AMBIENTE
Misure per efficientare gli impianti di riscaldamento nel Piano nazionale per la qualità dell’aria
Pubblicato il Programma da 2,4 miliardi di euro: investimenti contro l’inquinamento atmosferico e per l’adeguamento dell’Italia agli obblighi ambientali UE
Vedi Aggiornamento del 12/01/2026
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Piano d’Azione Nazionale per il Miglioramento della Qualità dell’Aria, il programma da 2,4 miliardi di euro che mira a ridurre l’inquinamento atmosferico nei territori italiani più critici, in linea con le direttive europee.
L’Italia è attualmente soggetta a tre procedure d’infrazione da parte della Commissione europea per il superamento sistematico dei limiti di PM10 e biossido di azoto (NO₂), in particolare nelle aree urbane della Pianura Padana e di altri agglomerati critici.
Il Piano approvato rappresenta la risposta strutturata a queste infrazioni, con l’obiettivo di evitare sanzioni economiche e garantire una migliore qualità dell’aria a livello nazionale. Adottoato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 20 giugno 2025, il Piano ha una durata di 24 mesi dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, con possibilità di proroga fino a ulteriori 24 mesi.
Il Piano d’Azione Nazionale per il Miglioramento della Qualità dell’Aria individua quattro ambiti prioritari: agricoltura, mobilità sostenibile, riscaldamento civile e azioni trasversali di sistema.
Un alto aspetto cruciale è la semplificazione delle ispezioni e degli accertamenti e delle operazioni di accatastamento e tracciamento dei nuovi impianti termici civili acquistati, anche tramite l'apposizione di QR code sulle confezioni di vendita.
La erogazione di incentivi (come detrazioni fiscali o Conto Termico) per la sostituzione dei generatori di calore sarà vincolata al corretto accatastamento del nuovo impianto sui catasti regionali.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha destinato 800 milioni di euro ai Comuni per interventi volti ad incentivare gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro tramite mezzi sostenibili; potenziare il trasporto pubblico locale e i servizi di sharing mobility; realizzare infrastrutture per la mobilità ciclabile e percorsi pedonali sicuri.
Per i porti, si punta sull’elettrificazione delle banchine con il cosiddetto cold ironing (alimentazione da terra per navi attraccate), attraverso una riduzione specifica degli oneri di sistema per gli operatori che investono in queste tecnologie. Un’opportunità che incrocia direttamente le filiere dell’edilizia impiantistica e della progettazione di reti infrastrutturali.
Il Piano sarà attuato attraverso una governance multilivello, con una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio e il coinvolgimento attivo di ministeri, Regioni, Province e Comuni. Il sistema sarà supportato da: un monitoraggio centralizzato affidato a ISPRA, campagne di comunicazione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, indicatori di efficacia per ciascuna misura, con la possibilità di proroga dopo 24 mesi in base ai risultati raggiunti.
Il settore edilizio è quindi chiamato a contribuire in modo diretto all’attuazione del Piano, attraverso soluzioni progettuali che migliorino la qualità dell’aria intervenendo sul costruito, in linea con i criteri ambientali e prestazionali già promossi da altri strumenti di pianificazione e finanziamento.
L’Italia è attualmente soggetta a tre procedure d’infrazione da parte della Commissione europea per il superamento sistematico dei limiti di PM10 e biossido di azoto (NO₂), in particolare nelle aree urbane della Pianura Padana e di altri agglomerati critici.
Il Piano approvato rappresenta la risposta strutturata a queste infrazioni, con l’obiettivo di evitare sanzioni economiche e garantire una migliore qualità dell’aria a livello nazionale. Adottoato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 20 giugno 2025, il Piano ha una durata di 24 mesi dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, con possibilità di proroga fino a ulteriori 24 mesi.
Il Piano d’Azione Nazionale per il Miglioramento della Qualità dell’Aria individua quattro ambiti prioritari: agricoltura, mobilità sostenibile, riscaldamento civile e azioni trasversali di sistema.
Riscaldamento civile: incentivi per impianti efficienti
Il Piano affronta in modo diretto uno dei principali nodi dell’inquinamento domestico: il riscaldamento degli edifici. In particolare, saranno promosse misure per favorire la sostituzione di vecchi impianti termici civili a biomasse con classificazione pari o inferiore a 3 stelle con sistemi di qualità 5 stelle o superiori e pompe di calore, eventualmente accoppiati con fotovoltaico.
