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AMBIENTE

Sviluppo aree interne, in arrivo 680 milioni di euro

di Alessandra Marra

Il Governo punta a rilanciare i servizi base e le infrastrutture nelle zone lontane dai centri urbani

Vedi Aggiornamento del 07/09/2015
10/07/2015 – In arrivo 680 milioni di euro per le aree interne del nostro Paese; le risorse serviranno per realizzare interventi volti allo sviluppo di queste zone.
 
A darne l’annuncio Claudio De Vincenti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che, alla presentazione delle strategie nazionali per il rilancio delle aree interne, ha dichiarato: “Sviluppare una strategia per queste zone, distanti dai grandi centri abitati, è un interesse nazionale per il Governo perché valorizza le peculiarità del nostro Paese, sia in termini di patrimonio culturale che di attività economiche e culturali locali”.
 

Aree interne, le problematiche

Secondo i dati presentati dal Governo le zone distanti dai grandi centri di agglomerazione e di servizio sono “caratterizzate da traiettorie di sviluppo instabili”. Queste aree, che coprono circa il 30,6% del territorio nazionale e in cui vive circa il 7,6% delle popolazione italiana, distano più di 40 minuti (talora più di 80) da centri che offrono un sistema completo di servizi di base (scuola, salute e mobilità).
 
Inoltre nelle aree interne sono stati riscontrati problemi demografici come l’invecchiamento della popolazione residente e un forte spopolamento. Tuttavia il Governo sottolinea che questa aree posseggono un forte potenziale che va sviluppato.
 

Strategie per le aree interne

La strategia prevede che nel prossimo decennio siano realizzati interventi destinati a migliorare le infrastrutture e i trasporti, rilanciare una serie di servizi, ripristinare le condizioni di cittadinanza e attuare soluzioni per il recupero demografico.
 
Per l’attuazione del programma sono stati stanziati complessivamente 680 milioni di euro, tra risorse nazionali (180 milioni nelle leggi di Stabilità 2014 e 2015) e regionali (500 milioni, una quota dei quali derivata dai fondi europei).
 
Secondo il documento strategico elaborato dal Governo le prime azioni da intraprendere riguarderanno l’adeguamento dei servizi essenziali come scuola, sanità e mobilità; successivamente saranno sviluppati progetti di sviluppo locale volti a tutelare il territorio e valorizzare le risorse naturali, culturali e turistiche.Tutti i progetti partiranno dalle comunità locali secondo un iter di co-progettazione.
 
Per il momento questa strategia sarà sperimentata su 57 aree progetto, ma non s'intende realizzare un intervento straorinario ma per far si che tali strategie portino ad interventi ordinari e strutturali.

© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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Mario Gargani

Ogni governo della storia italiana ha fatto un intervento simile: soldi a pioggia,mal gestiti,mal controllati,con esiti scontati: opere del tutto inutili,che non muovono denaro,che non generano nuovo imponibile,nella fortunata ipotesi che vengano terminate,cosa che non avviene nel 70% dei casi. Denaro buttato al vento, giusto per far contento qualche amministratore locale con qualche micro-serbatoio di voti. E poi non si trova denaro per la Metropolitana di Bologna o per la ferrovia Cagliari-Sassari. Ridicoli.Anzi,molto intelligenti nel tenersi stretta stretta la loro poltroncina.