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Autorizzazione preventiva, come cambieranno i bonus edilizi?

Autorizzazione preventiva, come cambieranno i bonus edilizi?

Aliquote delle detrazioni e tetti di spesa più bassi tra le altre ipotesi per ridisegnare gli incentivi e superare le distorsioni del Superbonus

Vedi Aggiornamento del 10/05/2024
Bonus edilizi - Foto: serezniy 123RF.com
Bonus edilizi - Foto: serezniy 123RF.com
di Paola Mammarella
19/04/2024 - Bonus edilizi con aliquote non troppo generose, limiti di spesa stringenti e autorizzazione preventiva. Sono i cardini su cui potrebbero poggiare i nuovi bonus edilizi.
 
A tracciare un quadro delle criticità delle agevolazioni esistenti e delle ipotesi del nuovo sistema di incentivi è stato il Direttore del Dipartimento Finanze del Ministero dell’Economia, Giovanni Spalletta, intervenuto nel ciclo di audizioni in Commissione Finanze del Senato sul disegno di legge di conversione del nuovo Decreto Superbonus (DL 39/2024).
 

Bonus edilizi con autorizzazione preventiva, aliquote e tetti di spesa più bassi

Dopo aver ripercorso le modifiche normative che hanno interessato i bonus edilizi e, in particolare, il Superbonus, Spalletta ha spiegato. He il design della misura, combinando aliquote eccessivamente generose con la possibilità di cedere il credito senza di fatto sostenere alcuna anticipazione finanziaria delle spese per i lavori di riqualificazione, in assenza di una preventiva procedura di autorizzazione che caratterizza altri crediti di imposta (ad esempio quelli previsti per Industria 5.0), è alla base di difficoltà oggettive e non superabili.
 
Spalletta ha riportato che la situazione è radicalmente diversa negli altri Pesi europei. Ad esempio, le aliquote di agevolazione vanno da un minimo del 20% in Germania a un massimo del 60% (Spagna) e 70% (Francia) variabili a seconda del tipo di intervento; in tutti i casi, comunque, sono previsti massimali di spesa e di importo delle detrazioni.
 
Secondo Spalletta, misure agevolative automatiche e senza preventiva autorizzazione non sono più compatibili con il nuovo quadro di finanza pubblica.
 
 

Superbonus e bonus edilizi, i numeri di sconto in fattura e cessione del credito

Spalletta nel suo intervento ha ricordato le norme che regolano il Superbonus e i bonus edilizi e affermato che la possibilità di scegliere tra lo sconto in fattura e la cessione del credito è stata determinante per l’aumento degli interventi agevolati e dell’interesse da parte dei beneficiari, degli operatori del settore costruzioni e degli intermediari finanziari.
 
Lo sconto in fattura e la cessione del credito hanno reso l’agevolazione particolarmente vantaggiosa, tenuto conto che si consentiva ai beneficiari di non anticipare la liquidità necessaria a sostenere i lavori di ristrutturazione. La quasi totalità dei beneficiari ha utilizzato le suddette modalità di fruizione e ha preferito quindi non anticipare le spese e non portarle in detrazione dall’Irpef a partire dall’anno successivo.
 

I numeri dello sconto in fattura e della cessione del credito

Spalletta ha illustrato i dati a disposizione del Dipartimento delle Finanze, dai quali risulta che le detrazioni Irpef per il Superbonus sono risultate nell’anno di imposta 2022 pari a circa il 4% del totale del costo annuo della misura, mentre il 96% del beneficio è riconducibile allo sconto in fattura e alla cessione del credito.
 
Sulla base degli ultimi dati forniti dall’Agenzia delle Entrate aggiornati alla data del 4 aprile 2024, termine ultimo per inviare la comunicazione relativa all’opzione per la cessione del credito o lo sconto in fattura senza possibilità di remissione in bonis, risulta che l’ammontare dei crediti relativi alle prime cessioni è pari a 160,5 miliardi di euro. Tale importo comprende anche i crediti che sono stati annullati dagli utenti o sequestrati dall’Autorità giudiziaria.
 
Dall’uso indiscriminato dello sconto in fattura e della cessione del credito sono scaturite criticità legate all’uso fraudolento delle detrazioni e alla sostenibilità finanziaria, che hanno reso necessaria l’adozione di provvedimenti restrittivi.
 
Sulla base di queste argomentazioni, il Governo rivedrà il sistema delle detrazioni fiscali relativi alla riqualificazione energetica e edilizia.
 
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