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Contante a 5mila euro, Bankitalia e Corte dei conti: incoerente con PNRR e lotta all’evasione fiscale

Contante a 5mila euro, Bankitalia e Corte dei conti: incoerente con PNRR e lotta all’evasione fiscale

Presidente Meloni: ‘per paradosso più è basso il tetto e più si rischia l’evasione’

alfexe©123RF.com
di Paola Mammarella
05/12/2022 - Il ddl di Bilancio 2023 ha iniziato il suo iter in Parlamento e si inizia a discutere sull’opportunità di modifica di alcune misure, come la proposta di elevare da mille a 5mila euro il tetto per l’utilizzo del denaro contante.
 
Bankitalia e Corte dei Conti, intervenute in audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, hanno espresso le proprie perplessità mentre la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in una diretta Facebook ha difeso la bontà della misura.
 

Contante a 5mila euro, favorisce l’evasione?

Secondo Fabrizio Balassone, capo del servizio Struttura economica del Dipartimento Economia e Statistica della Banca d'Italia, “le disposizioni in materia di pagamenti in contante e l'introduzione di istituti che riducono l'onere tributario per i contribuenti non in regola rischiano di entrare in contrasto con la spinta alla modernizzazione del paese che anima il Pnrr e con l'esigenza di continuare a ridurre l'evasione fiscale”.
 


Dello stesso avviso Enrico Flaccadoro, presidente di coordinamento delle Sezioni Riunite della Corte dei conti. “Va segnalato come l'innalzamento del tetto dei pagamenti e, in particolare, la non sanzionabilità dei rifiuti ad accettare pagamenti elettronici di un determinato importo possano risultare non coerenti con l'obiettivo di contrasto all'evasione fiscale previsto nel PNRR e con la Riforma dell'Amministrazione fiscale”.
 

Contante a 5mila euro: Meloni: favorisce la legalità

Di parere completamente opposto la Presidente Meloni. “Abbiamo aumentato il tetto al contante perché sfavorisce la nostra economia”, ha affermato in una diretta, pubblicata sulla sua pagina Facebook.
 
Meloni ha spiegato che in un mercato europeo un tetto ha senso se ce l’hanno tutti e, riportando l’esempio della Germania e dell’Austria, ha affermato che non hanno un tetto al contante.
 
Citando uno studio condotto da Unimpresa, ha sottolineato che l’anno con l’evasione fiscale più bassa è stato il 2010, anno in cui il tetto al contante era a 5mila euro.
 
Meloni ha aggiunto sostenendo che “è falso che l’utilizzo del denaro contante favorisce l’evasione - perché - per paradosso più è basso il tetto e più si rischia l’evasione: se non posso spendere contanti legalmente lo farò in nero”.

Per concludere, Meloni ha posto l'attenzione su un'altra misura della manovra, che a suo parere, amplificando i controlli sull'apertura delle Partite Iva, consente la lotta all'evasione e alle irregolarità.
 
La sorte del tetto all’utilizzo del denaro contante sarà determinata dagli emendamenti che potrebbero essere presentati e dal confronto in Parlamento.
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