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03/06/2015
Opere a scomputo, il calcolo va effettuato al momento del collaudo

CdS: l’impresa non può presentare un nuovo computo dei lavori effettuati da sottrarre agli oneri di urbanizzazione

Sentenza 27/04/2015 n. 2121

Consiglio di Stato - Opere a scomputo, il calcolo va effettuato al momento del collaudo

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 5777 del 2013, proposto da:
Policentro Domus De Janas Spa, in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentata e difesa dall'avv. Benedetto Ballero, con domicilio eletto presso Antonia De Angelis in Roma, Via Portuense, 104;


contro

Comune di Sestu, in persona del Sindaco pro-tempore, rappresentato e difeso dall'avv. Stefania Scamutzi, con domicilio eletto presso Mauro Cati in Roma, Via Cassiodoro 9;


per la riforma

della sentenza del T.A.R. Sardegna - Cagliari: Sezione II, n. 00050/2013, resa tra le parti, concernente la determinazione conguaglio per opere di urbanizzazione primaria.

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Sestu;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 3 febbraio 2015 il Cons. Raffaele Potenza e uditi per le parti gli avvocati Ballero e Uras, quest'ultimo per delega dell'Avv. Scamutzi;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.



FATTO e DIRITTO

1.- La società appellante chiede la riforma della sentenza, in epigrafe specificata, con la quale il T.A.R. della Sardegna ha respinto il suo ricorso proposto per la determinazione di un conguaglio su oneri di urbanizzazione primaria relativi a lavori (una condotta fognaria) previsti da una convenzione di lottizzazione. In particolare la controversia verte sulla quantificazione dello scomputo previsto - in favore della ricorrente - dalla convenzione urbanistica stipulata col Comune di Sestu in data 9 marzo 2003 rispetto al contributo dovuto commisurato al costo di costruzione ex lege n. 10/1977; nell’atto convenzionale, infatti, si prescriveva una riduzione di tale contributo nella misura del 50% del costo di realizzazione del predetto collettore.

2.- Con la sentenza epigrafata il T.A.R. ha respinto il ricorso, che chiedeva (in difformità dal provvedimento comunale n. 19923 del 14.09.2010 teso alla riscossione di un contributo pari ad Euro 57.232,13) un riconoscimento di un credito verso il Comune per la realizzazione dell’opera di urbanizzazione (in forza di nuova contabilità dei lavori presentata dalla ricorrente) in quanto non condividendo “una valutazione di sopravvenuta illegittimità della determinazione assunta dall’amministrazione comunale”.

3.- A sostegno del gravame la società istante ha dedotto motivi che risultano tuttavia infondati. In sintesi, la sentenza sarebbe incorsa nella violazione degli artt. 5 e 10 della legge n.10/1977 e dell’art. 16 del dpr n. 380/2001, e della convenzione urbanistica, per aver respinto il ricorso sulla base di una circostanza irrilevante, costituita dal fatto che i conteggi che supportano la pretesa azionata sono stati depositati successivamente al collaudo; del resto la contabilità finale dei lavori sotto il profilo temporale non era disciplinata dalla convenzione, con la conseguenza che non sussisteva alcun impedimento ad addivenire al diverso computo consuntivo dei lavori presentato. Nel merito della somma richiesta, la ricorrente supporta le proprie ragioni esibendo specifica perizia.

La tesi è infondata.

Punto nodale della controversia, come specifica il Comune appellato, è la natura giuridica da attribuire al computo metrico presentato dall’appellante in data 31.8. 2010 e sulla base del quale il Comune ha determinato il conguaglio spettante alla società, da essa contestato sul “quantum”. In particolare si tratta di stabilire se successivamente al collaudo dei lavori necessari per realizzare l’opera di urbanizzazione ed ai fini della determinazione degli oneri dovuti, può assumere rilievo una contabilità diversa da quella assunta a base del collaudo. Alla questione ritiene il Collegio debba darsi esito negativo. Al riguardo occorre muovere dal principio, chiaramente recepito dal comma 2 dell’art. 16 del dpr n. 380/2001, per cui il diritto allo scomputo dagli oneri di urbanizzazione della quota dovuta dal costruttore sorge alla “realizzazione delle opere” di che trattasi. E’ inoltre principio generale (ex art. 190 d.p.r. n.207/2010) regolante i lavori pubblici che le opere sono da ritenersi realizzate solo dal momento in cui viene certificata la loro regolare esecuzione, che segna anche la chiusura della relativa contabilità. Dallo stesso momento deve quindi ritenersi sorgere il diritto allo scomputo delle somme spese per lavori di urbanizzazione, sul cui importo possono insorgere divergenze dipendenti dalla contabilizzazione delle opere (le c.d. “riserve” che l’impresa ha l’onere di presentare nei termini di legge la cui inosservanza produce decadenza (cfr. Cass. n.14381/2000), ma certamente non sorge la facoltà dell’impresa di [ . . . ]

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