Mirai
Carrello 0

Scheda Normativa

News Correlate

10/02/2015
Fotovoltaico, l’esclusione dei siti non idonei va motivata

Tar Toscana: prima di vietare l’installazione dei pannelli occorre verificare l’attività svolta sui terreni

Sentenza 13/01/2015 n. 36

Tar Toscana - Dichiarazione di non idoneità all'installazione di impianti fotovoltaici

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 82 del 2012, proposto da:
Marcello Mariotti, Ettore Lorenzetti, Federico Zampaletta, rappresentati e difesi dagli avv. Paolo Bastianini e Francesco Massimo Pozzi nel cui studio in Firenze, lungarno A. Vespucci n. 20 sono elettivamente domiciliati;
contro
Regione Toscana, rappresentata e difesa dall'avv. Fabio Ciari e domiciliata presso la Avvocatura regionale in Firenze, piazza dell'Unita' Italiana N. 1; Provincia di Grosseto in Persona del Presidente Pro Tempore, rappresentato e difeso dagli avv. Chiara Canuti e Stefania Sorrenti, con domicilio eletto presso l’ufficio legale della Provincia di Firenze;
per l'annullamento
a) della deliberazione del Consiglio regionale della Toscana del 26 ottobre 2011, n. 68, pubblicata nel B.U.R.T. Bollettino Ufficiale n. 45, parte seconda, del 9 novembre 2011;
b) della deliberazione della Giunta Provinciale di Grosseto del 15 giugno 2011;
nonchè di tutti i relativi allegati e di ogni altro atto preordinato o preparatorio, presupposto o conseguente.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Regione Toscana in Persona del Presidente P.T. e di Provincia di Grosseto in Persona del Presidente Pro Tempore;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 17 dicembre 2014 il dott. Raffaello Gisondi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO
I ricorrenti sono proprietari di alcuni terreni siti nella provincia di Grosseto inseriti nell’area DOP “Bianco di Pitigliano” la quale è stata dichiarata non idonea alla installazione di impianti fotovoltaici dalla legge regionale n. 11/2011, salvo diversa determinazione provinciale.
Essi, lamentano che nonostante, in attuazione della predetta legge, la Provincia di Grosseto abbia stabilito di scorporare dai siti dichiarati ex lege non idonei le aree non effettivamente utilizzate ad avicoltura e viticoltura, inspiegabilmente, il terreni di loro proprietà, sui quali non sono presenti le predette coltivazioni, sarebbero stati inclusi nelle aree dichiarate non idonee dalla successiva delibera della Giunta Regionale n. 68 del 2011.
Tutto ciò avrebbe concretato i vizi di eccesso di potere per difetto di motivazione, travisamento dei fatti e disparità di trattamento rispetto ad altri proprietari nei confronti dei quali il criterio di deperimetrazione stabilito dalla Provincia sarebbe stato correttamente applicato.
Nel costituirsi in giudizio la Provincia di Grosseto, oltre a proporre eccezioni di rito, ha affermato che nella proposta presentata alla Regione Toscana essa aveva effettivamente escluso le aree dei ricorrenti dalle zone non idonee alla installazione degli impianti fotovoltaici, ma la Regione avrebbe poi seguito altri (non meglio specificati) criteri di perimetrazione per uniformare il regime di tutela su tutto il territorio regionale.
Si è costituita nel giudizio anche la Regione Toscana la quale ha escluso che, nella specie, l’inclusione dell’area dei ricorrenti nell’ambito delle zone dichiarate non idonee alla installazione di impianti fotovoltaici necessitasse di motivazione ed ha altresì eccepito il difetto di prova da parte dei ricorrenti del fatto che sui terreni di loro proprietà non sarebbero presenti ovicolture o viticolture.
L’eccezione di inammissibilità per carenza di interesse a ricorrere contro la delibera della Provincia di Grosseto è fondata, atteso che la proposta formulata dal predetto Ente aveva escluso le aree di proprietà dei ricorrenti dal perimetro delle zone non idonee alla installazione di impianti fotovoltaici.
Il ricorso è, invece, fondato laddove impugna la delibera della Regione Toscana.
Infatti, né dalla predetta delibera né dalla difesa spiegata dalla Regione emergono le ragioni per le quali la Proposta della Provincia di Grosseto sarebbe stata disattesa, ossia quali altri criteri, diversi dal quelli elaborati in sede provinciale, avrebbero condotto alla inclusione dei terreni di proprietà dei ricorrenti nelle zone ove la presenza dei predetti impianti non risulta ammessa.
Erra la Regione quando afferma che una siffatta motivazione non sarebbe stata necessaria in quanto la delibera da essa approvata avrebbe natura urbanistica.
Invero, gli atti di individuazione dei siti non idonei alla installazione di impianti fotovoltaici, diversamente dagli strumenti urbanistici generali, che costituiscono la sintesi di una pluralità di interessi pubblici e privati, sono volti a contemperare interessi specifici e ben individuati ai quali il legislatore attribuisce una rilevanza pubblicistica, ossia quello alla incentivazione degli impianti di produzione di energie rinnovabili e quello alla tutela del paesaggio.
Il contemperamento di tali interessi deve avvenire attraverso una procedura volta a dare concreta evidenza sulla base di criteri puntualmente determinati delle ragioni ambientali per cui gli enti preposti ritengono di precludere in determinate aree la installazione di impianti fotovoltaici.
La provincia di Grosseto aveva correttamente stabilito un ragionevole criterio che prevedeva la verifica concreta sui singoli terreni della esigenza di salvaguardare le aree di denominazione di origine protetta stabilita in via generale ed astratta dalla legge regionale 11/2011 e, in seguito ad una attenta istrutto [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
PER GLI UTENTI REGISTRATI


Consiglia questa pagina ai tuoi amici
 
Metal Deploye
Sisma

NEWS NORMATIVA

19/12 - Ecobonus, Finco: ‘stabilizzarlo, senza nuovi tetti di spesa’

‘Proposte ragionevoli in un Paese che spenderà ben altre cifre per misure sociali comprensibili, ma che poco hanno a che fare con lo sviluppo’

18/12 - Fattura elettronica, i commercialisti fanno ricorso contro l’Agenzia delle Entrate

Chiesto il differimento fino a quando il sistema non sarà sanato dai vizi che mettono a rischio privacy e sistema economico


Scaff System
Testo 300