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Demolizione e ricostruzione in zona vincolata, Inarsind scrive al ministro Giovannini

di Rossella Calabrese

Il sindacato: ‘essere in zona a vincolo paesaggistico non può bloccare l’edilizia migliorativa di immobili non vincolati e fatiscenti’

Foto: Alessandro Mascheroni © 123RF.com
13/12/2021 - Inarsind, Associazione Sindacale di Architetti ed Ingegneri Liberi Professionisti, interviene sul recente dibattito riguardante la demolizione e ricostruzione con diversa sagoma e volume, intesa come ristrutturazione edilizia, in area sottoposta a vincolo paesaggistico.
 
E lo fa inviando una nota al Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini.
 
Inarsind richiama il parere reso dal Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac), secondo il quale con il termine ‘immobili’, il legislatore intende “sia gli ambiti sottoposti a vincolo in quanto tali, sia gli edifici ricompresi nei medesimi ambiti”, ed ancora “intende preservare la conformazione dello stato dei luoghi, salvaguardando il territorio da qualsiasi trasformazione che sia esteticamente percepibile, e include, pertanto, anche gli interventi realizzati su edifici compresi in ambiti vincolati nel loro complesso”.
 

Il Mibac - spiega il sindacato - ha imposto la tutela anche ad edifici di dubbia qualità estetica e funzionale, costruiti nella maggior parte dei casi negli ultimi 40 anni, da conservare nella loro configurazione originaria soltanto perché ricadenti in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, impedendone la ricostruzione con canoni estetici e funzionali finalizzati a  migliorare quel paesaggio che si vuole tutelare.
 
Inarsind ritiene che, qualora il legislatore avesse voluto davvero includere gli immobili in area sottoposta a tutela paesaggistica alla limitazione normativa, avrebbe fatto riferimento espressamente agli articoli 134 (Beni paesaggistici), 136 (Immobili ed aree di notevole interesse pubblico) e 142 (aree tutelate per legge) del Codice, eliminando così qualsiasi ragionevole dubbio.
 
L’Inarsind auspica l’attenzione del Ministro ed un approfondimento della materia, che potrà giovarsi del lavoro della Commissione di esperti istituita per la più complessiva revisione del DPR 380/2001 ed a cui lo stesso Inarsind ha chiesto venga sottoposta la nota inviata.
 

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Altri commenti
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Luigi Raimondo

E' assolutamente inaccettabile l'irresponsabile silenzio del Ministero sul punto, atteso l'enorme danno che arreca al territorio e a quanti vorrebbero demolire e ricostruire ruderi di loro proprietà che deturpano il paesaggio. Una contraddizione che attesta l'assoluta mancanza di sensibilità e responsabilità della nostra classe politica e l'ignavia dei funzionari preposti a livello centrale e sul territorio, pur essendo a conoscenza che diverse Sovrintendenze hanno debitamente evidenziato lìassurda problematica. E' necessaria ed opportuna una ancor più eclatante denuncia del problema!!!!


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