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01/07/2014
Urbanistica, ingegneri e architetti hanno le stesse competenze

Tar Molise: pianificazione urbanistica, ingegneria civile e ambientale spettano a entrambe le professioni

Sentenza 17/04/2014 n. 348

Tar Molise - L'urbanistica rientra tra le competenze degli ingegneri e degli architetti

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 348 del 2013, proposto dall’Ordine degli ingegneri della provincia di Campobasso, in persona del legale rappresentante p. t., rappresentato e difeso dall’avv. Maria Concetta Fimiani, con elezione di domicilio in Campobasso, via Scatolone n. 13,
contro
Comune di Larino (Cb), in persona del Sindaco p. t., rappresentato e difeso dall’avv. Vincenzo Colalillo, con domicilio eletto in Campobasso, corso Umberto I, n. 43,
nei confronti di
Mancinelli arch. Paolo, controinteressato, non costituitosi,
per l'annullamento
dei seguenti atti: 1)la determinazione dirigenziale del Comune di Larino – Servizio affari generali datata 20.8.2013 n. 942 r.g. e n. 275 r.s., nella parte in cui approva l’allegato avviso pubblico di selezione per il conferimento, ai sensi dell’art. 110 comma primo D.Lgs. n. 267/2000, dell’incarico di responsabile del Servizio urbanistica e ambiente del Comune, pubblicato sul sito internet comunale dal 20.8.2013 al 4.9.2013; 2)l’avviso di pubblica selezione per la stipula di un contratto a t. d. per un posto di istruttore direttivo tecnico Cat. D1, pubblicato sul sito internet del Comune dal 20.8.2013 al 4.9.2013; 3)la determinazione dirigenziale del Servizio affari generali datata 26.9.2013 n. 1007 r.g. e 303 r.s., con la quale è stato ammesso alla selezione l’arch. Paolo Mancinelli; 4)ogni altro atto o provvedimento presupposto, connesso e conseguente, compresa la delibera di G.C. n. 284 del 5.10.2000 e s.m.i., nella parte in cui prevede una figura apicale del Servizio urbanistica e ambiente con profilo professionale di architetto; nonché per la declaratoria di inefficacia del contratto eventualmente sottoscritto per il conferimento dell’incarico di cui all’impugnato avviso pubblico;

