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12/10/2015
Le aree edificabili possono diventare agricole anche se vicine alla città

Tar Lombardia: per la riduzione del consumo di suolo e la tutela ambientale si possono creare zone cuscinetto

Sentenza 29/07/2015 n. 1871

Tar Lombardia - Legittimità del piano di governo de territorio (PGT) che cambia la destinazione di alcune aree da produttiva ad agricola

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 3307 del 2011, proposto da:
Giovanni Riva e Fausta Invernizzi, rappresentati e difesi dall'avv. Maura Tina Carta, con domicilio eletto presso la stessa in Milano, via Camperio, 9;

contro

Comune di Vittuone, rappresentato e difeso dall'avv. Claudio Venghi, con domicilio eletto presso il medesimo in Milano, corso di Porta Romana, 6;

per l'annullamento

a) del Piano di Governo del Territorio del Comune di Vittuone, approvato con delibera di CC n. 4 del 28.1.2011 pubblicato sul BURL n. 29 del 20.7.2011 e di tutti i relativi atti, in special modo nella parte in cui ha eliminato dalle aree di proprietà dei ricorrenti la destinazione produttiva impressa dal PGT adottato nel luglio 2010, classificandole, invece, come “agricole”;

b) di ogni altro atto connesso, presupposto e consequenziale ivi compresa, se ed in quanto occorra, la delibera di CC n. 23 del luglio 2010 di adozione del PGT;

c) per il risarcimento del danno.



Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Vittuone;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 1 luglio 2015 il dott. Giovanni Zucchini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.



FATTO

Gli esponenti sono proprietari in regime di comunione legale di un terreno in Comune di Vittuone (MI), distinto al Catasto al foglio 2, mappali 108, 109 e 933.

Nel mese di luglio 2010, il Consiglio Comunale adottava il Piano di Governo del Territorio (PGT, strumento urbanistico comunale generale ai sensi della legge regionale della Lombardia n. 12/2005), inserendo il terreno in un ampio comparto denominato APR 7b e prevedendo per il compendio immobiliare citato una parziale capacità edificatoria, oltre ad una fascia di rispetto per il passaggio di un gasdotto di SNAM Spa.

In sede di approvazione definitiva del PGT, però, le aree erano classificate come agricole, con conferma della fascia di rispetto.

Contro la delibera consiliare n. 4/2011 di approvazione del PGT, era proposto il presente ricorso, con domanda di risarcimento dei danni, per i motivi che possono così sintetizzarsi:

1) violazione dell’art. 13 della LR Lombardia n. 12/2005, degli articoli 9 e 10 della legge 1150/1942, degli articoli 7 e seguenti della legge 241/1990, dell’art. 5 del DL 70/2011 convertito con legge 106/2011, eccesso di potere per ingiustizia manifesta, erroneità dei presupposti, travisamento, carenza di motivazione, disparità di trattamento, contrasto con altri atti della PA stessa;

2) violazione dell’art. 13 della LR Lombardia n. 12/2005, degli articoli 9 e 10 della legge 1150/1942, degli articoli 7 e seguenti della legge 241/1990, dell’art. 5 del DL 70/2011 convertito con legge 106/2011, eccesso di potere per ingiustizia manifesta, erroneità dei presupposti, travisamento, carenza di motivazione, disparità di trattamento, contrasto con altri atti della PA stessa, sotto altro e diverso profilo.

Si costituiva in giudizio il Comune intimato, concludendo per l’inammissibilità ed in ogni caso il rigetto nel merito del gravame.

Alla pubblica udienza del 1.7.2015, la causa era trattenuta in decisione.

DIRITTO

1. I mappali di proprietà degli esponenti avevano, in base al previgente Piano Regolatore Generale (PRG), destinazione in parte agricola E1 e in parte quale fascia di rispetto a vario titolo (cfr. il doc. 1 e il doc. 16 del resistente).

Gli esponenti del resto, come si desume dai documenti dagli stessi prodotti (cfr. il loro doc. 3, pag. 3 ed i documenti 2 e 3 del resistente), sono coltivatori diretti.

In sede di adozione del nuovo strumento urbanistico generale (PGT), il terreno era classificato all’interno di un ambito di trasformazione denominato APR 7b, con previsione di capacità edificatoria riguardante poco meno del 15% dell’ambito (cfr. il doc. 5 dei ricorrenti).

In vista dell’approvazione del PGT adottato, gli esponenti presentavano un’osservazione con la quale chiedevano l’aumento della superficie edificabile, la suddivisione in sub ambiti e la riduzione della fascia di rispetto del metanodotto (cfr. il doc. 6 dei ricorrenti).

Ulteriori osservazioni erano presentate da altri cittadini con riguardo all’ambito produttivo di cui sopra e con le stesse era chiesto invece che l’area compresa nell’ambito fosse stralciata dai siti a destinazione produttiva ed inserita nelle zone a verde, per finalità di mitigazione ambientale vicino all’area della ex strada statale 11 (cfr. i documenti 4, 5 e 6 del resistente, vale a dire le copie delle osservazioni 7, 52 e 59).

In sede di approvazione definitiva del PGT, le tre osservazioni di cui sopra erano parzialmente accolte, nel senso di confermare la destinazione del PRG, per cui agli ambiti “a” e “b” dell’APR 7b era assegnata destinazione agricola (cfr. il doc. 10 del resistente, pagg. 7, 19 e 20).

L’osservazione dei ricorrenti (la n. 12), non era accolta, vista l’attribuzione della destinazione agricola a fini di mitigazione ambientale di cui sopra e la vincolatività della fascia di rispetto del metanodotto, prevista da specifiche disposizioni normative (cfr. ancora il doc. 10 del resistente, pag. 8 e pag. 50).

