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04/12/2013
Geometri, ribadito dal Tar l’ok agli edifici in c.a. ma solo se modesti

Gli uffici devono sempre controllare che non ci siano problemi inerenti a strutture e modalità costruttive

Sentenza 20/11/2013 n. 1312

Tar Veneto - I geometri possono progettare strutture in cemento armato fino a 1500 metri cubi che non richiedono calcoli complessi

N. 01312/2013 REG.PROV.COLL.
N. 01773/2012 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 1773 del 2012, proposto da:
Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Massimo Adami, Giorgio Pinello e Barbara Ferrari, con domicilio eletto presso lo studio del secondo in Venezia, San Polo, 3080/L;
contro
Comune di Torri del Benaco, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Natale Callipari, con domicilio eletto presso la segreteria del tribunale ai sensi dell’art. 25, comma 1, del cod. proc. amm.;
nei confronti di
Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Verona, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Maurizio Paniz e Mario Zotta, con domicilio eletto presso Franco Stivanello Gussoni in Venezia, Dorsoduro, 3593;
per l’annullamento
previa sospensione dell’efficacia
della delibera di giunta comunale del Comune di Torri del Benaco in data 9 luglio 2012 , n. 96, recante indirizzi in tema di competenze professionali dei geometri; nonchè di ogni atto annesso, connesso o presupposto.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Comune di Torri del Benaco e di Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Verona;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 10 ottobre 2013 il dott. Enrico Mattei e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO
Con l’odierno gravame, l’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia ha adito l’intestato Tribunale per chiedere l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della delibera del Comune di Torri del Benaco in data 9 luglio 2012 , n. 96, con la quale la giunta comunale ha stabilito che “tra le competenze professionali dei geometri e dei geometri laureati iscritti al Collegio professionale, possa rientrare la progettazione e direzione dei lavori di modeste costruzioni almeno fino a m.c. 1500 adottando quindi il criterio tecnico-qualitativo in relazione alle caratteristiche dell’opera da realizzare che deve avere caratteristiche strutturali semplici con moduli ripetitivi sia pur con la presenza del cemento armato, che non richiedano competenze tecniche, particolari e specifiche, riservate per legge ad un diverso professionista, con esclusione di ogni ulteriore aggravio procedimentale a carico del richedente”.
Nei confronti dell’impugnata delibera, parte ricorrente ha eccepito, in via principale, la carenza assoluta di potere in capo alla giunta comunale per aver esercitato de facto funzioni a carattere normativo in tema di competenze professionali, in assenza di una norma attributiva di tale potere; in subordine, è stata dedotta la violazione di legge e l’eccesso di potere nelle forme dell’illogicità, dello sviamento di potere e del difetto di motivazione.
Il Comune resistente e il controinteressato Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Verona, si sono costituiti in giudizio per resistere al ricorso, contestando le censure ex adversosvolte e rilevando, in via pregiudiziale, il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, nonché il difetto di legittimazione e la carenza d’interesse di parte ricorrente.
Con ordinanza cautelare n. 24/2013, emessa nella camera di consiglio del giorno 18 gennaio 2013 , il Collegio ha accolto l’istanza di sospensione del provvedimento impugnato, sotto il profilo del pregiudizio grave e irreparabile che avrebbe potuto eventualmente scaturire dall’applicazione di tale atto.
In vista dell’udienza di merito, tutte le parti costituite hanno presentato memorie difensive.
Alla pubblica udienza del giorno 10 ottobre 2013 la causa è stata trattenuta in decisione.
DIRITTO
In via pregiudiziale, deve anzitutto essere respinta l’eccezione concernente l’asserito difetto di giurisdizione dell’adito giudice amministrativo, posto che la posizione soggettiva di cui parte ricorrente lamenta la lesione consiste nell’interesse facente capo all’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia alla legittimità dell’azione amministrativa nell’ambito dei procedimenti di rilascio del permesso a costruire.
In via preliminare, il Collegio ritiene invece di poter prescindere dall’esaminare le ulteriori eccezioni in rito proposte avverso l’atto introduttivo del presente gravame, attesa l’infondatezza, nel merito, delle doglianze con esso dedotte.
Con il primo motivo di ricorso, parte ricorrente ha asserito la nullità dell’impugnata deliberazione per il difetto assoluto di attribuzione, deducendo che la giunta comunale avrebbe esercitato de factofunzioni a carattere normativo in tema di competenze professionali, in assenza di una norma attributiva di tale potere.
Il motivo è infondato e, pertanto, deve essere rigettato.
Infatti, ad avviso del Collegio, l’impugnata deliberazione comunale deve farsi rientrare nell’ambito degli atti d’indirizzo politico-amministrativo con i quali gli organi politici degli enti comunali (sindaco, consiglio e giunta) fissano le linee generali cui gli uffici devono attenersi nell’esercizio delle loro funzioni istituzionali (cfr., ex multis, Cons. St., sez. V, 7 aprile 2011 , n. 2154).
Trattandosi, dunque, di atto d’indirizzo occorre altresì evidenziare che, contrariamente a quanto dedotto da parte ricorrente, la deliberazione in esame non assume carattere vincolante per gli uffici amministrativi cui essa è rivolta, atteso che questi dovranno pur sempre verificare, in base alla normativa di riferimento, se i progetti sottoposti al loro esame rientrino nella competenza professionale dei geometri, sulla scorta delle caratteristiche dell’opera da realizzare.
Sotto altro profilo, deve nondimeno essere rilevato che, nel caso di specie, la misura di mc 1500, che la delibera impugnata assume quale criterio d’indirizzo ai fini della determinazione della competenza professionale dei geometri in materia di progettazione edilizia, non rappresenta un limite quantitativo entro il quale una costruzione in conglomerato cementizio possa essere progettata e firmata da un geometra, posto che a tenore della citata delibera, la progettazione dell’opera da realizzare da parte dei geometri rimane comunque subordinata all’applicazione del fondamentale parametro tecnico-qual [ . . . ]

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