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Rendimento energetico edifici: richiamo della UE per l’Italia

di Rossella Calabrese

Per la Commissione Europea la normativa italiana non risponde alla direttiva 2002/91/CE

Vedi Aggiornamento del 18/06/2013
Commenti 15820
25/11/2010 - La Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione a carico dell’Italia per la non completa applicazione della normativa comunitaria in materia di rendimento energetico degli edifici.
 
Nella richiesta formale, inviata ieri da Bruxelles, la Commissione UE ricorda che la normativa comunitaria - in particolare la Direttiva 2002/91/CE - ha lo scopo di consentire ai cittadini europei di ottenere tutte le informazioni utili sugli edifici che acquistano o affittano. Secondo la UE, le disposizioni della legislazione italiana in materia di rilascio degli attestati di rendimento energetico degli edifici non rispondono alle norme fissate dalla direttiva.
 
Inoltre, la direttiva dispone che gli Stati membri adottino un sistema di ispezioni periodiche delle caldaie e degli impianti di climatizzazione per valutarne il rendimento. Anche in questo caso l’Italia - secondo Bruxelles - non ha inoltre adottato alcuna misura relativa all’obbligo di ispezioni.
 
Destinataria della procedura di infrazione, insieme con l’Italia, è anche la Spagna. Se entro due mesi non saranno adottate misure per garantire l’adeguamento, la Commissione potrebbe decidere di citare gli Stati membri dinanzi alla Corte di Giustizia.
 
 
Ricordiamo che nel maggio 2009, la Commissione Europea ha messo in mora l’Italia per la cancellazione dell’obbligo di allegare il certificato di rendimento energetico agli atti di compravendita degli immobili, introdotta dall’art. 35 della legge 133/2008 (leggi tutto).

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Altri commenti
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Pier Angelo

Non capisco perche' non esiste una legge nazionale per tutti. Se io certifico un edificio sulla sponda del Po in Emilia Romagna e lo stesso edificio sull'altra sponda, cioe' in Veneto, mi viene fuori lo stesso indice di prestazione energetica? Perche' le regioni hanno leggi proprie se lo scopo del ACE e' solo quello di informare il cittadino (che non sa niente) sul l'efficienza dell'edificio? Magari l'indice B da una parte o dall'altra del Po hanno significati diversi.

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gianni

vivo in puglia e so bene cosa sia successo quando i professionisti iscritti agli ordini si sono rivoltati contro quando la regione decideva di fargli fare dei corsi specifici per attestare la certificazione energetica el certificazione di sostenibilita' ambientale con il progetto ITACA . cococrdo con tutti i commenti sovraesposti . e' le lobby delle coorporazioni in italia e per quanto riguarda il fabbisogno di energia primaria tutto si fa con i soliti progetti di sofware gia' predisposti e il tutto poi diventa facile : basta inserire i dati dell'immobile . vorrei vedere poi come si mette con le DIAGNOSI ENERGETICHE !

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Eliobono

Siamo un paese di principianti dove TUTTO viene sacrificato alla propaganda politica. L'Italia, seppur con forte ritardo, iniziò un percorso virtuoso con l'emanazione delle Legge 10 del 1991 che però, come sempre succede nel nostro paese, è rimasta sulla carta, le amministrazioni locali hanno totalmente disatteso i propri compiti rendendo vani gli intenti di intervenire nel campo del risparmio energetico degli edifici. I professionisti seri, una piccola minoranza, sono stati ridicolizzati da comportamenti mafiosi da parte di chi dovrebbe imporre il rispetto delle leggi e si è continuato a premiare l'improvvisazione e la furbizia. Con la delega alle Regioni in materia di risparmio energetico si è poi data la mazzata finale ad ogni velleità di chi intendeva affrontare seriamente il problema, abbiamo assistito a scandalose propagande a fini politici mentre nella realtà si è legiferato in maniera totalmente inadeguata ed autoritaria per finire con abilitare cani e porci ad operare in una materia che richiede responsabilità e professionalità che si acquisiscono esclusivamente con l'esperienza e l'impegno non con ridicoli corsi di poche ore che servono solo ad arrichire cialtroni incompetenti ed amici dei politicanti di turno. Ora che finalmente esiste una normativa nazionale al rigurado, anche se sicuramente perfettibile, sarebbe il caso di ritirare le deleghe alle Regioni che tanto danno stanno facendo in una materia tanto complessa quanto determinante per il nostro futuro.

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enrico

questa é la conseguenza di provvedimenti decisi non da un governo responsabile ma dai soliti interessi corporativi

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Danilo

Non penso che la UE si riferisse alla competenza dei tecnici, ma piuttosto all'obbligo di allegare l'ACE al momento della transazione, o piuttosto alla incompletezza della procedura di calcolo. Qualcuno sa dove poter trovare il testo che ha inviato Bruxelles?

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claudio

ha ragione l'Europa: dire che si vuole incentivare l'efficienza energetica e poi permettere a tecnici per niente specializzati di calcolare i fabbisogni energetici degli edifici, compilando Attestati di Certificazione Energetica di cui si è tolto l'obbligo di allegazione all'atto di compravendita, a pena di nullità dello stesso, fa parte delle furbate dei nostri politici notoriamente doppiogiochisti. Intanto sborsiamo miliardi per i danni di eventi meteo che ci dicono ogni mese che il clima sta impazzendo. Serve agire bene ed in fretta altro che predicare bene e...