La scheda dell’ambito APR7b, così come disciplinato in sede definitiva, era allegata alla versione finale del Documento di Piano (uno dei tre atti costituenti il PGT, ai sensi dell’art. 7 della LR 12/2005, cfr. il doc. 13 del resistente).

1.1 Ciò premesso, nel primo mezzo di gravame, sono denunciate una serie di presunte violazioni procedimentali in cui sarebbe incorso il Comune di Vittuone in sede di approvazione del PGT.

In primo luogo, si lamenta la presunta inosservanza dell’art. 5, comma 6, del DL 70/2011, convertito con legge 106/2011, che impone gli enti locali la pubblicazione sul proprio sito “internet” degli elaborati tecnici allegati alle delibere di adozione e approvazione degli strumenti urbanistici.

La norma citata ha però – per espressa disposizione del suo comma 7 – efficacia dal sessantesimo giorno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione: quest’ultima è stata pubblica sulla Gazzetta Ufficiale del 12 luglio 2011, sicché l’efficacia decorre dal successivo 11 settembre 2011.

Il PGT di Vittuone è stato approvato il 28.1.2011 e l’avviso di approvazione è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia (BURL) il 20.7.2011 (cfr. il doc. 1 dei ricorrenti), quindi la norma di legge statale, invocata dagli esponenti, appare inapplicabile ratione temporis.

In ogni caso, la norma stessa non prevede alcuna sanzione in caso di inosservanza (tanto meno l’inefficacia dell’intero Piano), senza contare che la pubblicazione del PGT e dei suoi allegati sul sito internet è soddisfatta nella Regione Lombardia grazie al sistema informativo previsto dalla LR 12/2005 e denominato SIT, che garantisce da tempo la diffusione in rete dei PGT (cfr. i documenti da 7 a 9 del resistente).

1.2 Ancora nel primo motivo, si sostiene che l’approvazione del PGT sarebbe stata caratterizzata da carenza di indagini, verifiche ed elaborazioni, così come sarebbe stato evidenziato dalla Provincia di Milano e dall’Ente gestore del Parco Agricolo Sud Milano (cfr. il parere di conformità della Provincia al PGT adottato, doc. 8 dei ricorrenti).

L’Amministrazione di Vittuone, tuttavia, in sede di approvazione definitiva, ha puntualmente controdedotto alle notazioni della Provincia e del Parco, accogliendo gran parte dei rilievi mossi dagli Enti suindicati (cfr. il doc. 10 del resistente, pagg. 22-32, pag. 48 e pag. 53).

A fronte dell’approvazione definitiva del PGT, con accoglimento di gran parte delle osservazioni della Provincia e del Parco, non risultano azioni o contestazioni di questi ultimi contro il Comune di Vittuone, per cui anche sotto tale profilo, il primo motivo appare privo di pregio.

1.3 Nell’ultima parte del primo motivo, si denuncia la presunta mancanza di “dialogo e confronto con le parti sociali” (così testualmente).

La doglianza è generica e sembra riflettere le critiche di natura squisitamente politica rivolte allo strumento urbanistico.

Ad ogni buon conto, la lettura delle delibere consiliari di adozione e approvazione del PGT dimostra il rispetto delle prescrizioni procedimentali di cui all’art. 13 della LR 12/2005, senza contare che una specifica contestazione contro il PGT ed indirizzata alla Regione Lombardia, ha visto l’intervento di quest’ultima, nel senso però di disattendere le doglianze espresse da un consigliere comunale di Vittuone (cfr. il doc. 15 del resistente).

In conclusione, deve respingersi l’intero primo motivo di gravame, senza necessità – di conseguenza – di esaminare l’eccezione di inammissibilità per difetto di interesse sollevata dalla difesa comunale.

2. Nel secondo motivo, gli esponenti lamentano il presunto difetto di motivazione in cui sarebbe incorso l’Amministrazione comunale nel dettare la disciplina urbanistica del loro compendio.

Inoltre, sempre a detta dei ricorrenti, la loro area avrebbe una vocazione per così dire edificatoria, essendo collocata nelle immediate vicinanze di aree urbanizzate.

Anche tale censura è nel complesso infondata.

Quanto alla disciplina urbanistica dell’ambito APR 7b, la stessa si ricava dalla lettura dell’intero PGT e non certo soltanto dall’esame della controdeduzione all’osservazione n. 12 dei ricorrenti: in particolare occorre tenere in considerazione le già citate osservazioni nn. 7, 52 e 59.

In sede di approvazione definitiva del PGT, pertanto, il Comune accoglieva le citate osservazioni, confermando la già esistente destinazione agricola per fini di mitigazione ambientale (cfr. ancora il doc. 10 del resistente) e riformulando la scheda d’ambito (cfr. il doc. 13 del resistente).

Il risultato finale è il sostanziale mantenimento delle destinazioni già previste dal PRG abrogato, per finalità di mitigazione ambientale fra le residenze e l’area industriale e artigianale.

Si tratta di una scelta né manifestamente illogica né irrazionale, giacché – secondo costante e pacifica giurisprudenza - alle Amministrazioni è riconosciuta ampia discrezionalità in sede di approvazione degli strumenti urbanistici generali, senza contare che le osservazioni dei privati a questi ultimi costituiscono un mero apporto collaborativo, la cui reiezione non richiede pertanto una peculiare motivazione (cfr. fra le tante, la sentenza del Consiglio di Stato, sez. IV, 23.6.2015, n. 3142, per la quale: <<…l’esistenza di una precedente diversa previsione urbanistica non comporta per l’Amministrazione la necessità di fornire particolari [ . . . ]

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