Carrello 0

Scheda Normativa

News Correlate

09/04/2015
Sanatoria edilizia impossibile senza l’agibilità

Tar Campania: l’abitabilità indica che l’immobile è conforme non solo alle norme igienico sanitarie, ma anche ai requisiti edilizi, urbanistici e paesaggistici

Sentenza 02/04/2015 n. 1917

Tar Campania - La sanatoria edilizia non può essere concessa senza il certificato di agibilità

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania

(Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 394 del 2011, proposto da:
Angela Sorge e Aldo Orilia, rappresentati e difesi dagli avv.ti Costantino Ciccarelli, Guglielmo Conca, con domicilio eletto presso Guglielmo Conca in Napoli, Via T.Caravita, 10;


contro

Comune di Napoli, in persona del Sindaco legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso, congiuntamente e disgiuntamente, dagli avv.ti Barbara Accattatis Chalons D'Oranges, Antonio Andreottola, Carpentieri Eleonora, Bruno Crimaldi, Annalisa Cuomo, Anna Ivana Furnari, Giacomo Pizza, Anna Pulcini, Bruno Ricci e Raffaele Romano, giusta procura in atti ed elettivamente domiciliato in Napoli, P.zza Municipio, Palazzo S. Giacomo presso l’Avvocatura municipale;
ASL Napoli 1, in persona del Direttore Generale legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Danila Amore, elettivamente domiciliata presso l’Avvocatura della Regione Campania in Napoli via S. Lucia n. 81.


per l'annullamento

a) della disposizione dirigenziale n. 447 del 22.11.2010, notificata in data 03.12.2010, con cui è stato negato il permesso di costruire in sanatoria dell’immobile già di proprietà dei ricorrenti in Napoli alla via Terracina n. 381; b) della disposizione dirigenziale n. 409 del 14.09.2009, notificata in data 05.10.2009, con cui è stato annullato in autotutela il provvedimento di condono adottato con disposizione dirigenziale n. 8608 del 21.07.2008; c) della nota prot. 4212 del 05.05.2009 con cui l’ASL Napoli 1 ha ritenuto insussistenti i requisiti minimi di abitabilità relativamente all’immobile sito in Napoli alla via Terracina n. 381; nonché di ogni altro atto comunque presupposto, connesso o consequenziale.



Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Napoli e della A.S.L. Napoli 1;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 11 febbraio 2015 il dott. Guglielmo Passarelli Di Napoli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.



FATTO

Con ricorso iscritto al n. 394 dell’anno 2011, la parte ricorrente impugnava i provvedimenti indicati in epigrafe. A sostegno delle sue doglianze, premetteva:

di essere stati proprietari dell’immobile sito in Napoli alla via Terracina n. 381;

che il Comune di Napoli, con disposizione dirigenziale n. 8608 del 21.07.2008, rilasciava il condono chiesto da Aldo Orilia relativamente al cambio di destinazione d’uso da cantinola ad abitazione, ottenuto attraverso la demolizione di alcuni tramezzi interni;

che, tuttavia, l’Amministrazione, disposizione dirigenziale n. 409 del 14.09.2009, notificata in data 05.10.2009, annullava in autotutela il predetto provvedimento di condono, in quanto l’abitazione, ubicata al piano seminterrato, era dotata di finestre a nastro con altezza alquanto ridotta di cm 40, la cui superficie complessiva di mq 3,28 non assicurava il livello minimo di 1/8 della superficie del pavimento, previsto dall’art. 17 all. B del regolamento edilizio del Comune di Napoli, osservando che anche la ASL – appositamente interpellata – aveva, con nota n. prot. 4212 del 05.05.2009, aveva ritenuto insussistenti i requisiti minimi di abitabilità;

che, con lo stesso atto, si dava contestualmente comunicazione di cui all’art. 7 e 10 bis l. 241/1990 relativamente al procedimento di diniego dell’istanza di condono;

che i ricorrenti si avvalevano della facoltà assicurata dall’art. 10 bis, presentando osservazioni che dimostravano la legittimità del provvedimento di sanatoria;

che, tuttavia, l’Amministrazione negava il permesso di costruire in sanatoria.

Instava quindi per l’annullamento degli atti impugnati con vittoria di spese processuali.

Si costituiva l’Amministrazione chiedendo di dichiarare inammissibile o, in via gradata, rigettare il ricorso.

All’udienza del 22.02.2011, con ordinanza n. 331/2011, l’istanza cautelare è stata respinta.

All’udienza dell’11.02.2015, il ricorso è stato assunto in decisione.

