con allegata dichiarazione
di conformita' all'originale. In alternativa, possono essere forniti
in originale o copia conforme.
3. Le richieste di informazioni e di esibizione di documenti
possono essere formulate anche oralmente nel corso di audizioni o
ispezioni, rendendo note all'interessato e verbalizzando le medesime
indicazioni previste dal comma 2.
Art. 16

Audizioni

1. Il dirigente puo' convocare in audizione i soggetti ai quali e'
stata data comunicazione di avvio del procedimento, ai sensi
dell'art. 13.
2. I soggetti destinatari della comunicazione di risultanze
istruttorie, entro dieci giorni dal ricevimento, possono presentare
istanza di audizione all'ufficio. Il dirigente, valutata
positivamente la richiesta, comunica la data dell'audizione.
3. Nel corso delle audizioni i soggetti convocati possono comparire
in persona del proprio rappresentante legale oppure di procuratore
speciale munito di apposita documentazione giustificativa del potere
di rappresentanza e possono, inoltre, farsi assistere da consulenti
di propria fiducia.
4. L'audizione puo' essere richiesta innanzi al consiglio dai
soggetti di cui al comma 2, nei casi di procedimento per l'adozione
di una raccomandazione vincolante e, limitatamente ai casi di
maggiore rilevanza, anche per le raccomandazioni di cui all'art. 10,
comma 1, lettera b). La richiesta di audizione deve specificare
l'oggetto dell'esposizione orale e le ragioni per le quali la stessa
si ritiene necessaria. Il presidente, valutata positivamente la
richiesta, fissa la data dell'audizione e, per il tramite della
segreteria del consiglio, dispone la comunicazione agli interessati.
5. Delle audizioni e' redatto processo verbale contenente le
principali dichiarazioni rilasciate dalle parti.
Art. 17

Ispezioni

1. Nell'ambito del procedimento di vigilanza, il dirigente puo'
chiedere al consiglio lo svolgimento di un'attivita' ispettiva, da
eseguire secondo i termini e le modalita' indicate nelle linee guida
per lo svolgimento delle ispezioni, pubblicato sul sito istituzionale
dell'Autorita'.
2. Il mandato ispettivo e' disposto con provvedimento del
presidente, nel quale e' indicata la composizione del team ispettivo,
l'eventuale attivazione della collaborazione della Guardia di finanza
o di altri organi dello Stato, l'ambito soggettivo, l'oggetto
dell'accertamento.
3. Entro il termine assegnato per la conclusione dell'attivita'
ispettiva, che comunque non puo' essere superiore a sessanta giorni,
l'ispettore redige la relazione contenente le risultanze degli
accertamenti ispettivi che viene tempestivamente trasmessa
all'ufficio richiedente per i successivi adempimenti.
Art. 18

Sospensione dei termini del procedimento

1. I termini del procedimento, nel caso di questioni di particolare
complessita', possono essere sospesi una sola volta e, al di fuori
della ipotesi di cui alla lettera b), per una durata che non puo'
eccedere i trenta giorni, nei seguenti casi:
a) ulteriori approfondimenti mediante richieste documentali
integrative alle parti o ad altre amministrazioni o autorita'
nazionali ed estere;
b) ispezioni, disposte ai sensi dell'art. 17;
c) acquisizione di pareri da altri uffici dell'Autorita' altre
amministrazioni o autorita' nazionali ed estere.
2. Nell'ipotesi di richieste documentali o di acquisizioni di
pareri da altre amministrazioni o autorita' nazionali ed estere,
l'istruttoria puo' essere conclusa prescindendo dalle informazioni
richieste non pervenute nel termine di cui al comma 1.
3. Nei casi indicati al comma 1, i termini riprendono a decorrere,
rispettivamente, dalla data di ricevimento o di acquisizione da parte
del responsabile del procedimento delle integrazioni documentali,
dalla data di ricezione della relazione ispettiva, dalla data di
ricevimento del parere richiesto.
4. La sospensione dei termini procedimentali e' comunicata alle
parti.
Art. 19

Comunicazione di risultanze istruttorie

1. Il responsabile del procedimento, entro il termine di
centottanta giorni, decorrenti dalla data della comunicazione di
avvio del procedimento, salva l'applicazione della sospensione di cui
all'art. 18, predispone una comunicazione di risultanze istruttorie,
con la quale l'Autorita', sulla base degli elementi accertati indica
i possibili atti di conclusione del procedimento di vigilanza. La
comunicazione delle risultanze istruttorie indica in modo espresso
l'atto di raccomandazione vincolante che intende adottare.
2. La comunicazione delle risultanze istruttorie contenente
l'indicazione di un atto di raccomandazione vincolante e' sottoposta
alla preventiva approvazione del consiglio. Al di fuori della
suddetta ipotesi, e' sottoposta alla preventiva approvazione del
consiglio nei casi di istruttorie di particolare complessita' o di
particolare rilevanza economica e sociale, in rapporto al valore del
contratto e al numero di operatori potenzialmente coinvolti nel
mercato di riferimento.
3. La comunicazione delle risultanze istruttorie e' trasmessa alla
stazione appaltante e ai controinteressati. Nel caso di procedimento
preordinato all'adozione di un atto di raccomandazione vincolante la
comunicazione e' trasmessa anche al dirigente responsabile della
stazione appaltante. Entro un termine, non inferiore a dieci giorni e
non superiore a trernta giorni, i destinatari della comunicazione
possono formulare le proprie controdeduzioni ovvero manifestare la
volonta' di conformarsi alle indicazioni in essa contenute.
4. La comunicazione delle risultanze istruttorie puo' essere
effettuata mediante forme di pubblicita' di volta in volta stabilite.
5. Fermo restando quanto previsto ai commi 2 e 3, il dirigente
sottopone al consiglio, con cadenza mensile, l'elenco delle
comunicazioni di risultanze istruttorie gia' trasmesse alle parti
specificando per ciascun procedimento le violazioni riscontrate.
Art. 20

Conclusione del procedimento

1. Il dirigente, entro sessanta giorni decorrenti dalla data di
ricevimento del riscontro alla comunicazione delle risultanze
istruttorie ovvero dalla data di scadenza del termine assegnato ai
soggetti interessati per presentare memorie, sottopon [ . . . ]

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