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LAVORI PUBBLICI

L’Anac alle PA: ‘per l’efficientamento energetico usate gli appalti pre-commerciali’

di Paola Mammarella
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Cantone illustra questo strumento, idoneo a stimolare l’innovazione anche per banda ultralarga e beni culturali

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21/03/2016 – Efficientamento energetico e lotta ai cambiamenti climatici sono ambiti in cui è utile il ricorso agli appalti pre-commerciali. Lo ha affermato l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), che col comunicato del 9 marzo 2016 è intervenuta per spiegare alle Amministrazioni quando questo strumento è possibile e realmente efficace.
 
Il chiarimento è essenziale dato che questi contratti non devono sottostare alle regole del Codice Appalti, anche se comunque devono rispettare i principi generali di apertura, non discriminazione, economicità, efficacia, concorrenza, parità di trattamento e imparzialità, trasparenza e pubblicità e proporzionalità.
 
Sull’efficacia degli appalti pre-commerciali si è espressa anche la Commissione Europea, che già dal 2007 ha esortato i Paesi membri a sfruttare meglio questo strumento, considerato come stimolo per l’innovazione.
 

Cosa sono gli appalti pre-commerciali

Gli appalti pre-commerciali sono finalizzati alla conclusione di contratti di ricerca e sviluppo e vengono attivati prima della commercializzazione del prodotto. Sostanzialmente servono allo sviluppo di soluzioni innovative, non presenti sul mercato, e alla produzione di quantità limitate di prodotti o servizi sperimentali per risolvere un problema irrisolto e tecnologicamente complesso posto dall’acquirente pubblico.
 
Questi appalti prevedono che il rischio e i benefici siano suddivisi tra committente pubblico e imprese, che ci sia un cofinanziamento da parte delle imprese aggiudicatarie e la clausola di non esclusiva, in base alla quale la stazione appaltante non si riserva l’uso esclusivo dei risultati derivanti dalle attività di ricerca e sviluppo.
 
Un altro elemento caratterizzante è l’obiettivo aleatorio, cioè la mancanza di certezza dell’effettiva riuscita della ricerca.
 

Quando si può ricorrere agli appalti pre-commerciali

Secondo la normativa in vigore, gli appalti pre-commerciali possono essere utilizzati per lo sviluppo delle comunità intelligenti, la produzione di beni pubblici rilevanti, la rete a banda ultralarga, fissa e mobile, la valorizzazione digitale dei beni culturali e paesaggistici, la sostenibilità ambientale, i trasporti e la logistica, la difesa e la sicurezza.
 
A questi casi l’ANAC ha aggiunto l’ambito sanitario, quello dell’efficientamento energetico e della lotta contro i cambiamenti climatici.
 

Appalti pre-commerciali, quando sono vietati

Il ricorso agli appalti pre-commerciali non è consentito quando:
- l’appalto è finalizzato in prevalenza all’acquisto di forniture o lavori di ricerca e sviluppo e l’oggetto della prestazione è rappresentato dallo svolgimento di attività di ricerca e sperimentazione;
- il valore dei prodotti oggetto delle attività di ricerca è superiore al 50% del valore dell’appalto del servizio di ricerca e sviluppo;
- quando l’Amministrazione pone una clausola di utilizzo esclusivo dei prodotti sviluppati con la ricerca. 

 
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