AMBIENTE
Il 2017 è l’anno dei borghi, ecco quelli da salvare in Centro Italia
Danneggiati da terremoti o altre calamità, ma ricchi di storia e cultura. Patrimoni architettonici da riscoprire e far tornare a vivere
Vedi Aggiornamento del 06/10/2017
06/02/2017 - È l’anno dei borghi. L’Enit, Agenzia nazionale del turismo, in collaborazione con le Regioni, ha dato il via, con l'hashtag #ItalianVillages, al racconto collettivo della bellezza di un’Italia meno conosciuta, ma più autentica perché fuori dai circuiti del turismo di massa.
Paesi piccoli, arroccati sulle montagne o a picco sul mare che hanno una cosa in comune: il patrimonio storico e architettonico, le tradizioni e, purtroppo, lo spopolamento dovuto a massicci flussi migratori verso condizioni di vita più semplici.
In generale, la riscoperta del valore culturale dei borghi e il progressivo ripopolamento deve fare i conti con la fragilità del territorio. Motivo per cui questi borghi vanno visitati, prima che possano letteralmente scomparire.
Un esempio è costituito dai centri distrutti, o comunque fortemente danneggiati, dai terremoti che, a partire dal 24 agosto 2016, hanno devastato il Centro Italia, privandolo di un enorme patrimonio culturale.
Si tratta di territori in realtà abituati ad eventi sismici e problemi dovuti al dissesto idrogeologico, tanto che centri abbandonati e rovine sono entrati a far parte del paesaggio, ma che fanno tornare attuale il tema della tutela e della prevenzione. Facciamo quindi un viaggio tra otto borghi situati nel cratere dei terremoti.
Foto: borghipiubelliditalia.it
Foto: borghipiubelliditalia.it
Foto: borghipiubelliditalia.it
Foto: borghipiubelliditalia.it
Si trova su un colle roccioso lungo la riva sinistra del fiume Nera, a breve distanza dalla cascata delle Marmore. A causa del terremoto ha subìto crolli e molti monumenti sono stati chiusi.
Foto: borghipiubelliditalia.it
Foto: borghipiubelliditalia.it
Chiudiamo questa breve rassegna con due borghi di fama internazionale praticamente annientati dagli ultimi eventi sismici.
Foto: borghipiubelliditalia.it
Il suo centro storico è stato devastato dal terremoto di ottobre 2016, soprattutto Corso Sertorio e piazza San Benedetto.
Foto: Ansa
Foto: borghipiubelliditalia.it
È stata rasa al suolo dal sisma del 24 agosto e dalle scosse successive. L’intenzione è quella di ricostruirla secondo la logica del “tutto com’era dov’era”.
Foto: Instagram
Paesi piccoli, arroccati sulle montagne o a picco sul mare che hanno una cosa in comune: il patrimonio storico e architettonico, le tradizioni e, purtroppo, lo spopolamento dovuto a massicci flussi migratori verso condizioni di vita più semplici.
In generale, la riscoperta del valore culturale dei borghi e il progressivo ripopolamento deve fare i conti con la fragilità del territorio. Motivo per cui questi borghi vanno visitati, prima che possano letteralmente scomparire.
Un esempio è costituito dai centri distrutti, o comunque fortemente danneggiati, dai terremoti che, a partire dal 24 agosto 2016, hanno devastato il Centro Italia, privandolo di un enorme patrimonio culturale.
Si tratta di territori in realtà abituati ad eventi sismici e problemi dovuti al dissesto idrogeologico, tanto che centri abbandonati e rovine sono entrati a far parte del paesaggio, ma che fanno tornare attuale il tema della tutela e della prevenzione. Facciamo quindi un viaggio tra otto borghi situati nel cratere dei terremoti.
Castelli, Abruzzo
È costituito da un gruppo di case arroccate sullo strapiombo inaccessibile che lo circonda da tre lati. Frane e terremoti nella storia lo hanno sempre messo a dura prova, tanto che nel 1926 è stato eretto un muraglione di protezione che costituisce oggi il Belvedere. È famoso per la produzione di maioliche dipinte. Già nel cratere del terremoto del 2009, ha subìto altri danni all’architettura e alle fabbriche di ceramica con i recenti eventi sismici.Civitella del Tronto, Abruzzo
Ritenuta una delle ultime città borboniche, che si oppose duramente all’unità d’Italia e alle truppe piemontesi, la sua fortezza è una delle più grandi e importanti opere di ingegneria militare d'Europa, caratterizzata da una forma ellittica con un’estensione di 25mila metri quadri ed una lunghezza di oltre 500 metri. I crolli dovuti al terremoto e al maltempo hanno seriamente danneggiato il borgo.Visso, Marche
Nella chiesa di Sant’Agostino sono custoditi sei Idilli manoscritti di Giacomo Leopardi, tra cui “L’Infinito”. I monti Sibillini fanno da sfondo al centro storico che, oltre alla residenza estiva della famiglia Leopardi, ospita numerosi palazzi rinascimentali. Anche in questo caso, i crolli hanno danneggiato la vivace vita culturale.San Ginesio, Marche
Anche in questo caso, il centro storico è quasi incastonato nei monti Sibillini. La chiesa della Collegiata, considerata gioiello della città, è stata seriamente danneggiata dal terremoto e oggi presenta numerose crepe.
Arrone, Umbria
Si trova su un colle roccioso lungo la riva sinistra del fiume Nera, a breve distanza dalla cascata delle Marmore. A causa del terremoto ha subìto crolli e molti monumenti sono stati chiusi.Sellano, Umbria
Risalente all’epoca preromana, è ricco di opere e architetture del Cinquecento. Abituato ai terremoti che nel corso dei secoli hanno sconvolto il territorio, è circondato da centri disabitati e rovine storiche. Dopo il terremoto del 1997, i dintorni hanno un’altra caratteristica: le casette prefabbricate che non sono state mai rimosse. Una disattenzione amministrativa o una dimenticanza tristemente profetica.Chiudiamo questa breve rassegna con due borghi di fama internazionale praticamente annientati dagli ultimi eventi sismici.
Norcia, Umbria
Conosciuta per le architetture del XIII secolo, la tradizione enogastronomica e gli impianti sciistici sulle montagne circostanti.Il suo centro storico è stato devastato dal terremoto di ottobre 2016, soprattutto Corso Sertorio e piazza San Benedetto.
Amatrice
Famosa anche per la tradizione culinaria, era costituita da 7 vie parallele e 2 che si intersecano ortogonalmente, una piazza e un corso principale. Il centro storico era caratterizzato da una serie di fortificazioni.È stata rasa al suolo dal sisma del 24 agosto e dalle scosse successive. L’intenzione è quella di ricostruirla secondo la logica del “tutto com’era dov’era”.