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AMBIENTE

Consumo di suolo, proposta la riduzione del 15% ogni 3 anni

di Alessandra Marra

Lanciata l’ipotesi di rendere decennale la validità delle previsioni urbanistiche che comportano l’utilizzo di nuovo suolo

Vedi Aggiornamento del 18/07/2018
26/10/2017 – Riduzione progressiva del consumo di suolo del 15% ogni tre anni rispetto al consumo di suolo rilevato in precedenza e validità decennale per le previsioni urbanistiche che comportano consumo di suolo.
 
Queste alcune proposte contenute negli emendamenti presentati al ddl sulla lotta al consumo di suolo all’esame, ripreso dopo una pausa lunga più di un anno, delle Commissioni riunite Agricoltura e Territorio in Senato.
 

Limite al consumo di suolo: le proposte presentate

Molti emendamenti presentati mirano alla progressiva riduzione del consumo di suolo, in coerenza con gli obiettivi stabiliti dall'Unione europea circa il traguardo del consumo di suolo pari a zero da raggiungere entro il 2050.
 
In particolare è stata proposta la riduzione pari ad almeno il 15% ogni tre anni rispetto al consumo di suolo rilevato nei tre anni precedenti, sia per la componente permanente, sia per la componente reversibile.
 
Inoltre, è stato proposto che le previsioni urbanistiche che comportino consumo di suolo negli strumenti urbanistici, formati o variati dalla data di entrata in vigore della legge, abbiano validità decennale e, decorso tale termine, senza che le procedure autorizzative per l'attuazione delle stesse siano state avviate, decadano.
 
Infine, viene previsto che, nel caso in cui il Comune non rispetti le percentuali di riduzione del consumo di suolo, non siano consentiti interventi edilizi e che sia considerata illegittima l’approvazione di strumenti urbanistici attuativi che comportino consumo di suolo.
 

Stop consumo di suolo: incentivi alla riqualificazione

Viene proposto di incentivare con opportune misure fiscali gli interventi di rigenerazione urbana di aree urbane degradate attraverso il miglioramento delle condizioni urbanistiche, abitative, socio-economiche, paesaggistiche, ambientali e culturali.
 
L’obiettivo è prevedere forme di intervento organiche relative ad aree urbane degradate, basate sulla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, sul recupero e realizzazione di dotazioni territoriali e di urbanizzazioni, spazi verdi e servizi, sulla tutela degli abitanti e delle attività economiche già presenti.
 
Inoltre, per favorire la rigenerazione dei tessuti urbani si propone che le Regioni definiscono i criteri e modalità di realizzazione del Piano del verde che preveda la realizzazione o il completamento di corridoi ecologici, aree destinate all'agricoltura urbana e periurbana, aree pedonali, piste ciclabili, percorsi per disabili e il soddisfacimento degli standard urbanistici comunali e sovra comunali.
 
Infine, è stata proposta l’individuazione, attorno al perimetro del contesto artificiale e a media densità, di una ‘cintura verde’ con funzioni agricole, ecologico-ambientali, ricreative che possa favorire l'assorbimento delle emissioni di anidride carbonica dall'atmosfera tramite l'incremento e la valorizzazione del patrimonio arboreo.
 
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