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22/06/2015
Abusi edilizi, l’inquilino è l’unico responsabile

Tar Lazio: il proprietario normalmente è estraneo all’illecito perché non ha la disponibilità del bene

Sentenza 29/01/2015 n. 1742

Tar Lazio - Il conduttore di un immobile dato in locazione solitamente è l'unico responsabile dell'abuso edilizio

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Seconda Bis)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 6882 del 2000, proposto da:
Iacp della Provincia di Roma (Ater di Roma), in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avv. mv, con domicilio eletto presso lo studio della stessa, in Roma, Via F. P. De Calboli n. 20;


contro

Comune di Roma (ora Roma Capitale), in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall'avv. Angela Raimondo, elettivamente domiciliato presso gli uffici, in Roma, Via del Tempio di Giove n. 21;


nei confronti di

c;


per l'annullamento

della determinazione dirigenziale del Comune di Roma – Ufficio concessioni edilizie n. 155 del 18.11.1999, notificata in data 11.2.2000, con la quale è stato ingiunto all’I.A.C.P. il pagamento della sanzione pecuniaria di cui all’articolo 10 della legge n. 47 del 1985 nella misura minima di lire 1.000.000 (corrispondenti ad euro 516,46), per le opere edilizie abusive realizzate nell’immobile di proprietà in via Gargano nn. 40/42/44, consistenti nella realizzazione di n. 2 vetrine di mt. 1,75 X 0,90 X 0,15 di sporgenza ciascuna, nel termine di 60 giorni dalla notificazione;



Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Roma (ora Roma Capitale);

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 11 novembre 2014 la dott.ssa Maria Cristina Quiligotti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.



FATTO e DIRITTO

L’I.A.C.P. ha impugnato, con il ricorso in trattazione, la determinazione dirigenziale del Comune di Roma – Ufficio concessioni edilizie n. 155 del 18.11.1999, notificata in data 11.2.2000, con la quale gli è stato ingiunto il pagamento della sanzione pecuniaria di cui all’articolo 10 della legge n. 47 del 1985 nella misura minima di lire 1.000.000 (corrispondenti ad euro 516,46), per le opere edilizie abusive realizzate nell’immobile di proprietà in via Gargano nn. 40/42/44, consistenti nella realizzazione di n. 2 vetrine di mt. 1,75 X 0,90 X 0,15 di sporgenza ciascuna, accertate con il verbale della P.M. n. 129 del 22.3.1995, nel termine di 60 giorni dalla notificazione.

Ha dedotto l’illegittimità del provvedimento impugnato, senza la specificazione in rubrica dei motivi di censura, per le considerazioni che seguono:

- il presunto abuso sarebbe stato realizzato all’interno di un complesso di edilizia residenziale pubblica che è stato regolarmente assegnato da tempo;

- ne conseguirebbe il difetto di legittimazione passiva dell’I.A.C.P. essendo legittimato esclusivamente il sig. Calò in quanto conduttore nello specifico del singolo immobile interessato in virtù di regolare contratto di locazione sottoscritto con l’istituto a seguito di formale assegnazione;

- l’abuso edilizio è stato posto in essere da parte del singolo assegnatario a totale insaputa dell’istituto al quale non è mai stata richiesta al fine alcuna autorizzazione;

- ai sensi dell’articolo 14 della legge n. 47 del 1985, l’amministrazione comunale avrebbe dovuto provvedere ad ordinare la demolizione delle predette opere abusive dandone contestuale comunicazione all’istituto;

- il richiamato verbale della P.M. n. 129 del 22.3.1995, che ne costituisce atto presupposto, non è stato materialmente allegato al provvedimento impugnato;

- la sanzione pecuniaria si sarebbe prescritta in conseguenza della mancata notificazione preventiva del verbale di contestazione della violazione urbanistica nonché per il notevole intervallo temporale intercorso dal momento in cui si è svolto il sopralluogo ed è stato redatto il relativo verbale.

Il Comune di Roma si è costituito in giudizio con comparsa di mera forma in data 9.5.2000.

Con l’ordinanza cautelare n. 3835/2000 del 19.5.2000 è stata accolta l’istanza di sospensione dell’esecutività del provvedimento impugnato.

Alla pubblica udienza dell’11.11.2014 il ricorso è stato trattenuto per la decisione alla presenza degli avvocati delle parti come da separato verbale di causa.

Il ricorso è fondato nel merito per le considerazioni tutte che seguono, “dovendo la sanzione essere irrogata al responsabile dell’abuso, e non al proprietario dell’immobile in base ad una sorta di responsabilità oggettiva, essendo l’immobile, in quanto concesso in locazione, sottratto alla materiale disponibilità del proprietario.

Qualora, difatti, un abuso edilizio … sia stato posto in essere su un immobile concesso in locazione, la relativa responsabilità va riferita al conduttore che è l'unico soggetto che ha la materiale detenzione del bene, salvo che non emerga un manifesto coinvolgimento del proprietario che ha consentito l’abuso vietato.

Ciò in coerenza con i principi espressi dalla Corte costituzionale nella sentenza 15 luglio 1991, n. 345, la quale ha escluso la possibilità di procedere all'acquisizione gratuita da parte del Comune di un immobile, in caso di inottemperanza all'ordine di ripristino in presenza di un abuso edilizio, qualora il proprietario sia estraneo all'abuso, in quanto il destinatario delle sanzioni edilizie deve essere il responsabile dell'abuso.

I principi enunciati con riferimento alla fattispecie dell’acquisizione gratuita dell’immobile, in quanto aventi valenza generale, sono agevolmente trasponibili all’intera materia sanzionatoria riferita agli abusi edilizi, e compendiabili nella regola generale secondo cui ogni sanzione amministrativa, anche in materia edilizia, va applicata al responsabile dell'abuso edilizio contestato, mentre il proprietario, non autore dell'abuso e non committente delle opere, può ritenersi corresponsabile soltanto ove emerga un suo coinvolgimento doloso o colposo nella realizzazione dell'abuso edilizio stesso, tenuto conto che egli non è nella condizione di avere la materiale detenzione del bene stesso.

Dal che discende che il proprietario locatore dell'immobile interessato da interventi abusivi realizzati dal conduttore, non avendo la disponibilità materiale del bene, è in linea generale estraneo all'illecito e non può essere colpito dalla sanzione pecuniaria.

Tale principio va coo [ . . . ]

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