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Edilizia in legno: il cantiere si sposta nel pubblico

Il Secondo Osservatorio sull’edilizia in legno fotografa il sorpasso degli appalti pubblici, spinti da PNRR, studentati e RSA

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05/12/2025 - Il 2024 segna un punto di svolta storico per l'edilizia in legno: il valore della produzione destinata alle opere pubbliche supera per la prima volta quello delle realizzazioni private, uscendo dal perimetro del residenziale e diventando componente strutturale delle politiche nazionali.

È questo il dato che emerge dal Secondo Osservatorio sull’Edilizia in Legno 2025 della Federazione Filiera Legno, che fotografa un settore in piena evoluzione, trainato dagli investimenti del PNRR e dalla crescita di studentati, scuole, RSA e nuove strutture turistico-ricettive.
 

Il sorpasso del pubblico e i numeri del 2024

Nel 2024 l’edilizia in legno entra con decisione nelle strategie pubbliche; il legno non è più confinato all’ambito residenziale avanzato, ma diventa una risorsa strategica per scuole, residenze universitarie, servizi socio-assistenziali e progetti dedicati all’hospitality.

La dinamica dei segmenti è netta: il residenziale privato scende del 9,2% rispetto al 2023, mentre il comparto non residenziale pubblico registra un +20% nel 2024. Le opere accessorie risultano, invece, in calo, penalizzate dalla riduzione degli incentivi per manutenzioni straordinarie.

Nonostante le due voci al ribasso, il fatturato complessivo delle costruzioni in legno rimane sostanzialmente stabile, a conferma di una filiera in grado di compensare il calo del residenziale con l’espansione degli appalti pubblici e delle opere complesse.
 

PNRR e opere complesse: perché il legno è stato premiato

La spinta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in questo contesto, ha avuto un ruolo determinante nel cambio di passo dell’edilizia in legno; i progetti PNRR, infatti, rappresentano il 12% del valore di produzione 2024 dell'intero comparto.

La scelta de legno come tecnologia preferenziale si basa su una serie di motivi concreti:

• rapidità di esecuzione e rispetto dei cronoprogrammi;

• basso impatto cantieristico, utile in contesti urbani sensibili;

• possibilità di gestire soluzioni architettoniche e ingegneristiche complesse;

• allineamento con obiettivi climatici e di decarbonizzazione.

Le prestazioni ambientali, certificate da un bilancio LCA (Life Cycle Assessment) favorevole, si combinano con l’evoluzione dei Criteri Ambientali Minimi, che introducono un criterio premiante per i progetti con almeno il 20% di legno strutturale. Il legno, quindi, non si limita ad essere soltanto una scelta “sostenibile”, ma diventa una leva concreta per incrementare la competitività delle offerte negli appalti pubblici.
 
 

La nuova geografia dell’edilizia in legno in Italia

Il sorpasso del pubblico sul privato si riflette anche nella geografia del costruito in legno. L’Osservatorio evidenzia una redistribuzione del baricentro nazionale:

• il Nord Italia mantiene la leadership con il 51% del costruito;

• il Centro Italia è l’area più dinamica, salendo al 40% delle realizzazioni;

• il Sud Italia raggiunge il 9% che, seppur contenuto, è un dato comunque in crescita rispetto all’anno precedente.

Se in passato l’edilizia in legno era concentrata soprattutto nel residenziale del Nord, oggi, la crescita degli appalti pubblici legati a scuola, hospitality e studentati si manifesta in modo deciso nel Centro Italia, rendendo la tecnologia legno un asset sempre più diffuso su scala nazionale.
 

Tecnologie costruttive e livelli di finitura

Sul fronte delle soluzioni strutturali, il 2024 conferma una duplice leadership tecnologica nell’edilizia in legno:

• le costruzione a telaio raggiungono 53% delle opere e sono in crescita;

• le CLT (Cross-Laminated Timber) rappresentano il 41% delle realizzazioni;

• Blockhaus e altre tecnologie completano il restante 6% complessivo.

Anche la tendenza dei livelli di finitura delle opere realizzate è coerente con il peso crescente degli appalti pubblici:

• 31% degli edifici è consegnato “al grezzo”;

• 48% al grezzo avanzato;

• 21% chiavi in mano.

La prevalenza del grezzo e del grezzo avanzato indica una filiera che presidia principalmente la parte strutturale e involucro, lasciando spesso al committente o ad altri operatori la gestione delle ultime fasi di completamento, soprattutto nei grandi interventi pubblici.
 

2025: il pubblico può arrivare al 60% del fatturato

Secondo il Secondo Osservatorio sull’Edilizia in Legno, il 2025 potrebbe incrementare ulteriormente lo spostamento del baricentro verso il pubblico.

Si prevede, infatti, un altro incremento del 18% per quanto riguarda gli investimenti pubblici, legati alla prosecuzione del PNRR, che fa da contraltare ad una nuova contrazione del residenziale privato, stimata intorno al -10%.

In questo scenario, Federazione Filiera Legno stima che le opere pubbliche potrebbero arrivare a rappresentare fino al 60% del fatturato complessivo del comparto, con una domanda ancora vivace e sostenuta per:

• studentati di nuova generazione;

• RSA e strutture socio-sanitarie;

• complessi turistici ed hospitality con prestazioni energetiche avanzate.
 
 

Dal 2026 EPBD IV e Legge sul Clima guideranno lo sviluppo

Oltre la spinta del PNRR, il futuro dell’edilizia in legno dipenderà sempre più dalle politiche europee. Il recepimento della Direttiva EPBD IV (Energy Performance of Buildings Directive) porterà a una nuova normativa nazionale dedicata all’efficienza energetica e alla decarbonizzazione del patrimonio costruito. 

Allo stesso tempo, la Legge europea sul Clima confermerà l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni nette di gas serra entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990, valorizzando le soluzioni costruttive in legno per la loro capacità di funzionare come serbatoi di carbonio.

Secondo il sentiment espresso dalle imprese associate, questo scenario normativo rafforzerà ulteriormente il ruolo del legno come materiale chiave per l’edilizia dei prossimi anni. 

Non solo perché può sostenere i processi di riqualificazione urbana, ma anche per la sua adattabilità alle opere ingegneristiche più complesse e per il contributo che può offrire all’evoluzione dei piani nazionali per l’abitare in una direzione sempre più sostenibile.
 

Opportunità in un mercato in crescita

Il quadro che emerge dall’Osservatorio è quello di una filiera in forte evoluzione, nella quale l’edilizia in legno potrà consolidare sempre più il proprio ruolo negli appalti pubblici, inserendosi come leva concreta nelle strategie di decarbonizzazione e nelle politiche urbane.

L’edilizia in legno, come confermato dai dati, cessa di essere un segmento di nicchia e diventa uno dei terreni principali su cui si giocherà, nei prossimi anni, la trasformazione del patrimonio edilizio italiano in chiave energetica, ambientale e urbana.