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NORMATIVA

Nuovo Piano Casa nazionale, Regioni con meno voce in capitolo

di Paola Mammarella
Commenti 17559

Silenzio assenso nel permesso di costruire per piccoli lavori e ritenuta al 4% su ristrutturazioni e riqualificazioni nel Dl di maggio

Vedi Aggiornamento del 02/05/2011
Commenti 17559
26/04/2011 – Potrebbe essere presentata la prossima settimana la bozza di decreto legge per la liberalizzazione degli interventi di ampliamento e sostituzione edilizia senza interferenze dalle regioni. Il testo, previsto dal Programma nazionale di riforma del Documento di economia e Finanza, dovrebbe anche potenziare il ricorso alla Scia edilizia e ridurre la ritenuta d’acconto sui lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica.
 
Le novità in arrivo col DL
Secondo indiscrezioni di stampa, il ministro Tremonti ha anticipato i contenuti del Dl durante un incontro organizzato dal Consiglio nazionale dei geometri, che avrebbe accolto con favore le novità in arrivo.
 
Sull’onda del Piano Casa per il rilancio del settore edile, potrebbero essere approvati premi volumetrici del 20%, nonché demolizioni e ricostruzioni con un bonus fino al 30%. La novità starebbe però nel minor margine d’azione delle Regioni, che finora hanno posto limiti all’applicazione delle misure in virtù della competenza esclusive in materia di edilizia e urbanistica attribuita loro dalla Costituzione.
 
Desta interesse anche la proposta di abbassare dal 10% al 4% la ritenuta d’acconto sui bonifici corrisposti per interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica che beneficiano della detrazione fiscale del 36% e 55%. La misura, introdotta dal primo luglio 2010 con la manovra estiva, aveva suscitato diverse proteste tra gli addetti ai lavori ed era stata oggetto di pronunce e chiarimenti del Fisco.
 
Nel decreto di maggio potrebbe inoltre rientrare la semplificazione degli appalti, con percentuali fisse per le riserve e le opere compensative.
 
Contenuti in linea con il Programma nazionale di riforma
Il Dl riprenderebbe quindi quanto espresso dal programma nazionale di riforma (Leggi Tutto). Che prevede una norma nazionale per l’autorizzazione di interventi di demolizione e ricostruzione anche con delocalizzazione, e di aumento volumetrico anche con cambio di destinazione d’uso. Alla disposizione statale dovrebbe seguire una serie di leggi regionali. Contrariamente a quanto accaduto nel 2009 e 2010, con la prima versione del Piano Casa, in assenza di un tempestivo intervento normativo della Regione, verrebbe applicata la legge nazionale in base alla clausola di cedevolezza.
 
Rientra nel programma di riforma anche la semplificazione dei titoli abilitativi edilizi, con la proposta di introdurre il silenzio-assenso per il rilascio del permesso di costruire e di estendere la Scia nei piccoli interventi che non implicano incrementi della cubatura.
 
Le reazioni
Si è mostrato critico sul nuovo Piano Casa il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, che avrebbe evidenziato l’assenza di un limite volumetrico, come quello dei mille metri cubi, alle possibilità di intervento degli edifici. A suo avviso, inoltre, gli enti locali avrebbero rispettato in pieno l’accordo Stato – Regioni del primo aprile 2009, sulla base del quale sono state varate le norme regionali.

Più positivi gli addetti ai lavori del settore costruzioni, in attesa di misure per contrastare la crisi economica e alleggerire il carico fiscale.
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Altri commenti
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EZIO

Nel 2005 ho ottenuto il permesso di costruire con relativo parere paesagistico,in terreno di mia proprietà prospicente al mare in zona Ariscianne a Barletta,una villetta per prima casa, sui ruderi di una vecchia costruzione regolarmente accatastata.nella realizzazione il costruttore effettuava ampliamenti non autorizzati espressamente da me ed in variante al progetto originario,per poi estorcermi altro denaro o denunciarmi per abusivismo.Cosa che poi ha fatto ed io ho dovuto denunciarlo per estorsione.Ciò premesso il comune di Barletta a seguito " SUA " denuncia anonima mi intimava l'immediata demolizione delle parti eccedenti anche se importantiper la stabilità della villa,oppure andare in contro ad una confisca da parte della regione. Ho 60 anni e questo era il sogno mio e di mia moglie,dove ho investitoi risparmi di una vita e mi sono indebitato fino alla cima dei capelli.Ora vi chiedo e vi prego di darmi una risposta cosa posso fare per conservare la mia casa visto che non potrei procedere anche volendo ad una demolizione non avendone nemmeno la possibilità economica. grazie

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Alex

Chi mi sa dire con certezza, se costruzione di porticati ( ad uso garage), pavimentazione esterna ( tipo rekord) e verniciatura casa ( sia interne che esterna), se rientrano nella possibilità di usufruire della detrazione del 36%? Bisogna fare "particolari richieste? Grazie. navigatoredelweb@libero.it

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Claudio

con il piano casa, io inserirei la sanatoria di piccole difformità urbanistiche, cioè piccoli ampliamenti volumetrici ad edifici regolarmente concessi. Almeno nella mia provincia MS (TOSCANA), in quanto la buona parte degli edifici risulta parzialmente difforme, il Piano Casa come formulato non è attuabile. Indi per cui io farei questa integrazione, estendendolo anche agli edifici parzialmente difformi.

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roberto59

Ogni volta che vengono date queste notizie l'edilizia si ferma e rallenta in attesa di ricevere una nuova e più energica spinta dalla nuova normativa in itinere. Nel mentre le Regioni come la Campania nicchiano ed accumulano ritardi su ritardi : es legge del 5 gennaio 2011 e linee guida non ancora formulate!! Per non parlare delle Province (es SALERNO) che con un Piano Territoriale Provinciale cerca di bloccare tutto quello che è stato concesso dai Comuni con i nuovi PUC e dalla Regione :ASSURDO ,INAUDITO ed...IMPOPOLARE !! Le assurde lotte interne portano a questo e ad altro...intanto le imprese del Sud continuano a morire.

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ditano

www.ditano.it Se vi è del residuo di voumetria da sfruttare il Piano casa non è applicabile, salvo diverse disposizioni - ma ritengo non ci siano - delle regioni.

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Quesito

Vorrei sapere se nel caso di una abitazione che ha sfruttato parte dell'infice edilizio, la rimanente parte dell'indice da sfruttare sia sommabile al premio di cubatura sull'esistente. Secondo me dovrebbe essere così ma vorrei saperlo con certezza perchè è importante per decidere se mi conviene o no realizzare l'inervento.

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ANNAMARTA

per gli interventi di demolizione e ricostruzione con ampliamento attualmente l'Agenzia delle Entrate esclude la possibilità di utilizzare le detrazioni fiscali del 55 e 36% per il risparmio energetico e le ristrutturazioni. Essendo gli interventi più onerosi è indispensabile dare una "spinta". Temo che tutto rimarrà tale e assisteremo all'ennesimo bluff......


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