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Scheda Normativa

Provvedimento 28/06/2017

(Gazzetta ufficiale 01/08/2017 n. 178)

Autorità Nazionale Anticorruzione ANAC - Regolamento sull'esercizio dell'attività di vigilanza collaborativa in materia di contratti pubblici

L'AUTORITA'

Visto il decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114;
Visto il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 e, in
particolare, l'art. 213, comma 3, lettera h) del medesimo decreto;
Visto il decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56;
Vista la delibera n. 143 del 30 settembre 2014;
Visto l'atto di «Riassetto organizzativo dell'Autorita' nazionale
anticorruzione a seguito dell'approvazione del piano di riordino e
delle nuove funzioni attribuite in materia di contratti pubblici e di
prevenzione della corruzione e della trasparenza, e individuazione
dei centri di responsabilita' in base alla missione istituzionale
dell'Autorita'», adottato con la deliberazione n. 1196 del 23
novembre 2016;
Tenuto conto del parere del Consiglio di Stato commissione speciale
n. 2777 del 28 dicembre 2016;

E m a n a
il seguente regolamento:

Art. 1

Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento, si intende per:
a) «codice», il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50;
b) «Autorita'», l'Autorita' nazionale anticorruzione;
c) «Presidente», il Presidente dell'Autorita';
d) «Consiglio», il Consiglio dell'Autorita';
e) «ufficio», l'ufficio vigilanza collaborativa e vigilanze
speciali;
f) «UOS» l'Unita' operativa speciale, istituita ai sensi dell'art.
30 del decreto-legge n. 90/2014;
g) «dirigente», il dirigente dell'ufficio;
h) «stazione appaltante», il soggetto di cui all'art. 3, comma 1,
lettera o), del codice;
i) «vigilanza collaborativa», l'attivita' di vigilanza di cui
all'art. 213, comma 3, lettera h), del codice;
l) «protocollo di vigilanza», i protocolli di intesa stipulati
dall'Autorita' con le stazioni appaltanti richiedenti di cui all'art.
213, comma 3, lettera h), del codice.
Art. 2

Ambito di applicazione

1. Il presente regolamento e' adottato nell'ambito dell'autonomia
regolamentare riconosciuta all'Autorita' e si applica agli appalti e
alle concessioni per l'acquisizione di servizi, forniture e lavori
che le amministrazioni aggiudicatrici, gli enti aggiudicatori, le
centrali di committenza o gli altri soggetti aggiudicatori di cui
all'art. 3 del codice intendono bandire sulla base dei programmi di
acquisizione delle stazioni appaltanti di cui all'art. 21 del codice
o, anche al di fuori della programmazione, qualora ricorrano i
presupposti di cui al presente regolamento.
Art. 3

Finalita'

1. Le stazioni appaltanti di cui all'art. 1, prima di indire una
procedura di gara, possono chiedere all'Autorita' di svolgere
un'attivita' di vigilanza preventiva finalizzata a supportare le
medesime nella predisposizione degli atti di gara, a verificarne la
conformita' alla normativa di settore, all'individuazione di clausole
e condizioni idonee a prevenire tentativi di infiltrazione criminale,
nonche' al monitoraggio dello svolgimento dell'intera procedura di
gara.
Art. 4

Presupposti per l'attivazione della vigilanza collaborativa

1. Possono essere sottoposti a vigilanza collaborativa, in quanto
di particolare interesse, ai sensi dell'art. 213, comma 3, lettera
h), del codice:
a) gli affidamenti disposti nell'ambito di programmi straordinari
di interventi in occasione di grandi eventi di carattere sportivo,
religioso, culturale o a contenuto economico;
b) gli affidamenti disposti a seguito di calamita' naturali;
c) gli interventi di realizzazione di grandi infrastrutture
strategiche;
d) gli affidamenti di lavori di importo superiore a 100.000.000 di
euro o di servizi e forniture di importo superiore a 15.000.000 di
euro rientranti in programmi di interventi realizzati mediante
investimenti di fondi comunitari.
2. Anche al di fuori delle ipotesi individuate al comma 1, in
presenza di ricorrenti indici di elevato rischio corruttivo, ovvero,
in presenza di rilevate situazioni anomale e, comunque, sintomatiche
di condotte illecite o eventi criminali, il Consiglio puo' disporre
l'accoglimento di istanze di verifica preventiva di documentazione e
atti di gara o eventuali fasi della procedura di gara.
3. L'attivita' di cui al comma 1 puo' essere richiesta dalle
stazioni appaltanti anche nei casi in cui uno o piu' contratti siano
stati oggetto dell'applicazione delle misure di cui all'art. 32,
comma 1, del decreto-legge n. 90/2014.
Art. 5