DIRITTO

La parte ricorrente impugnava i provvedimenti in epigrafe per i seguenti motivi: 1) violazione degli artt. 31 e 35 l. 47/1985, atteso che – stante la necessità del requisito della cd. doppia conformità per ottenere il permesso di costruire in sanatoria – l’Amministrazione avrebbe dovuto tener conto della normativa urbanistica vigente al momento della realizzazione dell’abuso e di quella vigente al momento della presentazione dell’istanza; ai sensi dell’art. 35 co. 19, la concessione in sanatoria può essere rilasciata anche in deroga ai requisiti fissati da norme regolamentari, purché le opere sanate non contrastino con le disposizioni in materia di sicurezza statica e di prevenzione degli incendi ed infortuni; 2) l’Amministrazione non poteva prendere in considerazione la normativa successiva la momento di presentazione della domanda di permesso di costruire in sanatoria; 3) l’unica normativa applicabile è quella di cui agli artt. 31 e 35 l. 47/1985, che consente la deroga alle disposizioni regolamentari; e, nel caso di specie, il permesso di costruire in sanatoria è stato annullato solo per le prescrizioni fissate dal regolamento edilizio.

L’ASL eccepiva l’inammissibilità del ricorso sia perché l’atto impugnato è endoprocedimentale, sia per tardività atteso che la nota del 05.05.2009 è stata comunicata agli interessati in data 05.10.2009 mentre il ricorso è stato notificato il 30.10.2010; nel merito eccepiva l’infondatezza perché, come stabilito dalla giurisprudenza, la deroga di cui all’art. 35 l. 47/1985 non concerne le prescrizioni di carattere igienico sanitario.

In data 17.02.2011 il Comune depositava memoria, in cui ribadiva l’infondatezza del ricorso per mancanza dei requisiti di abitabilità.

In memoria depositata in data 31.10.2014, la parte ricorrente ribadiva la fondatezza del ricorso.

In memoria depositata in data 31.10.2014, l’Amministrazione ribadiva l’infondatezza del ricorso.

Preliminarmente, vanno accolte le eccezioni in inammissibilità del ricorso, relativamente agli atti impugnati sub b) e sub c) in epigrafe, atteso che il provvedimento impugnato sub b) (annullamento in autotutela del provvedimento di condono adottato con disposizione dirigenziale n. 8608 del 21.07.2008) risulta notificato in data 5.10.2009, mentre il ricorso è stato notificato in data 30.12.2010. Quanto all’atto sub c), si tratta di un parere, sicché è da condividersi l’assunto della ASL, secondo cui l’atto in questione è endoprocedimentale e come tale non di per sé lesivo (la lesività è da ricondurre al diniego del permesso di costruire in sanatoria).

Quanto al provvedimento sub a) (diniego del permesso di costruire in sanatoria), il ricorso non è fondato e va respinto per i motivi di seguito precisati.

Come già osservato in sede cautelare, e confermato dal Consiglio di Stato (che, con ordinanza n. 2140/2011, ha respinto l’appello proposto dai ricorrenti avverso l’ordinanza cautelare pronunziata da questa Sezione), la deroga di cui all’art. 35 l. 47/1985 non concerne le prescrizioni di carattere igienico sanitario.

Come precisato da Tar Campania, Napoli, sez. III, n. 3992/2014, “il rilascio del certificato di agibilità presuppone la conformità del fabbricato ai parametri normativi e regolamentari urbanistici ed edilizi.

Invero, l'art. 24, comma 3, D.P.R. n. 380 del 2001 dispone che "il soggetto titolare del permesso di costruire" è tenuto "a chiedere il certificato di agibilità".

L'art. 35, comma 20, L. 28 febbraio 1985, n. 47 (norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-ediliria, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizia) prevede che " a seguito della concessione o autorizzazione in sanatoria viene altresì rilasciato il certificato di abitabilità o agibilità anche in deroga ai requisiti fissati da norme regolamentari, qualora le opere sanate non contrastino con le disposizioni vigenti in materia di sicurezza statica".

I dati normativi sopra richiamati ed il principio di ragionevolezza dell'azione am [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
PER GLI UTENTI REGISTRATI


Consiglia questa pagina ai tuoi amici
 
FLIR E53
Rockwool

NEWS NORMATIVA

15/11 - Leasing abitativo, fino a quando sarà detraibile al 19%?

Il Fisco ricorda i limiti temporali e le modalità per sfruttare l’agevolazione per l’acquisto della prima casa

15/11 - Scuole, assegnati alle Regioni 1,7 miliardi di euro per il triennio 2018-2020

Al Veneto 1,4 milioni aggiuntivi per l’emergenza maltempo a valere sul Fondo emergenze da 30 milioni di euro


Core
BLACK SOUL