Carrello 0

Scheda Normativa

News Correlate

13/03/2015
Abusi edilizi, sanatoria impossibile se l’edificio è incompleto

CdS: si intendono ultimati gli immobili nei quali è stato eseguito il rustico e completata la copertura

Sentenza 05/02/2015 n. 554

Consiglio di Stato - Per gli immobili non ultimati non può essere concessa la sanatoria

Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Quarta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 7708 del 2010, proposto da:
Luigi Cerulli, rappresentato e difeso dagli avvocati Antonino Bosco, Aldo Soldani, con domicilio eletto presso Antonino Bosco in Roma, via Sestio Calvino, 33;
contro
Comune di Orbetello, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito
per la riforma
della sentenza del T.A.R. TOSCANA - FIRENZE: SEZIONE III n. 01140/2009, resa tra le parti, concernente demolizione di opere abusive

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 27 gennaio 2015 il cons. Giuseppe Castiglia e udito per la parte appellante l’avvocato Aldo Soldani;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO
Il signor Luigi Cerulli è proprietario di un lotto di terreno nel Comune di Orbetello, località Giannella, sul quale ha realizzato un manufatto in muratura a uso di abitazione.
Sostenendo di avere completato la costruzione prima del 31 dicembre 1993, egli ha presentato domanda di sanatoria ai sensi dell’art. 39 della legge 23 dicembre 1994, n. 724.
Con provvedimento dirigenziale n. 14 del 22 aprile 1998, il Comune - sul presupposto che, dalla documentazione fotografica prodotta, si rileverebbe che l’opera abusiva non sarebbe stata ultimata, mancando il solaio di copertura - ha respinto la domanda e, a norma dell’art. 7 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, ha ingiunto la demolizione del manufatto.
Il signor Cerulli ha impugnato il provvedimento comunale, proponendo ricorso che il T.A.R. per la Toscana, sez. III, ha respinto con sentenza 29 giugno 2009, n. 1140.
Il Tribunale regionale ha ritenuto infondate le censure di violazione della legge urbanistica per omessa acquisizione del parere della commissione edilizia e per incompetenza del dirigente ad adottare l’ordine di demolizione, di erroneità dei presupposti quanto all’avvenuta copertura del fabbricato, di mancata comunicazione dell’avviso di avvio del procedimento.
Contro la sentenza il signor Cerulli ha interposto appello deducendo:
violazione ed erronea applicazione dell’art. 31, comma 2, della legge n. 47 del 1985;
violazione degli artt. 7 e segg. della legge 7 agosto 1990, n. 241, per non essere stato messo nella condizione di prendere parte al procedimento.
Come in primo grado, il Comune non si è costituito in giudizio.
All’udienza pubblica del 27 gennaio 2015, l’appello è stato chiamato e trattenuto in decisione.
DIRITTO
1. Con il primo motivo dell’appello, il signor Cerulli denunzia l’erroneità del presupposto fattuale dei provvedimenti impugnati. L’opera sarebbe stata ultimata e quindi sanabile, come emergerebbe dagli stessi rilievi formulati dal funzionario competente e contenuti nella pratica di sanatoria, che il T.A.R., nonostante la richiesta del ricorrente, avrebbe trascurato di acquisire in via istruttoria.
La censura non è fondata.
L’art. 31 della legge n. 47 del 1985, nel consentire la sanatoria delle opere abusive ultimate entro una certa data, stabilisce che “si intendono ultimati gli edifici nei quali sia stato eseguito il rustico e completata la copertura, ovvero, quanto alle opere interne agli edifici già esistenti e a quelle non destinate alla residenza, quando esse siano state completate funzionalmente”.
Per costante giurisprudenza di questo Consiglio di Stato, l’ultimazione della costruzione richiede anche il completamento della copertura (cfr. per tutte sez. V, 19 ottobre 2011, n. 5625; sez. IV, 9 febbraio 2012, n. 683; ivi riferimenti ulteriori).
Il provvedimento comunale impugnato si basa sulla mancanza del solaio di copertura, per effetto della quale l’opera non potrebbe considerarsi ultimata.
Tale motivazione è corretta.
Come dichiara lo stesso appellante, secondo i rilievi del funzionario responsabile “risultano solo appoggiate sulle murature perimetrali le parti componenti il solaio, vale a dire pignatte in laterizio e travetti in c.a. precompresso, mancando il getto del calcestruzzo e la conseguente impermeabilizzazione”.
Questi rilievi dimostrano che la copertura del manufatto non era stata completata e rendono superflua qualunque istruttoria volta ad acquisire la pratica di sanatoria, poiché non confortano, ma - nella parte in cui dichiarano il mero appoggio alle pareti di elementi strutturali e la mancanza della gettata di calcestruzzo - testualmente contraddicono la tesi dell’appellante.
2. Egualmente infondato è il secondo motivo dell’appello.
La comunicazione di avvio del procedimento, ex art. 7 della legge n. 241 del 1990, non è dovuta nel caso di procedura iniziata a istanza di parte, come nel caso di specie (cfr. per tutte Cons. Stato, sez. V, 24 luglio 2014, n. 3928).
Neppure è dovuta la comunicazione del preavviso di r [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
PER GLI UTENTI REGISTRATI


Consiglia questa pagina ai tuoi amici
 
FacTus
Living Now

NEWS NORMATIVA

25/9 - IVA agevolata al 10%, si applica per la costruzione di edifici ‘Tupini’

Agenzia delle Entrate: per la detrazione dell’imposta le spese vanno ripartite in base alla destinazione di ogni singola unità immobiliare

25/9 - Fondo Infrastrutture, nel Milleproroghe la soluzione allo stop della Consulta

Le intese con le Regioni si potranno sancire a posteriori. Slitta al 31 dicembre 2018 l'adeguamento antisismico e antincendio nelle scuole


Fibrotubi
Yokis