Istanza di vigilanza collaborativa

1. La richiesta di vigilanza collaborativa e' presentata
all'Autorita' con istanza sottoscritta dal legale rappresentante
della stazione appaltante.
2. L'istanza contiene le motivazioni specifiche della richiesta,
con l'espressa indicazione di uno o piu' dei presupposti tassativi di
cui all'art. 4, nonche' le informazioni di dettaglio circa i lavori,
i servizi o le forniture, per cui si richiede la vigilanza
collaborativa. In particolare, l'istanza indica l'elenco degli
affidamenti per i quali si richiede l'attivazione della vigilanza
collaborativa, specificando la tipologia, l'oggetto e l'importo di
ciascuna delle procedure che si intendono attivare.
3. Le richieste di vigilanza collaborativa sono sottoposte al
Consiglio che, valutata la sussistenza dei presupposti ai sensi del
presente regolamento, ne dispone l'accoglimento.
4. Il rigetto della richiesta di attivazione di vigilanza
collaborativa non esclude ogni altro tipo di intervento
dell'Autorita' nell'ambito dei poteri alla stessa attribuiti ai sensi
dell'art. 213, comma 3, del codice.
Art. 6

Protocollo di vigilanza

1. Le modalita' di svolgimento della vigilanza collaborativa con la
stazione appaltante sono definite in un protocollo di azione,
predisposto dall'ufficio competente, su indicazione del Presidente,
che lo sottopone al Consiglio per l'approvazione.
2. I protocolli di vigilanza collaborativa hanno durata annuale
salvo diversa decisione del Consiglio, in considerazione della
specificita' della stazione appaltante e degli interventi per cui e'
richiesta la collaborazione che, in ogni caso, non potra' avere una
durata superiore ai due anni.
3. I protocolli di vigilanza collaborativa sono tempestivamente
pubblicati sul sito istituzionale dell'Autorita' in una specifica
sezione suddivisa per annualita'.
Art. 7

Documentazione oggetto di verifica

1. Formano oggetto di verifica preventiva tutti gli atti della
procedura di affidamento, secondo la seguente elencazione indicativa:
determina a contrarre o provvedimento equivalente;
bando di gara o lettera di invito o inviti a presentare offerta nel
caso di procedura negoziata;
disciplinare di gara;
capitolato;
schema di contratto/convenzione;
provvedimento di nomina dei commissari e di costituzione della
commissione giudicatrice;
verbali di gara e del subprocedimento di verifica e di esclusione
delle offerte anormalmente basse;
elenco dei partecipanti alla gara;
elenco dei nominativi dei subappaltatori;
elenco dei nominativi degli eventuali ausiliari;
provvedimenti di esclusione;
provvedimenti di aggiudicazione, proposta di aggiudicazione e
aggiudicazione;
contratto o convenzione stipulata;
ogni altro atto, determinazione o documento predisposto dalla
stazione appaltante nell'ambito della fase di aggiudicazione.
2. L'Autorita' potra' in ogni caso richiedere ulteriore
documentazione ritenuta utile o necessaria ai fini del corretto
svolgimento dell'attivita' collaborativa.
Art. 8

Procedimento di vigilanza collaborativa

1. Il procedimento di vigilanza collaborativa si svolge in
contraddittorio con la stazione appaltante, secondo quanto indicato
nel presente articolo.
2. Salve le specificita' di ogni procedura di affidamento, il
procedimento di vigilanza segue le fasi della procedura di gara ed in
particolare: (a) pubblicazione del bando o dell'avviso; (b)
ammissione/esclusione dei concorrenti e nomina della commissione
giudicatrice; (c) valutazione delle offerte e proposta di
aggiudicazione; (d) verifica dell'anomalia dell'offerta; (e)
aggiudicazione e stipulazione del contratto.
3. Gli atti e i documenti di cui all'art. 7, in relazione a
ciascuna fase della procedura di gara, sono trasmessi all'Autorita'
prima della loro formale adozione.
4. A seguito della trasmissione, l'ufficio competente svolge
l'attivita' di verifica degli atti sottoposti al controllo
preventivo, che si conclude con la predisposizione di una proposta di
osservazioni sottoposta al Presidente dell'Autorita' per
l'approvazione.
5. Le osservazioni di cui al comma 4 sono comunicate
tempestivamente alla stazione appaltante a cura dell'ufficio
competente.
6. La stazione appaltante vi si adegua, modificando o sostituendo
l'atto in conformita' e inviando una nota di riscontro, unitamente
alla documentazione.
7. Qualora non ritenga di aderire alle osservazioni, la stazione
appaltante presenta le proprie motivazioni all'Autorita'. L'ufficio
competente formula le osservazioni conclusive, con le modalita'
indicate al precedente comma 4, trasmettendole tempestivamente alla
stazione appaltante.
8. Ricevute le osservazioni conclusive dell'Autorita', la stazione
appaltante puo' decidere se adeguarsi o, nell'esercizio della propria
discrezionalita' amministrativa, non adeguarsi assumendo gli atti di
propria competenza.
9. L'ufficio competente, ove ritenga particolarmente grave il
mancato adeguamento della stazio [ . . . ]

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