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NORMATIVA

Edifici abbandonati, il M5S ripropone il fondo da 400 milioni per l’autorecupero

di Alessandra Marra
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Una nuova proposta di legge rilancia il censimento e la riqualificazione degli immobili degradati

Vedi Aggiornamento del 29/06/2017
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28/03/2017 – Favorire la riqualificazione di zone urbane degradate attraverso un fondo da 400 milioni di euro che finanzi l’autorecupero di immobili abbandonati da parte dei cittadini.
 
Questa ciò che ripropone il Movimento 5Stelle (M5S) in un nuovo disegno di legge, presentato a febbraio, che riprende temi e questioni già affrontate in altre due proposte presentate lo scorso anno.

Tutte le norme hanno un unico obiettivo: la creazione di nuovi alloggi senza consumare suolo, migliorando la sicurezza statica e le prestazioni energetiche di edifici di edifici che versano in condizioni di degrado.
 

Immobili abbandonati: fondo per l’autorecupero

Il disegno di legge ripresenta il Fondo da 400 milioni di euro (10 milioni per il 2017 e 390 milioni per il 2018) per l’autorecupero degli immobili abbandonati, non utilizzati o in stato di degrado.
 
Il Fondo finanzierà l’acquisto dei materiali, i costi di progettazione, delle procedure di gara e delle certificazioni, mentre i cittadini del gruppo di autorecupero otterranno un comodato d’uso di 18 anni sulle unità abitative ristrutturate.
 
Secondo quanto si legge nella relazione, le risorse dovrebbero essere recuperate con la riduzione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi delle banche e di altri enti e società finanziari nonché dalla rideterminazione del valore della produzione netta delle banche e di altri enti e società finanziarie. 
 

Recupero patrimonio esistente: come funziona il meccanismo

Le aree da destinare a programmi di autorecupero sono individuate dai Comuni che dovrebbero censire gli immobili ed emanare un avviso pubblico indicando le opere da eseguire e i requisiti per ottenere l’incarico.

Ottenute le proposte dei cittadini il Comune le approva e definisce le fasi essenziali del procedimento di realizzazione, i tempi di esecuzione e lo schema di convenzione con il quale il gruppo si impegna a realizzare l’intervento di recupero in tempi certi.
 
Gli interventi strutturali di messa in sicurezza statica e di riduzione della vulnerabilità sismica degli edifici oggetto di autorecupero sono di competenza del Comune in cui è localizzato l’immobile.
 
Le opere interne agli immobili, comprese quelle relative agli impianti interni e alla loro messa a norma, e tutte le altre opere non relative alle parti comuni e strutturali degli immobili sono di competenza dei gruppi di auto recupero che potranno ricorrere a ditte o a professionisti esterni, con particolare riferimento alle piccole imprese e agli artigiani presenti nel territorio.
 
In questo modo verrebbero creati alloggi senza consumare suolo e gli immobili abbandonati verrebbero riqualificati dal punto di vista statico ed energetico. I proprietari ristrutturerebbero gratis gli immobili abbandonati e, alla scadenza dei 18 anni previsti, rientrerebbero in possesso di edifici sicuri ed utilizzabili.
 
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