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Superbonus in 10 anni e stop alla compensazione con i contributi previdenziali

Superbonus in 10 anni e stop alla compensazione con i contributi previdenziali

Presentato l’emendamento del Governo. L’altra novità: il bonus ristrutturazioni scende dal 50% al 30% dal 2028. Ance: ‘resta il nodo retroattività’. Da CNI ‘forte perplessità’ per le cifre

Vedi Aggiornamento del 23/05/2024
Superbonus in 10 anni e stop alla compensazione con i contributi previdenziali - Foto: eunika 123rf.com
Superbonus in 10 anni e stop alla compensazione con i contributi previdenziali - Foto: eunika 123rf.com
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 23/05/2024
13/05/2024 - Recupero in 10 anni anziché in 4 dei crediti superbonus relativi alle spese sostenute nel 2024 e nel 2025, comprese quelle per il sismabonus; stop per le banche dal 2025 alla compensazione di tutti i crediti di imposta con i debiti previdenziali; riduzione del bonus ristrutturazioni dal 50% al 30% dal 2028.
 
Sono i principali contenuti dell’atteso emendamento del Governo al Decreto Superbonus, depositato nella notte tra venerdì 10 e sabato 11 maggio in Senato.
 

Superbonus in 10 anni per 12 miliardi di euro

Saranno detraibili obbligatoriamente in 10 anni le detrazioni superbonus relative alle spese sostenute a partire dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, e quindi negli anni 2024 e 2025. La legislazione vigente prevede la fruizione per tali detrazioni in 4 rate con un’aliquota pari al 70% per il 2024 e al 65% per l’anno 2025.
 
Considerate le detrazioni fruibili per il 2024, pari a circa 6,2 miliardi di euro, e per il 2025, pari a circa 5,8 miliardi di euro, scontati nelle previsioni di Bilancio, il Governo stima un ammontare di 12 miliardi di euro di crediti interessati dall’allungamento del periodo di recupero.
 
L’estensione della detraibilità a 10 rate, rispetto alle vigenti 5 rate si applicherà anche:
 
- alle spese per interventi di rafforzamento di misure antisismiche (sismabonus) per l’anno 2024, con aliquota del 50%, 70%, 80%, 75%, 85%, per le quali si stima un ammontare di detrazione di circa 224,3 milioni di euro;
 
- alle spese relative agli interventi finalizzati al superamento e all’eliminazione delle barriere architettoniche, per gli anni 2024 e 2025, a cui si applica l’aliquota del 75%, per un ammontare stimato di circa 828,9 milioni di euro.
 

Ance: ‘ridotto l’impatto annunciato ma resta il nodo retroattività’

“Bene che l’emendamento presentato dal Governo abbia tenuto conto delle perplessità sollevate nelle scorse ore e sia stato arginato l’impatto che sulla base delle prime dichiarazioni risultava devastante per imprese, cittadini e banche”. È il commento della presidente Ance, Federica Brancaccio, alla lettura dell’emendamento del Governo al dl Superbonus relativo all’obbligo di spalmare le detrazioni in 10 anni.
 
“Resta, comunque, il nodo della retroattività e di eventuali conseguenze indirette che ci troveremo ad affrontare per l’ennesimo cambio di regole (32 modifiche finora) in corsa”, continua la presidente dei costruttori, che conclude: “ci auguriamo, visto il quadro ormai chiaro, che questa ulteriore correzione sia almeno l’ultima e definitiva”.
 
  

Dal CNI ‘forte perplessità’ per le cifre

Inoltre, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri esprime “una forte perplessità nei confronti delle cifre relative al Superbonus, sovente sbandierate al fine di giustificare gli interventi a tutela della finanza pubblica. Non si precisa mai abbastanza, ad esempio, che le citate altisonanti spese a carico dello Stato si riferiscono alla totalità dei Bonus e non al solo Superbonus”.
 
“Inoltre, non si dice mai che si tratta di cifre lorde, alle quali andrebbero sottratte l’IVA e l’IRPEF versate su quegli importi da proprietari di immobili ed operatori interessati. In generale non vengono mai calcolati i ritorni, diretti e indiretti, che la spesa per Superbonus ha generato in termini di crescita del Pil, crescita dell’occupazione, crescita del gettito fiscale ed emersione di attività in nero”.
 
“Al di là di ogni valutazione di merito di quello che è stata l’esperienza del Superbonus, come CNI gradiremmo che il Governo riferisse dati precisi e certi su quella che è la reale spesa netta a carico dello Stato, perché soltanto basandosi su dati inconfutabili si potrà rendere concreta ogni possibile valutazione su come si potranno configurare eventuali futuri bonus, a nostro avviso necessari per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalle recenti direttive europee”.
 

Stop alla compensazione di contributi e premi dal 2025

Dal 1° gennaio 2025 alle banche sarà vietato compensare i crediti di imposta derivanti dai bonus edilizi con i contributi previdenziali, assistenziali e con i premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. In caso di violazione del divieto, il Fisco recupererà il credito compensato e comminerà una sanzione.
 

Stop alla cessione di rate residue

Per i contribuenti che abbiano fruito dei bonus edilizi sotto forma di detrazione Irpef, viene eliminata la possibilità di scegliere la cessione del credito per le rate residue non ancora fruite. Rispetto alla legislazione vigente, la nuova misura lascia vincolato l’utilizzo dei bonus edilizi alla sola forma della detrazione Irpef, non consentendo di “trasformare” le agevolazioni in credito d’imposta cedibile.
 
 

Ai Comuni controllori il 50% delle somme recuperate

I Comuni potranno segnalare alla Guardia di finanza e all’Agenzia delle entrate interventi edilizi totalmente o parzialmente inesistenti che hanno generato indebite agevolazioni fiscali. I Comuni che effettuano le segnalazioni incasseranno il 50% dei tributi statali riscossi e delle relative sanzioni civili applicate ai trasgressori.
 

Contributi a fondo perduto per aree sismiche e Onlus

L’emendamento istituisce 2 fondi:
- il primo da 35 milioni di euro per il 2025 destinato agli interventi di riqualificazione nelle aree interessate dalla ricostruzione nei territori colpiti da eventi sismici;
- il secondo da 100 milioni di euro per il 2025 per la riqualificazione energetica e strutturale realizzata da enti del terzo settore, Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale.
 

Bonus ristrutturazioni al 30% dal 2028

A partire dal 1° gennaio 2028 l’aliquota del bonus ristrutturazione verrà ridotta al 30%. Ricordiamo che l’aliquota ordinaria della detrazione per interventi di recupero edilizio e di riqualificazione energetica di cui all’articolo 16-bis del TUIR è pari al 36% e che negli ultimi anni è stata innalzata al 50%. Alla scadenza dell’aliquota rafforzata, fine 2024, il bonus tornerà dunque al 36% per il triennio 2025-2027 e poi scenderà di 6 punti, cioè al 30%, salvo nuove modifiche normative.
 
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