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Flat tax, equo compenso, cessione dei crediti: le novità allo studio

Flat tax, equo compenso, cessione dei crediti: le novità allo studio

Confprofessioni: ‘prioritario alleggerire il peso fiscale e approvare l’equo compenso’. Confartigianato: ‘si preveda un acquirente pubblico di ultima istanza per i crediti’

Vedi Aggiornamento del 03/02/2023
Foto: confprofessioni.eu
Foto: confprofessioni.eu
di Rossella Calabrese
15/11/2022 - È ormai in fase di definizione il testo della Legge di Bilancio 2023, la prima dell’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni, che dovrebbe essere pronto nei prossimi giorni per poi essere approvato entro la fine dell’anno.
 
Come noto, la maggior parte delle risorse sarà assorbita dal taglio delle bollette e dei costi energetici. Ma su tutti gli altri temi c’è un vivace dibattito e molte opzioni sono ancora aperte.
 
“Nei prossimi giorni capiremo come e in che misura si potrà finanziare il taglio del cuneo fiscale e la flat tax e come il Governo intende intervenire per sbloccare la cessione dei crediti relativi al superbonus e per risolvere i punti critici delle detrazioni”.
 
Lo ha dichiarato il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, al termine di un incontro sulla manovra, tenutosi tra Governo e parti sociali* a Palazzo Chigi venerdì 11 novembre, e del quale il Governo non ha fornito resoconti.
 
Stella fa sapere che Confprofessioni ha proposto al Governo un pacchetto di misure che potrebbero essere recepite nella manovra.
 

Professionisti, allo studio nuova flat tax

“La scelta di sostenere i salari attraverso la riduzione del cuneo fiscale va nella giusta direzione. La priorità di imprese e professionisti è quella di abbassare il costo del lavoro per aumentare l’occupazione e sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, senza dimenticare, però, che inflazione e congiuntura negativa non possono pesare solo sui datori di lavoro” - ha detto Stella.
 
“Positiva, quindi - secondo Confprofessioni -, l’intenzione del Governo di ridurre la pressione fiscale su professionisti e Partite IVA attraverso la flat tax, ma occorre tenere conto delle peculiarità e delle esigenze dei liberi professionisti”.
 
Pare che il Governo stia valutando l’innalzamento - tra 80mila e 100mila euro - della soglia di ricavi e compensi che consente ai soggetti titolari di partita Iva di aderire al regime forfettario, con aliquota al 15%.
 

Allo studio anche la previsione di un regime sostitutivo opzionale, la cosiddetta ‘flat tax incrementale’, per i titolari di redditi da lavoro o di impresa non aderenti al regime forfetario che potranno assoggettare ad aliquota del 15% una quota dell’incremento di reddito registrato nel 2022, rispetto al maggiore tra i redditi dichiarati nei tre anni d’imposta precedenti.
 
“Riteniamo che si possano tenere insieme la tassazione agevolata flat e la partecipazione alle società tra professionisti, in modo da non penalizzare, anzi incentivare, gli studi che vogliono crescere dimensionalmente e assumere personale” - ha aggiunto Stella.
 

Superbonus e cessione dei crediti

E sul superbonus Stella chiede chiarezza: “il Governo deve garantire stabilità perché non si possono cambiare continuamente le regole del gioco e occorre riattivare il circuito della cessione del credito”, ha concluso il presidente di Confprofessioni. Su questo tema, il Presidente di Confartigianato Marco Granelli, ha sottolineato la necessità di garantire il rispetto degli impegni già assunti dalle imprese, salvaguardando, almeno, i lavori già avviati nel corso del 2022 con l’attuale intensità di aiuto pari al 110%.

Secondo Granelli è poi fondamentale sbloccare i crediti d’imposta incagliati nei cassetti fiscali delle imprese sia attraverso una maggior flessibilità nell’utilizzo dei crediti e la previsione di un acquirente pubblico di ultima istanza sia con l’incremento della capacità fiscale delle banche consentendo di utilizzare i crediti acquisiti a compensazione delle somme che le banche stesse devono riversare all’erario per conto dei propri clienti.
 

Professionisti ed equo compenso

Infine, Stella ha chiesto una rapida approvazione del disegno di legge sull’equo compenso, ripartendo dalla proposta a firma Meloni e altri già presentata lo scorso ottobre alla Camera. 
 

*Confindustria, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Cna, Confimi, Casartigiani, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzione, Alleanza cooperative, Federterziario, Confservizi, Confetra, Ania, Abi, Ance, Cia, Copagri, Confedilizia, Confprofessioni, Unsic e Unicoop. Per il Governo erano presenti i ministri Giancarlo Giorgetti (Economia e Finanze), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), Marina Calderone (Lavoro e Politiche sociali), Raffaele Fitto (Affari europei, Politiche di coesione e Pnrr) e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari.

 
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