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Professionisti: Inps, Inarcassa o entrambe?

di Paola Mammarella

Sottosegretario Di Piazza: ‘la Cassazione ha stabilito l’obbligo Inps per chi non versa il contributo soggettivo a Inarcassa. Il Governo monitorerà i contenziosi pendenti’

Vedi Aggiornamento del 30/10/2019
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15/10/2019 – Quali obblighi previdenziali ha un libero professionista? Può iscriversi solo ad Inarcassa o, in certi casi, deve versare dei contributi anche alla Gestione separata Inps?
 
Il caso è controverso e ha dato luogo a numerosi contenziosi, soprattutto dopo che l’Inps, nel 2009, ha iscritto d’ufficio alla sua Gestione separata i liberi professionisti che non versavano il contributo soggettivo alla Cassa previdenziale privata di appartenenza.
 

Professionisti e contributi previdenziali, l’interrogazione

Sull’argomento, l’on. della Lega, Elena Murelli, ha presentato un’interrogazione alla Camera. Facendosi portavoce del malcontento dei professionisti, Elena Murelli ha ricordato che nel 2018, l'allora Sottosegretario Durigon aveva esortato l’Inps a valutare se fosse il caso di agire in autotutela annullando le iscrizioni d’ufficio.
 
Murelli ha quindi chiesto al Governo notizie sulla prosecuzione del tavolo tecnico istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali nel mese di giugno 2019.
 

Professionisti e contributi previdenziali, per la Cassazione ha ragione l’Inps

Il Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Stanislao Di Piazza, ha spiegato che con la Legge 335/1995 (Riforma Dini), è stata istituita la Gestione separata presso l’Inps. La Gestione separata estende l’assicurazione obbligatoria IVS (Invalidità, vecchiaia, superstiti) ai soggetti che esercitano per professione abituale, anche se non esclusiva, una attività di lavoro autonomo o una collaborazione coordinata e continuativa.
 
Dal momento che la platea dei soggetti obbligati all’iscrizione alla Gestione separata è risultata subito controversa, il legislatore ha spiegato che sono tenuti all’iscrizione coloro che non sono obbligato ad iscriversi ad un Albo professionale o che svolgono attività non soggette al versamento contributivo agli enti privati di previdenza obbligatoria.
 
Sull’attività libero professionale, ha spiegato il Sottosegretario, si è a lungo dibattuto se l’iscrizione alla Gestione separata Inps sia obbligatoria anche quando il professionista è iscritto solo all’Albo professionale, ma non alla correlata Cassa di previdenza, e ha versato alla Cassa provata il contributo integrativo, ma non quello soggettivo.
 
L’Inps ritiene che il pagamento del contributo integrativo alla Cassa professionale privata non assicura una posizione previdenziale utile ai fini pensionistici. Per questi motivi, nel 2009 ha iscritto d’ufficio alla gestione separata, con decorrenza dal 2007, i liberi professionisti che non avevano versato il contributo soggettivo ad un’altra cassa di previdenza privata.
 
Dopo una serie di contenziosi tra Inps e mondo delle professioni, la Cassazione ha stabilito “l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata Inps anche per coloro che, pur iscritti all'albo, svolgono un'attività non sottoposta al versamento del contributo soggettivo a favore della Cassa”.
 
Il Sottosegretario ha quindi affermato che l’Esecutivo monitorerà l’esito dei contenziosi pendenti.
 

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