RISPARMIO ENERGETICO
La Direttiva Case Green lancia la sfida al settore edilizio
Nel Report del Politecnico di Milano per il MIBA lo stato dell’arte su opportunità e prospettive per le costruzioni
Vedi Aggiornamento del 28/10/2025
25/11/2024 - Ormai ci siamo: la Direttiva Case Green impone che le nuove costruzioni siano a “emissioni zero” entro il 2030, mentre i vecchi edifici dovranno ridurre decisamente consumi ed emissioni.
La riqualificazione dell’involucro, degli impianti e delle tecnologie diventa un obbligo ma anche una opportunità di sviluppo per tutti i settori del comparto delle costruzioni.
Se ne è parlato la scorsa settimana nel corso della presentazione di MIBA - Milan International Building Alliance 2025, hub internazionale di riferimento per la progettazione, la costruzione e la riqualificazione di edifici e città che si terrà dal 19 al 21 novembre 2025 a Fiera Milano (Rho).
in questa occasione, Fiera Milano ha presentato l’Osservatorio MIBA, uno studio redatto da Niccolò Aste, Claudio Del Pero e Fabrizio Leonforte, professori del DABC, Politecnico di Milano, che indaga lo stato dell’arte 2024 su opportunità e prospettive della Direttiva Case Green.
Il documento ricorda che mai come oggi il settore edilizio si dimostra strettamente interconnesso all’economia, all’occupazione e al benessere collettivo, rivestendo un ruolo cruciale nelle strategie di ripresa e sostenibilità a livello nazionale ed internazionale.
Tuttavia, l’età avanzata del patrimonio edilizio, con un tasso di rinnovo annuo di appena l’1%, rappresenta una sfida enorme, soprattutto in Italia, dove molte città hanno origini storiche e gli edifici non rispondono più agli standard di funzionalità, efficienza, sicurezza, accessibilità e digitalizzazione.
Il 75% del patrimonio edilizio europeo è inefficiente dal punto di vista energetico e oltre l’85% degli edifici oggi in uso continuerà ad esserlo nel 2050.
Questa situazione, aggravata dagli effetti del cambiamento climatico, richiede interventi urgenti per migliorare la resilienza degli edifici e ridurre i consumi energetici, in particolare per il raffrescamento estivo.
Per rispondere a queste esigenze, la strategia europea Renovation Wave mira a stimolare il rinnovamento edilizio attraverso misure mirate, tra cui incentivi economici, assistenza tecnica agli attori locali e promozione di edifici intelligenti e sostenibili.
A supporto di questa strategia, la Direttiva EPBD IV (Energy Performance of Buildings Directive), approvata nel 2024 e da attuare entro il 2026, introduce obiettivi ambiziosi per la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas serra.
La Direttiva Case Green stabilisce che:
- gli edifici di nuova costruzione dovranno passare dallo standard ‘energia quasi zero’ a quello ‘emissioni zero’ (Zero Emission Building - ZEMB) entro il 2030;
- per gli edifici residenziali esistenti, si richiede una riduzione del consumo energetico del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035;
- per gli edifici non residenziali, sono previsti requisiti minimi e progressivi che dovranno efficientare almeno il 26% del parco edilizio entro il 2033.
- Scenario conservativo (BAU): si ipotizza un'applicazione minima delle misure, con investimenti annui pari a 84 miliardi di euro e un risparmio energetico limitato al 65% degli obiettivi fissati per il 2035.
- Scenario normativo (Policy-Driven): prevede un'applicazione piena ed efficace della Direttiva, con investimenti annuali medi di 95,5 miliardi di euro e un incremento del 13% rispetto allo scenario BAU. Gli obiettivi energetici al 2035 verrebbero pienamente raggiunti.
- Scenario ambizioso (Ambitious): si ipotizza una forte incentivazione statale e una piena consapevolezza del mercato sui temi green, con investimenti annuali di 102,5 miliardi di euro e un incremento del 22% rispetto al BAU. Questo scenario mobiliterebbe risorse significative, favorendo innovazione e sostenibilità nel settore edilizio.
Nonostante i benefici attesi, l’implementazione della Direttiva richiede investimenti consistenti e un’efficace pianificazione normativa. Il Report sottolinea che per ogni euro investito in lavori edili, almeno il 40% rientra all’erario, dimostrando che l’applicazione della Direttiva potrebbe trasformarsi da costo a opportunità di investimento.
Inoltre, l’uso di strumenti finanziari innovativi, come i ‘mutui green’ e le Energy Service Company (ESCO), può facilitare l’accesso ai fondi necessari.
- Materiali sostenibili: L’adozione di materiali isolanti e serramenti innovativi è centrale per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica.
- Fonti rinnovabili: Il mercato del fotovoltaico integrato negli edifici (BIPV) è previsto in forte crescita, con un potenziale fatturato di oltre 3 miliardi di euro al 2030 in Italia.
- Edifici intelligenti: L'integrazione di sistemi di gestione automatizzata dell'energia (BACS) e tecnologie per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) favorirà una gestione più efficiente dell'energia.
La Direttiva Case Green, concludono gli autori, rappresenta una sfida ed un'opportunità per l’Europa e per tutti gli Strati membri perché, se da un lato impone investimenti significativi nel settore edilizio, dall’altro promuove l’innovazione e la sostenibilità, elementi fondamentali per lo sviluppo del settore edilizio.
