NORMATIVA
Piano Casa, in arrivo la legge nazionale
Nuove norme regionali entro il 31 dicembre, ammessi anche gli edifici condonati
Vedi Aggiornamento del 26/04/2011
11/02/2011 - Riqualificazione urbana, cambi di destinazione d’uso, delocalizzazioni e sostituzione edilizia con premi volumetrici. Sono i contenuti della bozza di decreto legge presentata fuori sacco al Consiglio dei Ministri di martedì scorso dal Ministro Calderoli. Il testo, che potrebbe essere discusso nel prossimo CdM, riporta alla ribalta il Piano Casa, prevedendo semplificazioni in materia di edilizia e urbanistica.
La bozza ripropone l’idea di un Piano Casa centralizzato, regolato da un provvedimento legislativo di rango nazionale col compito di fare da quadro a leggi regionali da emanare entro il 31 dicembre 2011.
Le norme regionali, adottate questa volta sulla base non di una semplice intesa, ma di una legge dello Stato, dovrebbero incentivare la riqualificazione urbana delle aree degradate prevedendo volumetrie aggiuntive, la delocalizzazione degli edifici incongrui in aree diverse e modifiche della sagoma per l’armonizzazione architettonica.
Come già succede, dagli interventi dovrebbero essere esclusi gli immobili abusivi, così come quelli situati all’interno dei centro storici o in aree di inedificabilità assoluta. Rientrerebbero invece gli edifici condonati o per i quali sia stata presentata domanda di sanatoria entro i termini stabiliti dal DL 269/2003. In ogni caso, la bozza di legge quadro impone il rispetto degli standard urbanistici.
Ma dall’Esecutivo arriva anche un’altra direttiva: ammettere il cambio di destinazione d’uso degli immobili, purchè gli utilizzi siano tra loro compatibili o complementari. Non solo. In attesa dell’approvazione delle leggi regionali, ai sensi del Dpr. 380/2001, potrebbe essere rilasciato il permesso di costruire in deroga anche per i cambi di destinazione d’uso.
I Comuni, inoltre, possono prevedere che il rilascio del permesso di costruire per gli edifici residenziali prescinda dalla presentazione della relazione acustica.
Secondo il decreto Calderoli, infine, l’approvazione dei piani attuativi passa dalle competenze del Consiglio Comunale, che già delibera il piano urbanistico generale, a quelle della Giunta.
La bozza ripropone l’idea di un Piano Casa centralizzato, regolato da un provvedimento legislativo di rango nazionale col compito di fare da quadro a leggi regionali da emanare entro il 31 dicembre 2011.
Le norme regionali, adottate questa volta sulla base non di una semplice intesa, ma di una legge dello Stato, dovrebbero incentivare la riqualificazione urbana delle aree degradate prevedendo volumetrie aggiuntive, la delocalizzazione degli edifici incongrui in aree diverse e modifiche della sagoma per l’armonizzazione architettonica.
Come già succede, dagli interventi dovrebbero essere esclusi gli immobili abusivi, così come quelli situati all’interno dei centro storici o in aree di inedificabilità assoluta. Rientrerebbero invece gli edifici condonati o per i quali sia stata presentata domanda di sanatoria entro i termini stabiliti dal DL 269/2003. In ogni caso, la bozza di legge quadro impone il rispetto degli standard urbanistici.
Ma dall’Esecutivo arriva anche un’altra direttiva: ammettere il cambio di destinazione d’uso degli immobili, purchè gli utilizzi siano tra loro compatibili o complementari. Non solo. In attesa dell’approvazione delle leggi regionali, ai sensi del Dpr. 380/2001, potrebbe essere rilasciato il permesso di costruire in deroga anche per i cambi di destinazione d’uso.
I Comuni, inoltre, possono prevedere che il rilascio del permesso di costruire per gli edifici residenziali prescinda dalla presentazione della relazione acustica.
Secondo il decreto Calderoli, infine, l’approvazione dei piani attuativi passa dalle competenze del Consiglio Comunale, che già delibera il piano urbanistico generale, a quelle della Giunta.