Verrà destinato un finanziamento fino a un massimo di 100 milioni di euro, cumulabili con il Conto Termico. L'avvio dei programmi incentivanti è previsto entro centottanta giorni dall'entrata in vigore del piano e avrà una durata di due anni.
Riduzione delle emissioni inquinanti da caldaie a biomassa
Il Piano prevede il rafforzamento dei controlli sugli impianti esistenti, in modo da disincentivare l’uso di dispositivi inquinanti e non conformi. Si prevede l'aggiornamento delle classi di qualità per la certificazione dei generatori di calore a biomasse combustibili solide, la modifica della normativa per consentire la commercializzazione di biocombustibili legnosi solo se certificati e informazioni per gli utenti sulle corrette modalità di gestione degli impianti termici civili alimentati a biomasse legnose o legna da ardere.Un alto aspetto cruciale è la semplificazione delle ispezioni e degli accertamenti e delle operazioni di accatastamento e tracciamento dei nuovi impianti termici civili acquistati, anche tramite l'apposizione di QR code sulle confezioni di vendita.
La erogazione di incentivi (come detrazioni fiscali o Conto Termico) per la sostituzione dei generatori di calore sarà vincolata al corretto accatastamento del nuovo impianto sui catasti regionali.
Parco Agrisolare per per migliorare la qualità dell’aria
Il Piano nazionale per la qualità dell’aria contempla il Parco Agrisolare, il programma di finanziamento destinato all'acquisto e alla posa in opera di pannelli fotovoltaici sui tetti di fabbricati strumentali all'attività agricola, zootecnica e agroindustriale, con risorse pari a 2350 milioni di euro a valere sulle risorse PNRR. Sebbene siano rivolti al settore agricolo, questi interventi riguardano la struttura e l'efficientamento energetico degli edifici rurali. La tempistica per questo programma di finanziamento è stabilita entro il 30 giugno 2026.800 milioni ai Comuni per una mobilità urbana più sostenibile
Un pilastro importante del Piano riguarda gli investimenti per la mobilità sostenibile, ambito fortemente connesso al settore edilizio e alla riqualificazione degli spazi pubblici urbani.Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha destinato 800 milioni di euro ai Comuni per interventi volti ad incentivare gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro tramite mezzi sostenibili; potenziare il trasporto pubblico locale e i servizi di sharing mobility; realizzare infrastrutture per la mobilità ciclabile e percorsi pedonali sicuri.
Per i porti, si punta sull’elettrificazione delle banchine con il cosiddetto cold ironing (alimentazione da terra per navi attraccate), attraverso una riduzione specifica degli oneri di sistema per gli operatori che investono in queste tecnologie. Un’opportunità che incrocia direttamente le filiere dell’edilizia impiantistica e della progettazione di reti infrastrutturali.
Piano nazionale per la qualità dell’aria, la governance
Si tratta di interventi cruciali non solo in chiave ambientale, ma anche sotto il profilo energetico ed economico, perché favoriscono il contenimento dei consumi e dei costi in bolletta per le famiglie. In parallelo, si sostengono le filiere produttive e installative di impianti e materiali ad alte prestazioni, generando ricadute occupazionali e di innovazione tecnologica nel settore edilizio.Il Piano sarà attuato attraverso una governance multilivello, con una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio e il coinvolgimento attivo di ministeri, Regioni, Province e Comuni. Il sistema sarà supportato da: un monitoraggio centralizzato affidato a ISPRA, campagne di comunicazione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, indicatori di efficacia per ciascuna misura, con la possibilità di proroga dopo 24 mesi in base ai risultati raggiunti.
Continuità con gli obiettivi di rigenerazione urbana e transizione ecologica
Le misure previste dal Piano per la Qualità dell’Aria si inseriscono in un quadro più ampio di politiche pubbliche che, negli ultimi anni, hanno promosso la riduzione delle emissioni in ambito urbano e il miglioramento della vivibilità degli spazi costruiti.Il settore edilizio è quindi chiamato a contribuire in modo diretto all’attuazione del Piano, attraverso soluzioni progettuali che migliorino la qualità dell’aria intervenendo sul costruito, in linea con i criteri ambientali e prestazionali già promossi da altri strumenti di pianificazione e finanziamento.