La riqualificazione dell’involucro, degli impianti e delle tecnologie diventa un obbligo ma anche una opportunità di sviluppo per tutti i settori del comparto delle costruzioni.
Se ne è parlato la scorsa settimana nel corso della presentazione di MIBA - Milan International Building Alliance 2025, hub internazionale di riferimento per la progettazione, la costruzione e la riqualificazione di edifici e città che si terrà dal 19 al 21 novembre 2025 a Fiera Milano (Rho).
in questa occasione, Fiera Milano ha presentato l’Osservatorio MIBA, uno studio redatto da Niccolò Aste, Claudio Del Pero e Fabrizio Leonforte, professori del DABC, Politecnico di Milano, che indaga lo stato dell’arte 2024 su opportunità e prospettive della Direttiva Case Green.
Il documento ricorda che mai come oggi il settore edilizio si dimostra strettamente interconnesso all’economia, all’occupazione e al benessere collettivo, rivestendo un ruolo cruciale nelle strategie di ripresa e sostenibilità a livello nazionale ed internazionale.
Tuttavia, l’età avanzata del patrimonio edilizio, con un tasso di rinnovo annuo di appena l’1%, rappresenta una sfida enorme, soprattutto in Italia, dove molte città hanno origini storiche e gli edifici non rispondono più agli standard di funzionalità, efficienza, sicurezza, accessibilità e digitalizzazione.
Il 75% del patrimonio edilizio europeo è inefficiente dal punto di vista energetico e oltre l’85% degli edifici oggi in uso continuerà ad esserlo nel 2050.
Questa situazione, aggravata dagli effetti del cambiamento climatico, richiede interventi urgenti per migliorare la resilienza degli edifici e ridurre i consumi energetici, in particolare per il raffrescamento estivo.
Renovation Wave e Direttiva Case Green
Per rispondere a queste esigenze, la strategia europea Renovation Wave mira a stimolare il rinnovamento edilizio attraverso misure mirate, tra cui incentivi economici, assistenza tecnica agli attori locali e promozione di edifici intelligenti e sostenibili.A supporto di questa strategia, la Direttiva EPBD IV (Energy Performance of Buildings Directive), approvata nel 2024 e da attuare entro il 2026, introduce obiettivi ambiziosi per la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas serra.
La Direttiva Case Green stabilisce che:
- gli edifici di nuova costruzione dovranno passare dallo standard ‘energia quasi zero’ a quello ‘emissioni zero’ (Zero Emission Building - ZEMB) entro il 2030;
- per gli edifici residenziali esistenti, si richiede una riduzione del consumo energetico del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035;
- per gli edifici non residenziali, sono previsti requisiti minimi e progressivi che dovranno efficientare almeno il 26% del parco edilizio entro il 2033.
Direttiva Case Green, scenari di applicazione
Il Report MIBA delinea tre scenari per il recepimento della Direttiva:- Scenario conservativo (BAU): si ipotizza un'applicazione minima delle misure, con investimenti annui pari a 84 miliardi di euro e un risparmio energetico limitato al 65% degli obiettivi fissati per il 2035.
- Scenario normativo (Policy-Driven): prevede un'applicazione piena ed efficace della Direttiva, con investimenti annuali medi di 95,5 miliardi di euro e un incremento del 13% rispetto allo scenario BAU. Gli obiettivi energetici al 2035 verrebbero pienamente raggiunti.
- Scenario ambizioso (Ambitious): si ipotizza una forte incentivazione statale e una piena consapevolezza del mercato sui temi green, con investimenti annuali di 102,5 miliardi di euro e un incremento del 22% rispetto al BAU. Questo scenario mobiliterebbe risorse significative, favorendo innovazione e sostenibilità nel settore edilizio.
Sfide economiche e opportunità di sviluppo
Nonostante i benefici attesi, l’implementazione della Direttiva richiede investimenti consistenti e un’efficace pianificazione normativa. Il Report sottolinea che per ogni euro investito in lavori edili, almeno il 40% rientra all’erario, dimostrando che l’applicazione della Direttiva potrebbe trasformarsi da costo a opportunità di investimento.Inoltre, l’uso di strumenti finanziari innovativi, come i ‘mutui green’ e le Energy Service Company (ESCO), può facilitare l’accesso ai fondi necessari.
Tecnologie e innovazione
La Direttiva Case Green promuove soluzioni tecnologiche avanzate, tra cui:- Materiali sostenibili: L’adozione di materiali isolanti e serramenti innovativi è centrale per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica.
- Fonti rinnovabili: Il mercato del fotovoltaico integrato negli edifici (BIPV) è previsto in forte crescita, con un potenziale fatturato di oltre 3 miliardi di euro al 2030 in Italia.
- Edifici intelligenti: L'integrazione di sistemi di gestione automatizzata dell'energia (BACS) e tecnologie per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) favorirà una gestione più efficiente dell'energia.
La Direttiva Case Green, concludono gli autori, rappresenta una sfida ed un'opportunità per l’Europa e per tutti gli Strati membri perché, se da un lato impone investimenti significativi nel settore edilizio, dall’altro promuove l’innovazione e la sostenibilità, elementi fondamentali per lo sviluppo del settore edilizio.