Visto il ricorso con i relativi allegati, nonché la successiva memoria del ricorrente;
Visti l’atto di costituzione in giudizio e la memoria illustrativa dell’Amministrazione comunale intimata;
Visti gli atti tutti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 10 aprile 2014 il dott. Orazio Ciliberti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO
I – Il ricorrente Ordine professionale insorge per impugnare i seguenti atti concorsuali: 1)la determinazione dirigenziale del Comune di Larino – Servizio affari generali datata 20.8.2013 n. 942 r.g. e n. 275 r.s., nella parte in cui approva l’allegato avviso pubblico di selezione per il conferimento, ai sensi dell’art. 110 comma primo D.Lgs. n. 267/2000, dell’incarico di responsabile del Servizio urbanistica e ambiente del Comune, pubblicato sul sito internet comunale dal 20.8.2013 al 4.9.2013; 2)l’avviso di pubblica selezione per la stipula di un contratto a t. d. per un posto di istruttore direttivo tecnico Cat. D1, pubblicato sul sito internet del Comune dal 20.8.2013 al 4.9.2013; 3)la determinazione dirigenziale del Servizio affari generali datata 26.9.2013 n. 1007 r.g. e 303 r.s., con la quale è stato ammesso alla selezione l’arch. Paolo Mancinelli; 4)ogni altro atto o provvedimento presupposto, connesso e conseguente, compresa la delibera di G.C. n. 284 del 5.10.2000 e s.m.i., nella parte in cui prevede una figura apicale del Servizio urbanistica e ambiente con profilo professionale di architetto. Il ricorrente Ordine chiede, altresì, la declaratoria di inefficacia del contratto eventualmente sottoscritto per il conferimento dell’incarico di cui all’impugnato avviso pubblico. Deduce i seguenti motivi: 1)giurisdizione del giudice amministrativo in materia di concorsi pubblici; 2)interesse ad agire e legittimazione attiva in relazione alla posizione esponenziale e alla tutela degli interessi della categoria professionale degli ingegneri; 3)violazione e falsa applicazione degli artt. 51 e 52 del R.D. 23.10.1925 n. 2537 e s.m.i., violazione degli artt. 45 e 46 del D.P.R. 5.6.2001 n. 328, eccesso di potere per difetto del presupposto, arbitrarietà, irragionevolezza, ingiustizia manifesta.
Con successiva memoria, il ricorrente Ordine ribadisce e precisa le proprie deduzioni e conclusioni.
Si costituisce l’Amministrazione comunale intimata, deducendo – anche con una successiva memoria illustrativa – la tardività dell’impugnazione della delibera n. 284/2000, nonché l’inammissibilità e l’infondatezza del ricorso. Conclude per la reiezione.
All’udienza del 10 aprile 2014, la causa viene introitata per la decisione.
II – Il ricorso è ammissibile e fondato.
III – Trattandosi di procedura concorsuale per l’assunzione di un dipendente della pubblica Amministrazione, la giurisdizione appartiene al giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 63 del D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165.
IV – Non vi è dubbio che l’Ordine degli ingegneri abbia legittimazione e interesse a impugnare atti che precludano l’accesso a carriere pubbliche di professionisti iscritti all’albo tenuto dall’Ordine medesimo. Gli Ordini professionali, invero, hanno legittimazione a difendere in sede giurisdizionale gli interessi della categoria di soggetti di cui abbiano la rappresentanza istituzionale, qualora si tratti della violazione di norme poste a tutela della professione stessa, o si tratti comunque di conseguire determinati vantaggi - sia pure di carattere strumentale - giuridicamente riferibili all’intera categoria (cfr.: Cons. Stato IV, 30.9.3013 n. 4854).
V – Con riguardo all’eccepita tardività dell’impugnazione della delibera di G.C. n.
284/2000, va rilevato che si tratta dell’atto giuntale di approvazione del regolamento degli uffici e dei servizi comunali, che pone alla direzione dell’Ufficio “Urbanistica e ambiente”, un funzionario di categoria D, con qualifica di architetto, comprendendo nella struttura un geometra di categoria C e un istruttore amministrativo di categoria C ed escludendo la figura dell’ingegnere. Si tratta, dunque, di una disposizione regolamentare talché, in conformità a un autorevole orientamento di giurisprudenza, si ritiene che il giudice amministrativo possa sindacarla quale atto di normazione secondaria (anche se non impugnata o se impugnata tardivamente), al fine di stabilire se essa abbia attitudine, in generale, a innovare l'ordinamento e, in concreto, a fornire la regola di giudizio per risolvere la questione controversa, con conseguente possibilità di giungere alla disapplicazione della disposizione regolamentare che si ponga in contrasto con la legge, qualora incida su una posizione soggettiva riconducibile alla norma di legge (cfr.: Cons. Stato V, 24.3.2014 n. 1430; idem IV, 21.1.2013 n. 332; T.a.r. Lazio Latina I, 12.6.2013 n. 542; T.a.r. Calabria Catanzaro II, 22.11.2012 n. 1148). Invero, il giudice amministrativo, in ossequio al principio di gerarchia delle fonti normative, ha il potere di disapplicare un regolamento non conforme a legge, valutando direttamente il contrasto tra il provvedimento e la legge, di guisa che può annullare il provvedimento conseguente, a prescindere dall'impugnazione congiunta del presupposto regolamento. E’, dunque, consentito in questa sede un sindacato di legittimità degli atti impugnati, previa disapplicazione del presupposto regolamento – non impugnato o tardivamente impugnato – se in contrasto con la legge.
VI – In considerazione di tale orientamento, si può affermare che i motivi del ricorso sono fondati e meritano accoglimento, nella parte in cui censurano l’illegittima e incongrua esclusione dalle procedure concorsuali della figura dell’ingegnere.
VII - La vigente normativa in materia di professioni tecniche non consente di discriminare la professione dell’ingegnere da quella dell’architetto, nel senso di precludere al primo l’accesso a carriere pubbliche consentite al secondo, allorché le competenze richieste siano quelle che formano oggetto della professione di ingegnere. Si consideri, a tal riguardo, la normativa di cui agli artt. 51 e 52 del R.D. 23 ottobre 1925 n. 2537, recante il regolamento per le professioni di ingegnere e architetto, nonché quella degli artt. 45 e 46 del D.P.R. 5 giugno 2001 n. 328, recante modifiche e integrazioni della disciplina dei requisiti delle professioni tecniche e dei relativi ordinamenti.
Beninteso, si deve ritenere tuttora persistente la ripartizione di competenze professionali tra ingegneri e architetti, quale sancita dagli artt. 51 e 52 del R.D. n. 2537/1925. Non può condurre, infatti, a differenti conclusioni l'equiparazione della laurea di architetto a quella di ingegnere civile, introdotta dal D.Lgs. 27.1.1992 n. 129, che vale non ai fini dell'attribuzione delle competenze tecniche alle due professioni, ma piuttosto ai fini della libera circolazione nell'ambito comunitario e dell’inerente mutuo riconoscimento di titoli da parte degli ordinamenti degli Stati membri (cfr.: Cons. Stato IV, 21.4.2009 n. 2434). E’ persino ammissibile la riserva di una speciale sfera di competenza in capo all'una o all'altra categoria: ad esempio, sono di competenza esclusiva dell’ingegnere il progetto, la condotta e la stima per estrarre e utilizzare materiali da [ . . . ]

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