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Rendimento energetico edifici: richiamo della UE per l’Italia

Rendimento energetico edifici: richiamo della UE per l’Italia

Per la Commissione Europea la normativa italiana non risponde alla direttiva 2002/91/CE

Vedi Aggiornamento del 18/06/2013
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 18/06/2013
25/11/2010 - La Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione a carico dell’Italia per la non completa applicazione della normativa comunitaria in materia di rendimento energetico degli edifici.
 
Nella richiesta formale, inviata ieri da Bruxelles, la Commissione UE ricorda che la normativa comunitaria - in particolare la Direttiva 2002/91/CE - ha lo scopo di consentire ai cittadini europei di ottenere tutte le informazioni utili sugli edifici che acquistano o affittano. Secondo la UE, le disposizioni della legislazione italiana in materia di rilascio degli attestati di rendimento energetico degli edifici non rispondono alle norme fissate dalla direttiva.
 
Inoltre, la direttiva dispone che gli Stati membri adottino un sistema di ispezioni periodiche delle caldaie e degli impianti di climatizzazione per valutarne il rendimento. Anche in questo caso l’Italia - secondo Bruxelles - non ha inoltre adottato alcuna misura relativa all’obbligo di ispezioni.
 
Destinataria della procedura di infrazione, insieme con l’Italia, è anche la Spagna. Se entro due mesi non saranno adottate misure per garantire l’adeguamento, la Commissione potrebbe decidere di citare gli Stati membri dinanzi alla Corte di Giustizia.
 
 
Ricordiamo che nel maggio 2009, la Commissione Europea ha messo in mora l’Italia per la cancellazione dell’obbligo di allegare il certificato di rendimento energetico agli atti di compravendita degli immobili, introdotta dall’art. 35 della legge 133/2008 (leggi tutto).
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